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Andrea Biraghi rassegna stampa e news Marzo 2020: cybersecurity Italia

Andrea Biraghi rassegna stampa del 26 marzo 2020 e ultime notizie dal mondo della cybersecurity.

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5G e perimetro cibernetico

Come si sta evolvendo l’attività dei servizi segreti nei confronti del 5G?

Se ne parla nella Relazione Annuale al Parlamento 2019 : la Relazione sulla politica dell’informazione per la sicurezza riconosce infatti le armi cibernetiche come lo strumento privilegiato per la conduzione di manovre ostili in danno di target, sia pubblici che privati, di rilevanza strategica per il nostro Paese.

“Obiettivo primario dell’intelligence – viene scritto nella Relazione – ha continuato ad essere il contrasto delle campagne di spionaggio digitale, gran parte delle quali riconducibili a gruppi strutturati di cui è stata ritenuta probabile – alla luce sia delle ingenti risorse dispiegate, sia della selezione dei target, quasi sempre funzionale al conseguimento di obiettivi strategici e geopolitici – la matrice statuale”.

Il potenziamento della resilienza cibernetica del Paese è quanto mai importante: le reti di nuova generazione 5G sono al centro delle attenzioni e rappresentano una sfida a portata globale.

CyberSecurity360 23-03-2020: “Nella Relazione si parla esplicitamente, sulla scorta delle leggi 133/2019, 56/2019 e 105/2019, di monitorare la tecnologia 5G, come ci dice anche il capo del DIS Gennaro Vecchione nell’ambito del cd. Golden Power”.

Leggi tutto l’articolo: 5G e servizi segreti, strategie per la protezione rafforzata degli asset ICT strategici

Andrea Biraghi rassegna stampa 5g e cybesecurity: gli attacchi basati sul SWARM

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L’avvento del 5G può fungere infine da “catalizzatore” per gli attacchi basati sul Swarm. Si è già parlato di come il suo avvento ponga nuove sfide alla Cyber Security in termini di attacchi di 5 generazione ma si deve anche prendere in considerazione come potrebbero essere vulnerabili anche agli attacchi informatici sostenuti da Stati stranieri.

Leggi su Andrea Biraghi Blog – Attacchi informatici: cosa ci aspetta nel corso del 2020?

Il 5G cambierà il mondo?


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Cyber Security vantaggio competitivo nell’era digitale

La Cyber Security sta diventando un vantaggio competitivo nell’era dell’economia digitale.

Il Cybersecurity Tech Accord, nato con l’intezione di proteggere gli utenti e i clienti sempre e ovuqnue, si rivela essere la più grande alleanza di Cybersecurity per stimolare la collaborazione tra i diversi attori in gioco.

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L’accordo con il quale i firmatari si impegnano a rafforzare l’ecosistema della cybersecurity, difendendo l’economia digitale dai cyber attacchi si basa su 4 punti principali che non vedono la cyber security solo come un vantaggio competitivo:

  1. Proteggere- ovunque – tutti i clienti dai cyber attacchi informatici, siano essi individui, organizzazioni o governi. Ciò verrà fatto sviluppando prodotti e servizi di sicurezza basati sulla privacy, l’integrità e l’affidabilità e ridurre, a loro volta, la probabilità e la frequenza dello sfruttamento e della gravità delle vulnerabilità.
  2. Opporsi ai cyber attacchi mirati ai cittadini e alle imprese, con l’intenzione di protegere prodotti e servizi tecnologici nelle loro fasi di sviluppo progettazione e utilizzo. Non verranno invece aiutati i governi a lanciare attacchi informatici da qualsiasi luogo contro i propri cittadini e imprese innocenti.
  3. Aiuto a clienti e sviluppatori: verrà quindi fornito agli utenti un ampio ecosistema di sviluppatori, insieme ad informazini e strumenti di sicurezza informatica. Verranno quindi aiutati e sostenuti i governi, la società civile e le organizzazioni internazionali per fare progredire la cyber security, ia nelle economie sviluppate che in quelle emergenti.
  4. Con l’obiettivo di lavorare insieme, verranno quindi stabilite partnership, incoraggiando la condivisione globale di informazioni e gli sforzi civili per identificare, prevenire, rilevare, rispondere e recuperare dagli attacchi informatici e garantire risposte flessibili alla sicurezza dell’ecosistema tecnologico globale più ampio.

Tra i firmatari dell’accordo c’è anche la Schneider Electric, che si va ad aggiungere a 144 aziende mondiali. Christophe Blassiau, Senior Vice President, Digital Security e Global CISO di Schneider Electric comunica che la società è orgogliosa di partecipare: “Unendoci a Cybersecurity Tech Accord, siamo orgogliosi di continuare a collaborare con i leader industriali di tutto il mondo per aiutare a individuare, prevenire, respingere i cyberattacchi”.

La cyber security come vantaggio

La cyber security, ovvero la sicurezza informatica, si legge su Key4bitz.it, a ora un’opportunità illimitata di “alzare la testa”: perchè, dopo l’epidemia di coronnavirus, con molta probabilità una buona percentuale dello spostamento digitale rimmarrà.

Il Coronavirus potrebbe quindi portare a un forte impatto in questo senso: “Un numero considerevole di processi offline migrerà in qualche modo verso Internet, sostituendo le consulenze con medici e avvocati con agili videochiamate, privilegiando software come Zoom, WebEx o GoToMeeting per le riunioni di lavoro interne; consegnando cibo e merci a domicilio invece di mangiare fuori o fare shopping nei weekend in centri commerciali sovraffollati”.

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Protezione Dati Sensibili e sanitari a rischio: i nuovi cyber attacchi

Protezione dati sensibili: nuovi cyber attacchi mettono a rischio non solo le pubbliche amministrazioni, le infrastrutture e le banche ma anche le strutture sanitarie. Gli attacchi riescono a bypassare i controlli di sicurezza dei firewall, così da avere facile accesso ai dati sensibili archiviati sui server Web.

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Protezione dati sensibili nelle strutture sanitarie

Un importante contributo per comprendere la situazione sanitaria in materia di sicurezza informatica lo ha dato il rapporto Clusit 2019: il settore sanitario è, ogni giorno, sempre più bersagliato a livello globale.

Capire quanto possa costare alla sanità una scarsa sicurezza informatica è importante, ma quel che preoccupa è che sembra che il problema sia sottovalutato. Secondo le ricerche Netics almeno il 20% delle struttue sul territorio non ha le capacità di rispondere agli attacchi informatici nel breve tempo: il che significa in almeno 4 ore.

Una carenza che nel breve e nel lungo termine rappresenta un serio problema. Nectis afferma che a livello direzionale ASL e ospedali dedicano solo il 4,3% del budget totale alla cyber sicurezza: alle scarse risorse si aggiunge una scarsa formazione e informazione in materia.

Tanto per farci un’idea l’attacco Wannacry, secondo le stime che circolano, colpendo 150 nazioni avrebbe prodotto danni per circa 4 miliardi di euro.

Leggi su IlSole24Ore.com – Non solo coronavirus, ai cyber criminali piacciono parecchio i dati sanitari

Attacchi informatici ai dati sensibili: allarme nel settore sanitario

Protezione dei dati e sicurezza

Secondo il Corriere, sno ad oggi, si contano 17 strutture violate a livello informatico: la maggior parte prese di mira per realizzare estorsioni di denaro.

Sempre dal rapporto Clusit 2019 emergono dati preoccupanti: i data breach riguardano i dati sensibili dei pazienti, comprese le loro cartelle cliniche. «La sanità è uno dei settori nei quali gli attacchi sono cresciuti molto di più rispetto all’anno precedente – spiegano Andrea Zapparoli Manzoni, che fa parte del Consiglio direttivo Clusit e Sofia Scozzari, del Comitato scientifico – perché i “cattivi” colpiscono dove è più facile avere successo. Questo è il segnale eclatante che il settore deve mettere in campo strategie di risposta adeguate e lo deve fare in fretta».

Leggi tutto su Corriere.it – Attacchi informatici: anche negli ospedali e nelle Asl è allarme

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Fake News: l’informazione sotto minaccia

Fake News: perchè vengono create?

Notizie false, informazioni inganevvoli, prontamente confezionate per influenzare l’opionone pubblica. Un fenomeno che in questi anni ha subito una crescita esponenziale e che mette a rischio la stessa informazione. Non manca chi da queste “bufale” trae profitto, per fare soldi in minor tempo possibile e sfruttandone tutti i meccanismi che stanno dietro.

La maggior parte delle fake news corre su internet, la maggior parte sui social media, come i popolari facebook o twitter, che hanno anche lo scopo di inquinare il dibattito politico, ma non sono questi il solo canale.

Nel 2019 Facebook si è dovuto tutelare per contrastare le interferenze da parte di Paesi stranieri nelle elezioni presidenziali USA 2020: eliminando account registrati in Russia e Iran. Gli account in questione erano accusati di creare meme e video deepfake anti-Trump. Il numero della loro diffusione è notevole: hanno raggiunto circa 265.000 accounts sui social network. Il numero dei profili chiusi: 78 account Facebook, 11 pagine, 29 gruppi e quattro account Instagram.

Pochi giorni fa la stessa cosa è avvenuta contro le notizia false che stanno correndo velocissime sul web rivelando false informazioni sul virus Covid-19. Migliaia di account di social media collegati alla Russia, affermano i funzionari USA, hanno lanciato – da metà Gennaio- un’azione coordinata per diffondere allarme sul virus, interrompendo gli sforzi globali per combattere l’epidemia. L’intento è seminare disordia, minacciando la sicurezza pubblica. La campagna di disinformazione, come racconta un articolo di LeFormiche.net , “è iniziata un mese fa, in un momento in cui il bilancio in Cina era appena di tre vittime e di sole 200 persone contagiate a Wuhan, scrive Askanews”.

Fake News: la soluzione di contrasto alla disinformazione

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Le fake news discreditano la vera informazione, minacciando anche la libertà di stampa e la verità: il report 2017 di Reporters Sans Frontier spiega il perchè. Continuare ad agire su questo versante è quindi molto imporante.

Una soluzione potrebbe arrivare, come scrive AgendaDigitale “da un’alleanza strategica fra PA, attori privati, esperti del settore provenienti da ricerca e società civile”. L’OCSE, dal canto suo “ha identificato una serie di elementi che limitano la capacità dei governi di utilizzare la comunicazione in modo da sostenere gli sforzi di riforma più ampi”.

Continua a leggere su AgendaDigitale.eu – Comunicazione pubblica antidoto alle fake news: la ricetta Ocse

Cyber intelligence: prevenire le minacce

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La Cyber Intelligence, che ha un ruolo  importante nella difesa nazionale, può in realtà essere definita come il monitoraggio, l’analisi e il contrasto delle minacce alla sicurezza digitale.

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L’intelligence, in una miscela di spionaggio fisico e di moderna tecnologia dell’informazione, diventa sempre più indispensabile per la sicurezza informatica perchè in grado di anticipare situazioni ed attacchi; la Cyber Intelligence, considerata soprattutto in ambito militare, si sviluppa su tre livelli: strategico, operativo e tattico.

Photo by Markus Spiske on Unsplash

Con l’introduzione di sistemi di intelligenza artificiale per implementare le misure in materia di sicurezza informatica, le capacità di poter prevenire gli attacchi sono aumentate sino ad arrivare ad individuare l’85% degli attacchi e a ridurre fino a ad un quinto il numero di falsi positivi.

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L’intelligence sulle minacce è un investimento importante per la posizione di sicurezza di un’organizzazione in quanto offre un vantaggio e un anticipo sugli “avversari”, identificando in anticipo gli attacchi informatici.

Ma cosa pensare quando la Cyber Security per prevenire le minacce viene affiancata ed integrata all’Intelligenza artificiale? Sarebbe interessante ribaltare la domanda, ovvero, l’intelligenza artificiale riuscirà a superare i limiti della sicurezza informatica?

Gli algoritmi possono rappresentare un pericolo?

 

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