Blog sulla sicurezza informatica e l’informazione dei sistemi

Andrea Biraghi, Cyber Security manager e direttore della divisione Security and information Systems, lavora da anni per il mantenimento della sicurezza dei sistemi informativi. In una società sempre più digitalizzata ed interconnessa è divenuto ormai indispensabile prendere atto delle minacce esistenti nella rete Internet: solo un costante impegno ed aggiornamento rendono possibile affrontare e combattere i Cyber criminali e riprendersi in fretta dalla loro violazioni. La posta in gioco è alta e la sicurezza dei servizi web è fortemente legata al nostro sviluppo economico: basti pensare al rapido aumento delle connessioni, degli utenti, l’aumento del valore di numerose transazioni effettuate attraverso le reti, la crescita delle imprese legate al commercio elettronico.

attacchi-informatici

Attacchi informatici alle infrastrutture: le nuove strategie del gruppo hacker russo Energetic Bear

Il gruppo di hacker, Energetic Bear, tra i più furtivi della Russia, autore di numerosi attacchi informatici alle infrastrutture critiche, sembra che sta gettando una vasta rete per trovare obiettivi utili prima delle elezioni USA. Gli esperti di intelligence e sicurezza hanno confermato che gli attacchi alle infrastrutture potrebbero essere mirati al furto di dati con l’obiettico di intaccare la fiducia nelle istituzioni.

L’allerta dell’Fbi parla di minacce avanzate da parte di hacker di stato per compromettere gli obiettivi del governo degli Stati Uniti.

Gli hacker di stato russi

Gli attori delle minacce stanno impiegando nuovi TTP per aiutare a raggiungere i loro obiettivi di lunga data di sopravvivenza del regime, accelerazione economica, superiorità militare, operazioni di informazione e spionaggio informatico.

Andrea Biraghi – Gli Hacker di Stato e gruppi ransomware raffinano le tattiche per infliggere più danni nel 2021

Gli hacker russi hanno iniziato a muoversi da Settembre, quando gli hacker statali russi hanno iniziato a aggirarsi intorno a decine di sistemi informatici statali e locali americani.

Attacchi informatici: le analisi degli attacchi del gruppo APT russo

Christopher C. Krebs, il direttore della Cybersecurity and Infrastructure Security Agency, che ha emesso l’avviso insieme con l’F.B.I., ha affermato che il gruppo sta cercando di eseguire una scansione delle vulnerabilità. Un atto preparatorio per garantirsi l’accesso al momento del bisogno. Non avendo quindi le prove che il gruppo possa compromettere l’integrità dei dati elettorali, l’intelligence crede che il loro obiettivo possa essere quello di mantenere dei punti d’appoggio nelle reti informatiche statunitensi.

‘Gli attacchi e le intrusioni del settembre 2020 hanno preso di mira stati e contee, sollevando preoccupazione.

Il gruppo Energetic Bear ha violato in passato negli ultimi cinque anni ha violato la rete elettrica, gli impianti di trattamento delle acque e persino le centrali nucleari, tra cui una in Kansas. Ha violato inoltre i sistemi Wi-Fi all’aeroporto internazionale di San Francisco e almeno altri due aeroporti della costa occidentale nel mese di marzo.

L’ALERT di Fbi e della Cybersecurity and Infrastructure Security Agency, riporta l’analsi degli attacchi.

Il gruppo APT sponsorizzato dalla Russia sta ottenendo le credenziali dell’utente e dell’amministratore per stabilire l’accesso iniziale, consentire il movimento laterale una volta all’interno della rete e individuare risorse di alto valore per estrarre i dati. In almeno un compromesso, l’attore APT ha attraversato lateralmente una rete vittima SLTT e ha avuto accesso a documenti relativi a:

Configurazioni di rete sensibili e password.

Procedure operative standard (SOP), come la registrazione all’autenticazione a più fattori (MFA).

Istruzioni IT, come la richiesta di reimpostazione della password.

Fornitori e informazioni sugli acquisti.

Stampa di badge di accesso.

Alert (AA20-296A)

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La Cyberwar nel 2020: cyber sabotaggi e nemici invisibili.


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HEH botnet: il nuovo malware che attacca i dispositivi IoT

HEH è la botnet appena scoperta che attacca i sistemi connessi a Internet utilizzando il protocollo Telnet sulle porte 23/2323 e si diffonde lanciando attacchi brut-force.

Cosa sappiamo sino ad ora?

Su SecurityAffairs si legge che la nuova botnet è stata scoperta dai ricercatori Netlab, la divisione di sicurezza di rete del gigante tecnologico cinese Qihoo 360. HEH, secondo le prime analisi, conterrebbe il codice per cancellare tutti i dati dai sistemi infetti, come router, dispositivi IoT e server.

HEH botnet le analisi dei ricercatori di sicurezza

In una panoramica, sul blog di Netlab, si legge che HEH botnet – questo è il nome dato perché sembra essere il nome del progetto all’interno del codice – è scritto in linguaggo GO e utilizza il protocollo P2P proprietario. Sulla base del risultato di analisi di go_parser di Jia Yu – che si trova su GitHub l’esempio HEH catturato è stato costruito da Go 1.15.1. L’esempio contiene tre moduli funzionali: modulo di propagazione, modulo di servizio HTTP locale e modulo P2P.

/mnt/c/Users/brand/go/src/heh/attack.go
/mnt/c/Users/brand/go/src/heh/commands.go
/mnt/c/Users/brand/go/src/heh/structFun.go
/mnt/c/Users/brand/go/src/heh/cryptotext.go
/mnt/c/Users/brand/go/src/heh/httpserver.go
/mnt/c/Users/brand/go/src/heh/killer.go
/mnt/c/Users/brand/go/src/heh/main.go
/mnt/c/Users/brand/go/src/heh/network.go
/mnt/c/Users/brand/go/src/heh/peerlist.go
/mnt/c/Users/brand/go/src/heh/portkill.go
/mnt/c/Users/brand/go/src/heh/services.go
/mnt/c/Users/brand/go/src/heh/telnet.go

Fonte: NetLab Blog – HEH, a new IoT P2P Botnet going after weak telnet services

Gli esempi acquisiti sono stati originariamente scaricati ed eseguiti da uno script Shell dannoso denominato wpqnbw.txt, che scarica ed esegue i programmi dannosi per le diverse architetture CPU. Gli script dannosi sarebbero ospitati su pomf.cat,

HEH BOTNET

I ricercatori di sicurezza – con la società cinese Qihoo 360 – dicono di aver individuato una nuova botnet IoT codificata con un comando per cancellare i dispositivi infetti. Ma si tratta di una prima analisi, su una botnet relativamente nuova – probabilmente nelle sue prime fasi di sviluppo – e i ricercatori di Netlab non possono ancora dire se “l’operazione di pulizia” del dispositivo è intenzionale o se è solo una routine di autodistruzione mal codificata. La cancellazione di tutte le partizioni riguarda anche il firmware o il sistema operativo del dispositivo, questa operazione ha il potenziale per bloccare i dispositivi, fino a quando il firmware o i sistemi operativi non vengono reinstallati.

Queto però non esclude che se questa funzione venisse attivata potrebbe portare alla distruzione, al blocco o al malfunzionamento di migliaia di dispositivi. Di quali dispositivi si parla? Router di casa, dispotitivi smart e IoT , server Linux e via dicendo. La botnet infatti può infettare qualsiasi cosa – utilizzando il protocollo Telnet sulle porte 23/2323 debolmente protette – ma il malware HEH funzionerebbe solo su piattaforme NIX. Heh utilizza un dizionario di password con 171 nomi utente e 504 password per tentare di prendere in consegna i dispositivi, come i router, che eseguono telnet.

L’analisi completa su NetlabBlog – HEH, a new IoT P2P Botnet going after weak telnet services

Leggi di più su DifesaSicurezza.com: P2P è il futuro delle botnet?

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Cybersecurity: dispositivi medici, reti IT medicali e sanità digitale

La cybersecurity dei dispositivi medici e delle reti IT medicali è sempre più importante in quanto i dati e le informazioni sui cittadini rappresentano oggi una nuova ed estesa superficie d’attacco per i gruppi di criminal hackers. Il settore sanitario è in effetti uno dei settori più critici a riguardo – costituendo parte dell’infrastruttura nazionale critica – ove la sicureza delle reti e dei dispositivi risulta ora cruciale per garantire la continuità dei servizi.

Tenendo a mente gli attacchi a livello di stato-nazione, bisogna oggi chiedersi se questi stessi aggressori – che prendono di mira dispositivi e reti per entrare nelle organizzazioni e fare spionaggio industriale – stanno oggi esplorando i dispositivi medici come un modo per inibire la nostra risposta medica in caso di emergenza.

Un importante contributo per comprendere la situazione sanitaria in materia di sicurezza informatica lo ha dato il rapporto Clusit 2019: il settore sanitario è, ogni giorno, sempre più bersagliato a livello globale. Una carenza che nel breve e nel lungo termine rappresenta un serio problema.

Cybersecurity: dispositivi medici e tecnologia IoT

Come scrive Agenda Digitale, secondo l’Agenzia europea per la sicurezza delle reti e dell’informazione (ENISA), quando i componenti di Internet of Things (IoT) supportano le funzioni principali degli ospedali – smart hospitals – la sicurezza delle reti e dei sistemi informativi diventano automaticamente questioni critiche.

Questi dispositivi medici in rete e altre tecnologie mobili per la salute (mHealth) sono un’arma a doppio taglio: hanno il potenziale per svolgere un ruolo di trasformazione nell’assistenza sanitaria, ma allo stesso tempo possono diventare un veicolo che espone i pazienti e gli operatori sanitari alla sicurezza e rischi per la sicurezza informatica come violazioni, malware e vulnerabilità ad accessi non autorizzati. I problemi di sicurezza del paziente – lesioni o morte – legati alle vulnerabilità di sicurezza dei dispositivi medici collegati in rete sono una preoccupazione fondamentale; dispositivi medici compromessi potrebbero anche essere utilizzati per attaccare altre parti della rete di un’organizzazione.

Andrea Biraghi – Convergenza tra sicurezza informatica e fisica: nuova efficienza ed efficacia

Tra le vulnerabilità più sfruttate vi sono gli aggiornamenti non protetti – o implementati in modo errato – del firmware: quindi non crittografati, senza controllo sulla loro integrità, o assenza di metadatai che trasemttono informazioni sulla versione. Christopher Gates parla di tutte le vulnerabilità in un’intervista rilasciata a HelpNetSecurity, dal titolo “How to build up cybersecurity for medical devices”.

Compito del software è soddisfare dei criteri base di sicurezza ed efficacia, senza causare rischi inaccettabili. Il software, che è parte integrante del dispositivo medico, deve essere così incluso nel piano di gestione del rischio, assciurandosi che sia stato sviluppato secondo le regole.

Cyber-security-convergence-andrea-biraghi

Preparing for physical and cyber security convergence by Andrea Biraghi

“Preparing for physical and cyber security convergence“, Issue 8, scritto da Andrea Biraghi per Longitude, Ottobre 2020.

A comprehensive security strategy in today’s threat environment calls for solutions that take both physical and cyber-security into account, because cyber threats are physical threats too. By thinking of cyber-physical security in a unified way, leaders can invest in advanced digital technology making their network and facilities safer.

Cyber & Physical security Convergence

The physical, real world is becoming more and more saturated with objects that have a computational capacity and that communicate with the network, with each other or with users / citizens. Virtually everything, in the near future, will be interconnected and will have to collect information, make autonomous decisions and respond to predefined stirrings.

In this technology-rich scenario, the components of the real world interact with the cyberspace through sensors, computers, communication systems, quickly leading us towards what has been called the Cyber-Physical World (CPW ) convergence. Flows of information are continuously exchanged between the physical and cyber world, adapting this converged world to human behavior and social dynamics. Eventually, humans remain at the center of this world, since information relating to the context in which they operate is the key element in adapting CPW applications and services. On the other hand, a wave of (human) social networks and structures are now the protagonists of a new way of communicating and computing paradigms.

Concerning this limitless world and linked scenarios, it is important to delve deeper into some of the security issues, challenges and opportunities, because physical security is increasingly looped to cyber security.

Physical and cyber security convergence and the Internet of things

Preparing for physical and cyber security convergence

By 2020 there will be more than 230 billion active intelligent objects (known as IoT – Internet of Things), 24.4 billion of them will be directly connected to the net- work; each of us is already completely immersed in a technological landscape on which we depend for many elementary actions during the day: for example the car navigator system to move around, the mobile phone or applications to order online shopping and so on.

However, people hardly stop to reflect on the fact that there are also many other elements of their life that absolutely depend on the cyber world. Just to give a few examples in the world of transport, almost all the newly built subways, high-speed trains, aircraft landings in conditions of poor visibility, are all governed by computers that manage the systems to which they are dedicated in an absolutely “human less” way. The subways are therefore “driver less”, the train driver is present only to manage emergencies, in the airplanes the landing with fog is managed by a ground-based automatic system that communicates with the control systems of the plane allowing it to land even without seeing the runway.

We can therefore easily understand the tricky correlation between cyber and physical security of passengers. If someone had the ability to violate any of these systems it could cause damage to human life, thus instantly short-circuiting the cyber and physical world. It is only a first example of how the two realities have now collapsed into a new single universe.

Cyber Security and OT and IT Convergence

Now shift your attention to healthcare, which by technological advances, has allowed us to increase average life expectancy all over the world, not only thanks to drugs but also to electronic devices. Pacemakers and implanted defibrillators that inform doctors in real time about the behavior of your heart and that react to every problem by stimulating the muscle to restart or change pace, all these devices communicate continuously from inside your body with a small box on the outside, in turn connected with the doctor who is treating you. These networked medical devices and other mobile health (mHealth) technologies are a double-edged sword: they have the potential to play a transformational role in health care but at the same time they can become a vehicle that exposes patients and health care providers to safety and cybersecurity risks such as being hacked, being infected with malware and being vulnerable to unauthorized access.

Patient safety issues – injury or death – related to networked medical device security vulnerabilities are a critical concern; compromised medical devices also could be used to attack other portions of an organization’s network.

Cyber Attacks on Critical Infrastructure: the virtual warfare

As a further risk scenario for citizens, it is worth analyzing the so-called “essential services” such as water, electricity, gas, which are vital for daily life. All networks that allow your home to receive its own water, electricity and gas, are automatic systems, consisting of sensors, actuators and computers that allow to manage and regulate the flow, pressure, voltage to give everyone an efficient and continuous service. However, the fact that these networks are spread throughout the territory and therefore are so extensive, exposes them to possible attacks that have the purpose of in- terrupting the public service. The temporary lack of light isn’t just a “nuisance” it could involve a real risk to human life. The lack of home heating gas in a northern European nation could easily entail a real risk of hypothermia.

As there is a history of cyber security and virtual warfare becoming real war, with real impact on human life, it may be interesting to report some examples of what really happened (and continues to happen) in the world of critical infrastructures.

In 2005, with the attack, allegedly performed by the United States and Israel, on Iranian nuclear power plants, on centrifuges aimed to enrich uranium in order to develop an atomic bomb, we discovered that even infrastructure considered unassailable from the point of view of cyber security, namely nuclear power plants, were absolutely exposed to attacks. This sabo- tage took place through a malware called Stuxnet and it has been the most advanced used on nuclear infrastructure so far. The malware infected the systems that run the spinning machines and modified the rotation of speed of centrifuges continuously. This compromised the enrichment process and caused severe damage to the plant, with the centrifuges spinning at enormous speed and suddenly slamming on the brakes. The primary intention of the attackers was to slow down Tehran’s nuclear program by destroying the plant, possibly to gain time to complete diplomatic negotiations.

The attackers decided to limit the hit only to the centrifuges, but potentially they could have decided to raise the level of the attack to the total destruction of the nuclear plant.

Don’t make the mistake of thinking that this is something that could have only happened in the past, assuming that today’s cyber security systems allow to fully guarantee the functioning and protection of networks. The reality is that while on one hand the level of cyber protection is now much higher, on the other hand, the refinement of the attacks has also grown ex- ponentially, forcing a security escalation that seems to never end.

Today, for example, Israel turns out to be one of the most attacked nations. By attacking Israeli critical infrastructures, cyber terrorism wants to strike at Jewish citizens and therefore through cyber attacks to threaten real, physical life using this as a lever for geopolitical reasons. Israel is attacked 1,000 times a minute by cyber-terrorists who are largely targeting the country’s infrastructure: water, electricity, communications, and other important services. While the hackers have so far failed to mount a meaningful attack on major systems that might leave Israelis without power, there’s no guarantee it can’t happen in the future.

In fact, the odds are with the cyber-terrorists, at least as far as the Israeli Electric Company (IEC) is concerned, because the company is subject to be- tween 10,000 and 20,000 cyber-attacks each day.

The IEC is treating these attacks as a security emergency, with a 24/7 deployment of top security staff, military-style strategies to outwit, thwart, or fight back against attackers, in order to ensure that attacks do not disable the IEC’s ability to keep the energy flowing.

Cyber security convergence: integrated electronic-cyber warfare is crucial

A cyber-war can inflict the same type of damage as a conventional war. If you want to hit a country severely you hit its power and water supplies. Cyber technology can do this without firing a single bullet. Cybersecurity in this case, is not about saving information or data, it’s about securing the different life systems regulated by computers. It is useful, here, to recall that NATO itself between 2014 and 2016 brought the domains of operations from 4 (land, air, sea, space) to 5, adding the cyber battlefield. It is proof that today cyber-protection cannot be ignored in the safeguard of nations because of the repercussions for the health and safety of citizens.

NATO also reached this decision following the campaign of attacks in Estonia, when in April and May 2007, it became the target of several coordinated cyber attacks. Over a three-week period, government and parliamentary portals, ministries, news outlets, internet service providers, major banks, and small businesses were all targeted, predominantly by a Distributed Denial of Service (DDoS). The offensive coincided with the Estonian government’s decision to relocate the ‘Bronze Soldier Memorial’ in Tallinn, which led to significant civil disturbance in both Estonia and Rus- sia. The vast majority of malicious network traffic was of Russian-language origin and seemed politically motivated. The Russian government denied any involvement, however, the cyber attacks were accompanied by hostile political rhetoric by Russian officials, unfriendly economic measures, and refusal to cooperate with the Estonian investigation in the aftermath of the attacks, all of which likely to have encouraged the perpetrators. The attacks caused some disruption and economic cost to Estonia, but more importantly, they exposed Estonia’s vulnerabilities, and demonstrated the potential of cyber war to cause lasting damage if intended.

Following these attacks, Jaap de Hoop Scheffer, NATO Secretary General (2004-2009), declared:

“These cyber attacks have a security dimension without any doubt and that is the reason that NATO expertise was sent to Estonia to see what can and should be done. […] Does this have a security implication? Yes, it does have a security implication. Is it relevant for NATO? Yes, it is relevant for NATO. It is a subject which I am afraid will stay on the political agenda in the times to come.”

Jaap de Hoop Scheffer, NATO Secretary General

We can only confirm that the Secretary General was absolutely right and today more than ever the issue of cyber security is one of the top priorities for every government, not only for the economic aspects related to financial fraud or the theft of intellectual property that impoverishes a state, but above all because the digitalization of all critical infrastructures and the ubiquitous diffusion of objects connected to the network exponentially increases the potential surface exposed to cyber attacks that can easily have repercussions and impact on the very life of their citizens.

To conclude, we are much more interconnected, we have many more services and “comforts” thanks to the spread of digital technology, but at the same time we are much less safe.

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Building up business agility, Longitude, Issue #106, by Andrea Biraghi. Post Covid-19 disruption knocks companies for transformation. That puts CEOs in pressure to take initiatives for leading the age. Envisioning organization requires hard-core decisions as it is all about the business reinvention.

Come costruire una vera agilità aziendale | Andrea Biraghi: sfide e opportunità post Covid

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Internet of things: la tecnologia estende internet ad oggetti e spazio

Internet of Things (IoT): tecnologia e innovazione hanno esteso internet ad oggetti e luoghi reali. Ora le cose che si trovano intorno a noi possono interagire con il mondo circostante, reperendo e trasferendo informazioni tra rete internet e mondo reale.

Per funzionare però è indispensabile che la gran mole di dati, da processare raccogliere e analizzare, sia disponibile in tempo reale: in questo caso la tecnologia 5G – quinta generazione degli standard per le connessioni mobile – è in grado di supportare connessioni ad altissima velocità in tempi piuttosto bassi, permettendo la connessione di un numero molto più elevato di dispositivi.

Ecco perchè la Cina, nel 2021, avrà un’intensa attività di lancio di satelliti per la rete spaziale a supporto dello IoT – 80 satelliti nello spazio per completare la rete, in tre fasi, intorno al 2023. L’IoT spaziale avrà un’ampia copertura e consentirà una facile connessione in tutte le condizioni atmosferiche e in molteplici campi. 

Internet of Things

Non solo, l’Internet delle cose sta cambiando la scienza e la medicina, nella quale la tecnologia si sta dimostrando un driver importante. Una mole enorme di dati – big data – vengono trasformati dall’intelligenza artificiale in informazioni utili – per diagnosticare e prevenire – in molti settori tra cui quello medico.E nel settore medico i dispostivi IoT possono fare meglio degli umani, estendendosi anche alla sala operatoria ed utilizzati per interventi chirurgici.

Per funzionare però è indispensabile che la gran mole di dati, da processare raccogliere e analizzare, sia disponibile in tempo reale: in questo caso la tecnologia 5G – quinta generazione degli standard per le connessioni mobile – è in grado di supportare connessioni ad altissima velocità in tempi piuttosto bassi, permettendo la connessione di un numero molto più elevato di dispositivi.

Così le previsioni anticipano che che gli investimenti in questa tecnologia cresceranno del 13,6% all’anno fino al 2022. E grazie a nuovi sensori, maggiore potenza di calcolo e connettività mobile affidabile, negli anni a venire ci sarà evidente un’ulteriore crescita.

Internet of Things e sicurezza informatica

Che i sistemi IoT siano esposti a rischi collegati alla sicurezza ben lo sappiamo come siamo consapevoli che sia quindi indispensabile proteggerli e quanto siano importanti soluzioni di cybersecurity per risolvere le loro vulnerabilità.

La CyberSecurity e le sfide ad essa correlate si stanno evolvendo rapidamente, motivo per cui la Commissione europea ha adottato una serie di misure tra cui l’istituzione di un quadro legislativo globale: l’Internet Of Things pone nuove questioni in materia di sicurezza e minacce informatiche

Andrea Biraghi – Infrastrutture critiche e cybersecurity: le sfide alla sicurezza

Il Threat Intelligence Report di NetScout afferma che molti dispositivi IoT possiedono vulnerabilità note che li rednono facili da compromettere se connessi ad Internet. A ciò si aggiunge che molti non dispongono di un meccanismo di aggiornamento software e quindi ad un certo pnto della loro vita destinati a essere vulnerabili. In: IOT E SICUREZZA INFORMATICA: PERCHÈ CONTA

Iot: un caso di reverse engineering

Tutto può essere hackerato: e Martin Hron, un ricercatore della società di sicurezza Avast, ne ha data la dimostrazione. Un dispositivo Iot può essere vulnerabile ad un attacco e in questo caso è una macchina intelligente per il caffè.

L’esperimento di Hron ha trasformato la “caffettiera” in una macchina ransomware, dimostrando che alcuni dispositivi possono anche essere riprogrammati per andare in tilt e richiedere un riscatto da utenti ignari. Nel suo blog il ricercatore parla del suo interessante esperimento The Fresh Smell of ransomed coffee: trasformare un oggetto di tutti i giorni – modificando il firmware della macchina- in una macchina pericolosa per chiedere il riscatto.

Potrebbe farlo anche qualcun altro? Come ci si potrebbe aspettare, la risposta è: sì.

Spionaggio-informatico-andrea-biraghi

Spionaggio informatico: tra vaccini, elezioni, proprietà intellettuali e propaganda

Spionaggio informatico: oggi le così dette spie lavorano da remoto e attraverso spyware, spyware, attacchi phishing, tecniche di ingegneria sociale e via di seguito, lanciano attacchi informatici su larga scala.

Spionaggio informatico

Tra campagne di spionaggio per colpire i dissidenti di un regime, malware Zero-day per rubare le proprietà intellettuali, propaganda e attività volte a danneggiare le elezioni americane, ora nel centro del mirino ci sono anche le ricerche sul Covid. Non ultimo l’attacco informatico a Tor Vergata, università romana: le spie hacker si sarrebbero introdotte nella rete attraverso un server, rendendo inutilizzabili importanti documenti, come quelli sulle ricerche e le terapie per contrastare il Covid-19.

Quali tattiche vengono usate dalle nuove spie informtiche?

Nella guerra informatica, ad esempio, secondo il rapporto “Cyberspace and the Changing Nature of Warfare” – Kenneth Geers, PhD, CISSP, Naval Criminal Investigative Service (NCIS) – sono utilizzate almeno 5 tattiche comuni ovvero: spionaggio, propaganda, Denial of Service, modifica dei dati, manipolazione dell’infrastruttura. La cyber intelligence può però anticipare un attacco informatico, sapere quando arriverà di che tipologia sarà.

Da quando Internet, grazie all’innovazione, ha superato la sua originale funzione di solo scambio e condivisione di informazioni contemporanemaente è diminuita la sua capacità di garantire i suoi utilizzatori contro i crimini informatici mettendo a rischio l’intera economia. Il problema nasce proprio in base all’origine dello stesso Internet, progettato per consentire elevati livelli di condivisione dei dati ma non per affrontare questioni come il costante aumento dei livelli di complessità e connettività.

Andrea Biraghi, Cyber Security e Cyber Spionaggio: le minacce nel settore automotive in Europa

Spionaggio informatico e la corsa al vaccino Covid

  • Attacco a Tor Vergata e la corsa al vaccino: sono statai compromessi almeno 100 computer a seguito di un attacco inormatico che ha preso di mira documenti e ricerche sul Covid. I documenti – tra cui terapie e ricerche – sono stati cifrati e resi inutilizzabili. L’università romana non è stata la prima struttura sanitaria – specializzata nel Coronavirus – ad essere attaccata. Un caso analogo è accaduto allo Spallanzani nel Marzo 2020. Leggi su Key4Bitz
  • Spagna e vaccino Covid: hacker cinesi rubano i dati ricerca. Il Quotidiano El Pays ha riportato l’attacco, è la “corsa per individuare un rimedio contro la pandemia” ed ha precisato che i servizi di intelligence di questi paesi si sono scambiati informazioni utili ad evitare questo rischio. Leggi su AdnKronos

Campagne di sorveglianza e propaganda

  • I ricercatori hanno scoperto 6 anni di una campagna di Cyber Espionage contro dissidenti iraniani: la campagna è stata orchestrata per Windows e Android – utilizzando un ampio arsenale di strumenti di intrusione sotto forma di backdoor progettate per rubare documenti personali, password, messaggi Telegram, e codici di autenticazione a due fattori dai messaggi SMS. Su HackerNews
  • Nuovi attacchi per contrastare le elezioni USA: FireEye, azienda di sicurezza informatica, ritiene che il gruppo hacker russo APT28, già noto per aver effettuato attività per danneggiare le elezioni americane del 2016, si stia preparando a sferrare nuovi attacchi, con l’obiettivo di danneggiare anche le prossime elezioni americane di novembre. Leggi: Perchè le elezioni USA 2020 sono al centro delle priorità per la sicurezza – Andrea Biraghi
Sicurezza informatica-e-covid-andrea-biraghi

Sicurezza informatica e Covid: i cyber criminali approfittano delle nostre vulnerabilità

Sicurezza informatica e Covid: durante la pandemia i Cyber criminali approfittano della nostre vulnerabilità, che non sono solo quelle informatiche ma sono quelle più umane, legate alle emozioni, alle paure vere e proprie.

Ci stiamo però adattando ad una nuova realtà, fatta anche di lavoro da casa dove abbiamo già visto, in altra sede, quali sono le sfide da sostenere per il solo smart working.

Lavoro da remoto: un impatto sicuramente forte lo ha avuto la nuova modalità di lavoro che molte aziene hanno dovuto obbligatoriamente sostenere: chi non ne ha sofferto sono le aziende più sviluppate, soprattutto quelle legate al settore tech e digital. Soprattutto la riduzione del numero di persone che si recano in uffcio ha avuto un impatto molto positivo sull’ambiente, il che ha significato: meno traffico, meno inquinamento, qualità di vita maggiore. Ma il lavoro da remoto ha espanso anche i rischi delle imprese e gli attacchi informatici sono aumentati in modo esponenziale.

Andrea Biraghi – Sicurezza informatica e smart working: le nuove sfide post Covid

La transizione al lavoro da remoto ha infatti spostato gran parte delle attività al di fuori del perimetro di sicurezza aziendale aumentando l’esposizione delle reti a rischio così di cyber attacchi. A riguardo sono stati recentemente pubblicati due report prodotti da Enterprise Strategic Group (ESG) e International Systems Security Association (ISSA): il Life and Times of Cybersecurity Professionals 2020 e The Impact of the COVID-19 Pandemic on Cybersecurity. .

Quello che emerge è la situazione da parte dei professionisti di sicurezza messi particolarmente alla prova da attacchi distruttivi, ransomware, phishing, correlati al COVID-19 e aumentati durante la pandemia. A questo si aggiunge il perimetro di sicurezza, le vulnerabilità e le minacce che prendono di mira gli smartphone.

Covid e sicurezza informatica: le statistiche da brivido raccolte da ZDNet

Su ZDNet si trovano 10 statistiche che hanno per oggetto il Covid19 e la sicurezza: al “quarto posto” e non per ordine di importanza c’è una statistica prodotta nel Verizon Business 2020 Data Breach Investigations Report. La statistica afferma che anche prima della pandemia, il furto di credenziali e il phishing erano al centro di oltre il 67% delle violazioni, ma in un test eseguito alla fine di marzo, i ricercatori hanno scoperto che gli utenti hanno una probabilità tre volte maggiore di fare clic su un collegamento di phishing e quindi inserire le proprie credenziali rispetto a prima del COVID. Ovviamente, le email di phishing contegono spesso parole come “COVID” o “coronavirus”, “maschere”, “test”, “quarantena” e “vaccino”. Vuoi non cliccarci su o scaricare l’allegato? Sbagliato.

I criminali informatici si avantaggiano delle vulnerabilità che sono anche i nostri dubbi e le paure di questa nuova pandemia con lo scopo di estorcere denaro e dati. Non bisogna avere paura, o dubitare: prima di toccare qualsiasi cosa, è fondamentale controllare e accertarsi della fonte o chiedere alla stessa azienda, la conferma della tale.

Cybersecurity-e-sistemi-spaziali

Cybersecurity e sistemi spaziali: le nuove regole della Casa Bianca

Cybersecurity e sicurezza dei sistemi spaziali: la Casa Bianca ha emesso una nuova serie di principi – e di migliori pratiche – per la sicurezza informatica – la protezione dei sistemi informativi, delle reti e dei canali di comunicazione wireless dipendenti dalla radiofrequenza – per proteggere i suoi investimenti infrastrutturali commerciali e critici nello spazio.

Il Consigliere per la sicurezza nazionale Robert O’Brien ha dichiarato anche che si impegneranno per “proteggere il popolo americano da tutte le minacce informatiche alle infrastrutture critiche, alla salute e alla sicurezza pubblica e alla nostra sicurezza economica e nazionale, compresi i sistemi e le capacità spaziali americane.”

Cybersecurity e sistemi spaziali: i principi di sicurezza della National Space Security

I nuovi principi di sicurezza della National Space Council sono stati redatti con l’obiettivo di aiutare a difendere i sistemi spaziali americani e le infrastrutture critiche dalle minacce informatiche. La Space Policy Directive-5, o SPD-5, promuoverà pratiche all’interno del governo e delle operazioni spaziali commerciali.

Esempi di attività informatiche dannose per le operazioni spaziali includono lo spoofing dei dati dei sensori, l’inceppamento di comandi non autorizzati per la guida e il controllo, codice dannoso e attacchi denial-of-service.

I principi della SPD-5 per i sistemi spaziali sono:

  • I sistemi spaziali e la loro infrastruttura di supporto, incluso il software, dovrebbero essere sviluppati e gestiti utilizzando un’ingegneria basata sul rischio e informata sulla sicurezza informatica.
  • I piani per la sicurezza informatica devono essere sviluppati e integrati dagli operatori dei sistemi spaziali e includre capacità di protezione contro accessi non autorizzati; ridurre le vulnerabilità dei sistemi di comando, controllo e telemetria; proteggere contro l’inceppamento e lo spoofing delle comunicazioni; proteggere i sistemi di terra dalle minacce informatiche; promuovere l’adozione di adeguate pratiche igieniche in materia di cybersecurity; e gestire i rischi della supply chain.
  • I requisiti e le normative di sicurezza informatica del sistema spaziale dovrebbero sfruttare le migliori pratiche e le norme di comportamento ampiamente adottate.
  • Best pratices, approci di mitigazione e collaborazione da parte dei proprietari e gli operatori dei sistemi spaziali
  • Gli operatori dei sistemi spaziali dovrebbero effettuare operazioni di rischio appropriate quando implementano requisiti di sicurezza informatica specifici per il loro sistema.
Ransomware-Italia-2020-andrea-biraghi

Ransomware 2020: Italia, uno dei paesi più colpiti

Ransomware 2020: l’Italia secondo le analisi e il report di TrendMicro è uno dei paesi più colpiti al mondo.

Ransomware 2020

Nell’ultimo mese, Luglio 2020, il numero degli attacchi informatici è aumentato rispetto al mese di giugno. Secondo TG Soft Cyber Security Specialist – TGSoft.it – c’è una crescita del numero dei cluster di malware rispetto al mese precedente. Secondo il Cyber Threat Report di Luglio, nella prima parte del mese è stata registrao un aumento dei malware attraverso campagne malspam, vari password stealer come AgentTesla, MassLogger e FormBook.

Ma la novità, tra le minacce informatiche, c’è il ritorno di Emotet, famoso per essere il più pericoloso framework criminale di cyber spionaggio.

Dal 21 luglio il malware Emotet ha iniziato a “spammare” anche in Italia. Fino al 24 luglio abbiamo una diversificazione di campagne malspam, dove diverse tipologie di malware si sono alternate in quelle settimane. Nell’ultima settimana di luglio vi è una predominanza di Emotet e AgentTesla.

Cyber Threat Report Luglio 2020 – TG Soft

Emotet, che nel tempo ha con un numero indefinito di varianti e con una serie non precisata di nomi differenti, è attualmente il malware più temuto in circolazione.

Secondo l’analisi di Security Affairs a metà agosto, il malware è stato impiegato nella nuova campagna di spam a tema COVID19: ora la botnet Emotet ha iniziato a utilizzare un nuovo modello “Red Dawn” che mostra il messaggio “Questo documento è protetto” e informa gli utenti che l’anteprima non è disponibile nel tentativo di indurlo a fare clic su “Abilita modifica” e “Abilita contenuto” per accedere al contenuto.

Leggi l’analisi su SecurityAffairs.co – Emotet Red Dawn template

Ransomware, Malware e Macro Malware: la situazione in Italia

In classifica nel report annuale di TrendMicro Italia, per quanto riguarda il 2019, l’Italia è seconda in Europa per attacchi ransomware subiti, mentre su scala mondiale è settimo per malware e quarto per macromalware. Le considerazioni poi della società di sicurezza informatica Forrester hanno prevsito una crescita, nel 2020, degli incidenti causati da attacchi ransomware “Gli aggressori sempre più esperti, indirizzeranno i loro attacchi a dispositivi di consumo (e ai consumatori) a scapito dei produttori di dispositivi“. I principali cambiamenti che stanno già avvenendo infatti si basano sull’evoluzione dell’intelligenza artificiale, gli attacchi all’integrità mediante deepfakes, e l’implementazione della tecnologia anti-sorveglianza.

Malware e ransomware continuano a rappresentare una minaccia per le aziende e i recenti attacchi contro imprese di rilevazna nazionale non fanno latro che evidenziare la crescita delle pratiche del cyber crime.

Rapporto Clusit 2020

Andrea-Biraghi-notizie-cybersecurity

Andrea Biraghi: ultime notizie e rassegna stampa, cybersecurity 24 Agosto 2020

Rassegna stampa del 24 Agosto di Andrea Biraghi: le ultime notizie su cybersecurity e attacchi informatici.

Cybersecurity: hackers iraniani prendono di mira Asia e Russia con il ransomware DHARMA

Hackers iraniani – si dice poco qualificati, secondo quanto afferma la società di sicurezza informatica Group-IB – hanno preso di mira aziende in Russia, Giappone, Cina e India. Gli attaccanti hanno cercato di crittografare le loro reti.

Dharma è una nuova variante di Crysis – un ransomware-virus molto pericoloso. A seguito della sua infiltrazione, Dharma cripta i file memorizzati utilizzando la crittografia asimmetrica. Inoltre, questo ransomware aggiunge l’estensione”

Fonte: PCRISK

Gli hacker principianti hanno utilizzato strumenti di hacking disponibili pubblicamente, open source su GitHub o scaricati dai canali di hacking di Telegram.

Approfondimenti su ZDNET

Cybersecurity: rischio malware i file condivisi su Google Drive

A. Nikoci ha spiegato a The Hacker News come una falla di sistema potrebbe indurre gli utenti a scaricare un malware tramite un aggiornamento: i file condivisi su Google Drive potrebbero non essere sicuri a causa di una falla segnalata a Mountain View che non risulta ancora aver rilasciato alcuna patch.

Questa falla sfruttata dagli attaccanti – con lo scopo di distribuire file dannosi camuffati da documenti o immagini legittimi – consentirebbe di eseguire attacchi di spear phishing con un alto tasso di successo.

Leggi tutto su TheHackerNews

Malware Drovorub su Linux: il report di FBI e NSA

L’FBI e la NSA hanno pubblicato un rapporto sul malware basato in Russia che attacca Linux noto come Drovorub.

Fonte:
Russian GRU 85th GTsSS Deploys Previously Undisclosed Drovorub Malware – FBI – NSA

Drovorub utilizza un rootkit del modulo del kernel consentendo di controllare il computer da remoto, evitando ogni suo rilevamento mentre è in azione. Il malware è facile da individuare se si scaricano informazioni non elaborate dalla rete, ma il modulo del kernel quindi lo rende difficile da trovare, agganciando molte delle sue funzioni in modo che i processi possano essere nascosti.

La fonte del malware è stata rintracciata presso il GRU, Direttorato principale per l’informazione e servizio informazioni delle forze armate russe

Il report si può leggere a questo link: Report sul malware Dovurub di matrice russa che attacca Linux

Andrea Biraghi ultime notizie su sicurezza informatica

I ricercatori di sicurezza informatica hanno condiviso uno degli utlimi dettagli della Conferenza Black Hat USA 2020, e spiegano come sia possibile – tramite semplici apparecciature del valore di 300 dollari – intercettare il traffico Internet via satellite per curiosare nei dati.

Leggi la notizia: Intercettazioni satellitari: le minacce ai protocolli di comunicazione.

Nuove vulnerabilità trovate nei gateway industriali dai ricercatori di sicurezza di Trend Micro: non tutti prestano attenzione alla sicurezza informatica ma gli attacchi critici sono dietro l’angolo.

Leggi l’artiolo: Nuove vulnerabilità nei gateway industriali: l’analisi di Trend Micro

intercettazioni-satellitari

Intercettazioni satellitari: le minacce ai protocolli di comunicazione

Intercettazioni satellitari: i ricercatori di sicurezza informatica hanno condiviso uno degli utlimi dettagli della Conferenza Black Hat USA 2020, e spiegano come sia possibile – tramite semplici apparecciature del valore di 300 dollari – intercettare il traffico Internet via satellite per curiosare nei dati.

Intercettazioni satellitari

La ricerca, di James Pavur, Studente di Computer Science della Oxford University, è stata pubblicata sul sito web BlackHat.com, da dove si possono scaricare le slides di presentazione. All’interno del briefing si trova uno sguardo sperimentale all’attacco delle comunicazioni satellitari a banda larga nei tre domini terra, aria e mare. Ma la parta più preccupante è data dall’affermazione che un utente malintenzionato, utilizzando solo apparecchiature domestiche del valore di 300 dollari circa, può spiare queste comunicazioni a migliaia di chilometri di distanza senza correre il rischio di essere rilevato. Tutto ciò che occorre sono un’antenna satellitare e un sintonizzatore satellitare per la trasmissione di video digitali.

Whispers Among the Stars: A Practical Look at Perpetrating (and Preventing) Satellite Eavesdropping Attacks

Intercettazioni e Attacchi alle comunicazioni satellitari

Le minacce alle intercettazioni satellitari utilizzano due distinti protocolli di comunicazione: DVB-S MPE e DVBS-2 GSE e ciò rappresenta una minaccia critica per la privacy e la sicurezza delle comunicazioni.

Questa minaccia viene contestualizzata attraverso l’analisi di terabyte di registrazioni di traffico satellitare nel mondo reale e vengono presentati i casi più interessanti delle aqcuisizioni contententi dati sensibili di alcune delle più grandi organizzazzioni del mondo. I dati provengono da utenti domstici a banda larga, da parchi eolici, dalle petroliere agli aerei. Viene poi dimostrato che alle giuste condizioni gli aggressori possono persino dirottare sessioni attive.


Internet via satellite sta attualmente potenziando la comunicazione in diversi settori. Pertanto, tali attacchi al traffico Internet via satellite hanno reso tutte queste industrie vulnerabili al cyber spionaggio.

Ma lo studio suggerisce – soprattutto in epoca di eplorazioni spaziali – anche gli strumenti per superare tali vulnerabilità, tra cui uno strumento open source che i singoli clienti possono utilizzare per crittografare il proprio traffico senza richiedere il coinvolgimento dell’ISP.

Leggi anche :

Elezioni-usa-2020-sicurezza-andrea-biraghi

Perchè le elezioni USA 2020 sono al centro delle priorità per la sicurezza

Perchè le elezioni USA 2020 sono al centro delle priorità volte alla sicurezza? Le elezioni possono essere violate a livello informatico? Il solo fatto che la sicurezza elettorale sia nel centro del mirino della sicurezza dovrebbe far pensare.

Elezioni USA 2020: la sicurezza come priorità contro gli attacchi informatici

Uno dei rischi principali è la disinformazione che corre sui social insieme alle molte fake news che abbiamo potuto sperimentare tutti durante la prima ondata di pandemia Covid.

Già a Gennaio abbiamo visto che con le elezioni presidenziali degli Stati Uniti 2020 i deepfakes sarebbero stati sfruttati per tentare di screditare i candidati e inviare messaggi politici falsi agli elettori attraverso i social media. Un altro problema che si potrebbe presentare è quello relativo ai ransomware ed ecco perchè c’è in gioco un piano per mettere in sicurezza i database degli elettori registrati. Un ransomware infatti, potrebbe “catturare” i dati degli elettori e mettere in ginocchio i seggi elettorali. e veniamo al punto più interessante, ovvero la ricompensa che il Dipartimento di Stato americano darà a chi darà informazioni utili ad identificare gli hacker che intendono influenzare le elezioni.

Più che una ricompensa Key4Bitz.it parla di una vera e propria taglia di 10 milioni di dollari volta a ottenere “informazioni per l’identificazione o l’ubicazione di qualsiasi persona che, mentre agisce sotto la direzione o sotto il controllo di un governo straniero, interferisce con elezioni federali, statali o locali degli Stati Uniti aiutando o favorendo una violazione della sezione 1030 del titolo 18

Elezioni USA 2020: dubbi sulla sicurezza del voto online

Ma non solo ransomware e deepfake: un nuovo rapporto dei ricercatori del Massachusetts Institute of Technology (MIT) e dell’Università del Michigan discute le vulnerabilità della sicurezza informatica associate a OmniBallot, un sistema basato sul web per la consegna delle schede bianche, la votazione delle schede elettorali e (facoltativamente) il voto online, consentito nello Delaware, in West Virginia e New Jersey. Il sistema di voto online OmniBallot infatti è vulnerabile alla manipolazione da parte di malware sui dispositivi dell’elettore, mettendo anche a repentaglio la segretezza del voto oltre consentire ai criminali di modificare gli esiti senza essere scoperti.

Sicurezza elettorale 2020: difendere l’integrità del voto

Il tema della sicurezza elettorale del 2020 è diventato il punto principale dell’agenda sulla sicurezza informatica per i governi federali, statali e locali. Garantire il processo di voto è fondamentale e come se non bastasse la pandemia di COVID 19 sta contribuendo con effetti diretti ed indiretti oltre alle raffiche incessanti di nuove minacce informatiche. A questo si deve sommare l’impegno attuale della sicurezza perchè le elezioni del 2020 non siano una ripetizione di quelle del 2016 per quanto riguarda l’interferenza straniera (o, peggio ancora, l’hacking) nei processi di voto democratico.

Ma cosa succedeva nel lontano 2016? Nel 2016, gli aggressori russi hanno tentato di hackerare i sistemi di voto controllati dallo stato, incluso il tentativo di violazione di una società di software che fornisce software agli uffici di voto locali per verificare l’identità degli elettori. Il bottino più cispicuo è stato rubare i dati personali di 500.000 elettori in un unico stato. A tutto ciò va sommata la minaccia delle vulnerabilità e delle applicazioni e piattaforme di voto.

Ora più che mai – scrive Repubblica.it – per l’Intelligence Usa non ci sono dubbi, la Russia di Vladimir Putin ha dato il via a una nuova offensiva – proprio come nel 2016, ma con azioni ancora più sofisticate – per danneggiare Joe Biden e far rieleggere Donald Trump alla Casa Bianca. 

Le rinnovate preoccupazioni sull’integrità dei sistemi di voto vedono la sicurezza informatica una delle maggiori minacce del sistema, ampiamente sottofinanziata ed in certa misura trascurata anche negli USA.

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Sicurezza informatica e smart working: le nuove sfide post Covid

Sicurezza informatica e smart working: durante il lockdown si sono moltiplicati i rischi informatici. La transizione al lavoro da remoto ha infatti spostato gran parte delle attività al di fuori del perimetro di sicurezza aziendale aumentando l’esposizione delle reti a rischio così di cyber attacchi. La consapevolezza di rischi informatici sta aumentando nella popolazione ma non è sufficiente. Vanno studiati i budget per la sicurezza informatica e dare priorità agli investimenti per migliorare la resilienza.

… una forzata digitalizzazione, laddove non vi era la necessaria preparazione, l’aumento di forza lavoro da remoto, ha reso il panorama ancora più precario. In questo modo la superficie di attacco è aumentata a dismisura ma la tendenza attuale non può essere fermata: le tendenze in atto oggi sono necessarie ed accelereranno ancora con la necessità sempre più forte di una forza lavoro mobile e distribuita. In questo senso la sicurezza informatica deve porsi oggi l’obiettivo di essere ancora più flessibile e se necessario reinventarsi. Imparare l’agilità aziendale.

Andrea Biraghi, Cybersecurity e Covid: agilità e resilienza contro le minacce informatiche

La forza lavoro da remoto aumenta la superificie di attacco

Così la situazione attuale è che le organizzazioni devono agire rapidamente per mitigare i rischi creati da un improvviso passaggio al lavoro remoto.

Vi sono nuove soluzioni? Per bloccare le minacce e operare una vera e propria protezione nei settori pubblici e privati e per garantire la continuità dei servizi essenziali o strategici Laonardo Spa ha fatto partnership con CrowdStrike. Leonardo renderà disponibile la piattaforma Falcon® di CrowdStrike, soluzione innovativa basata sull’Intelligenza Artificiale nativa sul cloud. La piattaforma contiene: antivirus di nuova generazione, “IT hygiene”, rilevazione e risposta degli endpoint, cyber threat intelligence e ricerca proattiva della minaccia attraverso un unico agent, per bloccare le intrusioni informatiche nel complesso scenario attuale. Non dimentichimo però che i cambiamenti apportati dalla pandemia globale COVID 19 stanno esacerbando le vulnerabilità nell’economia globale, tra cui il rischio di paralizzare gli attacchi informatici contro infrastrutture critiche come la rete elettrica. Vd Infrastrutture critiche: il Covid moltiplica i rischi

Sicurezza informatica e smart working

L’incertezza continua delle nazioni circa la pandemia di Covid ha spinto le aziende e le organizzazioni a continuare con il lavoro da casa: nel prossimo anno molti hanno scelto infatti di mantenere posti di lavoro virtuali o semi-remoti e possibilmente per sempre. Questa decisione riguarda ad esempio le piattaforme e-commerce come Shopify o Facebook, che vorrebbero trafromare il lavoro in lavoro da remoto come impostazione predefinita. Ma per rendere effettiva e sicura questa scelta le aziende dovrebbero cambiare le loro strategie di sicurezza informatica, compreso aggiungere la formazione dei loro dipendenti.

Sappiamo infatti che il maggior numero di attacchi informatici ha successo a causa delle distrazioni ed errori umani compresa la possibilità di auemnto di attacchi di ingegneria sociale contro i lavoratori a domicilio, il cui benessere emotivo diventa il fulcro delle nuove attenzioni verso una maggiore resilienza.

In ogni caso le sfide legate a COVID-19 saranno la base per il prossimo futuro e la forza lavoro virtuale sarà l’oggetto di molti cyber attacchi basati sulle vulnerabilità di sistemi operativi e applicazioni.

Un altro problema, elencato anche nei 6 principali trend di sicurezza informatica da tenere d’occhio per la Black Hat Conference USA 2020, è la sicurezza della comunicazione dei dispostivi mobili. I dispostivi mobili e la loro sicurezza sono quindi sotto la lente di ingrandimento per trovare una serie di vulnerabilità hardware e software da problemi di privacy a problemi di integrità. Per non dimenticare un impegno del tutto nuovo per i dispositivi IoT. [Vd . Cyber Security 2019: i nuovi trend a cui si si prepara la sicurezza]

Marc Rogers, executive director of cybersecurity di Okta ha affermato che:

Con tutti al mondo che lavorano in remoto, i dispositivi e i sistemi che utilizziamo per comunicare sono sotto controllo più che mai sia dai bravi ragazzi che dai cattivi. Di conseguenza, la ricerca in questo settore è davvero decollata.

Marc Rogers

“we’ll see industrial control system (ICS) risk discussions, as well as a completely new take on IoT security risks, at DEF CON’s HacktheSea village and hackasat Space Security Challenge 2020, focused on infiltrating satellites — showing anything can be breached from the sea to the stars.”

Samantha Humphries, security strategist, Exabeam – Top 6 cybersecurity trends to watch for at Black Hat USA 2020

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Cybersecurity e Covid: agilità e resilienza contro le minacce informatiche

Cybersecurity e Covid: Il ruolo della Cybersecurity durante il Covid 19 si è dimostrato essenziale: durante la pandemia molte aziende sono state messe a rischio. Tuttavia la lezione più importante è stata chiara: sicurezza informatica e pandemia hanno una cosa in comune, l’imprevedibilità. E’ qualcosa che si può aggiustare? Si con una maggiore resilienza, ma soprattutto reinventandosi ogni giorno.

Un concetto che viene insegnato agli studenti di sicurezza informatica è che non c’è alcuna sicurezza assoluta: ovvero “nessuna iniziativa di sicurezza e’ tale da garantire, con assoluta certezza, l’ assenza di rischi informatici“. Questo aiuta a stare sempre in guardia, in teoria.

Durante la pandemia, però. si sono digeriti altri concetti, uno dei quali parifica ciò che è successo con il Covid al campo della cybersecurity: allo stesso modo di un nuovo malaware o ransomware, non ci è stato possibile prevedere come il nuovo Coronavirus avrebbe influenzato – e in quale misura – le nostre vite, la nostra società, la nostra economia.

Inoltre una forzata digitalizzazione, laddove non vi era la necessaria preparazione, l’aumento di forza lavoro da remoto, ha reso il panorama ancora più precario. In questo modo la superficie di attacco è aumentata a dismisura ma la tendenza attuale non può essere fermata: le tendenze in atto oggi sono necessarie ed accelereranno ancora con la necessità sempre più forte di una forza lavoro mobile e distribuita. In questo senso la sicurezza informatica deve porsi oggi l’obiettivo di essere ancora più flessibile e se necessario reinvetarsi. Imparare l’agilità aziendale.

Le big tech stano lavorando all’l’Internet of Things (IoT) e il numero di dispostivi IoT potrebbe raggiungere 41,6 miliardi d entro il 2025, mentre gli ambienti multicliud continuano ad aumentare. E’ chiaro che serve una nuova spinta nel senso di velocità e agilità stessa delle imprese che lavorano nell’IT.

Qunidi ad oggi sappaimo dell’esitenza di minacce note ma sappiamo e ci rendiamo conto di quanto possano danneggiarci quelle ignote. Attraverso la cyber intelligence si può anticipare un attacco informatico, sapere quando arriverà di che tipologia sarà. Ed oggi più che mai conoscere la geopolitica del Cyber Spazio e usare metodologie di intelligence per la cybersecurity può contribuire a fronteggiare attacchi informatici e vulnerabilità nel modo più efficiente e veloce.

Con l’introduzione di sistemi di intelligenza artificiale per implementare le misure in materia di sicurezza informatica, le capacità di poter prevenire gli attacchi sono aumentate sino ad arrivare ad individuare l’85% degli attacchi e a ridurre fino a ad un quinto il numero di falsi positivi.

Cybersecurity e Covid: i rischi informatici sono ancora in corso

Se la chiave per vincere le minacce informatiche è basata sulla preparazione e sulla stessa innovazione bisogna avere ben chiaro che uno dei principali fattori di successo sarà un solido framework di cyber resilienza, dove i principi chiave sono l’adattabilità – alle minacce – e la prevedibilità – alle incognite.

Tuttavia, se ancora non sappiamo quanto durerà ancora la pandemia di Covid, possiamo essere certi che la trasformazione tecnologica continuerà anche molto tempo dopo che il Covid scomparirà.

E’ importante capire quindi che pianificarne lo sviluppo con agilità e modelli è strettamente necessario.

Su WeForum un articolo interessante – COVID-19 has disrupted cybersecurity, too – here’s how businesses can decrease their risk – ci parla di tre principali passi di durata diversa per le sfide attuali della Cybersecurity:

  1. Durata immediata (da 0 a 3 mesi): a causa delle nuove modalità di lavoro – smart working e remote working – le aziende devono garantire l’accesso remoto ed intensificare gli sforzi anti-phishing e rafforzare la continuità aziendale. Necessario: un’adeguata formazione a livello informatico, monitoraggio dell’attività su risorse critiche.
  2. Breve termine (da 3 a 6 mesi): sapere prendere le decisioni giuste e dare priorità alle azioni corrette non è cosa scontata. Necessario: la sicurezza degli utenti finali e dei dati.
  3. Medio-lungo termine (12 mesi): pensare a più lungo termine è divenuto obbligatorio, per la sicurezza di processi e architetture. Necessario: dare priorità e accelerare l’esecuzione di progetti critici come Zero Trust, Software Defined Security, Secure Access Service Edge (SASE) e Identity and Access Management (IAM), nonché l’automazione per migliorare la sicurezza di utenti, dispositivi e dati remoti .

Leggi su WeForum.org

Andrea Biraghi

Digital-transformation-Andrea-Biraghi

Digital transformation amazing challenge | Andrea Biraghi

Digital transformation amazing challenge: opportunities and need of change to survive and thrive. Andrea Biraghi

2020 represents a decisive year in the world of service companies, not only for the economic impact that the Covid-19 pandemic has had and will have, but also because it will be the watershed among the companies that will be able to seize this opportunity/need of change to be able to survive and then thrive, and those that will remain anchored to an old way of operating.


If, on the one hand, manufacturing companies are closely linked to the production sites where workers work, the whole world of the economy of digital and financial services has had to suddenly work remotely, through the so-called smart or agile working. There are countries where this habit was much more developed, for example in the Scandinavian peninsula where 21% of people already worked remotely in 2019, but there are countries like Italy where only 6% of workers had the opportunity to work from home. The global average of remote working in developed countries is around 15% for this type of company, with a continuous growth rate in recent years.

Digital tranformation amazing challenge!


The reasons that are given in the United States to justify the choice of remote work are the greater productivity (many managers report that by working remotely the teams have increased their results by 28%), the reduced turnover (25% less than to companies that do not allow it), employees satisfaction (many statistics report that in the USA, employees with the possibility of working remotely are willing to even see their wages cut in order to have a flexible work), the ability to attract talent (for millennials this possibility is a driver in choosing a job).

In 2020, within two weeks, the world of service companies brought 90% of their employees into smart working, in all the countries affected by the pandemic, with no appreciable differences between them.

This impressive acceleration brings with it several consequences, which impact directly on the whole society, we think about the reduction of traffic in the cities, the time saved for commuting, the contact between colleagues that has become exclusively virtual, the need for managers to have to evaluate their resources by achieving the assigned objectives, rather than measuring their presence in the office.
But in order to be efficient and prepared for this change, companies must also face important technological challenges, we think of the need to guarantee broadband for each employee, to provide IT tools for collaboration (sharing, video conferencing, cloud, etc.), to review totally the problem of the protection of its computer networks and of its intellectual capital. At a European level in Italy, Spain, France and Germany, most of the organizations presented themselves unprepared for this appointment, especially as regards the protection of their data; United Kingdom, thanks to its bond with the United States, is certainly ahead on these issues and was therefore more ready.

Digital Transformation: let’s analyse two important aspects that this change has entailed

Starting from the more strictly cultural and organizational context, it should be noted that many organizations have suddenly discovered that they are able to perform equally well in this new modality, and that this change in many cases increases the productivity and satisfaction of the employees, who manage to improve the personal work/life balance sheet. We must therefore expect that we will not go back from this situation, or rather that we will not return to a formula that sees the work done in the office as almost exclusive, but instead we will have a significant part of employees who will remain working from home.

It is worth reporting what Jack Dorsey (Twitter CEO) said, who in recent weeks has offered all employees the possibility of remote working forever. Google, Facebook and Microsoft have already announced that at least throughout 2020, employees will remain working from home. This testifies that even companies that operate in such competitive markets as that of social media and digital, are able to operate in the same way, or better, even with their employees in smart working. It will certainly be complicated for large, more “old-style” organizations to reach such flexibility, but certainly it will never return to the pre-Covid state.

Having a 30% of its employees working remotely, it would also mean that the current offices are oversized by 30% and if we think about the real estate market for business, you can easily understand what huge impact we will have, with a drop in demand a third of the offer; it is a significant saving opportunity for companies and will certainly be seized. But on the other hand, cities such as New York, London and Milan that have built their wealth also on the real estate market for businesses and organizations, will necessarily have to revise the business plans of many new construction projects.

Another not insignificant impact will be on the supply chain linked to the people who work in the offices, we think only of catering with canteens, bars and restaurants, but also of cleaning companies, taxis and so on. The reduction in the number of people in the office, on the other hand, will also lead to a reduction in traffic and the use of public transport, especially in the so-called rush hours, for the benefit of the environment and quality of life. Certainly, the possible psychological consequences caused by this lack of physical sociability are still to be explored, but for the advantages described above, we believe that it will be difficult to go back completely.

The second aspect to be explored here is related to technology. From this point of view the challenge and the opportunities are equally great, we first highlighted the need to equip all its employees with adequate tools to be able to “simulate” the presence in the office ensuring the same level of productivity, but this is a pretty simple topic to deal with, it is a matter of choosing the best technologies, purchasing them and then making them available to employees. Much more complex is the problem related to the protection of one of the most important asset for almost all companies, the data.
The data that are patents, software, financial data or design, represent the true wealth of a company, protecting them therefore becomes crucial to keep their organization competitive. Remember that cyber-attacks cause damage estimated at 2/3 trillion dollars worldwide every year: stealing research and development is much cheaper and faster than doing them; it is a shortcut that is very often undertaken.

A technological challenge

Digital transformation: smart working.

To protect a company or organization, the so-called perimeter exposed to attacks must be considered, the wider it is, the more complex its defence is. Theoretically a company that has all its data stored in a single server not connected to the internet and without any communication port is 100% protected, but would be so inefficient from a working point of view, for the employees who have to operate, that fact is unachievable. Companies therefore try to find the best compromise between safety and work efficiency, increasing the possibility of accessing data through internet connections, the choice to move their data to the cloud is a direct consequence. With smart working this has pushed itself to the maximum consequences, increasing the so-called “surface exposed” to potential attacks, to a level never experienced before.

We are therefore faced with a compelling and crucial challenge, only if the cyber security experts manage to adequately protect the infrastructures, even in this new configuration so extensive, smart working will continue to be used and grow as a stable working mode; if instead it turns out that the level of risk (and therefore the related cost) is too high, we will have that only some sectors will be able to continue working remotely, while the people who work on the most critical assets will return to work in more closed perimeters and therefore more easily defensible.

Digital transformation: a technological and human challenge in Cybersecurity

It is not only a technological challenge, but also and above all, a human one, cyber security has in fact a very important human component, it must be emphasized here that 90% of the attacks that are brought to organizations still go through wrong employee behaviour or through email phishing. So it will be fundamental specific training for their workers and an organization dedicated to them, available 24 hours a day, will therefore be even more important, given that people in “nimble” mode work at times that were not previously planned, while remaining always connected to the corporate network. Remote working considerably increases the exchange of emails when compared to traditional office work (there has been a 47% increase in the two Covid-19 months compared to the same period of 2019), this consequently increases the risk of phishing, because having more emails to read it can inadvertently happen to open the wrong one with disastrous consequences.

Digital transformation: Companies must therefore plan the hiring and training of qualified personnel, equip them with the appropriate digital tools to fight this new and complex battle and must foresee the need to invest in Cyber ​​Security part of the savings/earnings obtained by Digital Transformation if they want avoid it may become a digital disaster.

You can therefore understand how this change, which companies have “suffered” because of Covid-19, can really be a crucial moment in their path of growth, because if they manage to seize this opportunity without losing efficiency, profitability and competitiveness, then they will find themselves having made a significant part of the digital transformation process which for many years has been invoked as the indispensable step to bring businesses into the future. Transformation that can only take place if done “in safety”, in another word by guaranteeing the protection of data and therefore of revenues. Moreover, it will be a change that will have important and significant repercussions also on civil society and on the lives of the people who make up the companies themselves, the workers.

You can download the full article in pdf here: Longitude, Building up business agility, Issue #106, by Andrea Biraghi

Cyber-war-2020-Andrea-Biraghi

La Cyberwar nel 2020: cyber sabotaggi e nemici invisibili

Cyberwar 2020: i cyber sabotaggi sembrano avere nemici invisibili. Nelle ultime settimane infatti l’Iran ha affrontato un’ondata mortale di esplosioni e incendi in siti militari e civili sensibili, tra cui un incidente che ha causato danni enormi a un’importante struttura nucleare. Nessuno così sa ufficialmente perché stia accadendo o chi sia il responsabile.

Nel mese di giugno 2020 intanto – come si legge su SecurityAffairs.it – si sono verificati due attacchi informatici: secondo i funzionari, l’infrastruttura interessata non ha avuto alcun danno.

Cyberwar 2020: cybersabotaggi alle infrastrutture militari e civili

Due esplosioni si sono verificate il 26 Giugno e il 30 Giugno 2020: una abbastanza importante ha colpito il complesso della produzione missilistica di Khojir, considerata vitale per le capacità missilistiche dell’Iran. Una seconda esplosione ha avuto luogo in in una clinica medica a nord della capitale, Teheran – uccidendo 19 persone.

Ma non finisce qui: il 2 luglio 2020, infatti, si è verificata un’altra esplosione seguita da un massiccio incendio nella centrale nucleare sotterranea di Natanz, un componente chiave degli sforzi di arricchimento dell’uranio nel paese, con la conseguenza di un ritardo nella produzione delle centrifughe che potrebbero variare da un periodo di mesi ad anni.

Tutt’ora sembra non sia chiaro cosa sia successo, ma il capo dell’intelligence israeliana, Yossi Cohen – ha dichiarato al New York Times la scorsa settimana che Israele aveva fatto esplodere una bomba. Mentre Dalia Dassa Kaye – direttrice del Center for Middle East Public Policy presso la RAND Corporation- ha affermato che esista concretamente “un modello di escalation e un contesto che suggerirebbe un motivo da parte israeliana per colpire gli iraniani”.

Gli eventi che si sono svolti più di 10 anni fa – Stuxnet – di per sé non possono costituire alcuna prova delle cose che accadono oggi.

Olejnik, cybersecurity researcher and consultant.

Cyberwar 2020: siamo nel pieno di uno cyber guerra tra Israele ed Iran?

Cyberwar 2020: tra gli obiettivi degli attacchi informatici le infrastrutture critiche. Secondo quanto riportato da SecurityAffairs sembra che gli ultimi attacchi gli analisti della sicurezza abbiano affermato che ci troviamo nel mezzo di una guerra cinbernetica in cui Israele e Iran sono tra gli attori.

A Maggio 2020 dopo pochi giorni dall’incursione informatica nel sistema idrico israeliano, un attacco hacker “altamente accurato” ha bloccato il porto di Shahid Rajaee sul Golfo Persico. L’Iran aveva negato di aver compiuto il primo attacco ma la risposta di Israele – se è stata una sua risposta – sembra avere un significato con un messaggio preciso: le infrastrutture civili sono un obiettivo inaccettabile per il cyber.

Tuttavia i funzionari dell’Autorità per l’acqua hanno rivelato altri due attacchi informatici ad altre strutture nel paese: uno degli attacchi ha colpito le pompe idrauliche agricole nella parte superiore della Galilea, mentre l’altro ha colpito le pompe idrauliche nella provincia centrale di Mateh Yehuda. Israele non ha fatto importanti commenti sugli autori dell’attacco ma alcuni funzionari lo hanno attribuito a gruppi APT collegati all’Iran.

Gli attacchi, inoltre, sembrano avre avuto come obiettivo il controllo controllo dei sistemi SCADA negli impianti di trattamento delle acque reflue, nelle stazioni di pompaggio e nelle strutture fognarie.

“La risposta agli attacchi informatici fa parte della difesa del Paese. Se sarà dimostrato che il nostro Paese è stato preso di mira da un attacco informatico, risponderemo “.

Gholamreza Jalali, capo della Difesa Civile

Reuters riporta in ultimo le considerazioni dell’Iran in seguito algli tulimi fatti, affermando che l’Iran ha dichiarato che si vendicherà contro qualsiasi paese che effettui attacchi informatici ai suoi siti nucleari.

Un articolo pubblicato dall’agenzia di stampa statale IRNA ha associato gli incidenti alla possbilità di un sabotaggio di nemici come Israele e gli Stati Uniti. “Finora l’Iran ha cercato di prevenire l’intensificarsi delle crisi e la formazione di condizioni e situazioni imprevedibili”, ha affermato IRNA. “Ma l’attraversamento delle linee rosse della Repubblica islamica dell’Iran da parte di paesi ostili, in particolare il regime sionista e gli Stati Uniti, significa che la strategia … dovrebbe essere rivista.”

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Come costruire una vera agilità aziendale | Andrea Biraghi: sfide e opportunità post Covid

Costruire una vera agilità aziendale o business agility e imparare a cavalcare l’onda delle opportunità – e delle sfide – post Covid significa puntare al massimo valore di competitività a lungo termine (o più lungamente possibile). Agilità e flessibilità, di cui a lungo parliamo, sono ora i punti di partenza per migliorare le proprie capacità, visioni, la propria innovazione e diventare infine punto di riferimento, di motivazione e ispirazione per i propri impiegati.

Ma che cosa si intende per agilità aziendale? E’ proprio la capacità di un’organizzazione di adattarsi ai cambiamenti dei mercati, internamente ma anche esternamente. Siginifca poter rispondere in modo flessibile alle esigenze dei clienti, adattarsi e adattare il cambiamento in modo produttivo, sena compromettere la sua qualità e soprattutto avere – in modo continuo – un vantaggio competitivo.

Articolo tratto da:

Building Up Business Agility – Andrea Biraghi per Longitude #106

Agilità e flessibilità: imparare a cavalcare l’onda delle opportunità post Covid

L’agilità aziendale riguarda l’evoluzione di valori, comportamenti e capacità: oggi le azeinde che seguono vecchi modelli corrono il rischio di affondare. Se invece le aziende e gli individui che le compongono guardano all’adattamento, alla creatività, all’innovazione e alla resilienza allora, in un momento di incertezza, quale può essere il post dell’epidemia Covid – consente di superare complessità ed incertezze, arrivando a risultati migliori e ad un diverso livello di benessere per tutti.

Agilità e flessibilità aziendale: le sfide tecnologiche

Per essere pronti al cambiamento bisogna avere ben presenti le sfide tecnologiche che la società e il “new normal” stanno imponendo: non solo l’Italia, ma molti paesi in Europa, come Francia, Spagna, ma anche Germania, durante l’epidemia di Coronavirus, si sono rivelati impreparati alla nuova sfida. Soprattutto per quanto riguarda il lavoro da remoto e la protezione dei dati.

Lavoro da remoto: un impatto sicuramente forte lo ha avuto la nuova modalità di lavoro che molte aziene hanno dovuto obbligatoriamente sostenere: chi non ne ha sofferto sono le aziene più sviluppate, soprattutto quelle legate al settore tech e digital. Soprattutto la riduzione del numero di persone che si recano in uffcio ha avuto un impatto molto positivo sull’ambiente, il che ha significato: meno traffico, meno inquinamento, qualità di vita maggiore. Ma il lavoro da remoto ha espanso anche i rischi delle imprese e gli attacchi informatici sono aumentati in modo esponenziale.

Protezione dei dati: i dati rappresentano la vera ricchezza di un’azienda. Proteggerli significa permettere all’azienda di mantenere la sua competitività sul mercato. A causa dei cyber attacchi le aziende perdono milioni di dollari ogni anno e sono colpite maggiormente con attacchi nelle sezioni appetibili della ricerca e dello sviluppo. Più grande è un’azienda più il perimetro della sicurezza deve essere espanso: ciò significa trovare anche il miglior compromesso tra sicurezza e lavoro.

Ma il miglior compromesso significa che solo le aziende che saranno in grado di proteggere l’intero perimetro saranno in grado di portare avanti il lavoro da remoto. Questo non significa solo una sfida tecnologica ma una sfida umana: il 90% degli attacchi è infati derivato dall’inconsapevolezza e scarsa preparazione degli impiegati nella sicurezza informatica. Ciò significa che la consapevolezza deve essere accresciuta, che biosgnerebbe investire di più nella sicurezza informatica che insegna ad utilizzare gli strumenti giusti. Ciò significa agilità: essee in grado di fare fronte alle sfide della nostra trasformazione digitale, in modo efficiente ed efficace

L’articolo è tratto da Longitude n° 106 e – Andrea Biraghi, Building Up Business Agility – qui sotto la versione integrale in lingua inglese.

Sicurezza-Informatica-2020-Andrea-Biraghi

Sicurezza informatica 2020: da cosa ci dovremo difendere

Sicurezza informatica 2020: il rapporto Clusit 2020 ci avvisa che i nuovi attaccanti non sono più “hackers” ma:

“decine e decine di gruppi criminali organizzati transnazionali che fatturano miliardi, multinazionali fuori controllo dotate di mezzi illimitati, stati nazionali con i relativi apparati militari e di intelligence, i loro fornitori e contractors, gruppi state-sponsored civili e/o paramilitari ed unità di mercenari impegnati in una lotta senza esclusione di colpi”.

Rapporto Clusit 2020

Questa lotta, senza esclusione di colpi hanno mire e bersagli precisi: “le reti, i server, i client, i device mobili, gli oggetti IoT, le piattaforme social e di instant messaging”. I cyber attacchi alle infrastrutture critiche non accennano a cambiare rotta e la possibile interruzione dei loro servizi è diventato oggetto di priorità.

Il territorio sconosciuto del Cyber spazio

Il cyber spazio ha assunto un ruolo primario nei nuovi scenari geopolitici internazionali: non ultima la dichiarazione del primo ministro australiano sull’attacco informatico alle infrastrutture critiche che sta colpendo l’Australia da mesi e che sta preoccupando gli analisti di sicurezza a livello mondiale.

Al riguardo le ultime notizie e il rapporto dell’ACSC australiano confermano l’uso di malware cinese negli attacchi recenti dichiarati dal primo ministro Scott Morrison e che hanno preso di mira governo, servizi pubblici e imprese. Su SecurityAffairs.co si legge che il malware utilizzato è stato associato a gruppi APT cinesi, come OceanLotus.

A rischio però sono anche le infrastrutture sanitarie: il rapporto Clusit 2020 afferma infatti che bisogna oggi dotarle della tecnlogia necessaria per difenderle dai pericoli.

Sicurezza informatica 2020: il rischio cyber dell’assistenza sanitaria

Il settore sanitario è, ogni giorno, sempre più bersagliato a livello globale: secondo le ricerche Netics almeno il 20% delle struttue sul territorio non ha le capacità di rispondere agli attacchi informatici nel breve tempo: il che significa in almeno 4 ore.Capire quanto possa costare alla sanità una scarsa sicurezza informatica è importante, ma quel che preoccupa è che sembra che il problema sia sottovalutato.

Il rapporto Clusit 2020 fa luce su questa situazione: mantenere un inventario ed eseguire audit regolari è assolutamente obbligatorio nel mondo connesso di oggi. Inoltre andrebbero implementati i controlli di sicurezza per monitorare chi ha accesso ai dati delle informazioni dei pazienti.

È anche importante gestire e monitorare i privilegi degli utenti finali, eseguire controlli in background sulle attività online di un dipendente prima di garantirne gli accessi e usare meccanismi di segregazione della rete per un miglior controllo e sicurezza.

Rapporto Clusit sulla Sicurezza Informatica 2019

Una guerra economica asimmetica: la hybrid warfare

Geopolitica, Cyberspazio, Netwar e Cyberwar sono le stesse parole che raccontano della guerra cibernetica – una hybrid warfare – del nostro secolo. Oggi, tutto ciò che accade nel mondo reale si riflette nel Cyberspazio: per chi pianifica la sicurezza nazionale questo significa spionaggio, ricognizione, propaganda, bersagli e quindi guerra. Conoscere la geopolitica del Cyber Spazio e usare metodologie di intelligence possono contribuire a fronteggiare gli attacchi è oggi quanto mai importante.

Un incremento dell’attività di minaccia cyber è stata attestata dall’aumento del numero di alert diramati alle infrastrutture critiche nazionali che nel 2019, rispetto al 2018, ha visto un aumento di oltre il 30%, sino a raggiungere 82484 alert.

Attacchi informatici contro infrastrutture critiche, APT (qui intesa come minaccia/fenome- no e non come agente), CNO, PSYOP, information warfare, supply chain attacks (sia nella forma seeding, sia in quella interdiction), costituiscono le manifestazioni superficiali di un confronto talvolta sotterraneo. La guerra economica asimmetrica è spesso parte di una più ampia campagna di guerra ibrida, combattuta simultaneamente e con una vasta gamma di strumenti, a volte molto diversi tra loro.

Clusit 2020

Cyber-Attacchi-infrastrutture-critiche-Andrea-Biraghi

Cyber Attacchi alle infrastrutture critiche: gli obiettivi dell’hybrid warfare

Tra gli obiettivi degli attacchi informatici le infrastrutture critiche: il cyber spazio ha assunto un ruolo primario nei nuovi scenari geopolitici internazionali. Ultimo è l’attacco informatico che sta colpendo l’Australia da mesi che sta preoccupando gli analisti di sicurezza a livello mondiale. A confermarlo è il primo ministro Scott Morrison.

Geopolitica, Cyberspazio, Netwar e Cyberwar sono le stesse parole che raccontano della guerra cibernetica – una hybrid warfare – del nostro secolo.

L’Australia infatti, da tempo, è vittima di cyber attacchi che, in più riprese, hanno colpito i sistemi informatici governativi, le infrastrutture critiche e i servizi essenziali come anche il settore sanitario. Il ministro ha annunciato pubblicamente di essere vittima di un cyberattacco correlabile a Pechino.

Infrastrutture critiche e servizi essenziali nel mirino del cyber spionaggio

In base alla nostra esperienza, sappiamo che l’attività di cyber-minaccia sponsorizzata da uno stato straniero replica direttamente le tensioni geo-politiche

Scott Morrison

L’Australian Cybersecurity Centre ha esaminato l’attacco. rinominato poi in Copy-paste compromises: sono state sfruttate almeno quattro vulnerabilità di alcuni software per accedere ai sistemi e sfruttando gli exploit per eseduire codici da remoto.

Gli esperti di cyber intelligence hanno da tempo collegato vari attacchi in Australia alla Cina. Dicono che la Cina sia uno dei pochi stati, insieme a Russia, Iran e Corea del Nord, che hanno la capacità di tali attacchi e non sono alleati con l’Australia – cha fa parte del gruppo Five Eyes. Tuttavia, hanno fatto notare anche che lo spionaggio informatico tra paesi alleati è molto comune.

Come parte di Five Eyes e della sua infrastruttura per la raccolta di informazioni, le agenzie australiane come ASD sfruttano abitualmente le debolezze della sicurezza nei software ampiamente disponibili utilizzati da aziende, governi e altre istituzioni – esattamente come la Cina, la Russia, tutti gli altri servizi di intelligence e gruppi criminali in tutto il mondo.

CriKey.com.au – Time for the government — and media — to tell the truth about cyber hysteria

Cyber spionaggio e attacchi a infrastrutture critiche rivelano tensioni geopolitiche

Negli ultimi anni e con maggior frequenza negli ultimi mesi, si sta assistendo, oltre che allo cyber spionaggio, all’interruzione dei servizi essenziali specialmente in nazioni e aree dove vi sono oggi le maggiori tensioni e frizioni geopolitiche.

Le minacce informatiche, in continua evoluzione, mettono così anche a rischio le infrastrutture critiche che sono in definitiva veri e propri sistemi strategici, essenziali per una nazione. Ma l’Australia non è il primo paese a denunciare attività di cyber spionaggio: Mariana Pereira, Director of Email Security Products di Darktrace ha affermato che “gli attacchi informatici degli Stati Nazionali rappresentano una realtà ormai da tempo. Negli ultimi anni, con l’intensificarsi delle tensioni globali e il diffondersi di tecniche di hacking sempre più avanzate, abbiamo assistito a una rapida escalation di questa minaccia”

Nel Febbraio del 2020 la CISA, agenzia di cyber security, ha avvertito dell’esistenza di una nuova pericolosa minaccia ransomware, così temuta dagli USA, ma non è l’unica: Ekan, riesce a manomettere i sistemi di controllo industriale IC su cui si basano ad esempio le dighe e le centrali elettriche con lo scopo di mantenere le apparecchiature in sicurezza.

In tutto il mondo il gli apparati strategici vengono presi di mira. Gli obiettivi sono centrali elettriche, ferrovie nazionali e sistemi sotterranei locali o altre forme di trasporto pubblico.

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Ramsomware Maze: attacchi e strategie di gruppo tra cyber criminali

Il Ramsomware Maze continua ad attaccare e il cyber crime continua ad affinare le sue strategie: gli attacchi recenti – dati e studio su SecurityAffair.co – che sono stati rilevati comprendono una famosa società di servizi IT, la Threadstone Advisors LLP, corporate advisory specializzata in fusioni e acquisizioni, un appaltatore missilistico nucleare Usa.

Il recente Rapporto Sophos parla di 1,4 milioni di dollari per il costo medio per il recupero dei dati criptati. Gli attacchi che hanno maggior successo sono quelli che includono dati nel cloud pubblico, ma i criminali, chiaramente prendono di mira i dati, ovunque siano archiviati. “Fondamentale il backup offline”: il 41% delle aziende italiane ne ha subito almeno uno nell’ultimo anno. L’altro 42% delle imprese in Italia teme un attacco nel vicino futuro.

Maze: il ransomware delle estorsioni online

Ramsomware Maze: i recenti attacchi

Tra i recenti attacchi registrati e denunciati attreverso i media vi è quello di una società di servizi IT multi-miliardaria, con sede nel New Jersey che è l’ultima vittima del famigerato gruppo ransomware Maze che sembrava colpire una vulnerabilità Citrix. Come prova del raid sono stati pubblicati i dati finanziari sottratti alll’azienda.

L’attacco è avvenuto il 29 Maggio, e ha preso di mira le operazioni europee, colpite nelle prime ore del mattino.

“Il nostro sistema ha identificato il ransomware, che è stato poi combattuto dai nostri protocolli di sicurezza informatica”, ha spiegato. “Questa interruzione è iniziata alle 29.45 del 29 maggio”

L’incidente ha provocato tuttavia una parziale interruzzione dei servizi che sono stati ripristinati ma sono in corso tutt’ora delle indagini da parte del team di sicurezza.

Un altro attacco è stato subito da un appaltatore missilistico nucleare Usa Westech International: gli hacker sono così riusciti ad accedere alle informazioni sensibili ed è probabile che l’attacco al ransomware del labirinto abbia implicazioni significative. Si prevede che il gruppo di hacking coinvolto nell’attacco del ransomware Maze tenterà di vendere i dati a una nazione “ostile”.

La società è anche un subappaltatore di Northrop Grumman e fornisce supporto tecnico, riparazione e manutenzione di sottosistemi di terra dei missili balistici intercontinentali Minuteman III.

La società ha affermato che stava lavorando a stretto contatto con una società di comuter forense indipendente per “per determinare se qualsiasi informazione personale fosse a rischio”

Tra le ultime notizia sembra che diversi gruppi di cyber-criminali specializzati in ransomware stiano unendo le loro forze per “spremere” al massimo le vittime. L’articolo per approfodnire è il seguente: Estorsioni online: ora i pirati di Maze e LockBit fanno cartello

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CryptoMining: attacco ai supercomputer europei

Attacchi di CryptoMining sono avvenuti in Svizzera, Germania, Spagna in Europa e Regno Unito: sono stati attaccati i supercomputers con malware volti ad ottenere benefici monetari. In Spagna è stato attaccato un centro di calcolo ad alte prestazioni.

Gli attacchi, che hanno preso di mira pricipalmente i centri universitari ,nel Maggio del 2020, si sono infiltrati laddove potevano trovare computer con grandi potenze di calcolo. L’Università di Edinburgo, infatti, è stata la prima a segnalare una violazioneal suo supercomputer ARCHER.

Tra le vittime: il Leibniz Computing Center, l’Accademia Bavarese delle Scienze, il Julich Research Center, l’Università Ludwig Maximilian, lo Swiss Center of Scientific Computations.

CryptoMining-Europa-Andrea-Biraghi

Già in passato si sono rilevati incidenti relativi al cryptomining, come il botnet Vollgar, che come ha rilevato SecurityAffairs hanno attaccato vari settori, tra cui sanità, aviazione, informatica e telecomunicazioni e istituti universitari. Il botnet, grazie ad un attacco brute force MS-SQL, “ha consentito agli hacker di seguire una serie di modifiche alla configurazione del database per consentire l’esecuzione futura dei comandi”.

Ma questa volta è diverso, perchè si tratta di un attacco su larga scala. Il CSIRT Europeo e la Cado Security in USA, hanno rilasciato i campioni del malware utilizzato. Cosa si è scoperto?

CryptoMining per la criptovaluta Monero

“Quando gli assalitori hanno ottenuto l’accesso ai nodi di supercomputer, hanno sfruttato un exploit per la vulnerabilità CVE-2019-15666. In questo modo hanno ottenuto l’accesso root alle macchine e installato un’applicazione per il mining della criptovaluta Monero (XMR).”

Chris Doman, Cado Security

Che l’infezione è avvenuta grazie al furto delle credenziali SSH di alcuni membri degli istituti con le quali gli hackers hanno potuto accedere ai cluster dei supercomputers. Una delle pratiche di attacco infatti è connettersi appunto connessi tramite le credenziali SSH compromess per configurare il NAT Prerouting oppure connettersi tramite SOCKS proxy hosts da TOR. Ma il CSIRT ha rilevato altre addizionali attacchi.

Curiosità: Mining di criptovalute, cosa ha scoperto CISCO

Cisco ha scoperto che tra i principali miner di criptovalute al mondo vi sono gli studenti dei campus universitari, che sfruttano l’elettricità gratuita dei campus.

Cyber-range-Andrea-Biraghi

Cyber Range: il poligono virtuale per la cyber difesa

Cyber Range: è ora della Cyber difesa e delle esercitazioni fatte in un campo addestramento per contrastare la criminalità informatica, le potenze avversarie e quelle forze che utilizzano Internet per ottenere vantaggi o informazioni. La guerra elettronica e quella cyber stanno oggi convergendo ed è quanto mai importante non farsi trovare impreparati. Lo scenario dei conflitti nel cyber spazio è stato infatti riconosciuto come quinto dominio operativo al pari di aria, mare, terra e spazio extratmosferico. 

Cyber spazio come dominio delle operazioni

Leonardo Cyber Range è un poligono virtuale, composto da una infrastruttura Hardware e software che permette di simulare complessi sistemi ICT. In materia di Difesa e Sicurezza la Cyber Security diventa sempre di più un’arma strategica e Leonardo stava lavorando ad un vero e proprio “poligono virtuale” in campo informatico (IT), il primo cyber range italiano per la Difesa e per gestire le infrastrutture critiche: i possibili scenari vengono virtualizzati per sviluppare strategie e componenti di difesa con l’intelligenza artificiale (AI).

Cyber Range: le ipotesi di scenario per la cyber warfare

Il nuovo centro di addestramento, come si legge su AnalisiDifesa.it, nasce con l’ambizione di formare il giusto personale per potere affrontare le criticità più complesse della minaccia informatica contro sistemi informativi (IT) e operativi (OT).

Basato sulla necessità di poter formare adeguatamente il personale tecnico che lavora nei settori delle infrastrutture governative e critiche, il poligono consente la generazione di molteplici scenari di allenamento con diversi livelli di complessità. Le esercitazioni sono pratiche e molto realistiche.

Componenti principali sono:

  • Piattaforma di esecuzione dell’attacco
  • Piattaforma di gestione, per la configurazione degli esercizi e del loro punteggio
  • Piattaforma educativa

Attraverso l’utilizzo delle piattaforme i “cadetti” divisi in attaccanti e difensori, mettono in atto, imparano e migliorano le tattiche di attacco informatico e difesa in un abinete dinamico stimolato dall’intelligenza artificiale.

Ransomware-2020

Ransomware 2020: attacchi ogni 11 secondi

Ransomware 2020: i report annuali non portano nulla di buono, il ransomware rimane il grande business del cyber crime e dei criminali informatici.

Infine, secondo il report di TrendMicro , l’Italia è il paese più colpito al mondo, almeno per quanto riguarda le cifre relative al 2019 per quanto riguarda gli attacchi ransomware. Su scala mondiale, invece, il nostro paese, è settimo per ciò che concerne malware e quarto per macromalware.

Attacchi cyber ogni 11 secondi

Ransomware: le minacce del 2019 portano alle previsioni per il 2020

Cosa consiglia TrendMicro per difendersi dalle minacce? Innanzitutto “una strategia di connected threat defense che metta al sicuro i gateway, le reti, i server e gli endpoint”.

Un pò di numeri in Italia:

  • 17.120.526 malware intercettati
  • 4.326 malaware relativi all’home banking
  • 7.915.566 visite ai siti maligni
  • 851.725 siti maligni bloccati
  •  384.376.157 minacce via mail
  • 185.747 APP malevoli
  • 4.222 attacchi exploit
Fonte – 2019 Annual Security Roundup: The Sprawling Reach of Complex Threats
The Sprawling Reach of Complex Threats

Ultimamente un approccio più mirato dei ransomware ha permesso tecniche più mirate volte a costringere le organizzazioni a cedere alle richieste di ricatto. L’efficiacia relativa all’evoluzione delle nuove tecniche utilizzate è stata dimostrata – a livello globale – da una serie di attacchi rivolta ad entità governative.

Il ransomware Maze ha comportato, ad esempio, ha rappresentato un onere maggiore per le sue vittime, data la sua capacità di copiare automaticamente tutti i file interessati su sever controllati dai suoi operatori.

Ma c’è stato un ulteriore e importante sviluppo: la formazione di “alleanze” tra gruppi di ransomware. TrendMicro ritiene che, nel novembre del 2019, gli operatori dietro a Ryuk abbiano lanciato l’attacco dall’ufficio dei servizi tecnologici della Lousiana stessero lavorando come fornitori access-as-a-service.

Infine c’è la questione dei dispositivi IoT, il cui numero dovrebbe aumentare a circa 22 miliardi entro il 2025: il rischio, appurato, è che i cyber criminali trasformino questi dispositivi in una piattaforma per condurre attacchi malevoli, sfruttando le loro attuali vulnerabilità.

Al riguardo, nel rapporto vengono citate le segnalazioni riguardo alla variante del famoso Mirai (Trojan.Linux.MIRAI.SMMR1), che usa molteplici exploit per colpire i router e dispisitivi IoT. Un’latra segnalazione è stata fatta riguardo una sua variante backdoor che sfrutta una vulnerabilità nei router Huwaei HG532

Ransomaware 2020: la situazione attuale

Altri due report, segnalano invece la situazione Ransomware 2020.

Mentre Sophos segnala che quasi tre quarti degli attacchi nel 2020 comportano la crittografia dei dati, si rileva che per il 51% delle oragnizazioni che hanno subito attacchi, i dati sono stati crittografati nel 73% dei casi. Lo scarto tra pagamento del riscatto (56%) e recupero tramite backup (26%) parla da solo.

Gli attacchi che hanno maggior successo sono quelli che includono dati nel cloud pubblico, ma i criminali, chiaramente prendono di mira i dati, ovunque siano archiviati.

Sembra poi che il settore pubblico, nonostante i titoli di testa, sia più al riparo di quello privato. Riguardo le assicurazioni (che pagano il riscatto il 94% delle volte), invece solo il 64% degli intervistati è coperto contro i ransomware.

Infine BlackFog ha compilato una lista internazionale, mese per mese, di tutti gli attacchi informatici a livello globale: mentre il mese di Aprile 2020 era inizato a rilento gli attacchi sono via via aumentati a partire da un grave attacco in Portogallo.

Il gigante portoghese Energias de Portugal (EDP) è stato il primo a riferire di essere stato vittima di un grave attacco quando i criminali informatici li hanno informati diun massiccio riscatto: 9,9 milioni di euro!

Andrea-Biraghi

Andrea Biraghi: intelligence per la sicurezza informatica nazionale

Andrea Biraghi: attraverso l’intelligence si può anticipare un attacco informatico, sapere quando arriverà di che tipologia sarà.

La protezione di un’infrastruttura sino ad oggi è sempre stata un concetto di reazione ma oggi prevedere un attacco diventa basilare: conoscere la geopolitica del Cyber Spazio e usare metodologie di intelligence per la cybersecurity può contribuire a fronteggiare gli attacchi informatici.

Andrea Biraghi
Gli scacchi sono una guerra idealizzata, richiedono tattica, strategia, freddo calcolo e intuizione. (Friedrich Dürrenmatt)

Da quando internet ha superato la sua originale funzione di scambio e condivisione è diminuita la sua capacità di tutelare i suoi utilizzatori contro i crimini informatici.

Il problema però risiede nel costante aumento dei livelli di complessità e connettività in modo parallelo a quelli delle vulnerabilità. Per citare un settore si può pensare alle cyber minacce nel settore automotive in tutta Europa: è il caso delle smart e connected cars, grazie anche all’ascesa, semprepiù veloce dell’Internet of Things (IoT). Non per nulla, Mary Teresa Barra – General Motors – ha affermato che proteggere le automobili da incidenti causati da attacchi informatici “è una questione di sicurezza pubblica”.

Nell’ambito dei nuovi componenti IIoT (Industrial Internet of Things) di carattere industriale e nei sistemi di controllo infatti, le vulnerabilità non sono evitabili, proprio come in ogni sistema informatico: questo prevede che non siano esenti da minacce come malware, che possono portare guasti all’interno dei sistemi o consentire l’accesso ai dati critici.

Nella guerra informatica, secondo il rapporto “Cyberspace and the Changing Nature of Warfare” – Kenneth Geers, PhD, CISSP, Naval Criminal Investigative Service (NCIS) – sono utilizzate almeno 5 tattiche comuni ovvero: spionaggio, propaganda, Denial of Service, modifica dei dati, manipolazione dell’infrastruttura.

Oggi, tutto ciò che accade nel mondo reale si riflette nel Cyberspazio: per chi pianifica la sicurezza nazionale questo significa cyber spionaggio, ricognizione, propaganda, bersagli e quindi guerra. Oggi si parla di geopolitica dell’hacking in un clima in cui le nazioni competono tra loro, con operazioni che vanno dai cavi sottomarini al sabotaggio nucleare sotterraneo, dove uno dei temi di maggior preoccupazione riguarda le nuove tecnologie legate all’intelligenza artificiale. Lo spazio cibernetico ha modificato la geografia del mondo: e la sua evoluzione è in questa direzione in base anche alle interazione degli esseri umani. Proviamo a farne una mappatura.

Possiamo immaginare il cyber space come una reppresentazione a strati: il primo composto dai cavi sottomarini, della rete ethernet, dai router e dispositivi di scambio dati e comunicazione. Nel secondo strato si trovano i codici, che permettono all’hardware di funzionare e comunicare e nel terzo appunto le nostre interazioni e ora anche quelle tra “machine to machine”.

Infine, è chiaro come conoscere la geopolitica dello spazio cibernetico – al rango di “dominio delle operazioni” insieme a terra, maree e aria per le strategie di sicurezza nazionale – e usare metodologie di intelligence, sia oggi quanto mai importante per contribuire a fronteggiare gli attacchi in tema di cybersecurity.

Andrea Biraghi: la nuova frontiera è cercare di prevenire con l’intelligence

Tutti noi sappiamo – e per chi non lo sa è bene tenrelo a mente – che basta il ritardo di poche ore nell’aggiornamento dei nostri sistemi per compormetterli interamente. Oggi, quindi, diventa fondamentale anticipare gli attacchi informatici e le minacce tramite la cyber intelligence.

Immaginiamo le nostre reti come un fortino ai tempi del West con i sodlati che dovevano proteggere il forte contro gli indiani che lo attaccavano. Cosa si faceva? I soldati, per sapere quello che stava per succedere, utilizzavano gli scouts, figure che andavano in avanscoperta e cercavano di sapere da dove sarebbe arrivato l’attacco, di che tipologia sarebbe stato, se erano pochi o erano tanti. Questo è esattamente ciò che cerchiamo di fare.

Andrea Biraghi

La cyber Intelligence ha uno scopo predittivo

La cyber intelligence, come abbiamo sentito nell’intervista video ad Andrea Biraghi, ha uno scopo predittivo: si raccolgono le notizie e le informazioni, in seguito si analizzano, si valutano e si classificano, cercando di estrapolarne le giuste informazioni a supporto di una strategia operativa. Quindi per riassumerne il processo:

  1. Raccolta informazioni e loro classificazione per ordine di importanza
  2. Definizione delle potenziali minacce e degli obittivi strategici
  3. Applicazione di contromisure: conoscenza di punti deboli e applicazione delle tecniche di attacco
  4. Monitoraggio

Quali sono le potenziali minacce? Tra le minacce che vengono esaminate vi sono ransomware, phishing, violazione degli account e sniffing: ognuna viene valutata per il suo grado di gravità.

Andrea-Biraghi-cyber-security-intelligence

Ma in che modo vengono raccolte le informazioni? Vi sono circa sei principali sezioni, secondo ICTSecurityMagazine che rappresentano ognuna diverse modalità di raccolta di dati e informazini utili, ma tutte si basano sulla capacità di raccogliere, correlare e analizzare:

  1. Intelligence umana (HUMINT)
  2. Intelligence delle immagini (IMINT)
  3. Intelligence dei segnali (SIGINT)
  4. Intelligence delle misurazioni (MASINT)
  5. Intelligence tecnica (TECHINT)
  6. Intelligence delle fonti libere (Open Source) (OSINT)

L’OSINT, ovvero Open Source Intelligence, è uan tecnica utilizzata spesso nel settore della Cyber Security per scovare informazioni a diversi livelli su internet e a scopo predittivo: tra le fonti vi sono anche il deep web e il dark web. Più dettagliata è un’informazione e più la sua qualità è alta più gli scenari ideati si avvicinano alla realtà. 

La domanda relativa all’OSINT sta crescendo esponenzialmente e le previsioni sono che lo farà sino al 2024: l’OSINT si divide in

  1. tipo di sicurezza (intelligenza umana, big data, analisi del dark web, link/network analisi, analisi di dati e testi, intelligenza artificiale)
  2. tecnologia (ad esempio cyber security)
  3. applicazione (ad esempio militare e difesa, sicurezza nazionale).
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APP Immuni cosa è e come funziona?

Cosa è l’APP Immuni? L’APP, studiata per sistemi IOS e Android per il tracciamento dei soggetti risultati positivi al virus dell’emergenza Covid-19. Tale applicazione, sviluppata da Bending Spoons – società italiana – che ci promette di diventare lo strumento per poter tornare alla normalità nella così detta Fase 2, è ultimamente molto discussa, ancora molto tempo prima che ne venisse spiegato il reale funzionamento o le caratteristiche.

Vediamo, però, quali informazioni ci riportano e maggiori testate giornalitiche e le riviste specializzate al riguardo.

app immuni cosa è

In realtà questa applicazione che ha creato tanta discussione potrebbe essere utile nel momento in cui si cerchi di contenere il contagio per non “ricapitombolare” alla prima fase.

Quale è, in modo semplice, il suo funzionamento? Dal momento in cui viene installata sul telefono – su base volontaria e gratuitamente – come normale applicazione, il dispostivio conserva i datu dell’utente, a cui verrà assegnato un ID temporaneo, e questi “dati” verranno scambiati con i dispostivi vicino a lui tramite tecnologia BlueTooth. I dati però saranno crittografati, quindi protetti, che conterranno anche la durata dell’incontro tra i dispositivi, in base alla forza del segnale percepito. Quindi sapere che vicino a noi c’è una persona, tracciata come positiva al Covid19, potrà tutelarci dal “rischio contagio”…

Un articolo recente di Agenda Digitale ci chiarisce persino come si è arrivati a questa scelta che si fonda su tre motivazioni principali, che vengono chiamate ufficiali:

  • capacità di contribuire in modo tempestivo come strumento di contrasto contro la propagazione del virus;
  • conformarsi al modello europeo come delineato dal Consorzio PEPP-PT
  • garantire il rispetto della privacy.

Una nota che viene fatta però, sul secondo punto, è che l’APP Immuni si è scostata dal modello prestabilito, andando incontro alle richieste di Apple-Google, ovvero: un modello più decentralizzato. Si seguiranno ovvero le idee del progetto Decentralised Privacy-Preserving Proximity Tracing (DP-3T) che si è separato da Pepp-Pt perseguendo un modello più decentralizzato.

Per approfondire leggi l’articolo integrale su AgendaDigitale.eu: Immuni, cos’è e come funziona l’app italiana coronavirus.

Secondo quanto riporta Avvenire, invece, vi sono ancora delle incognite legate all’efficacia del sistema. Oramai è noto che l’applicazione non è stata rivista sotto l’aspetto dela sicurezza, non potendosi valutare in modo adeguato gli aspetti relativi alla Cyber Security e alla resistenza o meno ad attività di reverse enginering, od altre tipologie di attacco informatico.

APP Immuni: il tracciamento in arrivo a fine maggio

Andrea Biraghi

Dopo vari ritardi l’APP Immuni sarà disponibile a fine Maggio. Tra le paure ci sono, come dice Repubblica ipotetiche sorveglianze di massa e violazioni della privacy su larga scala. Per molti ancora ci sono numerosi nodi da sciogliere.

Per quanto riguarda la Privacy, sempre secondo Repubblica, “l’app, basata sul modello decentralizzato di raccolta dati, non colleziona informazioni come il nome, cognome, indirizzo, email, numero di telefono, al contrario di quel che fanno altre applicazioni dentro e fuori l’Europa”. In effetti l’applicazione non raccoglie nemmeno i dati realtivi alla geolocalizzazione.

“L’identificativo trasmesso dallo smartphone agli altri telefoni nelle vicinanze, un codice, in più cambia di frequente. I dati restano sul dispositivo, a meno che non si risulti contagiati”. I dati inoltre non saranno raccolti da Bending Spoons, ma saranno trattati dalle autorità sanitarie, in Italia (su server gestiti e supervisionati da soggetti pubblici).

Ma vediamo quali punti riassume Avvenire circa i limiti rilevati. Le questioni aperte riguardano la gestione della sicurezza: questo potrebbe permettere infatti ai criminali informatici di raccogliere i dati via etere e poi ritrasmetterli. “Inoltre, secondo altri esperti di cyber sicurezza, la preoccupazione per la tutela dei dati degli utenti potrebbe essere legata a possibili attacchi via bluetooth”. Tra le questioni ancora aperte c’è la faccenda relativa ai dati a rischio, sul ruolo di Sogei e di Bending Spoons, ma ancora più preoccupante sarebbero i limiti della volontarietà.

Leggi tutto su Avvenire.it: Coronavirus. L’app Immuni, tutti i nodi da sciogliere

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Fake news e Covid19: la disinformazione corre online

Fake News e Covid19: i pericoli del virus sono anche online, cosa sta succedendo e quali sono le strategie messe in atto dalla cybersecurity per contrastare la disinformazione? L’informazione online è sotto minaccia?

Qui di seguito una piccola rassegna stampa per comprendere cosa c’è in gioco e la direzione che si sta prendendo per contrastare le attività criminali informatiche legate all’informazione online?

Di seguito l’interssante intervento di PierLuigi Paganini a riguardo: “COVID-19: Disinformazione e impatto sull’educazione.

Fake news e Covid19: il report dell’UE

Fake news e Covid19

Su Wired.it il titolo non lascia spazio ad interpretazioni: l’Ue ha modificato un report sulle fake news a tema coronavirus per accontentare la Cina.

Cosa significa? che a seguito delle molte pressioni diplomatiche di Pechino il dossier sulla disinformazione relativa al Covid19 è stato modificato. E’ stato il New York times a scoprirlo. Il report è stato pubblicato sul sito della European Union External Action (Eeas) il 24 Aprile 2020, ma non si tratterebbe della sua versione ufficiale.

Quindi, se nella prima stesura la Cian veniva incolpata di avere condotto una campagna di disinformazione globale circa la pandemia di Covid19, nella seconda le accuse sono state ridimensionate.

Leggi l’articolo su Wired.it

Su SputnikNews invece, protagonista sempre un dossier Europeo – pubblicato dal Financial Times e che riguarda una presunta campagna di disinformazione russa, si legge che il ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov accusa l’Unione Europea di non aver fornito alcun dato sulla presunta campagna di disinformazione della Russia sull’epidemia di coronavirus.

Leggi la notizia su SputnikNews.it

Cosa è davvero la disinformazione e come si spiega?

Alla domanda riponde LaVoce.info, che cerca di fare chiarezza sul fenomeno disinformazione rispondendo alla domanda su come si configurerebbe – grazie alle fake news – un tentativo di influenza estera e quindi una minaccia alla società occidentale democratica.

La Commissione europea ha definito la disinformazione come “l’aggregato di informazioni false o ingannevoli che sono create, annunciate e divulgate, per trarre vantaggi economici o per plagiare intenzionalmente le persone, e che potrebbero causare un pericolo pubblico”

Per chiarire la questione, illuminanti sono le considerazioni dell’Istituto europeo per gli studi di sicurezza (Euiss): “se uno stato volesse minare alla coesione e alla forza di una società democratica e aperta, allora attaccare la fiducia che i cittadini ripongono nelle loro istituzioni politiche e nei loro processi normativi rappresenterebbe un ovvio punto di partenza. Diffondere falsità […] è la via ideale per preparare i passi ulteriori in un contesto di minacce ibride”. 

Leggi tutto su LaVoce.info – Covid e disinformazione, istruzioni per l’uso*

Come contrastare fake news a cyber crime?

Questa volta è TheInnovationGroup.it a faci chiarezza, stilando un utile elenco utilizzando i consigli di CERT-PA per difendersi dalle minacce online:

  • Non installare software sconosciuti o di dubbia provenienza, soprattutto se a seguito di sollecitazioni via mail. Nel caso sia un tecnico della vostra amministrazione/azienda a richiedere l’installazione, verificate attentamente il contesto: la mail era attesa? le frasi sono scritte con grammatica corretta? il software da installare ha un fine specifico? Eventuali link nella mail puntano a siti conosciuti? il mittente è corretto?
  • I criminali si attengono al tema dei pagamenti, degli ordini o delle tasse per invogliarci a farci aprire un documento Word o Excel; inutile dire che anche il tema coronavirus è stato usato per questi fini. Non scaricare file compressi con estensione ZIP, RAR, TAR, GZ;
  • Non cliccare su link che provengono da fonti sconosciute o sono allegati a messaggi sospetti;
  • Prima di aprire un documento Word verificare che l’estensione sia DOCX e diffida delle estensioni DOCM o DOC;
  • Prima di aprire file Excel verifica che l’estensione sia XLSX e diffida delle estensioni XSLM o XLS;
  • Mantenere aggiornati i software;
  • Non inserire mai username e password di lavoro su siti o programmi che non siano i tuoi o dell’amministrazione e dell’azienda per cui lavori.

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Covid19 e spazio cibernetico: il contagio corre anche sul digitale

Covid19 e spazio cibernetico: mentre il coronavirus si diffonde tra le persone, con la stessa velocità circolano fake news in rete, e disinformazione in rete, creando in modo rapido confusione e poca certezza delle fonti di informazione.

In un articolo di IspiOnline, “La pandemia ed il virus 2.0” si parla di propagazione della pandemia di Coronavirus sul quinto dominio, ovvero lo spazio cibernetico. Le ripercussioni sono sintetizzate in tre macro settori:

  1. Attacchi cibernetici
  2. Fake News | Disinformazione
  3. Privacy e Controllo
Covid19-e-spazio-cibernetico-andrea-biraghi

Mentre gli attacchi informatici crescono, diventando sempre più veloci e mirati e prendendo di mira i settori ancora troppo vulnerabli come le strutture sanitarie, alcuni si dimostrano impreparati ad affrontare le nuove sfide che il Covid19 ci impone. Tra questi la a stessa Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS). Il settore sanitario è, ogni giorno, sempre più bersagliato a livello globale: un importante contributo per comprendere la situazione sanitaria in materia di sicurezza informatica lo ha dato il rapporto Clusit 2019.

Ma non finisce qui, non si parla solo di vulnerabiltà e protezione di dati: i nuovi cyber attacchi mettono a rischio anche le pubbliche amministrazioni, le infrastrutture. Gli attacchi bypassano i controlli di sicurezza dei firewall, così da avere facile accesso ai dati sensibili archiviati sui server Web. Qui sotto il grafico che ripota i principlai attacchi nelle reti italiane [Fonte: ISPI – Kaspersky LAB]

[Fonte: ISPI – Kaspersky LAB]

Covid19 e spazio cibernetico: deepfake e fakenews l’era pericolosa della disinformazione

Il rischio che sta comportando la pandemia presente però non è solo legato al settore della cyber security ma a quello delle fake news che corrono in rete. Non solo: spesso video manipolati e alterati, creano notizie e false informazioni inganevvoli, volte ad influenzare l’opionone pubblica e mettendo a rischio la vera informazione. Ne abbiamo già parlato in Deepfake: video manipolati nell’era dell’Intelligenza artificiale.

Spesso però non si tratta solo di infodemia ma di veri a propri attacchi di ingegneria sociale. Non per nulla IspiOnline riporta che “sono state rilevate anche operazioni di disinformazione attraverso canali più tradizionali effettuate o promosse da attori legati a potenze straniere. Il fine, in questo caso, sarebbe quello di delegittimare la risposta delle democrazie occidentali rispetto alla pandemia in corso, rafforzando pertanto l’appeal dei regimi più illiberali”.

L’informazione in questo modo sta subendo una vera e propria minaccia.

Approfondisci su: Fake News: l’informazione sotto minaccia | Andrea Biraghi

Covid19: le app per il tracciamento e la privacy

Ultimo ma non meno importante è la questione tra privacy e tracciamento dei positivi al Covid19: si apre così un dibattito importante tra la necessità di tracciare i contagi e l’annosa questione privacy. Di seguito si ripare anche un’altra questione: quanto sono compatibili sicurezza informatica e privacy?

Qui sotto la discussione nel seminario IISFA sulla tracciabilità cellulari e covid19, cyber security e protezione dei dati.

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Cyber tecnologie e digitalizzazione: in Italia serve innovazione

Cyber tecnologie e digitalizzazione: il mondo si trova ad una svolta e proprio durante l’emergeza Covid-19 ci si sta rendendo conto del ruolo che la tecnologia digitale sta avendo in questo momento.

L’emergenza sanitaria, inoltre, ha spinto gran parte dell’Italia ad una digitalizzazone forzata, laddove non vi era nè esperienza nè preparazione: ciò rappresenta una grande opportunità ma anche una grande sfida per il nostro Paese.

L’Italia ha bisogno di aumentare la sua preparazione a livello di sicurezza informatica: molte aziende oggi infatti sono esposte al rischio di vulnerabilità. I criminali informatici sono sempre in agguato, pronti a capitalizzare tutto ciò che può rappresentare un loro beneficio: sono pronti persino ad usare la crisi sanitaria globale come un’opportunità per colpire organizzazioni e individui vulnerabili.

Secondo Agenda Digitale, in questo momento aziende, start up ma anche i singoli cittadini rivestono un ruolo centrale per portare ancora più valore al Paese attraverso le nuove tecnologie da applicare: si parla – e solo per citarne alcune – di intelligenza artificiale, droni, robot, reti di nuova generazione, analisi video real-time o tecnologia IoT.

Il digitale quindi per il nostro Paese rappresenta anche una ripartenza per stare la passo con l’innovazione a livello interazionale e qui vengono elencati smart working, applicazioni di eGovernment, telemedicina ed eLearning, eCommerce, remote banking, digitalizzazione della supply chain e della logistica, ma la lista sarebbe ancora lunga.

Cyber tecnologie e digitalizzazione in Italia: quali sono le sfide

Sicuramente in Italia le sfide alla digitalizzazione non riguardano solo preparazione tecnica e problemi tecnici e di banda: si parla di cambiamento che non riguarda solo l’innovazione tecnologica ma anche e soprattutto l’ambito culturale. La tecnologia da sola potrebbe non bastare: bisogna pensare a riprogettare anche le stesse città.

“La smart city non è dunque restare tutti a casa con la fibra e nemmeno avere la SIM con i Giga” afferma Agenda Digitale. Dalla crisi determinata dalla pandemia di Covid-19 si potrà uscire solo con la ri-progettazione dello spazio/tempo in cui viviamo e non cercando di aggiungere/appiccicare strumenti digitali a modelli territoriali e sociali del passato, rigidi ed inefficaci nel gestire la complessità.

Leggi l’articoolo su AgendaDigitale.eu – Telelavoro e teledidattica? Non basta la tecnologia: riprogettiamo le città

Intelligenza Artificiale quali rischi e quali opportunità?

Intelligenza artificiale: quali sono i rischi e le opportunità della tecnologia AI per l’uomo?

Intelligenza artificiale: quali sono i rischi e le opportunità- Andrea Biraghi
Intelligenza Artificiale pro e contro

Yuval Noah Harari, tra i più grandi pensatori contemporanei, ha affermato che facciamo parte di una delle ere migliori della storia dell’umanità, ma al tempo stesso anche una delle più turbolente. In questa sera ci sono tre sfide importanti che l’umanità deve affrontare:

  1. La possibilità di una guerra nucleare
  2. Il collasso ecologico
  3. La tecnologia destabilizzante, ovvero l’ascesa dell’Intelligenza artificiale

L’intelligenza artificiale e la bio-ingegneria secondo Harari, destabilizzeranno non solo l’economia e la società, ma perfino il corpo umano. Uno dei temi più rilevanti del suo pensiero rigarda il rapporto tra l’uomo e la tecnologia.

La tecnologia è quindi buona o catttiva? Lo stotico contemporaneo, in un’intervista a SkyTg24 risponde: “la tecnologia da sola non è né il problema, né la soluzione. Alla fine dei conti spetta sempre alla società decidere cosa fare con la tecnologia“. Ogni tecnologia si può usare infatti in modi molto diversi: treni, radio, televisione, automobili, elettricità possono essere usati per creare regimi fascisti, dittature comuniste e poi democrazie liberali.

Intelligenza Artificiale rischi e opportunità: il sondaggio pro e contro

Intelligenza artificiale: quali sono i rischi per l’uomo e quale è la famosa parte oscura di questa tecnologia? Cosa ne pensano le persone?

BVA DOXA, in collaborazione con WIN, ha svolto un sondaggio mondiale sulle nuove tecnologie, coinvolgendo 30.890 persone in 40 Paesi. I risultati potrebbero soprendervi!

Alla domanda: «Quanto sarebbe favorevole al fatto che in futuro l’Intelligenza Artificiale sostituisca le attività svolte dal personale medico?» solo il 7% si dichiara favorevole ad una totale sostituzione, con valori più alti in India (24%), Libano (22%) e Cina (17%). Ciò potrebbe denotare una minore fiducia nel sistema sanitario di quei Paesi e rappresentare un appello ad un maggiore uso delle tecnologie per la cura dei pazienti.

La maggior parte degli intervistati (53%) a livello mondiale auspica che l’Intelligenza Artificiale sia di supporto ai medici, ma non li sostituisca completamente.

Leggi il risultato del sondaggio sul sito di BVA doxa

Il lato oscuro dell’AI

Quale è il lato oscuro dell’intelligenza artificiale? Quali sono gli scenari futuri di una possibile applicazione di AI malaevola?

Forbes riassume in 4 punti i potenziali scenari futuri non proprio rosei, ovvero dalla manomissione della privacy alla cattiva gestione economica.

  1. Un piccolo numero di giganti della tecnoloia potrebbe monopolizzare l’economia dell’AI
  2. Gli algoritmi potrebbero manipolare i modelli e le transazioni di acquisto o vendita.
  3. L’intelligenza artificiale potrebbe contribuire ad allargare il divario tra leader e ritardatari, tra ricchi e poveri.
  4. Micro-bit di dati personali potrebbero contribuire a creare deepfakes.

Come riporta Focus.it lo scandalo Cambridge Analytica, scoppiato a marzo 2018, ha invece evidenziato l’effettiva capacità dei social media di pilotare la coscienza politica delle persone dando maggiore risalto a certe notizie e a certe fonti di informazione a discapito di altre.

L’AI è un’enorme opportunità per il nostro futuro e quello del pianeta

Smart-working

Smart Working e formazione online: quando l’emergenza è un’opportunità

Smart working ed emergenza Covid-19: l’emergenza richiede continuità operativa ed efficienza, non ci si può fermare del tutto ma lo si deve fare in tutta sicurezza. L’epidemia qundi ha costretto le aziende italiane ad una digitalizzazione forzata: laddove si era comunque rimasti indietro si è dovuto fare uno sforzo per mettersi alla pari.

Smart-working

Molte aziende ed istituzioni hanno scelto questa strada: InfoCamere, ad esempio, grazie a sistemi cloud based e server virtualizzati è riuscita a mantenere la continuità dei servizi, estenendendo lo smart working alla maggioranza degli addetti per un totale di 2.500 connessioni telematiche private.

“In pochi giorni, seguendo l’evoluzione dei Decreti del Presidente del Consiglio, abbiamo attivato lo smart working per il personale di InfoCamere verificando la copertura dei requisiti tecnologici oltreché presidiando i profili di produttività attesi; al contempo abbiamo abilitato le Camere di Commercio richiedenti alla possibilità di ricorrere allo smart working per il proprio personale, presidiando organizzazione ed infrastrutture nell’intento di garantire a imprese e professionisti i consueti livelli di accessibilità e fruizione dei servizi online camerali”.

Leggi la notizia su AgendaDigitale.eu

Smart Working e Smart Learning: i contributi per la formazione a distanza

Non solo smart working: importanti sono anche i contributi per la formazione a distanza. E’ così che il team di Samsumg Italia ha deciso di dare il proprio contributo, attivando alcuni moduli di formazione a distanza per gli studenti.

Il progetto si chiama  Samsung Smart Learning e si concretizza con la creazione del Samsung Smart Learning Kit, un utile strumento per la gestione ottimale della didattica a distanza, che sarà distribuito ad oltre 60.000 docenti in tutta Italia.

Leggi tutto su DataManager.it

In tema di gestione di risorse umane, invece Zucchetti ha recentemente incluso, tra le sue soluzioni per la gestione delle Risorse Umane, la piattaforma di learning e gamification Skillato: un prodotto mobile-first e user friendly, grazie al quale i dipendenti possono sperimentare il vero significato dell’employee engagement.

Cosa è Skillato? In sintesi un prodotto innovativo che consente alla aziende di utilizzare la tecnica del “gioco” sia per fare formazione- smart learnng – che per stimolare partecipazione e comportamenti attivi tra i dipendenti.

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Solidarietà digitale: digitalizzazione e innovazione

Il Ministero per l’Innovazione tecnologica e la Digitalizzazione e Agid hanno lanciato Solidarietà digitaleuna collaborazione tra sfera pubblica e privata con l’obiettivo di supportare aziende e cittadini. Tra i servizi resi disponibili e-learning e iniztiave per lo smart working.

Su AgendaDigitale la lista delle aziende che hanno aderito all’iniziativa.

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Andrea Biraghi rassegna stampa Marzo 2020: cybersecurity Italia

Andrea Biraghi rassegna stampa del 26 marzo 2020 e ultime notizie dal mondo della cybersecurity.

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5G e perimetro cibernetico

Come si sta evolvendo l’attività dei servizi segreti nei confronti del 5G?

Se ne parla nella Relazione Annuale al Parlamento 2019 : la Relazione sulla politica dell’informazione per la sicurezza riconosce infatti le armi cibernetiche come lo strumento privilegiato per la conduzione di manovre ostili in danno di target, sia pubblici che privati, di rilevanza strategica per il nostro Paese.

“Obiettivo primario dell’intelligence – viene scritto nella Relazione – ha continuato ad essere il contrasto delle campagne di spionaggio digitale, gran parte delle quali riconducibili a gruppi strutturati di cui è stata ritenuta probabile – alla luce sia delle ingenti risorse dispiegate, sia della selezione dei target, quasi sempre funzionale al conseguimento di obiettivi strategici e geopolitici – la matrice statuale”.

Il potenziamento della resilienza cibernetica del Paese è quanto mai importante: le reti di nuova generazione 5G sono al centro delle attenzioni e rappresentano una sfida a portata globale.

CyberSecurity360 23-03-2020: “Nella Relazione si parla esplicitamente, sulla scorta delle leggi 133/2019, 56/2019 e 105/2019, di monitorare la tecnologia 5G, come ci dice anche il capo del DIS Gennaro Vecchione nell’ambito del cd. Golden Power”.

Leggi tutto l’articolo: 5G e servizi segreti, strategie per la protezione rafforzata degli asset ICT strategici

Andrea Biraghi rassegna stampa 5g e cybesecurity: gli attacchi basati sul SWARM

Andrea-Biraghi

L’avvento del 5G può fungere infine da “catalizzatore” per gli attacchi basati sul Swarm. Si è già parlato di come il suo avvento ponga nuove sfide alla Cyber Security in termini di attacchi di 5 generazione ma si deve anche prendere in considerazione come potrebbero essere vulnerabili anche agli attacchi informatici sostenuti da Stati stranieri.

Leggi su Andrea Biraghi Blog – Attacchi informatici: cosa ci aspetta nel corso del 2020?

Il 5G cambierà il mondo?


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Cyber Security vantaggio competitivo nell’era digitale

La Cyber Security sta diventando un vantaggio competitivo nell’era dell’economia digitale.

Il Cybersecurity Tech Accord, nato con l’intezione di proteggere gli utenti e i clienti sempre e ovuqnue, si rivela essere la più grande alleanza di Cybersecurity per stimolare la collaborazione tra i diversi attori in gioco.

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L’accordo con il quale i firmatari si impegnano a rafforzare l’ecosistema della cybersecurity, difendendo l’economia digitale dai cyber attacchi si basa su 4 punti principali che non vedono la cyber security solo come un vantaggio competitivo:

  1. Proteggere- ovunque – tutti i clienti dai cyber attacchi informatici, siano essi individui, organizzazioni o governi. Ciò verrà fatto sviluppando prodotti e servizi di sicurezza basati sulla privacy, l’integrità e l’affidabilità e ridurre, a loro volta, la probabilità e la frequenza dello sfruttamento e della gravità delle vulnerabilità.
  2. Opporsi ai cyber attacchi mirati ai cittadini e alle imprese, con l’intenzione di protegere prodotti e servizi tecnologici nelle loro fasi di sviluppo progettazione e utilizzo. Non verranno invece aiutati i governi a lanciare attacchi informatici da qualsiasi luogo contro i propri cittadini e imprese innocenti.
  3. Aiuto a clienti e sviluppatori: verrà quindi fornito agli utenti un ampio ecosistema di sviluppatori, insieme ad informazini e strumenti di sicurezza informatica. Verranno quindi aiutati e sostenuti i governi, la società civile e le organizzazioni internazionali per fare progredire la cyber security, ia nelle economie sviluppate che in quelle emergenti.
  4. Con l’obiettivo di lavorare insieme, verranno quindi stabilite partnership, incoraggiando la condivisione globale di informazioni e gli sforzi civili per identificare, prevenire, rilevare, rispondere e recuperare dagli attacchi informatici e garantire risposte flessibili alla sicurezza dell’ecosistema tecnologico globale più ampio.

Tra i firmatari dell’accordo c’è anche la Schneider Electric, che si va ad aggiungere a 144 aziende mondiali. Christophe Blassiau, Senior Vice President, Digital Security e Global CISO di Schneider Electric comunica che la società è orgogliosa di partecipare: “Unendoci a Cybersecurity Tech Accord, siamo orgogliosi di continuare a collaborare con i leader industriali di tutto il mondo per aiutare a individuare, prevenire, respingere i cyberattacchi”.

La cyber security come vantaggio

La cyber security, ovvero la sicurezza informatica, si legge su Key4bitz.it, a ora un’opportunità illimitata di “alzare la testa”: perchè, dopo l’epidemia di coronnavirus, con molta probabilità una buona percentuale dello spostamento digitale rimmarrà.

Il Coronavirus potrebbe quindi portare a un forte impatto in questo senso: “Un numero considerevole di processi offline migrerà in qualche modo verso Internet, sostituendo le consulenze con medici e avvocati con agili videochiamate, privilegiando software come Zoom, WebEx o GoToMeeting per le riunioni di lavoro interne; consegnando cibo e merci a domicilio invece di mangiare fuori o fare shopping nei weekend in centri commerciali sovraffollati”.

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Protezione Dati Sensibili e sanitari a rischio: i nuovi cyber attacchi

Protezione dati sensibili: nuovi cyber attacchi mettono a rischio non solo le pubbliche amministrazioni, le infrastrutture e le banche ma anche le strutture sanitarie. Gli attacchi riescono a bypassare i controlli di sicurezza dei firewall, così da avere facile accesso ai dati sensibili archiviati sui server Web.

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Protezione dati sensibili nelle strutture sanitarie

Un importante contributo per comprendere la situazione sanitaria in materia di sicurezza informatica lo ha dato il rapporto Clusit 2019: il settore sanitario è, ogni giorno, sempre più bersagliato a livello globale.

Capire quanto possa costare alla sanità una scarsa sicurezza informatica è importante, ma quel che preoccupa è che sembra che il problema sia sottovalutato. Secondo le ricerche Netics almeno il 20% delle struttue sul territorio non ha le capacità di rispondere agli attacchi informatici nel breve tempo: il che significa in almeno 4 ore.

Una carenza che nel breve e nel lungo termine rappresenta un serio problema. Nectis afferma che a livello direzionale ASL e ospedali dedicano solo il 4,3% del budget totale alla cyber sicurezza: alle scarse risorse si aggiunge una scarsa formazione e informazione in materia.

Tanto per farci un’idea l’attacco Wannacry, secondo le stime che circolano, colpendo 150 nazioni avrebbe prodotto danni per circa 4 miliardi di euro.

Leggi su IlSole24Ore.com – Non solo coronavirus, ai cyber criminali piacciono parecchio i dati sanitari

Attacchi informatici ai dati sensibili: allarme nel settore sanitario

Protezione dei dati e sicurezza

Secondo il Corriere, sno ad oggi, si contano 17 strutture violate a livello informatico: la maggior parte prese di mira per realizzare estorsioni di denaro.

Sempre dal rapporto Clusit 2019 emergono dati preoccupanti: i data breach riguardano i dati sensibili dei pazienti, comprese le loro cartelle cliniche. «La sanità è uno dei settori nei quali gli attacchi sono cresciuti molto di più rispetto all’anno precedente – spiegano Andrea Zapparoli Manzoni, che fa parte del Consiglio direttivo Clusit e Sofia Scozzari, del Comitato scientifico – perché i “cattivi” colpiscono dove è più facile avere successo. Questo è il segnale eclatante che il settore deve mettere in campo strategie di risposta adeguate e lo deve fare in fretta».

Leggi tutto su Corriere.it – Attacchi informatici: anche negli ospedali e nelle Asl è allarme

Andrea Biraghi Cyber Security  Twitter  —- Linkedin


Fake News: l’informazione sotto minaccia

Fake News: perchè vengono create?

Fake News, notizie false, informazioni inganevvoli, prontamente confezionate per influenzare l’opionone pubblica. Un fenomeno che in questi anni ha subito una crescita esponenziale e che mette a rischio la stessa informazione. Non manca chi da queste “bufale” trae profitto, per fare soldi in minor tempo possibile e sfruttandone tutti i meccanismi che stanno dietro.

La maggior parte delle fake news corre su internet, la maggior parte sui social media, come i popolari facebook o twitter, che hanno anche lo scopo di inquinare il dibattito politico, ma non sono questi il solo canale.

Nel 2019 Facebook si è dovuto tutelare per contrastare le interferenze da parte di Paesi stranieri nelle elezioni presidenziali USA 2020: eliminando account registrati in Russia e Iran. Gli account in questione erano accusati di creare meme e video deepfake anti-Trump. Il numero della loro diffusione è notevole: hanno raggiunto circa 265.000 accounts sui social network. Il numero dei profili chiusi: 78 account Facebook, 11 pagine, 29 gruppi e quattro account Instagram.

Pochi giorni fa la stessa cosa è avvenuta contro le notizia false che stanno correndo velocissime sul web rivelando false informazioni sul virus Covid-19. Migliaia di account di social media collegati alla Russia, affermano i funzionari USA, hanno lanciato – da metà Gennaio- un’azione coordinata per diffondere allarme sul virus, interrompendo gli sforzi globali per combattere l’epidemia. L’intento è seminare disordia, minacciando la sicurezza pubblica. La campagna di disinformazione, come racconta un articolo di LeFormiche.net , “è iniziata un mese fa, in un momento in cui il bilancio in Cina era appena di tre vittime e di sole 200 persone contagiate a Wuhan, scrive Askanews”.

La soluzione di contrasto alla disinformazione

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Le fake news discreditano la vera informazione, minacciando anche la libertà di stampa e la verità: il report 2017 di Reporters Sans Frontier spiega il perchè. Continuare ad agire su questo versante è quindi molto imporante.

Una soluzione potrebbe arrivare, come scrive AgendaDigitale “da un’alleanza strategica fra PA, attori privati, esperti del settore provenienti da ricerca e società civile”. L’OCSE, dal canto suo “ha identificato una serie di elementi che limitano la capacità dei governi di utilizzare la comunicazione in modo da sostenere gli sforzi di riforma più ampi”.

Continua a leggere su AgendaDigitale.eu – Comunicazione pubblica antidoto alle fake news: la ricetta Ocse

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Direttiva NIS e Infrastrutture critiche: sicurezza 2020

Perchè la Direttiva NIS e infrastrutture critiche è un tema caldo per il 2020?

La tecnologia avanza, soprattutto nel campo delle tecnologie ICT connesse: i dispositivi IoT non entrano solo nelle nostre case ma si occupano di gestire anche i dati per le analisi di quelle che vengono considerate “infrastrutture critiche” con lo scopo di proteggerle. Andrea Biraghi – Ultime notizie

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Infrastrutture critiche 2020

Questo è anche un caso italiano: la società WestPole  monitora il Ponte Morandi con un sensore IoT, in fase di sperimentazione. Il dispostivo in grado di registrare e misurare tutte le vibrazioni cui è sottoposta la struttura nell’arco delle 24 ore. Compito del sensore è raccogliere i dati e inviarli ad un gateway, che a sua volta li trasmette al data center. [Fonte: Internet4Things]

Il compito di Westpole è innanzitutto quello di diffondere la trasformazione digitale e renderela scalabile, nel campo dell’informatica delle cose opera per aumentare la competività delle aziende e delle loro performance abilitando l’introduzione dell’Intelligenza Artificiale e dei modelli predittivi. Nel campo delle infrastrutture critiche, per rimanere in teme, si possono così ottenere monitoraggi in tempo reale, controllando in modo veloce la situazione e il superamento delle soglie di sicurezza.

Questo ci fa comprendere come nel 2020 il tema delle infrastrutture critiche rimarrà cruciale, per capirne soprattutto gli scenari futuri. Gli oggetti connessi in rete infati comprendono per ora rischi che non sono da sottovalutare, ad esempio nel settore sanitario, ancora molto vulnerabile.

La Direttiva NIS, nota anche come Direttiva Comunitaria per la sicurezza delle reti e dell’informazione, stabilisce i requisiti minimi di sicurezza per l’informatica. E’ essenziale che reti, sistemi e servizi siano affidabili e sicuri, poichè eventuali incidenti relativi alla sicurezza rappresentano una vera e propria minaccia per il loro funzionamento, ripercuotendosi sulla società. Perchè la stessa città va vista come una grande infrastruttura critica. Per comprenderne l’importanza qui di seguito il documento di InfrastruttureCritiche.it in tema: Direttiva NIS pdf

Sicuramente i dispositivi IoT rappresentano una notevole innovazione ma contemporaneamente la loro fase di sperimentazione è, in modo evidente, molto importante. Anche l’introduzione della nuova rete 5G ha un potenziale estremamente innovativo al pari di vunerabilità di violazioni che non hanno precedenti. In sintesi velocità più elevate offriranno agli hacker la possibilità di colpire più dispositivi e innescare attacchi informatici sempre più grandi. Da qui la necessità che la Cyber Security elabori nuove strategie di difesa.

A valle del recepimento della Direttiva NIS, la Strategia nazionale di sicurezza cibernetica, è un provvedimento che segna un ulteriore passo in avanti verso l’attuazione della direttiva europea, proprio per definire le procedre tecniche per la prevenzione degli incidenti cibernetici.

Il tema della Cyber Security nelle Infrastrutture critiche è stato affrontanto relativamente al quadro normativo presente. Qui di seguito l’intervento di Angelo Tofalo all’Università degli studi di Roma Tor Vergata.

Direttiva NIS e infrastrutture: l’energia elettrica

La Direttiva NIS si applica ai settori e alle infrastrutture critiche, con lo scopo di migliorare le difese delle infrastrutture critiche degli Stati europei. Se solo pensiamo che il comparto energetico, che cerca soluzioni più sostenibili e sicure, passando per la digitalizzazione, si può comprendere come questa infrastruttura critica sia un asset da proteggere contro gli attacchi informatici.

Andrea-Biraghi

A diventare più restrittivo della Direttiva Nis sarà il Perimetro Nazionale: quindi verranno presi in considerazione non solo i danni di un attacco ma anche quelli relativi alla violazione dell’integrità di un asset.

Le modifiche al decreto legge approfondiscono la gestione della sicurezza cibernetica nazionale secondo criteri di gradualità del rischio, individuazione di vulnerabilità sin dalla fase dell’approvigionamento e la definizione delle tempistiche associate agli obblighi di notifica.

Anello debole della catena rimane ancora l’errore umano: informazione e formazione restano la chiave per avere tecnici più preparati, programmatori più attenti e utenti più consapevoli e attenti: qusto sarà per molti il vero cambio del 2020.


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5 Libri sulla Sicurezza informatica da non perdere

Tra i migliori libri sulla sicurezza informatica, consigliati anche dagli esperti del settore, ve ne sono alcuni molto interssanti sia in termini accademici che in termini di intrattenimento. Tra questi ve ne solo altri che sono perfettamente in grado di tenere insieme teoria e pratica, ssolutamente da leggere perchè raccontano la storia del nostro tempo, l’era della rivoluzione digitale.

Utili quindi per comprendere appieno la nostra società e il presente, i migliori libri che trattano di sicurezza informatica, tengono anche in considerazione che la trasformazione digitale non è solo tecnologia, ma è molto di più.

Hacking: risolvere un problema in un modo assolutamente non previsto


Jon Erickson, Hacking: The Art of Exploitation
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Per questo la lista dei migliori libri che trattano dell’argomento e da non perdere non è solo una classica lista di manuali e guide tecniche che riassumono gli strumenti del mestiere e gli avanzamenti nel campo. Questo perchè il panorama della sicuerzza informatica è piuttosto complesso. Piuttosto qui troverete i titoli di alcuni libri che parlano di un mondo, raccontanto in modo semplice. Infatti i temi della così detta Cyber Security oggi riguardano tutti noi e più un libro ci terrà icollati oltre la quinta di copertina più l’argomento ci appassionerà e vorremo approfondirlo.

Ecco la lista dei migliori 5.

Libri che raccontano la sicurezza informatica e l’hacking

  1. ‘L’arte dell’Hacking: le idee, gli strumenti, le tecniche degli hacker’, titolo originale “Hacking: The Art of Exploitation”: al primo posto il libro di Jon Erickson con la prefazione di Raoul Chiesa. E’ un libro che racconta le cose dal punto di vista di un hacker ed è questa la cosa interessante: che non bisogna essere tecnici informatici per leggerlo. In generale il libro di Erickson – uno dei maggiori esperti di sicurezza informatica al mondo – è un manuale, sulle idee, gli strumenti e le tecniche degli hacker, (che include nella versione originale anche un live cd in ambiente Linux). Su ZeusNews, potrete trovare una recensione approfondita.
  2. The Art of Invisibility‘, è un altro libro scritto dal famoso hacker Kevin Mitnick, che nelle sue pagine spiega come restare sicuri nell’epoca dei Big Data. Sempre Di Mitnik è un altro interessante libro: ‘Il fantasma nella rete’- titolo originale Ghost in the Wires: My Adventures As the World’s Most Wanted Hacker – ed è la sua autobiografia, che altro non è la storia di Condor uno degli hacker più ricercati al mondo. Le domande restano aperte: chi c’è dietro le maschere di Anonymous e da quali idee sono mossi?
  3. Per chi ama la crittografia non può non leggere ‘Codici & segreti. La storia affascinante dei messaggi cifrati dall’antico Egitto a Internet’ di Simon Singh. Una storia senz’altro affascinante, indubbiamente avvincente e sicuramente appassionante che vede il mondo della crittografia dalla parte di chi cerca di occultare e da chi cerca il modo per violare i messaggi cifrati.
  4. Indubbiamente contemporaneo è ‘Social Engineering: the Science of Human Hacking’ di Christopher Hadnagy, CEO e Chief Human Hacker di Social-Engineer, LLC. L’ingegneria sociale, altro non è che l’arte di sfruttare, influenzare e manipolare le debolezze umane per sferrare nuovi cyber attacchi. Con questo volume, ricco di informazioni pratiche, Hadnagy insegna e sottolinea che nella sicurezza informatica l’elemento umano è sempre l’anello debole.
  5. ‘The Cyber Effect’ di Mary Aiken è l’ultimo libro, per oggi, anche perchè la lista avrebbe potuto essere molto più sostanziosa. A parte avere il merito di rappresentare un’aesplorazione rivoluzionaria del Cyberspazio è una lettura sicuramente da non perdere. Muovendosi tra le sue pagine si affronta la questione di come la tecnologia oggi abbia invaso le nostre vite, cambiando inevitabilmente il nostro comportamento.

Per riassumere le scelte sono state condizionate da un pensiero condiviso: ovvero che la tecnologia non sia buona nè cattiva e l’unica scelta che noi abbiamo è conviverci in modo intelligente. Anche leggendo qualche buon vecchio libro di carta, qualche volta.

Intanto…buona lettura. Andrea Biraghi.



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Sicurezza informatica: il crimine approfitta di proteste ed epidemie

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Sicurezza informatica: massima attenzione non solo sui malware che girano in questi giorni con campagne malspam ma anche sulle fake news, che in questi giorni rischiano di avere un forte impatto con l’aumentare delle preoccupazioni legate al coronavirus.

Così, mentre Oms e Iss scendono in campo contro le notizie false che crescono in modo esponenziale sui social media, pregando di non dare credito alle fonti non ufficiali, i criminali informatici approfittano della situazione di paura globale ed entrano in azione. Il Coronavirus diventa così un’esca o meglio un’arma di facile portata.

Sicurezza informatica: un malware sfrutta la paura del contagio

E’ di pochi giorni fa il comunicato del Singapore Computer Emergency Response Team che avvisa che i criminali informatici stanno sfruttando la situazione del Wuhan Coronavirus per condurre attività informatiche dannose attraverso mezzi come e-mail o messaggi che inducono gli utenti ad aprire allegati dannosi offrendo ulteriori informazioni relative alla situazione sull’epidemia.

Si cerca così, a livello di sicurezza, di monitorare in modo costante le ultime minacce rilevate attraverso i messaggi di posta elettronica che usano il coronavirus come oggetto, cercando di convincere le vittime ad aprire il contenuto, mascherandosi dietro notifiche ufficiali dei centri di salute pubblica. La prima grande ondata di malware è stata rilevata da IBM X-Force Threat.

Leggi la notizia su TechRadar

Hong Kong: gli hacker colpiscono due università

Mentre Hong Kong è in subbuglio a causa delle proteste che si sono trasformate in un’opposizione all’ingerenza di Pechino nell’autonomia di Hong Kong, un cyber attacco, basato su malware, cerca di raccogliere e sottrarre dati.

Gli attacchi sarebbero incominciati durante le proteste di Hong Kong di marzo 2019, avrebero nel mirino altre tre università cinesi e sarebbero associati al gruppo Winnti, attivo dal 2011 e farebbe parte dei gruppi di hacker sostenuti dal governo cinese. I ricercatori di Kaspesky hanno scoperto dei collegamenti con la violazione del LiveUpdate di ASUS durante l’Operazione ShadowHammer.

Leggi tutto su Sicurezza.net

Un wallpaper malevolo con Kobe Brynat: cryptojacking

Mentre il mondo piange la perdita di Kobe Bryant, leggenda della NBA, i criminali informatici stanno anche qui e come previsto, approfittando della tragedia. Microsoft lo annuncia in un Tweet di oggi. Si tratta di un file HTML con lo sfondo che ritrae Kobe Bryant ma con uno script malevolo.

Cyber Crime e Sicurezza Andrea Biraghi

Cyber Crime: nuovi tipi di ransomaware

Cyber Crime: il nuovo ransomware basato su Node.js si chiama Nodera. Riscontrato da Quick Heal Security Labs, durante le attività di “caccia alle minacce” secondo il CERT-PA non ha ancora colpito l’Italia ma si continua a monitorarne gli ulteriori sviluppi per realizzare le difese di sicurezza necessarie.

Secondo la società di analisi Forrester gli attacchi ransomware sono triplicati e gli incidenti causati “cresceranno poichè tenere in ostaggio i dati è un percorso rapido verso la monetizzazione”. I cyber attacchi e gli incidenti sono quindi destinati ad aumentare.

Ma non solo perhè i criminali informatici stanno diffondendo ransomaware fuori dal comune.

Cyber Crime e Sicurezza Andrea Biraghi
Cyber Crime e Cyber Security 2020

L’uso del framework Node.js infatti non è comune nelle famiglie di malware: questo ransomware è unico nel suo genere e utilizza il framework Node.js, che gli consente di infettare il sistema operativo basato su Windows.

Node.js: cosa è e come funziona

Ma cosa è Node.js? Per addentrarci in un’analisi tecnica Node.js è un ambiente runtime JavaScript open-source, multipiattaforma che esegue codice JavaScript all’esterno di un browser e basato sul motore JavaScript V8. V8, a sua volta, è il motore JavaScript e WebAssembly ad alte prestazioni open source di Google, scritto in C ++.

Implementa ECMAScript e WebAssembly e funziona su Windows 7 e successivi, MacOs 10.12 e successivi e sistemi Linux (processori: x64, IA-32, ARM o MIPS)

Nodera, un nuovo e orribile ransomware progettato dal Cyber Crime

Il nuovo ransomware Nodera, che risulta ancora in fase di sviluppo, può facilmente infettare durante la navigazione online: il tutto può accadere cliccando su un file HTA malevolo.

Qui si seguito potrete trovare tutti i dettagli tecnici necessari: Quick-Heal e Forum Sans ISC InfoSec

Le modalità di Nodera, afferma Difesa e Sicurezza, sarebbero simili agli altri ransomware: “come di consueto, una volta eseguito, il ransomware cifra i file e aggiunge l’estensione “.encrypted”. All’utente appare un file HTML con la nota di riscatto” (0.4 Bitcoin).




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Riconoscimento facciale e privacy: quali i progressi?

Riconoscimento facciale: la tecnologia va utilizzata pensando prima di tutto alle conseguenze che può avere e alla luce di questi fatti vanno create delle regole soprattutto in materia di sperimentazione.

La buona notizia in merito è che ricercatori e informatici sono da tempo al lavoro perchè si possa utilizzare questa tecnologia per non mettere a rischio le persone, ma contemporanemente affermano che le soluzioni che si trovano oggi non saranno mai definitive mentre la stessa tecnologia subirà continue evoluzioni.

Dall’altra parte, Giuseppe Busia, segretario generale del Garante, chiarisce che in materia di privacy, le garanzie per i cittadini sono essenziali: la sperimentazione può andare avanti ma vanno create delle regole perchè ne va della libertà di tutti.

Riconoscimento facciale: la sicurezza dei dati biometrici

Riconoscimento facciale Intervista a Giuseppe Busia (Segretario generale del Garante) TGCom24

E’ chiaro che una tecnologia come questa, prima di essere introdotta solo perchè la tecnologia lo consente, vanno usate delle garanzie e le garanzie principali sono quelle della Protezione dei Dati Personali: il nuovo regolamento europeo prevede il divieto dell’uso queste tecnologie salvo casi particolari che vanno disciplinati dalla legge e che vanno tutaleti con garanzie forti.

Giuseppe Busia

Riconoscimento facciale e machine learning: una corsa contro il tempo e lo sviluppo

La buona notizia, ad oggi, è che i ricercatori hanno trovato il modo – almeno temporaneamente – di causare problemi a determinate classi di algoritmi di riconoscimento facciale, sfruttando i punti deboli dell’algoritmo di allenamento o del modello di riconoscimento risultante. La scorsa settimana infatti gli informatici dell’Università Nazionale di Singapore (NUS) ha pubblicato uno studio che illumina una nuova tecnologia: tale tecnica consiste nell’individuare le aree di un’immagine in cui i cambiamenti possono interrompere al meglio gli algoritmi di riconoscimento, dove le immagini sono meno riconoscibili dall’essere umano.

Tuttavia bisognerebbe essere in grado di riconoscere la classe del determinato algoritmo ma alla fine ciò che si può raggiungere è una soluzione per poter permettere agli utenti di inserire delle modifiche impercettibili alle immagini per renderle più difficili da classificare per gli algortimi di machine learning. Questo significa che man mano che gli algoritmi diventarenno man mano più intellgenti agli utenti non rimmarrà che la scelta di degradare ulteriormente le immagini? Purtroppo è ancora un contraddittorio e il problema non è di facile soluzione.

La verità è che ogni avanzamento è temporaneo: la tecnologia di riconoscimento facciale è in costante evoluzione come la sicurezza informatica. E’ come la storia del gatto con il topo: “Ci saranno tecniche migliori sviluppate dai raccoglitori di dati, e in risposta ci saranno tecniche di privacy migliori per contrastarli”.

L’unica attuale e concreta soluzione sembra oggi quella offerta da Giuseppe Busia: la creazione di regole e normative.

Cyber intelligence: prevenire le minacce

Cyber-intelligence

La Cyber Intelligence, che ha un ruolo  importante nella difesa nazionale, può in realtà essere definita come il monitoraggio, l’analisi e il contrasto delle minacce alla sicurezza digitale.

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L’intelligence, in una miscela di spionaggio fisico e di moderna tecnologia dell’informazione, diventa sempre più indispensabile per la sicurezza informatica perchè in grado di anticipare situazioni ed attacchi; la Cyber Intelligence, considerata soprattutto in ambito militare, si sviluppa su tre livelli: strategico, operativo e tattico.

Photo by Markus Spiske on Unsplash

Con l’introduzione di sistemi di intelligenza artificiale per implementare le misure in materia di sicurezza informatica, le capacità di poter prevenire gli attacchi sono aumentate sino ad arrivare ad individuare l’85% degli attacchi e a ridurre fino a ad un quinto il numero di falsi positivi.

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L’intelligence sulle minacce è un investimento importante per la posizione di sicurezza di un’organizzazione in quanto offre un vantaggio e un anticipo sugli “avversari”, identificando in anticipo gli attacchi informatici.

Ma cosa pensare quando la Cyber Security per prevenire le minacce viene affiancata ed integrata all’Intelligenza artificiale? Sarebbe interessante ribaltare la domanda, ovvero, l’intelligenza artificiale riuscirà a superare i limiti della sicurezza informatica?

Gli algoritmi possono rappresentare un pericolo?

 

Andrea Biraghi privacy e protezione dati

Privacy e Protezione Dati: previsioni per il 2020

Privacy e Protezione dati: il 2020 si prospetta come un anno fitto di impegni a ritmi serrati mentre centinaia di disegni di legge rimangono in sospeso in tutto il mondo. Si discutono intanto i rischi associati ai dati biometrici e alla localizzazione, mentre alcuni legislatori negli Stati Uniti vorrebbero includere la cronologia di navigazione web. Mentre aspettiamo per vedere se le informazioni che rivelano le nostre attività online verranno incluse o meno, vediamo quali sono le tendenze, le previsioni e le agende 2020 dei paesi dei prossimi 12 mesi con un focus su Europa e Italia.

Andrea Biraghi  privacy e protezione dati
Privacy – Data protection

Privacy 2020: l’agenda sulla scrivania del garante

Agenda Digitale, in modo cronologico, ha elencato tutto quello che è stato fatto nel 2019, anno decisivo a livello sia europeo che generale per il GDPR e in generale per la protezione dei dati. L’elenco delle arttività più significative è disponibile qui di seguito: Privacy e protezione dei dati, ecco le urgenze 2020.

Tra gli interventi più attesi del 2020 per la protezione dei dati invece, un ruolo determinante sarà dato al Regolamento e-Privacy, che dovrebbe intensificare l’impatto del Gdpr In Europa. L’obiettivo è quello di creare un quadro normativo omogeneo nel contesto delle comunicazioni elettroniche. Nuove disposizioni quindi per i dati memorizzati o inviati dai device digitali, introducendo norme più severe per le attività di marketing.

Violazione dei dati personali – Data Breach – Adempimenti previsti [Fonte: GarantePrivacy]

Ruolo importante anche per le Nuove Guidelines dall’EDPB in programma e la pronunciazione pronunci sul digital marketing e sui cookie, oltre che sulle versioni finali realtive alla normativa in materia di videosorveglianza e il diritto alla cancellazione o diritto all’oblio, consentendo di deindicizzare il proprio nome dai risultati che compaiono nelle prime pagine Google.

Previsioni su Privacy e Protezione dei dati per il 2020

In materia di privacy, alquanto sensibilizzata in Europa, non è da dimenticare la protezione dati sulle piattaforme social per garantire una maggiore protezione dei dati sensibili dei cittadini dell’UE.

Ad ogni modo vedremo le strategie della Privacy combinarsi con quelle della Cyber Security, e nuove regola sulle cessioni di dati a terze parti e come le stesse li condividono con la quarta, la quinta e via dicendo: dovrà quindi essere compreso come i dati di un’organizzazione vengono utilizzati, archiviati e accessibili da altre parti.

I “cimiteri di dati” diventano un rischio per la conformità: al riguardo la società immobiliare Deutsche Wohnen che per anni ha archiviato illecitamente dati sensibili, è stata duramente sanzionata da Berlino: l’accusa è di aver elaborato in modo inappropriato i dati di inquilini e proprietari di case per un lungo periodo sproporzionato.

Infine, la privacy dei dati, se gestita in modo ottimale, diventa oggi un fattore strategico.



Andrea Biraghi Cyber Security reti neurali machine learning

Reti neurali artificiali nella sicurezza della rete

Reti neurali artificiali: l’intelligenza artificiale, sempre più utilizzata per prevedere, identificare ed eliminare minacce informatiche, sta per rivoluzionare la CyberSecurity?

Andrea Biraghi Cyber Security reti neurali machine learning

Dal punto di vista dell’utilizzo sul campo, l’introduzione di strumenti di Machine Learning ha permesso oggi di gestire problematiche che richiedono analisi estremamente lunghe e complesse. L’aspettativa per i vantaggi che l’applicazione dell’Intelligenza Artificiale potrà portare alla CyberSecurity è attualmente molto alta perchè le nuove risorse di aiuto potrebbero derivare direttamente dall’AI. Attualmente l’Ai viene utilizzata per prevedere le minacce, identificare le vulnerabiltà e arrestare i Cyber Attacchi più velocemente.

La velocità nel 2020 è diventata infatti indispensabile e per un essere umano analizzare grandi volumi di dati è pressochè impossibile, questo è il caso di un gran numero di data log relativi agli attacchi informatici.

In che modo quindi l’Intelligenza Artificiale potrebbe rivoluzionare la sicurezza informatica del futuro?

Leggi anche Cyber Security e AI le sfide del 2020

Agenda Digitale spiega quali sono i progressi fatti nel campo analizzando un recente rapporto di Forrester Research: tra questi la biometria e l’elelaborazione del linguaggio neurale. Se la biometria può contribuire a ridurre i tassi di frode e migliorare il livello di sicurezza contro gli attacchi cche utilizzano credenziali rubate, la tecnologia legata all’elaborazione del linguaggio naturale (NLP) è in grado di leggere e comprendere i testi scritti dall’uomo. IBM Watson per la Cybersecurity, ad esempio, comprende il testo scritto e quindi può essere utilizzato ai fini di un’analisi aggiuntiva.

Non solo la Forrester si è cimentata in questa ricerca, se ne è parlato anche alla tavola rotonda durante evento Hot Topics on Networking and Cybersecurity organizzato da NetEvents in Portogallo: ossia quali possano essere gli effettivi utilizzi dell’intelligenza artificiale per potenziare le capacità predittive dei sistemi e quindi difendere dagli attacchi in modo ottimale. Roark Pollock, SVP Marketing di Ziften Technologies (soluzioni cloud di protezione degli endpoint) ha affermato che oggi non si possa ancora concretamente parlare di vera e propria AI applicata alla cybersecurity, ma al contempo NLP e machine learning hanno compiuto importanti progressi.

E’ comunque un dato di fatto che lo sviluppo e l’applicazione dell’Intelligenza Artificiale sta progredendo ovunque e naturalmente il settore della sicurezza delle informazioni e quello della Cyber Security sono inclusi. Le tecnologie di ML e AI sono state studiate per la loro applicazione nell’ambito della Cyber Security in TIM, al tempo della costruzione della piattaforma di Big Data di Security.

Le reti neurali artificiali oggi svologono un ruolo sempre più importante nella gestione della rete: tecnologia che resa più flessibile e sciura potrebbe sempre più migliorare il rilevamento di falsi allarmi. Allo stato di fatto la quantità di ricerca condotta sull’applicazione di reti neurali per rilevare le intrusioni sono limitate, anche se diversi studi hanno rilevato che l’utilizzo di reti neurali artificiali può identificare un attacco in situazioni ove le regole non sono note e con maggior coerenza. Le sfide future sono l’affidabilità e la precisione nell’identificazione delle intrusioni in rete non sicure.

Le reti neurali di Google Brain

Le reti neurali di Google Brain hanno imparato da sole a nascondere i segreti, cifrandoli: il team di ricerca di Google, noto come Google Brain, ha dimostrato che una rete neurale artificiale può apprendere autonomamente a nascondere il contenuto dei propri messaggi durante le sue interazioni comportamentali. Basato sulla comunicazione di tre diverse reti neurali, soprannominate Alice, Bob ed Eve, appositamente istruite a comunicare fra di loro, il progetto ha dato risultati strabilianti.

Leggi l’articolo su CyberSecurity Startup Italia

Andrea Biraghi


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Cyber Security 2020: cosa si prevede?

Cyber Security 2020: a pochi giorni del World Economic Forum (WEF) si discute già delle questioni più urgenti che il mondo si trova ad affrontare.

Soprattutto giono dopo giorno la tecnologia non solo diviene sempre più avanzata ma è costantemente in sviluppo. La società, in base ad una connettività continua, sta cambiando e facendo crescere l’utilizzo di sempre più piattaforme: datacenter, cloud e dispositivi Internet degli oggetti (IoT). Nel 2020 questa prima tendenza continuerà ad aumentare. Quale sarà il prezzo da pagare? Naturalmente le nostre accresciute vulnerabilità: più siamo connessi più i dati divengono vulnerabili.

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Cyber Security 2020

Se solo guardiamo i progressi degli ultimi due anni, i risultati di analisi e reports sulla sicurezza informatica riportano il fatto che la Cyber Security non solo è diventata la garanzia di protezione, efficacia e resilenza ma anche il tallone d’Achille per una nuova innovazione. I progressi entusiasmanti dell’Intelligenza Artificiale (AI) e dell’Internet delle cose (IoT) ne sono un esempio.

Le principali previsioni sulla Cyber Security del 2020, o le tendenze in crescita, come si preferisce chiamarle, oltre ad analizzare a fondo cosa sta funzionando o meno e guardano comunque al futuro per esaminare nuove soluzioni informatiche alle nuove minacce che stanno per presentarsi.

Oltre a ransomware più mirati, nuovi attacchi al Cloud e attravreso la tecnologia deepfake, tutti concordano sul fatto che la sicurezza informatica sia oggi e lungo il 2020, soprattutto, più importante che mai. L’FBI ha difatti ultimanente ammorbidito la propria posizione nei confronti dei ransomware sempre più dannosi: in alcuni casi viene ammesso quindi il pagamento del riscatto per porteggere azionisti, clienti e gli stessi dipendenti. Inoltre, si prevede che con le elezioni presidenziali degli Stati Uniti del Novembre 2020 che i deepfakes venranno sfruttati per tentare di screditare i candidati e inviare messaggi politici fasli agli elettori attraverso i social media.

Dorit Dor, della Check Point Technologies, riassume i trend della sicurezza informatica in tre sezioni principali: la guerra cibernetica Est-Ovest, che si intensificherà, nuove vulnerabilità dovute alle tecnologie del 5G e dello Iot e il ripensamento della tecnologia Cloud da parte delle aziende che hanno bisogno di nuove architetture più flessibili su cloud che offrano protezione scalabile a velocità elevata.

Cyber Security 2020 e gli attacchi di quinta generazione


Lo sviluppo della tecnologia 5G e dell’Internet of Things aumenteranno le vulnerabilità degli utenti: si parla di attacchi informatici di quinta generazione su larga scala. Molte aziende però non sono ancora preparate contro attacchi di questo tipo: multi-dimensionali, multi-stadio, multi-vettore, polimorfici, in poche parole estremamente articolati.

Ma cosa è un attacco di Quinta Generazione? Un attacco cibernetico estremanente pericoloso e a grande scala, progettato per infettare più componenti di un’infrastruttura informatica, comprese le reti, le macchine virtuali istanze cloud e i dispositivi endpoint. Un attacco di questo tipo è in grado di superare le barriere di difesa dei FireWall: primi esempi di questo tipo di tacchi sono stati NotPetya e WannaCry.

Le soluizioni attuate sino ad oggi sono state quelle di diminure la superficie di attacco, prevedere le minacce in tempo reale e l’utilizzo di Firewall con funzioni avanzate di nuova generazione (NGFW).

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Privacy e dati personali: nasce la Global Privacy Assembly

Privacy e Dati Personali: tra le linee strategiche definite dalla XXXXI Conferenza internazionale delle Autorità per la protezione dei dati (ICDPPC) la privacy è riconosciuta al primo posto come diritto fondamentale per il buon funzionamento delle democrazie. L’ICDPPC ha fissasto inoltre i punti chiave della sua azione tra cui: lotta ai messaggi inneggianti al terrorismo sui social media, cooperazione tra le Autorità nella tutela dei dati personali e riduzione dell’errore umano nelle violazioni dei dati (data breaches).

Si è deciso inoltre di garntire alla rete di Autorità Privacy un’organizzazione permamente, operativa e più strutturata: la Global Privacy Assembly (GPA)

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Privacy

Il piano strategico della GPA per il 2019-2021 riguarda una serie di priorità strategiche tra cui:

  • la promozione della privacy globale nell’era digitale
  • un ambiente normativo con standard chiari ed elevata protezione dei dati
  • massimizzare la voce della GPA, migliorandone il ruolo, rafforzando le relazioni con gliorganismi internazionali.
  • sviluppare le capacità e le conoscenze dei suoi membri attrverso le miglori pratiche.

Privacy e Dati Personali. Il documento del piano strategico 2019-2021 mette la cooperazione al centro del suo operato: nel supportare le autorità di tutto il mondo e migliorando la prevenzione, l’individuazione, la deterrenza e la soluzione efficaci dei problemi relativi alla protezione dei dati, garantendo coerenza e prevedibilità nella protezione delle informazioni personali in tutto il mondo.

Privacy e Dati Personali: misure e salvaguardie per ridurre i rischi

C’è bisogno di un profondo ripensamento volto all’impegno nell’introdurre misure e salvaguardie per ridurre i rischi per il trattamento dei dati personali: soprattutto per quanto riguarda le piattaforme utilizzate nei processi aziendali. Queste ultime andrebbero riprogettate, ripensate e riottimizzate alla luce dei paradigmi introdotti dal GDPR. Il problema maggiore si presenta nella valutazione dei rischi.

Ecco perchè in una riunione dell’European Data Protection Board sono state approvate le linee guida sulla Data Protection by Design & Default: linee guida sulla protezione dei dati personali fin dalla progettazione e per impostazione predefinita.

Tra i punti più importanti e su cui si è focalizzata l’attenzione ci sono appunto le piattaforme applicative o technology provider, le quali dovrebbero garantire una progettazione ed un funzionamento in linea con le indicazioni del GDPR.

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Privacy by design e by default: le differenze

L’Art. 25 del Regolamento europeo per la protezione dei dati personali introduce il principio di privacy by design e privacy by default. Il primo concetto, che risale al 2010 e coniato da Ann Cavoukian è basato sula privacy come impostazione di default: i problemi quindi vanno valutati nella fase di progettazione, in base al principio del prevenire e non correggere e l’utente viene messo al centro di tutto.

La privacy by default, ovvere la protezione per impostazione predefinita, riguada invece la non eccessività dei dati raccolti: il sistema del trattamento dei dati quindi dovrebbe essere in misura necessaria e sufficiente per le finalità previste e per il periodo strettamente necessario a tali fini.

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Cyber Security Ultime Notizie: cyber attacchi e ransomware

Cyber Security Ultime Notizie: nel 2020 i cyber attacchi e gli incidenti aumenteranno. La notizia di CyberSecItalia si basa sulle previsioni per il prossimo anno della società di analisi. “Gli incidenti causati da attacchi ransomware cresceranno poichè tenere in ostaggio i dati è un percorso rapido verso la monetizzazione. Gli aggressori sempre più esperti, indirizzeranno i loro attacchi a dispositivi di consumo (e ai consumatori) a scapito dei produttori di dispositivi“.

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Attacco ransomware: LifeLabs paga il riscatto

Tra le ultime notizie che hanno accesso varie controversie c’è l’attacco subito dalla canadese LifeLabs. La portata dell’attacco ransomware in Novembre ha portato l’azienda a pagare il riscatto per proteggere i dati sensibili di circa 15 milioni di utenti. LifeLabs esegue infatti ogni anno milioni di test di laboratorio e il bottino dei criminali informatici conteneva, oltre ai soliti nomi, indirizzi fisici, e-mail, password, date di nascita, i numeri di tessera sanitaria e i risultati dei test di laboratorio dei propri pazienti. La decisione di pagare il ricatto è così stata presa per poter rientrare in possesso delle informazioni sottratte evitando così divenissero pubbliche.

La storia di LifeLabs è piuttosto controversa, a partire dal fatto che non è la prima volta che un’azienda capitola di fronte ad un attacco ma soprattutto perhè la conseguenza potrebbe essere quella di incentivare atti emulativi.

In questi ultimi giorni però, gli sviluppatori di Maze, uno degli ultimi ransomware, hanno appunto pubblicato un sito dove per chi non cede alle estorsioni vedrà pubblicato la data dell’attacco, i nomi dei propri file, i volumi dell’archvio, l’indirizzo IP delle macchine attaccate e così via.

Cyber Security ultime notizie: la nuova variante della botnet GoldBrute

CyberSecurity360 ha pubblicato nei giorni scorsi tutti i dettagli tecnici e i consigli per mitigare i rischi di un possibile attacco della nuova variante della botnet GoldBrute che sta prendendo di mira i server RDP (Remote Desktop Protocol) in tutto il mondo: lo scopo è trasformarli in altri bot ai comandi dei criminali informatici. La pericolosa variante è stata scoperta in Italia dagli analisti di CybergON business unit di Elmec Informatica, che affermano che alcune parti di codice malevolo non ancora completamente operative.

Tutti i dettagli su: Cyber Security 360 – GoldBrute, la nuova variante della botnet ha già colpito 4 milioni di server RDP

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CyberSecurity Leonardo: ultime notizie

Cybersecurity Leonardo (ex Finmeccanica) guarda al Centro di Valutazione e Certificazione nazionale.

Alessandro Profumo, CEO di Leonardo, in occasione del discorso di apertura di Cybertech Europe 2019, ha ricordato che il gruppo” è disposto a ricoprire un ruolo chiave nel panorama europeo della sicurezza informatica”

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CyberSecurity

Il 21 novembre è entrata in vigore la legge che definisce il perimetro di sicurezza cibernetica nazionale. L’Italia così accelera la consapevolezza sul tema della sicurezza informatica ma non solo: la strada che si sta percorrendo è quella che procede verso la costituzione di un Comando delle operazioni in rete che riunisca tutte le capacità delle Forze armate nel settore cyber.

Leonardo Spa (ex Finemccanica), attivo nei settori della difesa, dell’aerospazio e della sicurezza, dovrebbe avere un ruolo cruciale. Barara Poggiali, in un’intervista a Wired ha affermato che Leonardo SpA potrebbe avere “un ruolo per fare certificazioni e assicurare la resilienza“. In particolare Leonardo guarda al Centro di Valutazione e Certificazione nazionale (Cnvc) istituito presso il Ministero dello Sviluppo Economico (Mise), con il compito di analizzare le tecnologie critiche delle reti e dei sistemi informativi. Il Cnvc infatti che sarà dotato di un laboratorio interno per analizzare prodotti hardware e software si appogegrà anche a centri esterni accreditati”.

CyberSecurity Leonardo: la sicurezza della distribuzione energetica

Il 6 Dicembre al Forum CyberSecurity svoltosi a Napoli, si è dicusso delle necessarie iniziative di cooperazione pubblico/privato in tema di sicurezza informatica, e quidni del bisogno di facilitare il dialogo tra Governo, Industria e Università per valorizzare e implementare le competenze ingegneristiche in materia di Cyber Security.

La CyberSecurity infatti, al di là di rappresentare una fondamentale importanza in senso militare e quidni una questione nodale per la difesa del Paese, riguarda i servizi come quello della distribuzione energetica, i sistemi bancari e l’assistenza sanitaria tanto per citarne alcuni.

La divisione Cyber di Leonardo, è infatti al lavoro sul progetto europeo Secure Gas, per la protezione delle reti di distribuzione del gas a livello continentale. Ombretta Arvigo, specialista della divisione CyberSecurity di Leonardo ha affermato infatti che: “si va sempre più verso un modello e soluzioni di sicurezza che mettono insieme la sicurezza ‘fisica’ di reti e strutture con la loro sicurezza ‘cyber’. Perché mondo reale e digitale sono sempre più intrecciati e interconnessi”.

Tra le preziose partnership di Leonardo c’è infatti anche il nome di Saipem: l’occasione di riunire questi due grandi nomi è stato il Cyber attacco del 2018: occasione che ha visto la Saipem iniziare ad investire non solo su innovazione e nuove tecnologie ma anche nella formazione del personale (Cyber Security Awareness).

Alla tavola rotonda hanno partecipato: Alberto Manfredi (Head of Cyber Information & Security – Business support, di Leonardo Spa); Marco Tulliani (Chief information Security Officer di Bnl Spa); Nicola Sotira (Direttore della Fondazione GcSec).

Leonardo CyberSecurity e NATO, ultime notizie

AndreaBiraghiCyberSecurity.com| Leonardo CyberSecurity e NATO: le minacce informatiche alla sicurezza stanno diventando non solo sempre più frequenti ma complesse, distruttive e coercitive.

Andrea Biraghi Leonardo

L’obiettivo della NATO e dei suoi alleati è quello però quello di adattarsi sempre di più al panorama delle minacce informatiche, affidandosi a difese sempre più forti e resistenti per gestire i rischi e soprattutto la sicurezza. Leonardo collabora con l’agenzia NCI dal 2012 per proteggere le infrastrutture dei sistemi di comunicazione e informazione della NATO. Non è poco, perché Leonardo è a tutti gli effetti il “cyber defence mission partner” della NATO, alla quale garantisce servizi di protezione dalle minacce informatiche in tutto il mondo (oltre 70.000 utenti). Nel 2016 Leonardo e NCIA hanno firmato l’IPA (Industrial Partnership Agreement), un accordo di partnership industriale per condividere informazioni sulla sicurezza informatica.

Il nuovo accordo, invece, che porta il nome di “NCIRC — CSSS” (NATO Security Incident Response Capability — Cyber Security Support Services) riguarda le attività di sicurezza cibernetica erogate da Leonardo (ex Finmeccanica) nell’ambito del programma NCIRC — FOC (Full Operational Capability). Ovvero, per altri 18 mesi vengono estesi i servizi di protezione per supportare e aumentare la resilienza dell’Alleanza Atlantica nello svolgimento della propria missione in circa 29 paesi a livello globale. Parallelamente NATO e UE stanno rafforzando la loro cooperazione in materia di difesa informatica, in particolare nei settori dello scambio di informazioni , formazione, ricerca ed esercitazioni.

La difesa informatica, infatti, fa parte del compito principale della NATO di difesa collettiva: nel luglio del 2016, gli Alleati hanno infatti riaffermato il mandato difensivo della NATO, riconoscendo il cyberspazio come un dominio di operazioni in cui bisogna difendersi con la stessa efficacia che ha in aria, a terra e in mare.

Leonardo oltre la CyberSecurity: Ocean 2020

Leonardo oltre la CyberSecurity.

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Andrea Biraghi ultime notizie privacy

Privacy ultime novità: l’Europa in linea con il GDPR

Privacy ultime novità: nell’ultimo anno, soprattutto negli utlimi mesi, la questione della privacy è stata alquanto sensibilizzata in Europa anche riguardo ai dati personali sulle piattaforme social.

Andrea Biraghi utlime notizie privacy
Privacy, dati e GDPR

Twitter ad esempio sta aggiornando le sue politiche sulla privacy, fornendo ai suoi utenti informazioni maggiori sull’utilizzo dei loro dati e per fornire chiarezza sugli sforzi fatti per proteggerli. Secondo l’agenzia Reuters Twitter infatti ha dichiarato di non avere intenzione di infrangere alcuna regola del GDPR: inotre la società ha affermato di aver aumentato le proprie comunicazioni sui dati e sulla loro divulgazione negli ultimi due anni e che sta lavorando per aggiornare i sistemi e integrare la privacy in nuovi prodotti.

Riguardo la gestione della privacy degli utenti europei, sempre secondo Reuters, Google, colosso di Mountain View, sarebbe sotto stretta osservazione dell’Unione Europea.

Grazie al GDPR (General Data Protection Regulation), realizzato dalla Commissione Europea per garantire una maggiore protezione dei dati sensibili dei cittadini dell’UE, sono state cambiati Termini e Condizioni delle app social coem quelle per Whattsap.

Facebook, invece ha imposto le sue nuove regole tra cui l’utlizzo di dati biometrici come il riconoscimento facciale, facoltativo per maggiorenni e disabilitato per i minorenni. Per i dati personali saranno gli utenti a scegliere se permettere al social di utlizzare i dati raccolti  da partner pubblicitari. Inoltre vi è ora la possibilità di cancellare informazioni del profilo come quelle politiche e religiose.

Protezione adolescenti – Le persone di età compresa tra i 13 e i 15 anni avranno bisogno del permesso di un genitore per compiere azioni specifiche sul social. Limitazioni alle informazioni condivise come la città natale o il compleanno. Dati personali – Gli utenti sceglieranno se far usare al social i dati raccolti da partner pubblicitari. Possibilità di cancellare informazioni del profilo come quelle politiche e religiose.

Privacy, ultime novità sulla raccolta dei dati biometrici

Privacy ultime novità: dati biometrici.

Nonostante molti paesi riconoscano i dati biometrici come dati sensibili, l’incremento del loro utilizzo è evidente. Con uno studio Comparitech ha valutato il grado di protezione garantita ai cittadini di 47 paesi nel mondo.

Grazie alle tutele del GDPR e scondo un’analisi di Comparitech, l’Italia è in linea con i paesi europei, collocandosi nella parte intermedia della classifica ma è ultima nel riconoscimento facciale. Nelle prime posizioni della lista di Comparitech, riguardo i paesi con una gestione più invasiva dei dati biometrici non appare nessun paese europeo. I paesi ove la sorveglianza è più stretta invece sono Cina, Malesia, Pakistan, Usa e India, Indonesia, Filippine e Taiwan Cina.

Dallo studo sono emersi alcuni dati rilevanti:

  • Il governo cinese non solo non riesce a proteggere la privacy dei suoi cittadini ma la invade in modo attivo.
  • La raccolta e la conservazione dei dati biometrici sta aumentando in tutto il mondo.
  • I paesi dell’UE tendono a condividere dati con gli altri Stati membri.
  • Solo 5 paesi dispongono di adeguate garanzie sulla privacy in base al sistema di punteggio di Comparitech e tutti sono in Europa. Il GDPR svolge un ruolo importante in questo, proteggendo l’uso della biometria nei luoghi di lavoro, ma non tiene ancora conto di tutto.
  • Nessun paese ha ottenuto un punteggio perfetto.

Quali dati biometrici vengono raccolti?

Molti paesi raccolgono dati biometrici sui viaggiatori, spesso attraverso visti e controlli agli aeroporti. La biometria, come l’utilizzo dell’impronta digitale da parte delle banche, viene utilizzata dalle app per confermare l’identità. In molti paesi vengono utilizzate, o esistono sotto forma di test, le videocamere per il riconoscimento facciale.

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5G Cyber Security: ultime notizie

5G Cyber Security – Andrea Biraghi Ultime notizie

Andrea Biraghi cyber security

Il Cyber Crime è sempre in agguato e tale riguardo lo sviluppo delle reti 5G vengono sollevati dubbi ed incertezze su quale saranno ad esempio i rischi per la comunicazione. Ma non solo: in termini di sicurezza di infrastrutture e attacchi informatici ci si chiede quali siano i metodi più tempestivi per intervenire sulle minacce provenienti dal cyberspazio.

Intanto i poteri speciali del Governo (Golden Power), con il Decreto sulla Cybersicurezza vengono estesi anche al 5G, per rendere il procedimento sostanzialmente simmetrico rispetto a quello per l’esercizio dei poteri speciali nei settori della difesa e della sicurezza nazionale.

5G i cyber rischi per la comunicazione mobile

5G Cyber Security – Andrea Biraghi Ultime notizie

Il 5G fornisce un’infrastruttura mobile a banda larga necessaria per un mondo fatto di oggetti connessi e città più intelligenti con una velocità 100 volte superiore rispetto al 4G: entro il 2025 si prevede infatti un volume di dati di 175 zettabytes (1 zettabyte equivale a 1 miliardo di terabyte) rispetto ai 1.2 zettabyte trasmessi nel 2010. Parte così la sfida sicurezza per il nuovo standard mobile.

AgendaDigitale afferma che il 5G non rappresenta di per sé una criticità per la cybersecurity, proprio perché pensate per avere maggiore resilienza e per mitigare i tentativi di violazione delle infrastrutture di telecomunicazione mobile.

Leggi l’analisi completa di AgendaDigitale sul 5g

Ciò nonostante gli esperti di Kaspersky e di Securing Smart Cities hanno condiviso alcune riflessioni relative alla comunicazione 5G mobile relative alla sicurezza e alla privacy.  Tra i punti deboli attacchi DDoS, minacce legate al Bring Your Own Device (BYOD), la sicurezza dei dati e della privacy, le infrastrutture critiche e la sicurezza pubblica.

Ultimo ma non meno importante quello che riguarda il terrorismo, lo spionaggio e il sabotaggio finanziato dagli stati. A tale riguardo interviene Corrado Giustozzi, uno dei massimi esperti di cyber security.

In un’intervista a StartMag – Fatti e leggende su 5G, Huawei e spionaggi, Giustozzi concorda con alcune affermazioni nate dal dibattito sulla sicurezza delle comunicazioni in una rete complessa, ma destinata a mutare tutte le coordinate della nostra esistenza, come il 5G.

“Sono sostanzialmente d’accordo con Cardani quando dice che dobbiamo solo decidere da chi farci intercettare. È una battuta che io faccio da anni, con la differenza che, tra i possibili intercettatori, io annovero oltre a Cina e Usa anche potenze come Russia o Israele. Stiamo d’altra parte parlando di un gioco antichissimo. Da sempre infatti i governi hanno spiato tutti gli altri governi, amici e nemici, in tempo di pace come in tempo di guerra”.

Il presidente Agcom, Angelo Cardani, in audizione alla Camera sulla rete Telecom, ha detto che il problema della sicurezza, è “un problema sostanzialmente insolubile: bisogna solo scegliere se essere spiati, tra virgolette, dai cinesi o dagli americani, questo per quanto riguarda i sistemi che sono assai complessi”.

Leggi l’intervento su StartMag.it

Leonardo cyber security e NATO

Leonardo Cyber Security e NATO: le minacce informatiche alla sicurezza stanno diventando non solo sempre più frequenti ma complesse, distruttive e coercitive.

Biraghi Leonardo Cyber Security

L’obiettivo della NATO e dei suoi alleati è quello però quello di adattarsi a al panorama delle minacce informatiche, affidandosi a difese sempre più forti e resistenti per gestire i rischi e soprattutto la sicurezza. Leonardo collabora con l’agenzia NCI dal 2012 per proteggere le infrastrutture dei sistemi di comunicazione e informazione della NATO. Non è poco, perché Leonardo è a tutti gli effetti il “cyber defence mission partner” della NATO, alla quale garantisce servizi di protezione dalle minacce informatiche in tutto il mondo (oltre 70.000 utenti). Nel 2016 Leonardo e NCIA hanno firmato l’IPA (Industrial Partnership Agreement), un accordo di partnership industriale per condividere informazioni sulla sicurezza informatica.

Il nuovo accordo, invece, che porta il nome di “NCIRC — CSSS” (NATO Security Incident Response Capability — Cyber Security Support Services) riguarda le attività di sicurezza cibernetica erogate da Leonardo (ex Finmeccanica) nell’ambito del programma NCIRC — FOC (Full Operational Capability).  Ovvero, per altri 18 mesi vengono estesi servizi di protezione per supportare e aumentare la resilienza dell’Alleanza Atlantica nello svolgimento della propria missione in circa 29 paesi. Parallelamente NATO e UE stanno rafforzando la loro cooperazione in materia di difesa informatica, in particolare nei settori dello scambio di informazioni , formazione, ricerca ed esercitazioni.

La difesa informatica, infatti, fa parte del compito principale della NATO di difesa collettiva: nel luglio del 2016, gli Alleati hanno infatti riaffermato il mandato difensivo della NATO, riconoscendo il cyberspazio come un dominio di operazioni in cui bisogna difendersi con la stessa efficacia che ha in aria, a terra e in mare.

Leonardo oltre la Cyber Security: Ocean 2020

Il più importante progetto militare sulla sicurezza marittima, Ocean 2020, è pronto per essere testato. Ocean (Open Cooperation forEuropean mAritime awareNess), per il quale sono state valutate anche le capacità di interoperabilità a livello europeo e NATO, è stato finanziato dall’Unione Europea e riguarda la sorveglianza in mare con il supporto di sistemi a pilotaggio remoto.

Gli assetti previsti nella prima dimostrazione (20-21 Novembre 2019, Golfo di Taranto) sono: sei unità navali, nove sistemi a pilotaggio remoto, cinque satelliti, due reti di comunicazioni a terra, quattro centri nazionali di coordinamento (Maritime Operation Centers – MOC), un prototipo di centro di comando (EU MOC) installato a Bruxelles.

I sistemi e le soluzioni studiate da Leonardo Finmeccanica sono i sitemi di sorveglianza, di difesa e comunicazione a bordo delle fregate della Marina Militare, soluzioni di maritime domain awareness, elicotteri pilotati a distanza, e sensori radar avanzati.

Leggi la notizia su AnalisiDifesa.it

Leonardo Finmeccanica: resilienza cyber europea

Andrea Biraghi Leonardo Finmeccanica
Resilienza Cyber in Italia e Europa

Leonardo Finmeccanica Cyber Security: aumentare e migliorare la capacità di resilienza cyber dell’Europa. Questa è l’intenzione che Alessandro Profumo ha espresso durante il Cybertech Europe 2019 a Roma. 

Per raggiungere davvero l’indipendenza digitale l’Europa infatti deve fare ancora grandi passi, tra cui il rafforzamento della cooperazione tra industria, istituzioni e Paesi alleati. 

Ma dove puntare l’attenzione? Leonardo guarda anche alle piattaforme: modulabili, facilmente adattabili e velocemente aggiornabili per affrontare le nuove minacce e utili anche nella prevenzione. L’attenzione è puntata su 3 sistemi complessi: il Decision Support System (DSS), il Cyber Range & Training e il Critical Infrastructure Security.

Ma di cosa si tratta e come vengono utilizzati nella Cyber Security?

1 — Il Decision Support System (DSS) di Leonardo Finmeccanica, che misura in modo dinamico l’impatto dei rischi cibernetici, si basa sui sistemi di Intelligenza Artificiale, Big Data, Analytics e IoT. Correlando dati e fonti informative (come threat intelligence, risk assessment, SIEM ed asset management), l’intento è quello di riuscire a misurare una minaccia alla luce delle esperienze pregresse. Il risultato è una migliore capacità analitica e minori tempi di comprensione con capacità di risposte veloci, elevate ed efficienti.

2 —Il  Cyber Range & Training, un ambiente integrato per l’addestramento Cyber, permette invece, facendo leva su tecnologie di simulazione e virtualizzazione, di generare scenari complessi di Cyber Warfare. Attraverso la costruzione di esperienze cibernetiche realistiche e immersive, gli studenti possono sviluppare le loro capacità di risposta ad un attacco, interpretandone gli effetti e imparare a contenerlo in modo efficace.

3 — Critical Infrastructure Security: anche se in Europa manca una chiara definzione delle infrastrutture critiche, tutti concordano di innalzare il loro livello di protezione e difesa. L’obiettivo è la loro resilienza informatica se non altro per garantire la continuità dei servizi. Ma riguardo a questo punto fare chiarezza diventa indispensabile. La direttiva NIS è ancora in fase di completamento, molte infrastrutture critiche sono vecchie e gli gli Operatori di Servizi Essenziali (OSE) sono, da un punto di vista pratico e tecnico, interconnessi come molte infrastrutture critiche, interconnesse oltre ai confini nazionali.

Leonardo Finmeccanica: infrastrutture critiche e intelligenza artificiale

Leonardo Finmeccanica punta l’attenzione sulla prevenzione degli attacchi informatici nei servizi pubblici essenziali. Ma quando gli attacchi raggiungono potenze di calcolo inafferrabili per il cervello umano l’Intelligenza Artificiale (AI) rappersenta un alleato indispensabile. 

Non solo, si parla di Augmented Intelligence, una concettualizzazione alternativa alla semplice AI, che si concentra sul ruolo assistivo, sottolineando il fatto che la tecnologia cognitiva è progettata per migliorare l’intelligenza umana anziché sostituirla. L’Augmented Intelligence diventa quindi uno strumento in grado di potenziare le capacità umane: un concetto importante basato sul fatto di non poter mai perdere il controllo sulla tecnologia. 

Un progetto essere estremamente utile per formare personale sempre più esperto e all’avanguardia, che deve migliorare lacapacità di analisi e di veloce risposta in caso di crisi.

Alla cyber security, aumentata da Artificial Intelligence e Analytics, Leonardo ha quindi dedicato una linea ad hoc, rivolta espressamente a Governi, Infrastrutture critiche nazionali e Industrie.

Continua a leggere su Corriere comunicazioni — Uomo+AI: istituzioni e infrastrutture critiche più sicure grazie all’augmented intelligence.

Augmented Intelligence: George Yang | TEDxUPDiliman

Direttiva NIS: strategie per la Cyber Security

 Direttiva NIS Cyber Security
Direttiva NIS e Cyber Security

Direttiva NIS: sono recenti le notizie circa le disposizioni sull’organizzazione e il funzionamento del Computer Security Incident Response Team (Csirt) italiano.

Il decreto che applica la Direttiva NIS, è stato infatti pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale: il provvedimento che affronta il tema della Cyber Security a livello europeo e quindi in Italia, definisce le misure necessarie a conseguire un elevato livello di sicurezza delle reti e dei sistemi informativi.

Il decreto istituisce il Csirt presso il Dipartimento delle Informazioni per la Sicurezza (Dis) della Presidenza del Consiglio dei Ministri e ne definisce la sua organizzazione.

Decimo incontro del Cestudis sul tema cyber, che offre spunti per analizzare la situazione attuale e suggerire possibili prospettive dopo l’adozione della direttiva NIS.

Tra i compiti del CSIRT quello di definire le procedure tecniche per la prevenzione e la gestione degli incidenti informatici; ricevere le notifiche di incidente; fornire al soggetto che ha effettuato la notifica le informazioni per facilitare la gestione efficace dell’evento; informare gli altri Stati membri dell’Ue eventualmente coinvolti dall’incidente; garantire la collaborazione nella rete di Csirt, attraverso forme di cooperazione appropriate, scambio di informazioni e condivisione di best practices.

Leggi di più sulle Difese con il Csirt nazionale su CorriereComunicazioni.it

La Direttiva NIS in pillole

La Direttiva prevede l’adozione di una strategia nazionale di sicurezza cibernetica da parte del Presidente del Consiglio dei Ministri. I settori che rientrano nell’ambito della sua applicazione sono i seguenti: energia, trasporti, banche, mercati finanziari, sanità, fornitura e distribuzione di acqua potabile e infrastrutture digitali; nonché motori di ricerca, servizi cloud e piattaforme di commercio elettronico.

Fonte CSIRT Italia

Oltre agli OSE la Nis identifica anche i Fornitori di Servizi Digitali (FSD), a cui spettano i medesimi obblighi: quello di adottare le misure tecniche e organizzative adeguate e proporzionate alla gestione dei rischi e a prevenire e minimizzare l’impatto degli incidenti a carico della sicurezza delle reti e dei sistemi informativi, al fine di assicurare la continuità del servizio. Ma soprattutto hanno l’obbligo di notificaresenza ingiustificato ritardo, gli incidenti che con impatto rilevante al CSIRT, informandone anche l’Autorità competente NIS di riferimento.

Vediamoli in dettaglio.OSE: soggetti, pubblici o privati, che forniscono servizi essenziali per la società e l’economia nei settori sanitario, dell’energia, dei trasportibancario, delle infrastrutture dei mercati finanziari, della fornitura e distribuzione di acqua potabile e delle infrastrutture digitali.

FSD o Fornitori di Servizi Digitali: persone giuridiche che forniscono servizi di e-commercecloud computing o motori di ricerca, con stabilimento principale, sede sociale o rappresentante designato sul territorio nazionale.

OSE: soggetti, pubblici o privati, che forniscono servizi essenziali per la società e l’economia nei settori sanitario, dell’energia, dei trasportibancario, delle infrastrutture dei mercati finanziari, della fornitura e distribuzione di acqua potabile e delle infrastrutture digitali.

L’elenco nazionale degli OSE è istituito presso il Ministero dello sviluppo economico e viene aggiornato, almeno ogni due anni, a cura delle Autorità competenti NIS.

Autorità competenti NIS: hanno il compito di vigilare sull’applicazione delle direttiva, con il potere di esercitare le relative potestà ispettive e sanzionatorie, procedono ad identificare gli OSE entro il 9 novembre 2018 e possono predisporre linee guida per la notifica degli incidenti e dettare specifiche misure di sicurezza, sentiti gli OSE.

In materia di trattamento di dati personali si dovrà fare riferimento al  Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati (GDPR).

Cyber Security nuove strategie di difesa

A valle del recepimento della Direttiva NIS, sarà adottata la Strategia nazionale di sicurezza cibernetica, sentito il Comitato Interministeriale per la Sicurezza della Repubblica (CISR).

“Il provvedimento segna un ulteriore importante passo in avanti verso l’attuazione della direttiva europea NIS– spiega Davide Maniscalco, avvocato esperto di informatica giuridica e nuove tecnologie  – con il compito di definire le procedure tecniche per la prevenzione e la gestione degli incidenti cibernetici” e le loro notifiche. “Si tratta di uno step fondamentale nell’ambito anche della strategia di information sharing – conclude Maniscalco – ossia della collaborazione nella rete di CSIRT, per la condivisione di best practices”.

Leggi l’articolo su OFCSReport

Andrea Biraghi ultime notizie su Cyber Security

Andrea Biraghi — Cyber Security News

La Cyber guerra dell’informazione

Andrea Biraghi ultime notizie su Cyber Security | Novembre 2019

Sono le parole di Sean McFate, ex paracadutista americano e ora consigliere del Pentagono, che ci fanno pensare di essere in un film di Hollywood, ma la cyber war, afferma McFate non è come i film ci vogliono fare credere.

In un articolo del Telegraph UK McFate afferma che “quando le persone pensano al cyber pensano al sabotaggio, ma il vero potere del cyber è l’informazione; plasmare la percezione della realtà della gente e creare una storia. Questo è il futuro della guerra, non dei carri armati. È un modo per entrare nella società e per eroderla dall’interno”.

La guerra così per Sean McFate non riguarda più solo le armi e la potenza di fuoco: “ci sono molti altri modi per vincere e perdere”.

Come? Disinformazione, offuscamento, software dannoso e sfruttamento dell’uso dei social media da parte dei leader nazionali; tra alcune delle nuove linee sul fronte informatico.

Leggi la notizia su Telegraph.co.uk

Vuoi leggere più notizie sul fronte della Cyber Guerra? Leggi Andrea Biraghi blog e le ultimie notizie in materia di cyber security.

Israele: leader della difesa contro le minacce informatiche

Andrea Biraghi ultime notizie su Cyber Security | Novembre 2019

Assolutamente “pericoloso” contro le minacce fisiche, lo Stato di Israele sta aumentando il suo ruolo di leader nel mondo della difesa contro le minacce virtuali: intervista a Uri Ben Yaacov di DIFESAonline al direttore dello sviluppo e ricercatore senior presso l’International Institute for Counter-Terrorism (ICT) e docente presso la Lauder School of Government, Diplomacy & Strategy nel campo dell’open source intelligence (OSINT), delle simulazioni e delle leggi e del terrorismo.

Le minacce informatiche in Israele sono considerate allo stesso modo di quelle fisiche e Israele è profondamente coinvolto nello sviluppo di nuove tecnologie, sia nel settore governativo che in quello privato, soprattutto per quanto riguarda le tecnologie in generale e in particolare quelle applicabili al dominio cibernetico.

Sin dalle scuole gli studenti vengono incoraggiati a studiare e approfondire materie come scienza, tecnologia, ingegneria e matematica, perchè è una priorità del governo aiutare a preparare le generazioni future alle sfide del futuro.

Leggi di più sul successo dell’industria della Cyber security di Israele su DifesaOnline.it

La Russia testa le difese contro la Cyber War e si disconnette da Internet

Mosca – La Russia ha promulgato una nuova controversa legge chiedendo la creazione di una rete Internet domestica che consentirebbe al Paese di disconnettersi dal World Wide Web. Il Cremlino ha promosso la legislazione come un’importante misura di sicurezza informatica, ma c’è chi sostiene che il suo vero obiettivo sia quello di rafforzare il controllo del governo su Internet e di comprendere come Internet possa continuare a funzionare anche se il paese fosse tagliato fuori dal Web Globale.

“In queste condizioni, sono necessarie misure di protezione per garantire il funzionamento a lungo termine e stabile di Internet in Russia, aumentando l’affidabilità delle risorse Internet russe”, afferma la legislazione.

I test si svolgeranno almeno una volta all’anno a livello federale e regionale: due delle più grandi aziende tecnologiche del paese, come Yandex e Mail.ru, hanno espresso il loro sostegno all’iniziativa.

Leggi di più su CNSnews.com 

Putin disconnette l’Internet della Russia dal resto del mondo

È imminente un test che consentirà di scollegare temporaneamente le comunicazioni online russe dal resto della Rete globale in nome della sicurezza informatica e della sovranità nazionale.

Leggi di più su LaStampa


Open Source Intelligence e Cyber Security

Che cosa ha a che fare l’Open Source Intelligence (OSINT) con la sicurezza informatica?

Wargame: il gioco degli scacchi

Oggi l’informazione è ovunque, il business legato ai dati pubblici (legali e gratuiti) è in piena espansione, tanto è che molti stati stanno cercando di inasprire le politiche in materia di protezione e della privacy dei dati. Tutti usano l’OSINT quotidianamente: ad esempio, quante volte al giorno digitiamo parole su Google in ricerca di risposte? Compito dell’OSINT nella cyber security è trovare quelle risposte e quei dati pubblici prima che lo facciano gli hacker per compromettere i sistemi.

Un esempio concreto potrebbe essere questo: le “impronte digitali” che possono essere rintracciate online per sfruttarle a proprio vantaggio. In questo modo, individui che mascherano la propria identità, possono attaccare le Istituzioni Finanziarie. Le “impronte digitali” possono fornire ai malintenzionati dettagli molto precisi come il nostro comportamento o le informazioni sul nostro IP o sul dispositivo che utilizziamo, ma non solo.

Anche se il mondo digitalizzato è cambiato rispetto ad un tempo, la ricerca di informazioni dei servizi militari e di intelligence non è mai passata di moda: oggi avviene tramite milioni di dati raccolti su internet, indagini svolte su fonti online come i post dei blog, i profili dei social media o le immagini, che si traducono in un’incredibile raccolta di informazioni da strutturare, correlare e verificare. A ciò si devono aggiungere l’analisi di supporti cartacei, documenti governativi, pubblicazioni accademiche e altro ancora. Tutte queste informazioni, in mano a chi sa mettere in relazione molti punti insieme, significa un grande potere, che può essere anche quello di proteggersi contro attacchi malevoli.

Gli esperti di Cyber Security usano l’open source intelligence 

L’incredibile domanda di Open Source Intelligence (OSINT) sta crescendo e lo farà sino al 2024: principalmente utilizzata nelle funzioni di sicurezza nazionale, applicazione della legge e business intelligence, si segmenta in diverse categorie di flusso.

La segmentazione del mercato dell’OSINT, si divide in tipo di sicurezza (intelligenza umana, big data, analisi del dark web, link/network analisi, analisi di dati e testi, intelligenza artificiale) tecnologia (ad esempio cyber security) e applicazione (ad esempio militare e difesa, sicurezza nazionale).

Le principali modalità di raccolta delle informazioni sono quindi:

  • Intelligence umana (HUMINT)
  • Intelligence delle immagini (IMINT)
  • Intelligence dei segnali (SIGINT)
  • Intelligence delle misurazioni (MASINT)
  • Intelligence tecnica (TECHINT)
  • Intelligence delle fonti libere (Open Source) (OSINT)

Gli esperti di sicurezza informatica utilizzano l’OSINT cercando informazioni a diversi livelli su internet e a scopo predittivo: tra le fonti vi sono il deep web e il dark web. Più dettagliata è un’informazione e più la sua qualità è alta più gli scenari ideati si avvicinano alla realtà. 

Protezione delle infrastrutture critiche e OSINT

OSINT — C’è Spazio x Le Interviste — Andrea Biraghi Leonardo

Cyber Security Leonardo Finmeccanica: ruolo chiave in Europa

L’impegno di Leonardo nella sicurezza informatica “è talmente profondo che abbiamo creato la Divisione Cyber Security, al fine di ampliare il nostro portfolio e le nostre competenze in questo settore e incrementare la nostra portata globale”. [Alessandro Profumo, CEO di Leonardo].

Divisione Cyber Security Leonardo. Mentre gli attacchi informatici crescono in maniera esponenziale, con un incremento di intrusioni pari al 1.000% l’Europa si trova a dover prendere decisioni riguardo un’autonomia strategica.

Questo è emerso durante il Cybertech Europe 2019, durante il quale i manager di Leonardo hanno affermato la loro volontà di ricopire un ruolo chiave nel panorama europeo della sicurezza informatica. Al Cybertech vi erano molti temi chiave di cui parlare: rete 5G, blockchain intelligenza artificiale, tecnologia quantistica, ma la sicurezza informatica, le minacce dei criminali informatici e le loro implicazioni sono rimaste in prima linea.

Leggi l’articolo su ADNKronos.com

Leonardo: il campione italiano della difesa e della Cyber sicurezza

Per Leonardo scatta l’ora della Cyber Security: un giro d’affari che si aggira sui 400 milioni che può ancora crescere in modo significativo. Barbara Poggiali, capo della divisione Cyber Security di Leonardo afferma che il mercato si articola su tre blocchi: “C’è un mondo della difesa governativo, il cui cliente principale è Consip per gli appalti della pubblica amministrazione. Poi uno legato alle forze di polizia. Infine la difesa delle infrastrutture critiche”.

La strategia sarebbe quella di aumentare i partners e consolidare i rapporti con quelli già esistenti, per prepararsi alle nuove sfide, come le reti di quinta generazione e l’Internet delle cose (IoT): prima verranno le grandi aziende ma nel breve termine si guarderà anche a quelle medie e piccole. 

Leggi la notizia su Wired.it

Crossword Cyber Security e Leonardo firmano un Memorandum d’Intesa

Leonardo e Crossword Cyber Security, società di commercializzazione di tecnologia focalizzata sulla sicurezza informatica e sui rischi hanno firmato un’intesa o Memorandum Of Understanding (MoU).

La collaborazione, grazie alla specializzazione sempre più forte di Crossword in risk assurance systems, consentirà a Leonardo di utilizzare Rizikon Assurance per migliorare, a livello globale, la valutazione e le pratiche di gestione dei rischi, migliorando ulteriormente i risultati per tutti i clienti.

Il Mou afferma inoltre l’intenzione di collaborare attraverso più flussi di lavoro, compreso un accordo per fare offerte per determinati contratti significativi in ​​più settori per tutto il 2020, utilizzando la soluzione di gestione dei rischi di punta di Crossword Rizikon Assurance e la vasta esperienza di Leonardo nell’integrazione, cyber e assicurazione di terze parti.

Leggi l’articolo su SecurityInformed.com

Cyber resilenza: le nuove piattaforme su cui scommettere

Leonardo scommette sulle nuove piattaforme per migliorare la resilenza contro gli attacchi informatici: Decision Support System (DSS), il Cyber Range & Training e il Critical Infrastructure Security. Le piattaforme sono aggiornabili, modulabili, scalabili e adattabili e utilizzando nuove tecnologie come l’Intelligenza Artificiale (AI) o la Blockchain.

Leonardo: le nuove piattaforme sono indispensabili per proporre nuovi scenari che diverranno cruciali per una cyber roadmap europea e l’autonomia strategica nazionale.Leggi la notizia su AnalisiDifesa.it

Etica dell’innovazione, ecco perché serve un neo-Umanesimo digitale

Il dibattito sulle ricadute sociali della tecnologia sta prendendo corpo in Europa. Dai programmi di Horizon2020 alle linee guida introdotte dall’Ocse sull’Intelligenza artificiale, una panoramica delle iniziative che puntano a enfatizzare il ruolo delle scienze umanistiche all’interno della ricerca

L’articolo Etica dell’innovazione, ecco perché serve un neo-Umanesimo digitale proviene da Agenda Digitale.

Sicurezza informatica: il 5G paradiso degli Hacker?

Come cambierà la sicurezza informatica in materia di 5G? La nuova implementazione delle reti mobili di quinta generazione offriranno un potenziale di velocità decuplicato rispetto a quelle odierne ma cosa potrebbe succedere? Velocità più elevate offriranno agli hacker la possibilità di colpire più dispositivi e innescare attacchi informatici sempre più grandi. 

Il punto debole del 5G sarebbe la comunicazione tra dispositivi connessi a Internet, noti come Internet of Things (IoT).

Come il 5G trasformerà la nostra società e il mondo a livello globale

Antonio Sassano, presidente della fondazione Bordoni, a un convegno organizzato da I-Com ha mostrato la rivoluzione “copernicana delle architetture di rete delle telecomunicazioni” riassunta in una slide: “da una parte c’è un palo della luce, dall’altra un fulmine. Il fulmine è il 5 G. Il palo della luce è sempre lì. Il fulmine prima non esisteva, dura pochi secondi, crea dei collegamenti nuovi”. Tecnicamente il passaggio dal 4G al 5G è un passaggio dalla rete definita dall’hardware (hardware-defined network) alla rete definita dal software (software-defined network). 

Questo però significa anche una rivoluzione nella sicurezza informatica per garantirci contro i cyber-attacchi: dalla sicurezza dei device si deve passare a quella dei servizi, più sofisticati ma potenzialmente anche più vulnerabili.

Leggi l’articolo su Huffingtonpost.it

Il 5G e la geopolitica italiana

Sicurezza informatica e 5G: la guerra commerciale in atto tra Cina e Stati Uniti interessa anche il dominio tecnologico: interesse che si inserisce in un contesto geopolitico che interessa anche l’Italia. Quest’ultima non ha ancora rassicurato gli USA in merito al coinvolgimento dei colossi cinesi nel 5G italiano: i timori americani sono legati alla sicurezza di tale tecnologia e al fatto che un punto debole nelle reti di una nazione potrebbe mettere a repentaglio anche quelle altrui. I problemi quindi potrebbero essere estesi alle basi Nato e militari americane in Italia.

Il segretario di Stato americano Mike Pompeo ha ribadito la volontà USA di essere partner dell’Italia, ma senza voler sacrificare la sicurezza nazionale americana: “se un’azienda italiana decide di investire o fornire attrezzature che hanno una rete che i nostri team di sicurezza nazionale ritengono metta a rischio la nostra privacy, allora dovremo prendere decisioni difficili”. 

Leggi tutto su Formiche.net

Sicurezza informatica, 5G e operazioni chirurgiche da remoto

Operazioni chirurgiche a distanza, ambulanze connesse, monitoraggio e cura dei pazienti in tempo reale e da remoto, robot di servizio in ospedale che interagiscono con gli utenti: sembra un film di fantascienza ma oggi tutto questo è realtà.

Matteo Trimarchi, otorinolaringoiatra al San Raffaele, ha condotto per la prima volta in Italia, un intervento di chirurgia ‘da remoto’: a renderlo noto è Vodafone, che ha presentato a Milano i progetti 5G nel settore sanità e benessere, mostrando per la prima volta in Italia un intervento di chirurgia da remoto su rete 5G.

Leggi su AdnKronos.com

La prima operazione in Italia di chirurgia in 5G

Cyber Security 2019: gli attacchi più significativi

Il rapporto Clusit sulla Sicurezza informatica in Italia

Mentre il Cyber Security Act 2019, in vigore dal 27 Giugno, rinnova e rafforza la legge sulla cibersicurezza dell’UE e istituisce un quadro di certificazione della cibersicurezza a livello dell’UE per prodotti, servizi e processi digitali, il cyber crime e i casi di spionaggio informatico aumentano: il Rapporto Clusit prevede che il 2019 sarà un anno molto impegnativo per la sicurezza informatica italiana.

Vediamone i punti più importanti.

Mentre il 2018 è stato il peggiore degli ultimi anni in materia di attacchi informatici: gli attacchi informatici da parte del cyber crime, a livello globale sono aumentati del 38%, con una media di 129 al mese. Ma non solo, è aumentata anche la loro gravità media: l’80% dei casi sono stati rilevati come critici. 

Secondo queste cifre, il rapporto Clusit rileva invece nel primo semestre una crescita del +8,3% con un record segnato dai settori della Sanità: 97 attacchi in sei mesi. Non da meno è l’intero settore pubblico con un aumento dei casi di criminalità rilevata intorno al +44%, così come i centri di ricerca e formazione (+55%), fornitori di servizi di cloud computing (+36%) e il mondo finanziario (+33%). In aumento del 57% anche gli attacchi di cyber spionaggio nei seguenti settori: spionaggio geopolitico, industriale e furto di proprietà intellettuale.

Cyber Security 2019: a due minuti dalla mezzanotte

Il rapporto Clusit per descrivere la situazione e la criticità del momento che la cyber security sta vivendo nel 2019 ha utilizzato il paragone del “Doomsday Clock”, l’orologio metaforico ideato nel 1947 dagli scienziati della rivista Bulletin of the Atomic Scientists, in cui la mezzanotte simboleggia la fine del mondo, ed i minuti di distanza da essa la probabilità dell’apocalisse nucleare.

Paragone non molto lontano dalla realtà, poichè proprio oggi ilmondo sta affrontando importanti cambiamenti — con una velocità di cambiamento senza precedenti — derivanti dallo sviluppo delle tecnologie così dette dirompenti: gli sviluppi nella biologia sintetica, nell’intelligenza artificiale (che avrà effetti militari, economici e sociali sempre più grandi)) e nel cyber sabotaggio destano particolare preoccupazione. Il Bullettin of the Atomic Scientists afferma che lo sforzo internazionale, in materia di cyber security, per gestire questi rapidi progressi è stato finora gravemente insufficiente.

In tutto questo il sabotaggio di reti e sistemi informatici costituisce una minaccia poliedrica per la sicurezza globale: se pensiamo che il sofisticato “Internet of Things” — reti di computer che controllano le principali infrastrutture finanziarie e energetiche e hanno accesso a oltre 20 miliardi di dispositivi personali — potrebbe avere impatti così gravi da ispirare risposte militari, comprendiamo come siano oggi disperatamente necessari regimi di gestione internazionali più efficaci.

Cyber security 2019/2020: le principali 4 nuove minacce 

Il rapporto Clusit ha redatto una lista delle principali 4 nuove minacce in materia di cyber security per il 2019/2020 eccole di seguito:

Information Warfare e Cyber Guerrilla

La gestione dei conflitti degli stati sta scivolando sempre più verso il piano “cyber”, in quest’ottica si potrebbe entrare in una fase storica di cyber-guerriglia permanente.

Cyber espionage e sabotage

Cyber spionaggio e cyber sabotaggio stanno aumentando sempre di più come i furti sistematico di ogni genere di informazioni per finalità geopolitiche, predominio economico e tecnologico: le vittime non sono assolutamente strutturate per difendersi e la superficie di attacco potenziale è sostanzialmente infinita.

Machine Learning (AI)

La preoccupazione nasce da un’inevitabile “weaponisation” delle tecniche di Machine Learning (sia in ambito civile che militare) anche per i cyber attacchi (sempre più veloci e meno costosi) , quindi essenziale che il problema sia visto e affrontato dal punto di vista della cyber security. 

Surveillance Capitalism

La Surveilance Capitalism, riguarda più un fenomeno socioeconomico che sta alterando modelli di business e relazioni umane e ovvero la tecnologia digitale modellata in base agli interessi economici delle multinazionali high-tech e la successiva mancanza di trasparenzaaccountability social responsibility.

Attacchi in Italia — Clusit 2019 — Intervista TG3 — Fastweb Marco Raimondi

Cyber Security 2019: la sicurezza informatica del futuro

Cyber Security 2019: il cyber crime è in aumento e ruba sempre più dati e risorse. Il costo medio di un attacco ad una piccola o media impresa (PMI) si aggira sui 35mila euro ed oggi, allo stato delle competenze in Italia, ci vogliono in media 200 giorni per capire che si è stati presi di mira. Nel 2017 i danni ammontano a 10 mld € in Italia e il 2018 è stato un anno ancora più impegnativo. Il Cyber Risk è al secondo posto nell’impatto dei rischi delle PMI, a prescindere dalla dimensione o dall’ambito di attività. L’attaco ai dati sensibili e la successiva perdita ha conseguenze economiche, legali e giudiziarie e può danneggiare la reputazione delle aziende. Tra le perdite di informazioni, la perdita delle risorse, i ransomware, le truffe quali sono tra le fonti più significative della criminalità informatica?

Intelligenza Artificiale

Tra le fonti più significative del cybercrime vi sono: la posta elettronica, truffe sugli investimenti, furti di identità, violazione dei dati personali, frodi immobiliari e con carte di credito, ma la lista conta ancora numerosi elementi.

Nel 2019 ci si prepara ad attacchi sempre più duri: gli hacker costruiscono strumenti sempre più veloci e più intelligenti, che aggirino i sistemi di sicurezza e le normative, che le organizzazioni e le aziende hanno messo in atto. Ma come si stanno preparando le divisioni Cyber?

Cyber Security 2019: i nuovi trend a cui si si prepara la sicurezza

  • Le password a più fattori

Un’unica password non basta più, per combattere il rischio informatico si sono aggiunte e si stanno aggiungendo persino impronte digitali o scansioni dell’orecchio. L’utilizzo di password a più fattori sarà per la Cyber Security del 2019 una nuova strategia che ridurrà il rischio di errori umani e negligenze.

  • Privacy dei dati e GDPR

L’Europa ha spinto le imprese ad adattarsi al regolamento generale sulla protezione dei dati (GDPR), anche se ancora non ci sarà, nel 2019, un impatto significativo. Il regolamento però dovrebbe dare impulso ai nuovi mercati ma soprattutto dovrebbe garantire un salto di qualità in tema di sicurezza. Intanto si sta sviluppando una strategia europea sull’impiego delle tecnologie più avanzate come l’intelligenza artificiale. 

Curiosità: a distanza di 1 anno dall’avvio del GDPR le sanzioni commutate in Europa arrivavano a 56 milioni di euro (60 provvedimenti circa), con le 2 multe proposte a luglio dell’autorità inglese per la data protection (ICO UK), pari a 204,6 milioni per la British Airways e 110 milioni alla catena alberghiera Marriott (Fonte: TheInnovationGroup)

L’ascesa del CryptoJacking

Il cryptojacking è una nuova tecnica malevola degli hacker che consente di minare le criptovalute sfruttando la potenza di calcolo dei computer o dei dispositivi mobile. Quando il cyber criminale attua il programma di mining di criptovalute (spesso in JavaScript), il sistema rallenta la potenza di elaborazione. Nel caso migliore si ha una perdita produttività, ma nel caso peggiore si potrebbero innescare gravi blackout: questo significherebbe danni enormi ad esempio se l’attacco avvenisse in una struttura ospedaliera.

Attacchi AI

L’aumento dell’intelligenza artificiale (AI) e quello dell’apprendimento automatico (ML) viene utilizzato anche dai criminali per i loro attacchi. Gli attacchi basati sulla AI e sul machine learning sono al momento utilizzati per le analisi dei dati e la creazione di contenuti falsi (in modo molto più sofisticato e avanzato della nostra capacità di rilevarli).

Internet of Things (IoT)

Nel 2019 i problemi di sicurezza legati allo IoT potrebbero emergere ed finalmente essere affrontati: con una maggior connettività e un maggior numero di sistemi connessi (come ad esempio veicoli, dispositivi, apparecchiature, elettronica, software), la sicurezza pubblica non dovrebbe essere presa alla leggera.

Cyber Security 2019 – A View from the Front Lines of Cybersecurity

Governance della trasformazione digitale, cambiare approccio col metodo “Gandalf”: ecco come

Una trasformazione digitale, per definizione, richiede il cambiamento (tecnologico, organizzativo, culturale) di un sistema tecno-umano complesso. Un aiuto, per evitare ulteriori fallimenti, può arrivare dal metodo G.and.A.L.F. Vediamo di cosa si tratta e come attuarlo

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Monetizzare i big data: la grande sfida per l’Europa passa dall’accountability

La corsa al business dei dati sta facendo i conti con i limiti imposti dalle norme europee. Ma sarà una corretta “accountability” – e non l’adesione passiva alle regole – a ridisegnare lo scenario del “nuovo oro nero”. Rispettando la privacy e liberando il potenziale della data economy

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Computer quantistico: IBM da 53 qubits online ad Ottobre 2019

“Il nuovo sistema quantistico è importante perché offre un reticolo più ampio e offre agli utenti la possibilità di eseguire esperimenti di entanglement e connettività ancora più complessi”, Dario Gil, direttore di IBM Research.


Mentre il 14mo computer quantistico dell’IBM e il più potente sino ad ora sarà disponibile online nell’Ottobre del 2019, pare che i ricercatori di Google vogliano aggiudicarsi la supremazia in campo. La notizia è apparsa sul Financial Times e in questo “giallo” non sono chiari i dettagli dell’esperimento effettuato che avrebbe dimostrato che il computer quantitistico è superiore ad uno tradizionale: quindi il computer più potente sino a ora è il modello con 53 qubits firmato IBM.

IBM Q quantum computer

Un grande passo avanti per l’IT anche se il calcolo quantistico rimane altamente sperimentale e il mantenimento di queste macchine sia limitato dalla necessità di un raffreddamento dei circuiti sempre intorno al così detto zero assoluto. 

Tuttavia questi sistemi potrebbero risolvere calcoli ed eleborazioni inimmaginabili, risolvendo più soluzioni ad un singolo problema.

Che cosa è un qubit? i computer quantistici si basano su un qubit per archiviare ed elaborare i dati: a differenza dei bit — che memorizzano uno zero o uno uno, i quibits memorizzano una combinazione di entrambi contemporaneamente attraverso la sovrapposizione. La sovrapposizione di stati opera quindi calcoli paralleli anziché quelli sequenziali dei computer tradizionali.

Leggi l’articolo su CNET

Le tre generazioni del computer quantistico IBM: da 5 a 16, da 20 a 50 qubits

I progressi di ricerca e sviluppo di IBM hanno portato la società a lanciare, dal 2016 al 2019, sistemi da 5 a 16 (accessibili dalla piattaforma IBM Q experience) e da 20 a 50 qubits. Il continuo impegno e lavoro degli scienziati ha portato a migliorare sempre di più i diversi aspetti di queste macchine: la qualità dei qubits, la connettività dei circuiti e il tasso di errore operativo, sino a raggiungere i tempi di coerenza sino ad un valore medio di 90 microsecondi.

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Con chi compete IBM? naturalmente i competitors sono Google, Microsoft, Honeywell, Rigetti Computing, IonQ, Intel, NTT e D-Wave.

Ultimo ma non meno importante è il fatto che i computer quantistici potrebbero rappresentare una ulteriore minaccia alla sicurezza informatica: in mano a hacker malevoli potrebbero causare disastri inimmaginabili. Ovvero i qubits sarebbero ancora instabili: il loro stato quantico può quaini essere alterato e bloccato con piccole variazioni di temperatura o vibrazioni.

Leggi l’articolo su: DIFESAESICUREZZA

Quantum computer Update 2019

Curiosità: Principio di Sovrapposizione e il gatto di Schrödinger

Andrea-Biraghi-Cyber-security

CyberWarfare e Geopolitica del CyberSpazio

Geopolitica, Cyberspazio, Netwar e Cyberwar: la guerra cibernetica del nostro secolo

“Gli strateghi devono essere consapevoli che parte di ogni conflitto politico oggi si svolge su Internet, le cui caratteristiche imprevedibili fanno si che le battaglie combattute nella rete possano essere altrettanto importanti, se non di più che gli eventi che si svolgono sul campo”. [Kenneth Geers]

Cyberspace

Oggi, tutto ciò che accade nel mondo reale si riflette nel Cyberspazio: per chi pianifica la sicurezza nazionale questo significa spionaggio, ricognizione, propaganda, bersagli e quindi guerra. Conoscere la geopolitica del Cyber Spazio e usare metodologie di intelligence possono contribuire a fronteggiare gli attacchi è oggi quanto mai importante.

Andrea Biraghi, Cyber Security Leonardo: Cyber Espionage e Cyber Counterintelligence: cercare di sapere prima cosa succederà.

Nel rapporto “Cyberspace and the Changing Nature of Warfare”, Kenneth Geers, PhD, CISSP, Naval Criminal Investigative Service (NCIS), descrive 5 tattiche comuni utilizzate nella guerra informatica. 

1- Spionaggio

2 – Propaganda

3- Denial-of-Service (DoS)

4- Modifica dei dati

5- Manipolazione dell’infrastruttura

Gli eventi attuali dimostrano che le strategie e le tattiche di guerra informatica aggressiva sono già un luogo comune in tutto il mondo e per ciò e di conseguenza la Sicurezza nazionale deve migliorare in modo drastico la comprensione della tecnologia, delle leggi e dell’etica collegate agli attacchi e alle difese informatiche, pianificando un vero e propri piano in tutte le sue fasi. Il cyber spazio, diventato terreno quotidiano per moltissime operazioni, infatti è diventato terreno di scontro decisivo.

La mappa del Cyberspazio e la triplice rappresentazione

E’ possibile rilevare diverse analogie tra lo spazio geografico e lo spazio cibernetico? Si, lo spazio cibernetico ha già modificato la geografia del mondo e si sta evolvendo in questa direzione, in base alle interazioni che condizionano l’azione degli uomini, ma non solo. 

Il cyberspazioè diventato un dominio globale sul quale il potere e gli Stati vorrebbero imporre la propria sovranità: la possibilità di variarne la mappatura, influenzandone la priorità nella rappresentazione, segna non solo un cambiamento nel potere della cartografia, inteso come strumento di controllo, anche se i confini del campo di battaglia si fanno più sfumati, quasi indefiniti.

L’ascesa del cyberspazioe i suoi effetti sulla politica internazionale è fondata sul fatto che il Cyber Space sia un medium virtuale e intangibile, la cui natura eterogenea — come spiega Martin C. Libicki, che ha lavorato alla National Defense University  per 12 anni— è rappresentata su tre livelli: fisico, sintattico e semantico. Secondo un articolo di Luigi Martino, su “La quinta dimensione della conflittualità e l ’ascesa del cyberspazio e i suoi effetti sulla politica internazionale, l’esercito statunitense aggiunge un livello sociale suddiviso in tre strati:

1 — Strato FISICO: composto dai cavi sottomarini o della rete ethernet, dai router e dispositivi di scambio dati e comunicazione.

2 — Strato LOGICO: realizzato dai codici che permettono all’hardware di funzionare e comunicare.

3 — Strato SOCIALE: interazione tra gli utenti online e tra machine to machine.

Secondo tale “triplice” rappresentazione, il primo strato (quello fisico) è composto dai cavi sottomarini o della rete ethernet, dai router e dispositivi di scambio dati e comunicazione. Sopra di questo vi è lo strato logico realizzato dai codici che permettono all’hardware di funzionare e comunicare. Il terzo strato è composto dal livello sociale che consiste nell’interazione tra gli utenti online (persone fisiche) e, sempre più spesso, tra machine to machine. Questi “tre livelli” vanno a costituire la prima cornice della mappatura dello spazio cibernetico. Tuttavia, l’elemento essenziale che distingue la geografia del do- minio cibernetico (dalle altre realtà) è rappresentato dal suo carattere artificiale ed ibrido che, secondo quanto afferma Gregory J. Rattray: “è molto più mutevole rispetto ad altri ambienti; a differenza delle montagne e degli oceani statici, le parti del cyberspace possono essere attivate e disattivate con un semplice click” (Rattray 2009).

https://youtu.be/haYvNMEExAE
Un ex capo dell’intelligence nazionale che racconta: gli Stati Uniti non sono preparati per gli attacchi informatici.

Ingegneria Sociale: l’arte di hackerare gli umani

Cosa è l’Ingegneria Sociale? E’ l’arte di sfruttare le debolezze umane attrvaerso  lo studio del comportamento individuale al fine di carpire informazioni utili e furti di identità, commettendo atti di criminalità informatica. Ecco i nuovi cyber attacchi che sfruttano le debolezze umane!

Articolo estratto da  Andrea Biraghi Medium.

Ingegneria sociale Andrea Biraghi Cyber Security
Photo by Yeshi Kangrang on Unsplash

L’Ingegneria sociale comprende un insieme di tecniche utilizzate per ottenere informazioni utili e dati sensibili da altri mediante la manipolazione psicologica e sfruttare le debolezze per raggiungere obiettivi a proprio beneficio.

E’ molto importante, visto la pericolosità di tali attacchi che le aziende oggi vengano sensibilizzate alla formazione dei propri dipendenti per evitare fenomeni di data breach. Tra gli esperti sta prevalendo l’idea di un necessario approccio multidisciplinare al problema, tecnico e umano (antropologico) assieme, per affrontare il fenomeno che rispetto al 2017 è in forte crescita (56.9% -Rapporto Clusit 2019 — Agenda Digitale).

Cosa è l’ingegneria sociale e perchè sepre più spesso ne sentiamo parlare?

Ingegneria Sociale: perché sempre più spesso ne sentiamo parlare?

Questo argomento preme al settore della Cyber Security nella misura in cui gli attacchi messi in moto dall’ingegneria sociale, sfruttando le debolezze umane, possano mettere in moto degli attacchi basati su computer.

Gli attacchi quindi possono essere di due tipi: attacchi basati sulla persona e attacchi basati sui computer.Per entrambi vi è il solito modus operandi:viene selezionata la vittima (meglio se facilmente manipolabile) e vengono raccolte informazioni, viene staibilito un contatto con la vittima che subisce la manipolazione, terminato l’attacco il criminale sparisce nel nulla.

Oggi, purtroppo, molte piccole e media aziende — le più colpite — sono vulnerabili a questo tipo di attacchi a causa della troppa fiducia, della paura o mancanza di conoscenza. Altre cause si trovano e si identificano nei 6 principi di Roberto Cialdini, psicologo statunitense e noto per la sua fama internazionale nel campo della psicologia della persuasione. I sei principi, meglio conosciuti come “Cialdini’s 6 Principles of Influence”, meglio spiegati da Chiheb Chebbi in un articolo completo su Peerlyst, sono:

  • Reciprocità
  • Impegno e coerenza
  • Riprova sociale
  • Gradimento
  • Autorità
  • Scaristà

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Cyber Security e Cyber Spionaggio: le minacce nel settore automotive in Europa

Cyber security Automotive: in un recente report di Accenture “Securing the Digital Economy: Reinventing the Internet for Trust” emerge la convinzione comune che “il progresso dell’economia digitale sarà seriamente compromesso se non ci sarà un sostanziale miglioramento della sicurezza su Internet”.

Da quando Internet, grazie all’innovazione, ha superato la sua originale funzione di solo scambio e condivisione di informazioni contemporanemaente è diminuita la sua capacità di garantire i suoi utilizzatori contro i crimini informatici mettendo a rischio l’intera economia. Il problema nasce proprio in base all’origine dello stesso Internet, progettato per consentire elevati livelli di condivisione dei dati ma non per affrontare questioni come il costante aumento dei livelli di complessità e connettività.

Andrea Biraghi Cyber Security
Photo by Michael Mroczek on Unsplash

L’ascesa sempre più veloce dell’Internet of Things (IoT) ha rappresentato un’opportunità di crescita digitale per molte industrie, creando però al contempo un certo livello di complessità e di vulnerabiltà. E’ il caso del settore automotive, delle smart e delle connected cars: parallelamente alla diffusione delle auto connesse si sono moltiplicate le minacce e gli attacchi, che, in Europa, rappresentano una delle minacce più frequenti alla Cyber Security.

I criminali informatici e il “cyberspionaggio”hanno iniziato a prendere di mira anche l’industria automobilistica e i suoi stabilimenti produttivi per rubare dati e informazioni relative in special modo i veicoli a guida automatica o semiautomatica. Mary Teresa Barra, della General Motors, ha affermato che proteggere le automobili da incidenti causati da attacchi informatici “è una questione di sicurezza pubblica”. Ma non è solo un problema di conformità alle normative ma di dettagliate analisi delle minacce alla sicurezza e alla privacy, di valutazione del rischio e trattamento del rischio, consideriamo non solo lo sviluppo iniziale dei progetti e dei prototipi ma anche l’intero ciclo di vita dello stesso prodotto.

Oggi, la sicurezza informatica del settore automotive ha quindi l’obiettivo principale di rilevare e prevenire gli attacchi ai veicoli analizzando e mettendo in sicurezza:

  • i singoli componenti elettronici
  • la comunicazione dei singoli componenti elettronici
  • le interfacce tra il veicolo e il mondo esterno
  • il trasferimento e l’elaborazione dei dati, inclusi il cloud e il back-end.

Privacy a scuola: tutti gli adempimenti per tutelare la privacy dei soggetti vulnerabili

L’obbligo di adottare strumenti digitali per la semplificazione amministrativa o la tutela di minori, quali il registro elettronico o le videocamere di sorveglianza, desta diversi timori dal punto di vista della protezione dei dati personali. Ai titolari del trattamento l’onere di identificare le opportune misure di tutela

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Intelligenza Artificiale e lavoro: così nasce il “cyber-proletariato”

Lavori altamente ripetitivi. retribuiti a cottimo e di cui non si percepisce lo scopo. Così l’intelligenza artificiale e il deep learning, da promessa per una società libera da lavori poco dignitosi rischia di diventare promotrice di un “cyber-proletariato” che potrebbe rimpiangere le fatiche della catena di montaggio

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Perimetro di sicurezza cibernetica: così renderà l’Italia più “cyber protetta”

Lo scopo del Perimetro di sicurezza è difendere gli interessi vitali dell’Italia alzando il livello di protezione su tutti i servizi da cui dipende, direttamente o indirettamente, il funzionamento stesso del Paese. Vediamo cosa prevede la norma, le fasi per la messa in esercizio e le nuove responsabilità di Agid e Mise

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Privacy nei Comuni, bilancio disastroso: le cose cambieranno solo a suon di multe?

Il GDPR ha rivoluzionato la protezione dei dati personali, ma nei Comuni e in generale nelle Pubbliche Amministrazioni, poco o nulla è cambiato: non esistono uffici ad hoc o dipendenti istruiti appositamente, mancano le informative ai cittadini. Viene da pensare che il cambio di rotta si avrà con le prime pesanti sanzioni

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Come capire se qualcuno ha usato il mio pc? Ecco come scoprirlo

Qualcuno ha usato il mio pc? Come capirlo

Il dubbio può insinuarsi nella mente di chiunque. Qualcuno ha usato il mio computer? Che tu sia in un ufficio open space in cui i colleghi passano regolarmente o viva in un luogo aperto, come un dormitorio universitario, può essere fin troppo facile per qualcuno intrufolarsi nel tuo computer per darvi un’occhiata, o, peggio, manometterlo.

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Area 51: perché 2 milioni di persone vogliono invadere l’area militare degli alieni

Are 51 perché invasione

Invadere l’Area 51, una base militare degli Stati Uniti presente dal 1955 nel deserto del Nevada, per scoprire se davvero al suo interno sono presenti degli extraterrestri e delle navicelle aliene. È questa la strana idea che ha preso piede negli ultimi tempi sui social fino ad ottenere attenzione mondiale.

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Come cambiano le norme penali con il cyber crime: i reati informatici e cibernetici

La normativa penale si è adeguata all’evoluzione tecnologica, andando a considerare man mano che se ne presentava la necessità nuovi reati informatici che prima dell’epoca della digitalizzazione non esistevano. Esemplari i casi della frode informatica e dell’accesso abusivo a un sistema informatico

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Libera circolazione dei dati in Europa, i nodi della convergenza delle norme

Promuovere la libera circolazione dei dati è un importante obiettivo Ue, ma non si potrà realizzare senza una completa protezione dei dati personali da un lato e la libera concorrenza dei fornitori del mercato dall’altro. A questi scopi concorre il Gdpr ma anche molte altre norme. Vediamo come garantire la compliance

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Malware, nel 2019 scoperte 74.360 varianti sconosciute. Ransomware in crescita globale del 15%

Scoperte 74.360 varianti sconosciute di malware. Boom dei kit ransomware-as-a-service (RaaS) e malware open-source. Per essere efficienti, le imprese devono sfruttare tecnologie innovative come l’apprendimento automatico, in modo da poter intervenire in anticipo contro le strategie di attacco che mutano costantemente.

Difendere il proprio ecosistema digitale ed informatico non è cosa facile oggi. Che siano aziende, amministrazioni pubbliche, organizzazioni internazionali, o piccole realtà, fino alla nostra casa, ogni dispositivo collegato in rete è una porta che favorisce un attacco.
Nell’ultimo Rapporto SonicWall, relativo alle minacce informatiche rilevate in 200 Paesi di tutto il mondo nel primo semestre 2019, si evidenzia un’escalation nell’utilizzo di diversi strumenti cyber crime, soprattutto il nuovo ransomware as a service, il malware open sourcee il

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Cybercrime, i data breach costano alle aziende italiane 3,13 milioni di euro

I costi medi totali dovuti ad attacchi che hanno determinato perdita di dati alle aziende sono aumentati di quasi il 10% nel nostro Paese. Il 67% dei costi della violazione di dati viene registrato entro il primo anno, il 22% nel secondo anno e un altro 11% si estende oltre i due anni.

Non solo aumenta il numero di attacchi informatici alle aziende di tutto il mondo, ma anche il valore complessivo del danno e quello medio per singola organizzazione. Il rapporto annuale “Cost of a Data Breach” (Costo di una violazione di dati) sponsorizzato da IBM Security e condotto dal Ponemon Institute si concentra sia sulle imprese a livello globale, sia di

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Identikit dell’hacker: chi è, cosa fa e cosa vuole

Chi è l’hacker? Ne sentiamo parlare ogni giorno, quando guardiamo il telegiornale, leggiamo le notizie e navighiamo su internet.  La parola hacker oggi identifica un individuo che trova e sfrutta la debolezza dei sistemi informatici e delle reti per ottenerne l’accesso. Solitamente è un esperto programmatore di computer, che sfrutta le vulnerabilità dei sistemi per rubare informazioni e ottenere profitti illegali. Questa attività può rendere oggi milioni e milioni di euro.