Blog sulla sicurezza informatica e l’informazione dei sistemi

Andrea Biraghi, Cyber Security manager e direttore della divisione Security and information Systems, lavora da anni per il mantenimento della sicurezza dei sistemi informativi. In una società sempre più digitalizzata ed interconnessa è divenuto ormai indispensabile prendere atto delle minacce esistenti nella rete Internet: solo un costante impegno ed aggiornamento rendono possibile affrontare e combattere i Cyber criminali e riprendersi in fretta dalla loro violazioni. La posta in gioco è alta e la sicurezza dei servizi web è fortemente legata al nostro sviluppo economico: basti pensare al rapido aumento delle connessioni, degli utenti, l’aumento del valore di numerose transazioni effettuate attraverso le reti, la crescita delle imprese legate al commercio elettronico.

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Andrea Biraghi

Contenuti:

Andrea Biraghi intervista: protezione delle infrastrutture Critiche

“Le infrastrutture critiche della nazione forniscono i servizi essenziali che sono alla base della società statunitense e servono da spina dorsale dell’economia, della sicurezza e della salute della nostra nazione”.

Cespazio.tv2000.it – Intervista ad Andrea Biraghi – Leonardo Infrastrutture critiche Centro di Chieti: la possibiltà di prevedere un attacco, quando arriverà di che tipologia sarà.

Andrea Biraghi: l’Intelligence per la sicurezza informatica

Intelligence, sicurezza informatica e cyber security: la nuova frontiera della protezione di un’infrastruttra critica si basa sulla protezione e diventa basilare anticipare attraverso l’intelligence: sapere prima cosa succederà.

Cyber attacchi e la guerra cibernetica

Il dominio cibernetico assume sempre più rilevanza nelle dinamiche della politica internazionale. Il cyberspazio è diventato un dominio globale sul quale il potere e gli Stati vorrebbero imporre la propria sovranità, con la possibilità di variarne la mappatura: dopo terra, mare, aria e spazio extra-atmosferico, il cyber spazio rappresenta la quinta dimensione della conflittualità.

Un cyber attacco si attua anche attraverso le medesime tecniche di phishing.

CyberSecurity Leonardo strategie per la resilienza

Leonardo: resilienza digitale anche per le infrastrutture strategiche ma anche l’intervento tempestivo in caso di disastri naturali o umani al ripristino delle condizioni iniziali. Le strategie sono quelle di aumentare e migliorare la capacità di resilienza cyber dell’Europa e affrontare le nuove sfide globali.

L’ Intelligenza artificiale (AI) è sempre più predittiva

L’Intelligenza artificiale (AI) sta cambiando il mondo diventando sempre più autonoma nelle sue scelte e decisioni? In alcune visioni futuristiche si teme l’AI possa scatenare le guerre, ma se fosse proprio lei a salvarci?

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Attacchi informatici 2021: gli hacker prendono di mira gli USA

Mentre i ransomware e gli attacchi double extrorsion sono in continua crescita anche in Italia – terzo paese più colpito al mondo – tra i più importanti attacchi informatici del 2021 – che conosciamo – la maggior parte hanno avuto come target gli Stati Uniti. E mentre gli USA si dimostrano sempre più vulnerabili, il dito viene puntato contro la Russia. Gli attacchi sono comunque reminder delle crescenti minacce informatiche alle infrastrutture critiche e ai fornitori di servizi che sono obiettivi dei criminali informatici.

Attacchi informatici 2021: colpiti i settori food, carburante, sanità e trasporti.

  • JBS Foods – il più grande fornitore di carni al mondo – ha dovuto fermare i suoi stabilimenti in seguito ad un attacco ransomware. Il 31 Maggio 2021 l’attacco condotto dal gruppo hacker REvil ha mandato fuori uso i server di supporto ai sistemi IT del colosso, paralizando la produzione degli impianti.
  • Colonial Pipeline: nel Maggiio 2021 l’hacking della Colonial Pipeline ha portato alla carenza di carburante sulla costa orientale. La società ha ammesso di aver pagato più di $ 4,4 milioni in riscatto, anche se l’FBI ha affermato che sono stati richiesti riscatti per oltre $ 25 milioni. A confermare il pagamento è stato Joseph Blount, CEO Colonial Pipeline che distribuisce carburante lungo la costa orientale degli Stati Uniti. Il riscato è stato pagato per permettere la ripresa delle attività dell’oleodotto.
  • Sistema sanitario: recentemente sono state coplite le strutture sanitarie di San Diego, con la conseguente violazione dei dati sensibili (informazioni mediche dei pazienti). Un danno che ha chiesto un mese di tempo per essere risolto: le strutture di Scripps hanno iniziato a riacquistare la capacità di creare nuovi record digitali le scorse settimane. Anche il servizio sanitario irlandese è stato colpito, impiegando lo stesso sistema usato contro la Colonial Pipeline negli Usa. A dichiarare che si è trattato di un attacco orehestrato a livello internazionale è stato Paul Reid, il direttore del sistema sanitario dell’Irlanda.
  • Nel settore dei trasporti a New York è stato rilevato un attacco ransomware ai servizi del traghetto a Cape Cod, probabiomente parte di un furto i dati, mentre un gruppo hacker che si crede avere dei legami con la Cina, è penetrato nell’Aprile 2021 nei sistemi informatici della Metropolitan Transportation Authority, che trasporta milioni di persone ogni giorno.

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Campagne di spionaggio e hacking: Russia e USA

Campagne di spionaggio e hacking: mentre Microsoft avvisa che il gruppo APT Nobelium – il collettivo hacker legato all’intelligence russa – ha colpito ancora, un report dell’FSB avvisa che hacker stranieri hanno compromesso le agenzie federali russe in una campagna di spionaggio digitale che i funzionari russi hanno descritto come senza precedenti per portata e raffinatezza.

Il Cyber attacco Nobellium

Nella scorsa settimana Microsoft ha osservato un’ondata di attacchi informatici verso 150 diverse organizzazioni – tra agenzie governative e organizzazioni non governative – che ha preso di mira circa 3.000 account di posta elettronica. La maggior quota di attacchi è stata diretta verso gli Stati Uniti ma il numero delle vittime si è eseto sino a 24 diversi paesi. Un quarto delle organizzazioni coinvolte sono coinvolte in attività di sviluppo internazionale, umanitarie e per i diritti umani.

Gli attacchi – secondo gli esperti di sicurezza – sembrano fare parte di una campagna di raccolta informazioni presso le agenzie governative coinvolte nella politica estera. Microsoft – che continua a monitorare la situazione ha avvisato gli utenti di aumentare l’attenzione sulle partiche di sicurezza informatica – compreso l’utilizzo dell’autenticazione a più fattori, dell’antivirus – avvisando di non cliccare collegamenti sospetti nelle e-mail, a meno che non sia possibile confermare l’affidabilità per ridurre al minimo il rischio di phishing. Le Formiche evidenziano come l’attacco si sia svolto in vista del bilaterale Biden-Putin.

Il collettivo di hacker legato all’intelligence russa e già identificato da Washington come autore del maxi attacco dell’anno scorso contro SolarWinds, ha colpito ancora: nel mirino, questa volta è finita la U.S. Agency for International Development, l’ente della diplomazia statunitense che si occupa di sviluppo internazionale.

Le Formiche

FSB: il report sulle campagne di spionaggio

MOSCA (Reuters) – Hacker stranieri hanno compromesso le agenzie federali russe in una campagna di spionaggio digitale nel 2020 che i funzionari russi hanno descritto come senza precedenti per la sua portata. Nel rapporto – pubblicato il 13 maggio – si può leggere un’analisi abbastanza dettagliata su una presenuta operazione di spionaggio informatico da hacker di stato e diretta alla stato russo. Nessuna menzione viene fatta su chi potrebbe essere stato.

Il rapporto menzionava anche che gli hacker avevano utilizzato le strutture di archiviazione cloud delle principali aziende tecnologiche russe, Yandex e Mail.ru, per aiutare a esfiltrare i dati. Mail.ru ha affermato che il suo servizio cloud non è stato compromesso né utilizzato per distribuire malware durante gli hack. Yandex ha rifiutato di commentare.

USNews

Reuters riporta anche che il rapporto che è sembrato – a detta di molti – diretto ad un’audience russa: il rapporto è infatti arrivato in un momento in cui il Cremlino è sempre più sotto esame da parte degli Usa e non solo per l’hack di SolarWinds (che Mosca nega di aver compiuto) ma anche per le accuse secondo cui la Russia ospita consapevolmente criminali informatici in cerca di riscatto.

“Se questo rapporto è stato uno sforzo di segnalazione del governo russo a un servizio di intelligence occidentale – come molti hanno affermato – allora è stato un segnale molto sottile”, ha detto Soesanto a Reuters mercoledì.

Colonial-Pipeline-ransomware-andrea-biraghi

Colonial Pipeline: un ransomware da 4,4 milioni di dollari

Il Colonial Pipeline ha pagato un riscatto di 4,4 milioni di dollari agli autori del ransomware: il gruppo hacker DarkSide. A confermare il pagamento è stato Joseph Blount, CEO Colonial Pipeline che distribuisce carburante lungo la costa orientale degli Stati Uniti. Il riscato è stato pagato per permettere la ripresa delle attività dell’oleodotto.

L’attacco ai sistemi informatici dell’azienda è avvenuto ad inizio maggio quando la Colonial ha dovuto arrestare le sue attività e chiudere l’intera rete dopo il cyber attacco. Blount all’inizo era contrario al pagamento del riscatto, ma ha poi affermato di non avere scelta. “Pagare il riscatto è stata la cosa giusta da fare negli interessi del Paese” ha affermato il CEO durante un’intervista al Wall Street Journal. Non biosgna dimenticare che la società rappresenta una risorsa fondamentale nel settore delle infrastrutture energetiche degli USA.

Un cyber attacco ha arrestato la principale rete di oleodotti USA: venerdi 7 maggio 2021, dopo l’attacco informatico, il principale operatore statunitense di gasdotti Colonial Pipeline ha chiuso la sua intera rete. Colonial infatti, trasporta il 45% della fornitura di carburante della costa orientale, spostando 2,5 milioni di barili al giorno attraverso migliaia di miglia di oleodotti.

Andrea Biraghi – Cyber attacco arresta la principale rete di oledodotti USA, il Colonial Pipeline

Colonial Pipeline ransowmare: il reminder delle crescenti minacce informatiche alle infrastrutture critiche

L’attacco è un reminder delle crescenti minacce informatiche alle infrastrutture critiche e ai fornitori di servizi che sono obiettivi dei criminali informatici. E ora i media sono pieni di notizie sugli effetti a cascata dell’attacco ransomware sferrato contro Colonial Pipeline dalla banda di criminali informatici DarkSide.

L’attacco hacker al più grande oleodotto degli USA ha messo in crisi l’economia, la vita della gente (rimasta senza benzina) e l’immagine della presidenza Biden.

Panorama – Il caso della Colonial Pipeline

Leggi anche: L’importanza della Cyber Security nel settore marittimo

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Intelligenza artificiale come strategia di intelligence e l’accelerazione globale

Le applicazioni dell’intelligenza artificiale crescono senza sosta e viene utilizzata sempre più nell’intelligence per ordinare le vaste quantità di dati: in futuro però sarà molto di più di tutto questo, perchè la direzione è quella dell’estrazione di informazione di grande valore.

A livello globale ogni paese segue i suoi modelli, le sue priorità e le sue strategie con un uso pianificato dell’intelligenza artificiale, ma sebbene l’Europa abbia ha deciso di percorrere un percorso diverso dal resto del mondo che la vede pioniera della protezione dei dati personali, non è così per altri stati. Il piano dell’India è sostanzialmente diverso dall’EU per qaunto riguarda il consenso pubblico, facendo riferimento a “Con il consenso corretto e informato dei cittadini, questi dati resi anonimi possono essere condivisi ai fini dell’intelligenza artificiale e dell’analisi dei dati”. Le considerazioni etiche alla base della progettazione sono enfatizzate in Francia: “le considerazioni etiche devono essere pienamente prese in considerazione nello sviluppo di algoritmi di intelligenza artificiale” (France AI Plan, 2018).

Secondo lo studio di Brookings.edu che analizza le differenze nello sviluppo dei piani IA in 34 paesi, ogni piano nazionale richiede un’interpretazione e vengono identificate le seguenti aree: ricerca sull’intelligenza artificiale, dati sull’intelligenza artificiale, etica algoritmica, governance dell’IA e uso dell’IA nei servizi pubblici. Tuttavia i segnali diversi sono stati raggruppati in 4 categorie.

  1. Segnali tradizionali: viene fatta menzione dell’ammontare preciso dell’investimento effettuato nella ricerca sull’IA nel settore sanitario.
  2. Segnali di divulgazione involontaria: trasmettono informazioni vere, ma non inviate deliberatamente.
  3. Segnali opportunistici: non sono veri ma inviati deliberatamente. Un paese potrebbe dire che intende utilizzare l’intelligenza artificiale per i servizi pubblici, ma in realtà intende utilizzarlo per i sistemi basati sulla guerra.
  4. Segnali misti: trasmette involontariamente false informazioni: dichiarazione di utilizzo di dati pubblici anonimi nei sistemi di intelligenza artificiale, ma non riesce a farlo.

Leggi l’intera analisi: Analyzing artificial intelligence plans in 34 countries

L’impatto dell’Intelligenza artificiale sull’intelligence

Nle futuro si prevedono nuovi compiti per l’intelligenza artificiale che avranno un impatto significativo sulle analisi dell’intelligence, superando i limiti cognitivi umani. Inoltre l’intelligenza artificiale potrebbe aiutare ad abbinare l’analista giusto al compito giusto in modo che gli analisti possano lavorare sui loro punti di forza, consentendo al lavoro di essere svolto meglio e più rapidamente di prima. Ne parla Reuters, che riassume alcuni scenari, tra cui nuovi modelli che prevdono l’uso dell’IA su larga scala, l’apprendimento continuo e la convalida dei risultati che può essere eseguita durante la progettazione degli strumenti di intelligenza artificiale o la selezione dei dati di addestramento.

Leggi anche: Andrea Biraghi: intelligence per la sicurezza informatica nazionale

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Cyber attacco arresta la principale rete di oledodotti USA, il Colonial Pipeline

Un cyber attacco ha arrestato la principale rete di oleodotti USA: venerdi 7 maggio 2021, dopo l’attacco informatico, il principale operatore statunitense di gasdotti Colonial Pipeline ha chiuso la sua intera rete. Colonial infatti, trasporta il 45% della fornitura di carburante della costa orientale, spostando 2,5 milioni di barili al giorno attraverso migliaia di miglia di oleodotti.

Cyber Attacco USA: infrastrutture energetiche nella mira degli hacker

Secondo le fonti Bloomberg News ha riferito che l’attacco proveniva da un gruppo di criminali informatici chiamato DarkSide, che ha rubato una grande quantità di dati a partire dal giorno prima che Colonial interrompesse le sue operazioni.

Su Reuters invece si legge che l’attacco è stato causato da un ransomware, un tipo di malware progettato per bloccare i sistemi crittografando i dati e chiedendo il pagamento per riottenere l’accesso.

L’incidente è una delle operazioni di riscatto digitale più importanti mai segnalate all’infrastruttura energetica degli Stati Uniti. L’arresto prolungato di questa infrastruttura, inoltre, provocherebbe un aumento dei prezzi della benzina prima del picco della stagione di guida estiva.

“Questo è il più vicino possibile alla giugulare delle infrastrutture negli Stati Uniti”, ha affermato Amy Myers Jaffe, professore di ricerca e amministratore delegato del Climate Policy Lab. “Non è un gasdotto importante. È il gasdotto.”

Un attentato silenzioso e incruento, ma che ha colpito dritto al cuore le infrastrutture petrolifere statunitensi. Non sono ancora chiari i dettagli dell’attacco informatico che ha colpito la rete di oleodotti di Colonial Pipeline. Ma è già evidente che le conseguenze sono gravi. È stata messa ko una ragnatela di condutture di 8.850 chilometri, che garantisce quasi metà degli approvvigionamenti di carburanti della East Coast degli Stati Uniti

Il Sole 24 Ore – Cyber attacco costringe Colonial Pipeline a chiudere uno dei più grandi oleodotti Usa

La società ha dichiarato diaver chiuso i sistemi per contenere la minaccia, ma non ha fornito ulteriori dettagli, incaricando una società di sicurezza informatica per avviare un’indagine. Secondo fonti Reuters, la società di sicurezza informatica FireEye (FEYE.O) sarebbe stata coinvolta per rispondere all’attacco, ma non ci sono stati commenti da parte della società.

La maggior parte dei cyber attacchi sono diretti alle infrastrutture critiche e il cyber spazio ha assunto un ruolo primario nei nuovi scenari geopolitici internazionali. Quali sono i nuiovi scenari? Nemici da remoto che utilizzano armi come virus informatici, malware e programmi che alterano l’operabilità di un sistema o avviano uno spegnimento completo del sistema. Gli attacchi informatici saranno il nuovo campo di battaglia – invisibile, invisibile e imprevedibile – dove hacker di varie nazioni competeranno per distruggere economie e vite.

Andrea Biraghi
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Car Hacking: le minacce informatiche nel settore automotive

Minacce informatiche e Automotive. Mentre gli esperti di sicurezza canadesi avvertono dei rischi di pirateria informatica dei veicoli autonomi, i ricercatori di sicurezza Ralf-Philipp Weinmann di Kunnamon, Inc. e Benedikt Schmotzle di Comsecuris GmbH hanno mostrato alla conferenza CanSecWest, una vulnerabilità di sicurezza “remote zero-click” scoperta nell’Ottobre 2020, di un componente software open-source (ConnMan) utilizzato nelle automobili Tesla. Questo gli ha permesso di aprire le porte di una Tesla con un attacco remoto da un drone che trasportava un dongle Wi-Fi. Tuttavia si tratta di un vecchio bug, quindi – secondo i ricercatori – l’attacco non dovrebbe essere possibile oggi.

Sarebbe così possibile per un criminale sbloccare le porte e il bagagliaio dell’auto, cambiare la posizione dei sedili, sia le modalità di sterzo che di accelerazione, ma questo tip di attaccto non fornirebbe il controllo totale della guida. Chiamati “TBONE”, questi exploit sono stati originariamente scritti per il concorso PWN2OWN 2020, che è stato annullato a causa di COVID-19. Successivamente gli hacker hanno rivelato queste vulnerabilità a Tesla, che le ha patchate nell’aggiornamento 2020.44 alla fine di ottobre 2020.

Potrebbe sembrare fantascienza per molti ma anche senza accesso fisico al tuo veicolo, gli hacker possono prendere il controllo dell’automobile. I rischi della tecnologia cosi si moltiplicano al pari delle opportunità. I criminali informatici e il “cyberspionaggio” hanno iniziato da tempo a prendere di mira anche l’industria automotive con minacce informatiche per rubare dati e informazioni relative in special modo i veicoli a guida automatica o semiautomatica. Ma i rischi non si fermano qui.

Gli hacker possono accedere ai sistemi di un automobile con accesso da remoto senza la chiave, che secondo Upstream.auto ha rappresentato il 93% degli attacchi di furto nel 2020. Si aggiungono gli accessi tramite smarthphone, attacchi informatici tramite le porte dati USB e infine gli avanzati sistemi telematici di navigazione e localizzazione, che rendono le auto connesse bersagli attraenti per hacker, terroristi e stati-nazione.

Minacce informatiche e la supply chain del settore automotive

Gli esperti automotive canadesi invece non sembrano così tranquilli: nasce cosi un nuovo centro specializato, lo SHIELD Automotive Cybersecurity Centre of Excellence, che ha sede presso l’Università di Windsor. Il suo compito sarà distribuire le conoscenze sulla riduzione delle vulnerabilità cibernetiche all’interno delle automobili e dei loro componenti tra produttori, ricercatori e automobilisti, con l’intenzione di offrire servizi di consulenza e test alle piccole e medie imprese canadesi. Il messaggio è quello legato alla supply chain, considerando i tanti partner coivolti, dai produttori di componenti, agli assemblatori, agli operatori di rete, agli amministratori, ai gestori dei parcheggi e agli automobilisti.

L’obiettivo del nuovo centro è ridurre il rischio.

Mary Teresa Barra, della General Motors, ha affermato che proteggere le automobili da incidenti causati da attacchi informatici “è una questione di sicurezza pubblica”. Ma non è solo un problema di conformità alle normative ma di dettagliate analisi delle minacce alla sicurezza e alla privacy, di valutazione del rischio e trattamento del rischio, consideriamo non solo lo sviluppo iniziale dei progetti e dei prototipi ma anche l’intero ciclo di vita dello stesso prodotto.

Andrea Biraghi – Cyber Security e Cyber Spionaggio: le minacce nel settore automotive in Europa

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Guerra Informatica: obiettivi dell’hybrid warfare le infrastrutture critiche

Mentre la guerra informatica continua ad essere combattuta tra gli stati, continua anche la corsa della sicurezza informatica che ad oggi deve essere ritenuta responsabilità del paese nel suo complesso e non solo relativa ad un individuo o ad un’organizzazione.

Nel corso degli anni, abbiamo assistito a un’escalation nella serie di hacking sui servizi sanitari, le reti elettriche, le centrali nucleari e la nostra privacy. Le minacce non vengono solo da Cina, Russia, Corea del Nord o qualsiasi attore statale o non statale con l’intento di destabilizzare un paese. Le minacce informatiche, in continua evoluzione, mettono così anche a rischio le infrastrutture critiche che sono in definitiva veri e propri sistemi strategici, essenziali per una nazione.

…le vere vittime sono imprese, organizzazioni e cittadini, che ne subiscono gli effetti. Allo stesso tempo, si assottiglia la linea di separazione tra azioni statali e “semplice” criminalità informatica.

AgendaDigitale.eu – Cyberwar, i nuovi fronti da Microsoft Exchange alla disinformazione sui vaccini

Ma la maggior parte dei cyber attacchi sono diretti alle infrastrutture critiche e il cyber spazio ha assunto un ruolo primario nei nuovi scenari geopolitici internazionali. Quali sono i nuiovi scenari? Nemici da remoto che utilizzano armi come virus informatici, malware e programmi che alterano l’operabilità di un sistema o avviano uno spegnimento completo del sistema. Gli attacchi informatici saranno il nuovo campo di battaglia – invisibile, invisibile e imprevedibile – dove hacker di varie nazioni competeranno per distruggere economie e vite.

Guerra informatica: i nemici invisibili

Negli ultimi anni e con maggior frequenza negli ultimi mesi, si sta assistendo, oltre che allo cyber spionaggio, all’interruzione dei servizi essenziali specialmente in nazioni e aree dove vi sono oggi le maggiori tensioni e frizioni geopolitiche. E i cyber sabotaggi spesso sembrano avere nemici invisibili: nonostante infatti le accuse alla Russia da parte del Governo USA, rimane incerta l’attribuzione dell’attacco alla società SolarWinds

Gli eventi attuali dimostrano che le strategie e le tattiche di guerra informatica aggressiva sono già un luogo comune in tutto il mondo e per ciò e di conseguenza la Sicurezza nazionale deve migliorare in modo drastico la comprensione della tecnologia, delle leggi e dell’etica collegate agli attacchi e alle difese informatiche, pianificando un vero e propri piano in tutte le sue fasi. Il cyber spazio, diventato terreno quotidiano per moltissime operazioni, infatti è diventato terreno di scontro decisivo.

Andrea Biraghi – Cyber Warfare e Geopolitica del CyberSpazio

AgendaDigitale.eu parla dell’ultimo libro della giornalista americana Nicole Perlroth: This Is How They Tell Me The World Ends – pubblicato nel Febbraio 2021. Nicole Perlroth getta uno sguardo inquietante sulle strategie di cyber war in atto affermando che siamo vicinissimi, ad un “9/11 cyber Pearl Habor”: un Pearl Harbor cyber dell’11 settembre. La giornalista descrive così in dettaglio il mercato poco compreso per gli exploit zero-day, che i governi hanno segretamente pagato agli hacker milioni di dollari sperando di usarli prima che qualcuno risolva – o approfitti – dello stesso errore. Invece oggi…sono in mano a tutti.

Leggi anche: Cyber Attacchi alle infrastrutture critiche: gli obiettivi dell’hybrid warfare

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Le minacce informatiche evolute: il report Malware 2021 di MalwareBytes

Il report Malware 2021 di MalwareBytes riporta l’evoluzione delle minacce informatiche durante il 2020 fino ad arrivare ad oggi. Gli attori delle minacce hanno approfittato soprattutto della crisi e della paura dovute alla pandemia di Covid-19, riorganizzando i propri sistemi di attacco e pefezionando i loro ransomware.

Nonostante le misure prese per assicurare di essere protetti in ogni momento i nuovi attacchi hanno riguardato una serie di exploit informatici su larga scala.

Tra gli obiettivi dei cyber criminali quello di utilizzare la paura e la confusione dovute alla pandemia per fare nuove vittime, utilizzando campagne dannose e fraudolente di phishing. Tra le campagne: AveMaria, il Remote Access Trojan e AZORult, un malware pericoloso che ruba informazioni. I rilevamenti di malware nei computer aziendali Windows sono diminuiti complessivamente del 24%, ma i rilevamenti di HackTools e Spyware sono aumentati notevolmente, rispettivamente del 147% e del 24%.

Si sono osservati inoltre numerosi gruppi APT (Advanced Persistent Threat) sponsorizzati dallo stato con l’obiettivo di rubare informazioni. Sono aumentati invece gli attacchi brute force.

Le 10 maggiori categorie malware per il 2020 – Fonte MWB: State Of Malware Report 2021

Malware 2021: i punti principali del report di MalwareBytes

Quali sono i punti principali del report “State of Malware 2021”?

Il punto principale è che le tattiche dei criminali informatici sono cambiate ma questo non si può dire per le loro intenzioni.
Sebbene la quantità di malware di Windows rivolto alle imprese sia diminuita è un segno purtroppo che i cyber criminali hanno invece imparato a fare più danni con meno. Sono diminuiti gli attacchi Emotet e Trickbot.

Mentre gli attacchi diminuiscono in settori come quell sanitari, automotive e istruzioni, sono inevece aumentati del 1.055% i rilevamenti di app spyware e in aumento del 607% dei rilevamenti di malware nell’industria agricola.

Il cambiamento più inquietante è stato rilevato nell’uso degli Spyware, diventato strumnto oramai comune. Un campo sempre in pericolo è quello del lavoro da remoto, e MalwareBytes avvisa: è tempo di abbandonare le vecchie ed oboslete idee sulla sicurezza, pensando che i perimetri aziendali siano inviolabili.

Il 2021 potrebbe essere anche l’anno chiave per quanto riguarda i nuovi attacchi informatici di quinta generazione.

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I Cyber attacchi di quinta generazione: il 2021 anno chiave

I cyber attacchi di quinta generazione diventano sempre più sosfisticati: si va dallo spionaggio internazionale alle massicce violazioni delle informazioni personali alle interruzioni su larga scala di Internet.

Con la rapida digitalizzazione a causa della pandemia, il passaggio al server cloud, l’alto numero di smartphone connessi in rete e il passaggio al lavoro da remoto tutti noi diveniamo più vulnerabili. Nonostante le misure prese per assicurare di essere protetti in oggni momento i nuovi attacchi hanno riguardato una serie di exploit informatici su larga scala. Perhè molte aziende sono protette contro attacchi de seconda e terza generazione e la sicurezza informatica deve evolvere invece verso la quinta generazione per proteggere le aziende contro gli attacchi all’intera infrastruttura IT.

I cyber criminali si muovono sempre più rapidamente per infettare un gran numero di aziende e organizzazioni in vaste aree geografiche con mega-attacchi su larga scala. Le reti e i data center, i cloud e i dispositivi sono ancora esposti. Inoltre nonbiosgna dimenticare che la nuova implementazione delle reti mobile per il 5G offriranno velocità più elevate ma anche la possibilità ai criminali informatici di innescare attacchi informatici sempre più grandi. 

Lo sviluppo della tecnologia 5G e dell’Internet of Things aumenteranno le vulnerabilità degli utenti: si parla di attacchi informatici di quinta generazione su larga scala. Molte aziende però non sono ancora preparate contro attacchi di questo tipo: multi-dimensionali, multi-stadio, multi-vettore, polimorfici, in poche parole estremamente articolati.

Andrea Biraghi – Gli attacchi di quinta generazione

Come difendersi dai Cyber attacchi di quinta generazione

Ma cosa è un attacco di Quinta Generazione? Un attacco cibernetico estremanente pericoloso e a grande scala, progettato per infettare più componenti di un’infrastruttura informatica, comprese le reti, le macchine virtuali istanze cloud e i dispositivi endpoint. Un attacco di questo tipo è in grado di superare le barriere di difesa dei FireWall: primi esempi di questo tipo di tacchi sono stati NotPetya e WannaCry.

Andrea Biraghi

La cyber resilienza rimane un’alta priorità. Ci sono soluzioni attuali per difendersi dagli attacchi informatici del 2021? Le soluzioni di “quinta generazione” si basano sulla prevenzione in tempo reale, sulla gestione unificata dei rischi, sui continui aggiornamenti per evitare attacchi zeroday e l’utilizzo di Firewall con funzioni avanzate di nuova generazione (NGFW).

E’ necessaria l’attivazione di un’intelligence che copra tutte le superfici di attacco, inclusi cloud, dispositivi mobili, rete, endpoint e IoT.

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Intelligenza artificiale e sicurezza: saremo in grado di controllarla?

Intelligenza artificiale (IA) e sicurezza: una nuova ricerca afferma che l’uomo rischia di non essere in grado di controllare le future “macchine intelligenti” che non smettono mai di imparare.

Proprio per questo alcuni scienziati hanno evidenziato i potenziali pericolo dello sviluppo di software autonomi.

In uno studio pubblicato sul Journal of Artificial Intelligence Research Portal, l’autore Manuel Cebrain ha dichiarato:

“Una macchina super intelligente che controlla il mondo suona come fantascienza”

Journal of Artificial Intelligence – Manuel Cebrain

Questo perchè è appurato che ci sono già macchine che svolgono determinati compiti importanti in modo indipendente senza che i programmatori capiscano appieno come l’hanno imparato […], una situazione, questa, che a un certo punto potrebbe diventare incontrollabile e pericolosa per l’umanità.

E’ giusto quindi analizzarne con cura rischi e opportunità dell’IA, prendendosi forse più tempo di quel che si è prospettato.

Intelligenza artificiale e sicurezza: l’uomo prima di tutto

E’ pure vero che i grandi progressi fatti e applicati in un serie di campi sono utili a verificarne anche i benefici oltre che i rischi: non dobbiamo dmenticare che la tecnologia IA rappresenta un enorme opportunità per il nostro futuro e quello del pianeta.

Pensiamo solo al problema dell’identità digitale, contro le frodi e il crimine infrmatico o agli ultimi progressi compiuti contro la disinformazione grazie ad una nuova capacità dell’IA di distinguere le notizie reali dai complottismi.

Attraverso dei calcoli teorici, un team di scienziati tra cui quelli del Center for Humans and Machines del Max Planck Institute for Human Development, mostra però che non sarebbe possibile controllare un’IA superintelligente. Il problema starebbe nella prevenzione del danno: lo studio è stato impostato su 2 diversi metodi per controllare il software: uno per isolare il software da internet e il secondo attraverso la programmazione di un algortimo che gli impedisca di danneggiare in qualsiasi circostanza. Questo per arrestarla se considerata pericolosa.

Il primo metodo ha impedito alla tecnologia di svolgere le sue funzioni di base, ma, cosa preoccupante, sembra che non ci sia un algoritmo in grado di garantire una prevenzione dal danno. Ovvero, il problema del contenimento è incomputabile, cioè nessun singolo algoritmo può trovare una soluzione per determinare se un’IA produrrebbe danni al mondo.

Se nel primo caso si è impedito alla tecnologia di svolgere le sue funzioni di base, nel secondo sembra che non ci sia un algoritmo in grado di garantire una prevenzione dal danno. Tale algoritmo non può essere costruito.

“Se si suddivide il problema in regole di base dall’informatica teorica, si scopre che un algoritmo che comanda un’IA di non distruggere il mondo potrebbe inavvertitamente fermare le proprie operazioni. Se ciò accadesse, non saprei se l’algoritmo di contenimento sta ancora analizzando la minaccia o se si è fermato a contenere l’IA dannosa. In effetti, questo rende inutilizzabile l’algoritmo di contenimento”

Iyad Rahwan, direttore del Center for Humans and Machines – We wouldn’t be able to control superintelligent machines

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Intelligenza artificiale e identità digitale: la capacità di dimostrare davvero chi siamo

Identità digitale: se da un lato cresce la necessità di provare la propria identità per accedere ai servizi digitali, intelligenza artificiale, machine learning e reti neurali ci vengono incontro.

Tuttavia, nel cyberspazio, l’identità è tutt’ora più difficile da verificare a causa della mancanza di standard – che si rivelino affidabili – per non parlare della proliferazione di frodi di identità e falsificazione dei dati biometrici. Il crimine informatico ha quindi fatto emergere nuove problematiche circa il problema del furto dell’identità e ma anche nuovi implusi alla sicurezza informatica per nuove soluzioni per ripensare alla sicurezza dell’identità.

“L’identità può essere scambiata digitalmente tra utenti e fornitori di servizi in modo sicuro ed efficiente. L’autenticazione dell’identità è il primo passo verso la creazione di fiducia tra due parti nello spazio online e, in ultima analisi, “è alla base dell’intera economia digitale”.

Husayn Kassai, CEO of Onfido

Le nostre vite si stanno spostando nello spazio digitale. Acquisti online, servizi sanitari, online banking, senza dimenticare le interazioni sociali, ci fanno comprendere come l’indetità digitale diventi quindi un problema importante. La capacità di dimostrare davvero chi siamo è diventato un fattore cruciale per accedere ai vari servizi digitali, per abilitare le transazioni. Non c’è limite al suo utilizzo – si può parlare anche dei check-in aeroportuali o al voto online, o la dimostrazione di un test COVID-19.

Contemporaneamente devono essere tutelati gli aspetti informativi sulla privacy.

L’utilizzo dell’Identità digitale cresce anche in Italia come le soluzioni e le startup

In Italia la crescita delle identità SPID attive quest’anno rispetto allo scorso anno è del 140%.

“Nel 2020 il numero di identità SPID attive è più che raddoppiato, con circa 7,7 milioni di nuovi utenti in più rispetto ai 5,5 milioni censiti a fine 2019, e gli accessi mensili sono passati dai 6,3 milioni di gennaio ai 16,7 milioni di ottobre. Nonostante l’aumento, SPID copre appena il 22% della popolazione (e il 26% degli italiani maggiorenni), lontano dai livelli dei paesi europei più avanzati, come Olanda (79%), Svezia (78%), Norvegia (74%) e Finlandia (55%)”.

Giorgia Dragoni, Direttore dell’Osservatorio Digital Identity

Su EconomyUp si parla di 9 startup italiane che oggi stanno affrontando il problema dell’identità digitale con varie soluzioni. La lista è composta da: Biowetrics, Elysium, Floux, iProov, Keyless, Monokee e Vibre.

Le loro tecnologie variano dall’identificazione biometrica sicura senza password, riconoscimento facciale per i pagamenti contactless o algoritmi – come MindPrint – che consente l’autenticazione dell’utente tramite il segnale cerebrale, sfruttando tecnologie di AI.

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La minaccia della Disinformazione mediatica: a tutti gli effetti un ulteriore sfida della Cyber Security

La disinformazione mediatica è oggi delle sfide della Cyber Security: la manipolazione dei fatti e delle informazioni è anche al centro della nuova agenda translatantica Europa USA per il cambiamento globale.

L’obiettivo è quello di contrastare i poteri autoritari (Cina, Russia in primis) che cercano di sovvertire l’ordine democratico destabilizzando il ruolo delle istituzioni. Anche tramite attacchi cyber e disinformazione di Stato, che ad esempio stanno colpendo in questa fase i vaccini covid-19 e le strutture sanitarie.

AgendaDigitale.eu – Nuova alleanza UE-USA: il ruolo inedito della cybersecurity

Fake News, notizie false, informazioni inganevvoli, prontamente confezionate per influenzare l’opionone pubblica. Un fenomeno che in questi anni ha subito una crescita esponenziale e che mette a rischio la stessa informazione. Non manca chi da queste “bufale” trae profitto, per fare soldi in minor tempo possibile e sfruttandone tutti i meccanismi che stanno dietro.

Andrea Biraghi – L’informazione online è sotto minaccia.

La Commissione europea ha definito la disinformazione come “l’aggregato di informazioni false o ingannevoli che sono create, annunciate e divulgate, per trarre vantaggi economici o per plagiare intenzionalmente le persone, e che potrebbero causare un pericolo pubblico”.

La sfida va dunque accolta: per quanto Internet sia un importante mezzo di informazione e uno strumento in grado di cambiare le nostre vite permettendoci di comunicare più velocemente, biosgna ora pensare a strumenti che guidino gli utenti nella giungla delle informazioni. Allo stesso tempo sarebbe utile una maggiore consapevolezza del lato oscuro del web: per questo ancora più importnate è elaborare degli strumenti che aiutino le persone e che le metta in sicurezza.

Disinformazione mediatica e social

Nel 2019 Facebook si è dovuto tutelare per contrastare le interferenze da parte di Paesi stranieri nelle elezioni presidenziali USA 2020: eliminando account registrati in Russia e Iran. Gli account in questione erano accusati di creare meme e video deepfake anti-Trump. Il numero della loro diffusione è notevole: hanno raggiunto circa 265.000 accounts sui social network. Il numero dei profili chiusi: 78 account Facebook, 11 pagine, 29 gruppi e quattro account Instagram.

Andrea Biraghi – Fake News: l’informazione sotto minaccia

ComputerWeekly evidenzia come la regolamentazione dell’informazione su Internet e quindi anche sui social possa essere usata come pretesto per reprimere la libertà di parola. “Dovremmo essere molto cauti nell’usarlo eccessivamente come strumento”.

Crescono intanto nuove startup il cui obiettivo è fermare il flusso della disinformazione tra cui: Right of Reply, Astroscreen e Logically, che anche se non si definiscono società di sicurezza informatica in pratica è come se lo fossero. La sicurezza informatica non riguarda infatti solo le violazioni dei dati ma la loro integrità. Inoltre la manipolazione dell’informazione può minacciare la sicurezza nazionale per cui ecco perchè la questione dovrebbe essere al centro delle nostre difese informatiche.

Nelle previsioni di Avast Security si parla anche di DeepFake: già a Gennaio abbiamo visto che con le elezioni presidenziali degli Stati Uniti 2020 i deepfakes sarebbero stati sfruttati per tentare di screditare i candidati e inviare messaggi politici falsi agli elettori attraverso i social media

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Europa e USA: la cyber security nell’agenda translatantica dei cambiamenti globali

Europa e USA si stringono in un’alleanza che comprende anche la cooperazione in tema di cyber security.

L’agenda per il cambiamento globale (A new EU-US agenda for global change) nasce da una premessa di pace, progresso e prosperità collettivi. Soprattutto con l’obiettivo di contrastare i poteri autoritari che cercano di sovvertire l’ordine democratico. Tra le minacce transazionali, ibride e militari, quelle collegate all’estremismo violento, al terrorismo globale e la proliferazione di armi di distruzione di massa.

L’obiettivo è quello di contrastare i poteri autoritari (Cina, Russia in primis) che cercano di sovvertire l’ordine democratico destabilizzando il ruolo delle istituzioni. Anche tramite attacchi cyber e disinformazione di Stato, che ad esempio stanno colpendo in questa fase i vaccini covid-19 e le strutture sanitarie.

Agenda Digitale – Nuova alleanza UE-USA: il ruolo inedito della cybersecurity

Un ruolo più forte dell’UE nella difesa, andrà così anche a vantaggio della NATO, della cooperazione transatlantica, di un allineamento comune e del rafforzamento della autonomia strategica.

EU – USA: l’agenda per il cambiamento globale

Europa e Stati Uniti la cyber security nelle 4 macroaree di cooperazione

La cooperazione tra Europa e Stati Uniti si svolgerà su 4 macroaree: tecnologia e commercio, difesa della democrazia, salute e salvaguardia del pianeta.

La cyber security assume un ruolo centrale: ovvero affrontare il numero crescente di minacce che minano la sicurezza e la difesa delle nazioni e affrontare le sfide dei sistemi rivali di governance digitale.

In particolare la convergenza di opinioni sulla governance tecnologica segna un ulteriore passo nell’affrontare sfide comuni per gestire al meglio la trasformazione digitale.

Tra gli obiettivi: infrastrutture critiche, come 5G, 6G o asset di sicurezza informatica, essenziali per la sicurezza dell’economia e della società, sovranità e prosperità, ma anche dati, tecnologie e il ruolo delle piattaforme online. Non manca l’intenzione quindi di regolarizzare l’utlizzo delle tecnologie tramite un nuovo contensto normativo.

Leggi anche: Cyber Security: le sfide e le priorità del 2021 | Andrea Biraghi

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Cyber Security: le sfide e le priorità del 2021

Le sfide per la Cyber Security chiudono un anno difficile ma aprono un 2021 impegnativo.

Le priorità per il 2021 sono innanzitutto quelle di poter anticipare situazioni e attacchi con l’aiuto della Cyber Intelligence ma anche in una strategia di sicurezza completa nell’ambiente delle minacce di oggi richiede soluzioni che tengano conto sia della sicurezza fisica che di quella informatica, perché anche le minacce informatiche sono minacce fisiche. Pensando alla sicurezza cyber-fisica in modo unificato, si può investire in una tecnologia digitale avanzata che rende la loro rete e le loro strutture più sicure. [Preparing for physical and cyber security convergence by Andrea Biraghi]

Nel bene e nel male però la sicurezza informatica non sarà così diversa dall’anno che stiamo per lasciare – almeno in prima battuta – sebbene con l’introduzione di sistemi di intelligenza artificiale  le capacità di poter prevenire gli attacchi sono aumentate sino ad arrivare ad individuare l’85% degli attacchi e a ridurre fino a ad un quinto il numero di falsi positivi.

Nel panorama delle tendenze 2021 intanto emergono alcuni fattori destinati forse a divenire delle priorità già nei prossimi mesi.

Tra queste la sicurezza dei dispositivi Iot (Internet of Things), un numero crescente di attacchi che sfrutteranno l’Intelligenza Artificiale (AI) e il numero di attacchi sempre in aumento da parte di hacker sponsorizzati dallo Stato e il successivo aumento di spionaggio informatico.

La CyberSecurity e le sfide ad essa correlate si stanno evolvendo rapidamente, motivo per cui la Commissione europea ha adottato una serie di misure tra cui l’istituzione di un quadro legislativo globale: l’Internet Of Things pone nuove questioni in materia di sicurezza e minacce informatiche

Andrea Biraghi – Infrastrutture critiche e cybersecurity: le sfide alla sicurezza

Cyber Security: le sfide del 2021 e la vulnerabilità delle democrazie

Se le elezioni presidenziali americane hanno rivelato la vulnerabilità della democrazia americana rispetto agli attacchi cyber, gli USA hanno in programma una riforma sulle pratiche della privacy, ma anche e soprattutto struemnti con i queli combattere l’Hate Speech sulle piataforme social.

Controllo e sicurezza di internet come scrive AgendaDigitale fano parte del vecchio programma di Obama per una strategia nazionale per il Cyber Spazio. Ma non solo Stati Uniti, le stesse preoccupazioni ci sono anche in Europa. Questo perchè la maggior parte delle attività informatiche dannose è collegata alla criminalità informatica, anche se puntare alle elezioni non offre alcun vantaggio finanziario diretto. In ogni caso, nonostante i recenti miglioramenti, ciò rimane una sfida nel cyberspazio – questo restringe il cerchio a organizzazioni statali e terroristiche (escluso l’hacker solitario che con un impatto limitato). Per riassumere i tentativi di indebolire le democrazie potrebbero palesarsi in una paralisi politica, o lasciare spazio per la manovra di altri attori.

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Intelligenza artificiale e Cybersecurity

Intelligenza artificiale (IA) e CyberSecurity comunicano già su più livelli: l’utilizzo di tecnologie come l’IA e l’apprendimento automatico è diventato oramai essenziale per proteggere le organizzazioni da attori malintenzionati, che stanno sempre più veloci, migliorano e raffinano le loro tecniche di attacco per arrivare ai loro obiettivi.

“I criminali che sono là fuori, stanno anche usando AI e ML per migliorare la loro capacità di creare malware”.

Bob Turner, chief information security officer presso l’Università del Wisconsin, Madison, durante il Security Transformation Summit di Fortinet.

L’intelligenza artificiale è un’enorme opportunità per l’uomo e il pianeta e altrettanto lo è implementare i suoi strumenti e il ML, rispondendo meglio così agli attacchi in arrivo e ottenere informazioni chiave su dove potrebbero essere i prossimi obiettivi.

Sul fronte della guerra cibernetica, le tecnologie emergenti continuano a svolgere un ruolo chiave e l’intelligenza artificiale (AI) non fa eccezione.

I cyber criminali utilizzano l’intelligenza artificiale per decifrare le password più velocemente: gli attacchi di forza bruta possono essere accelerati utilizzando il deep learning e così via. Vien da sè comprendere che la sicurezza informatica ne farà un uso sempre più massiccio, sfruttandone la potenza.

L’IA compare nei software antivirus che identificano i programmi con comportamenti insoliti, scansionano le e-mail scoprendo i tentativi di phishing e automatizzano l’analisi del sistema o dei dati di rete per garantire un monitoraggio continuo. Ciò nonostante tra molti giovani c’è una parte di preoccupazione per i mezzi di automazione, prcependoli come una minaccia per la sicurezza del lavoro. Come se analizzare e migliorare la sicurezza informatica non potesse essere più un problema a misura d’uomo.

“La preoccupazione per l’automazione tra i giovani professionisti della sicurezza informatica ci ha sorpreso. Nel tentativo di comprendere questo sentimento, potremmo in parte attribuirlo alla mancanza di formazione sul posto di lavoro utilizzando la tecnologia di automazione”.

Samantha Humphries, stratega della sicurezza presso Exabeam

Leggi anche: Intelligenza Artificiale quali rischi e quali opportunità?

Le dimensioni tra Intelligenza artificiale e Cybersecurity

Come avviene applicata l’IA nell’informatica? Normalmente vi sono due tipi di principale utilizzo:

  1. Utilizzo Offensivo da parte dei criminali informatici, per realizzare frodi o furti di idnetità, attacchi di phishing più credibili, oppure anche per sviluppare nuovo malware.
  2. Uso Difensivo: contro gli attacchi informatici, creando grandi quantità di infromazioni per identificare modelli ed anomalie

L’intelligenza artificiale e l’apprendimento automatico (ML) sono diventate tecnologie critiche nella sicurezza delle informazioni. La loro capacità va dal poter analizzare rapidamente milioni di eventi e identificare molti diversi tipi di minacce, al malware che sfrutta le vulnerabilità zero-day e all’identificazione di comportamenti rischiosi che potrebbero portare a un phishing attacco o download di codice dannoso.

Come l’uomo possono apprendere o “attingere” dal passato per identificare ora nuovi tipi di attacchi.

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La nuova fondazione per la cyber sicurezza e la cyber difesa italiana

Si chiamerà Istituto italiano di Cybersicurezza (IIC) la nuova fondazione per la cyber difesa e la cyber sicurezza italiana. La nuova fondazione sarà coordinata dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte e dall’intelligence.

Intanto le testate inziano a riportare fatti, numeri: mentre dell’ICC si palra nell’articolo 96 della bozza della Legge di bilancio, in cui si annuncia la sua costituzione.

Membri della fondazione, come si legge su Formiche.net sono i ministri del Cisr (Comitato interministeriale per la Sicurezza della Repubblica) e il ministro dell’Università e della ricerca Gaetano Manfredi, si avvarrà del coordinamento del Dis (Dipartimento informazioni e sicurezza).

Tra le finalità quella di “promuovere e sostenere l’accrescimento delle competenze e delle capacità tecnologiche, industriali e scientifiche nazionali nel campo della sicurezza cibernetica e della protezione informatica”. 

– promuovere e sostenere l’accrescimento delle competenze e delle capacità tecnologiche, industriali e scientifiche nazionali nel campo della sicurezza cibernetica e della protezione informatica

– favorire lo sviluppo della digitalizzazione del Paese, del sistema produttivo e delle pubbliche amministrazioni in una cornice di sicurezza

– conseguimento dell’autonomia, nazionale ed europea, riguardo a prodotti e processi informatici di rilevanza strategica, a tutela dell’interesse della sicurezza nazionale nel settore.

Le finalità dell’Istituto italiano di Cybersicurezza (IIC)

Quali saranno invece i suoi compiti?

I compiti dell’Istituto italiano di Cybersicurezza

I compiti dell’IIC sono riportati sempre nella bozza di legge:

– elaborazione e sviluppo delle “iniziative e progetti di innovazione tecnologica e programmi di ricerca riguardanti la sicurezza delle reti, dei sistemi e dei programmi informatici e dell’espletamento dei servizi informatici, in coerenza con la strategia nazionale di sicurezza cibernetica”

– supporto delle istituzioni che si stanno occupando “della protezione cibernetica e della sicurezza informatica, anche ai fini della partecipazione alla definizione degli standard internazionali nel settore”

– cybersecurity awareness, ovvero la consapevolzza “dei rischi informatici presso le istituzioni, le imprese e gli altri utenti di prodotti e servizi informatici”.

Cyber sicurezza e difesa e 5G

La Fondazione di occuperà anche di 5G in fase soprattutto di monitoraggio per mettere in sicurezza la rete ed evitare così intrusioni esterne attraverso il Perimetro di sicurezza nazionale cibernetica.

“L’Icc potrà cooperare con le strutture del perimetro cibernetico – spiega Giustozzi, Corrado Giustozzi, esperto di sicurezza cibernetica del CERT-AGID e già componente dell’Advisory Group dell’Agenzia Europea per la cybersecurity (Enisa) – senza dare regole ma indirizzando gli organi tecnici, le scelte tecnologiche nel settore, specie nel 5G, offrire supporto e vigilanza”.

Leggi anche: Andrea Biraghi – Internet of things: la tecnologia estende internet ad oggetti e spazio

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La Sicurezza dei satelliti e dei network della difesa

La sicurezza dei satelliti e le loro vulnerabilità sono legate attualmente ad una delle più grandi minacce globali di questo secolo.

La frontiera dello spazio, a sua volta, è la nuova e moderna frontiera per la Cyber Security a livello globale. Per quale motivo? Il ritmo vertigionso con cui avanzano le capacità di sicurezza informatica e di guerra informatica di diverse nazioni e attori non statali rappresenta una sfida enorme per i proprietari delle risorse spaziali in orbita. Oltre a questo la Cina, nel 2021, avrà un’intensa attività di lancio di satelliti per la rete spaziale a supporto dello IoT – 80 satelliti nello spazio per completare la rete, in tre fasi, intorno al 2023. L’IoT spaziale avrà un’ampia copertura e consentirà una facile connessione in tutte le condizioni atmosferiche e in molteplici campi. 

Prendere il controllo di un satellite da parte di elementi anomali potrebbe avere conseguenze disastrose.

L’aeronautica americana nell’aprile di quest’anno ha organizzato un hackathon per testare le vulnerabilità dei suoi satelliti militari in orbita. I ricercatori di sicurezza informatica hanno condiviso uno degli utlimi dettagli della Conferenza Black Hat USA 2020, e spiegano come sia possibile – tramite semplici apparecciature del valore di 300 dollari – intercettare il traffico Internet via satellite per curiosare nei dati.

Leggi i dettagli della ricerca di James Pavur, Studente di Computer Science della Oxford University – Andrea Biraghi, Intercettazioni satellitari: le minacce ai protocolli di comunicazione.

Sicurezza dei satelliti e dello spazio

Le economie dei governi di tutto il mondo fanno sempre più affidamento su infrastrutture dipendenti dallo spazio; si è quindi aperta una nuova frontiera per la sicurezza informatica.

In settori come i trasporti e la logistica, i dati sulla posizione vengono registrati regolarmente in tempo reale dai satelliti GPS e inviati ai back office consentendo ai team di monitorare i conducenti e le risorse. Le organizzazioni che hanno avamposti remoti o navi oceaniche ovviamente non possono connettersi online tramite una rete mobile o via cavo, devono invece utilizzare i satelliti per le comunicazioni. Inoltre, i satelliti memorizzano le informazioni sensibili che raccolgono da soli, che potrebbero includere immagini di installazioni militari riservate o infrastrutture critiche. Tutti questi dati sono obiettivi interessanti per vari tipi di criminali informatici.

La continua proliferazione dell’esplorazione spaziale non farà che aumentare la portata del nostro ambiente connesso. Dato l’elevato valore dei dati memorizzati sui satelliti e altri sistemi spaziali, sono bersagli potenzialmente interessanti per chiunque voglia sfruttare questa situazione per realizzare un profitto illegale. Sebbene risiedere nel vuoto dello spazio profondo li renda meno vulnerabili agli attacchi fisici, i sistemi spaziali sono ancora controllati da computer a terra. Ciò significa che possono essere infettati proprio come qualsiasi altro sistema informatico più vicino a noi. Gli aggressori non devono nemmeno essere hacker provenienti esclusivamente da nazioni che trattano o lavorano con lo “spazio”, così come non hanno nemmeno bisogno di avere accesso fisico diretto ai sistemi di controllo appartenenti a organizzazioni come NASA, ESA o Roscosmos. In un mondo così interconnesso, hanno tempi facili.

Continua a leggere su Andrea Biraghi Blog – La sicurezza nello spazio: la nuova frontiera per la CyberSecurity

Articolo tratto da Longitude 109 – Looking for space Security, Andrea Biraghi.

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Perimetro di sicurezza nazionale cibernetica: i primi importanti passi

Il 5 Novembre 2020 entrerà in vigore il nuovo regolamento che riguarda il perimetro di sicurezza nazionale cibernetica: il provvedimento pone le basi per inserire l’Italia tra i paesi europei all’avanguardia per quanto riguarda il tema della Cyber Security. L’obiettivo è quello di difendere gli interessi vitali dell’Italia alzando il livello di protezione sui servizi fondmentali da cui dipende.

Il perimetro di sicurezza nazionale cibernetica

La prima fase di attuazione del perimetro Cyber

Il Decreto del Presidente del Consiglio dei ministri (DPCM) 30 luglio 2020, n. 131, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale il 31 Ottobre, è la prima fase di attuazione del perimetro Cyber, ovvero uno “scudo difensivo” contro gli attacchi dei criminali informatici.

L’emergenza causata dal Covid-19 “ha amplificato gli attacchi informatici portati da cybercriminali su determinati obiettivi” tanto che i Security Operation Centre di Leonardo a Chieti e a Bristol hanno contato, tra febbraio e aprile, oltre 230.000 campagne malevole a tema ‘Coronavirus’ nel mondo, di cui il 6% verso l’Italia

Coronavirus, Leonardo rileva 230mila cyber attacchi nel mondo, 6% verso Italia – Fonte: AdnKronos

Nel decreto sono individuati i soggetti che svolgono funzioni essenziali per lo Stato all’interno dei settori di competenza.

Al fine di assicurare un livello elevato di sicurezza delle reti, dei sistemi informativi e dei servizi informatici delle amministrazioni pubbliche, degli enti e degli operatori nazionali, pubblici e privati, da cui dipende l’esercizio di una funzione essenziale dello Stato, ovvero la prestazione di un servizio essenziale per il mantenimento di attività civili, sociali o economiche fondamentali per gli interessi dello Stato e dal cui malfunzionamento, interruzione, anche parziali, ovvero utilizzo improprio, possa derivare un pregiudizio per la sicurezza nazionale, è istituito il perimetro di sicurezza nazionale cibernetica”.

Perimetro di sicurezza nazionale cibernetica: i soggetti

Oggetto del provvedimento sono la massiva diffusione delle nuove tecnologie e l’istantanea fruibilità a livello globale di notizie e dati, le crescenti attività ostili di diversa matrice nel dominio cibernetico, la moltiplicazione dei vettori di minaccia e il cyber terrorismo.

La decisione di adottare misure strategiche si è resa non solo necessaria ma obbligatoria per contribuire ad incrementare il livello di sicurezza nazionale e insieme alla Direttiva NIS quello dell’Unione europea.

Nel decreto sono individuati i soggetti che svolgono funzioni essenziali per lo Stato all’interno dei settori di competenza: interno, difesa, spazio e aerospazio energia, telecomunicazioni, economia e finanza, trasporti, servizi digitali, tecnologie critiche e enti previdenziali/lavoro. Per individuare i soggetti da includere nel perimetro, le amministrazioni predispongono una lista di soggetti – comprendono ed identificando funzioni e servizi – e la trasmettono al CISR tecnico.

Vengono inoltre individuati i compiti del Centro di valutazione e certificazione nazionale (CVCN), istituito un Centro di valutazione (CEVA) – presso il Ministero dell’interno – vengono determinati gli obblighi per operatori e fornitori e le sanzioi per i casi di violazione.

Il Presidente del Consiglio – su deliberazione del CISR) – può disporre la disattivazione, totale o parziale, di uno o più apparati o prodotti impiegati nelle reti, nei sistemi o per l’espletamento dei servizi interessati, comunicando le misure disposte – entro 30 giorni – il Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica (Copasir).

attacchi-informatici

Attacchi informatici alle infrastrutture: le nuove strategie del gruppo hacker russo Energetic Bear

Il gruppo di hacker, Energetic Bear, tra i più furtivi della Russia, autore di numerosi attacchi informatici alle infrastrutture critiche, sembra che sta gettando una vasta rete per trovare obiettivi utili prima delle elezioni USA. Gli esperti di intelligence e sicurezza hanno confermato che gli attacchi alle infrastrutture potrebbero essere mirati al furto di dati con l’obiettico di intaccare la fiducia nelle istituzioni.

L’allerta dell’Fbi parla di minacce avanzate da parte di hacker di stato per compromettere gli obiettivi del governo degli Stati Uniti.

Gli hacker di stato russi

Gli attori delle minacce stanno impiegando nuovi TTP per aiutare a raggiungere i loro obiettivi di lunga data di sopravvivenza del regime, accelerazione economica, superiorità militare, operazioni di informazione e spionaggio informatico.

Andrea Biraghi – Gli Hacker di Stato e gruppi ransomware raffinano le tattiche per infliggere più danni nel 2021

Gli hacker russi hanno iniziato a muoversi da Settembre, quando gli hacker statali russi hanno iniziato a aggirarsi intorno a decine di sistemi informatici statali e locali americani.

Attacchi informatici: le analisi degli attacchi del gruppo APT russo

Christopher C. Krebs, il direttore della Cybersecurity and Infrastructure Security Agency, che ha emesso l’avviso insieme con l’F.B.I., ha affermato che il gruppo sta cercando di eseguire una scansione delle vulnerabilità. Un atto preparatorio per garantirsi l’accesso al momento del bisogno. Non avendo quindi le prove che il gruppo possa compromettere l’integrità dei dati elettorali, l’intelligence crede che il loro obiettivo possa essere quello di mantenere dei punti d’appoggio nelle reti informatiche statunitensi.

‘Gli attacchi e le intrusioni del settembre 2020 hanno preso di mira stati e contee, sollevando preoccupazione.

Il gruppo Energetic Bear ha violato in passato negli ultimi cinque anni ha violato la rete elettrica, gli impianti di trattamento delle acque e persino le centrali nucleari, tra cui una in Kansas. Ha violato inoltre i sistemi Wi-Fi all’aeroporto internazionale di San Francisco e almeno altri due aeroporti della costa occidentale nel mese di marzo.

L’ALERT di Fbi e della Cybersecurity and Infrastructure Security Agency, riporta l’analsi degli attacchi.

Il gruppo APT sponsorizzato dalla Russia sta ottenendo le credenziali dell’utente e dell’amministratore per stabilire l’accesso iniziale, consentire il movimento laterale una volta all’interno della rete e individuare risorse di alto valore per estrarre i dati. In almeno un compromesso, l’attore APT ha attraversato lateralmente una rete vittima SLTT e ha avuto accesso a documenti relativi a:

Configurazioni di rete sensibili e password.

Procedure operative standard (SOP), come la registrazione all’autenticazione a più fattori (MFA).

Istruzioni IT, come la richiesta di reimpostazione della password.

Fornitori e informazioni sugli acquisti.

Stampa di badge di accesso.

Alert (AA20-296A)

Leggi anche:

Andrea Biraghi – Gli Hacker di Stato e gruppi ransomware raffinano le tattiche per infliggere più danni nel 2021,

La Cyberwar nel 2020: cyber sabotaggi e nemici invisibili.


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Cybersecurity: dispositivi medici, reti IT medicali e sanità digitale

La cybersecurity dei dispositivi medici e delle reti IT medicali è sempre più importante in quanto i dati e le informazioni sui cittadini rappresentano oggi una nuova ed estesa superficie d’attacco per i gruppi di criminal hackers. Il settore sanitario è in effetti uno dei settori più critici a riguardo – costituendo parte dell’infrastruttura nazionale critica – ove la sicureza delle reti e dei dispositivi risulta ora cruciale per garantire la continuità dei servizi.

Tenendo a mente gli attacchi a livello di stato-nazione, bisogna oggi chiedersi se questi stessi aggressori – che prendono di mira dispositivi e reti per entrare nelle organizzazioni e fare spionaggio industriale – stanno oggi esplorando i dispositivi medici come un modo per inibire la nostra risposta medica in caso di emergenza.

Un importante contributo per comprendere la situazione sanitaria in materia di sicurezza informatica lo ha dato il rapporto Clusit 2019: il settore sanitario è, ogni giorno, sempre più bersagliato a livello globale. Una carenza che nel breve e nel lungo termine rappresenta un serio problema.

Cybersecurity: dispositivi medici e tecnologia IoT

Come scrive Agenda Digitale, secondo l’Agenzia europea per la sicurezza delle reti e dell’informazione (ENISA), quando i componenti di Internet of Things (IoT) supportano le funzioni principali degli ospedali – smart hospitals – la sicurezza delle reti e dei sistemi informativi diventano automaticamente questioni critiche.

Questi dispositivi medici in rete e altre tecnologie mobili per la salute (mHealth) sono un’arma a doppio taglio: hanno il potenziale per svolgere un ruolo di trasformazione nell’assistenza sanitaria, ma allo stesso tempo possono diventare un veicolo che espone i pazienti e gli operatori sanitari alla sicurezza e rischi per la sicurezza informatica come violazioni, malware e vulnerabilità ad accessi non autorizzati. I problemi di sicurezza del paziente – lesioni o morte – legati alle vulnerabilità di sicurezza dei dispositivi medici collegati in rete sono una preoccupazione fondamentale; dispositivi medici compromessi potrebbero anche essere utilizzati per attaccare altre parti della rete di un’organizzazione.

Andrea Biraghi – Convergenza tra sicurezza informatica e fisica: nuova efficienza ed efficacia

Tra le vulnerabilità più sfruttate vi sono gli aggiornamenti non protetti – o implementati in modo errato – del firmware: quindi non crittografati, senza controllo sulla loro integrità, o assenza di metadatai che trasemttono informazioni sulla versione. Christopher Gates parla di tutte le vulnerabilità in un’intervista rilasciata a HelpNetSecurity, dal titolo “How to build up cybersecurity for medical devices”.

Compito del software è soddisfare dei criteri base di sicurezza ed efficacia, senza causare rischi inaccettabili. Il software, che è parte integrante del dispositivo medico, deve essere così incluso nel piano di gestione del rischio, assciurandosi che sia stato sviluppato secondo le regole.

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Preparing for physical and cyber security convergence by Andrea Biraghi

“Preparing for physical and cyber security convergence“, Issue 8, scritto da Andrea Biraghi per Longitude, Ottobre 2020.

A comprehensive security strategy in today’s threat environment calls for solutions that take both physical and cyber-security into account, because cyber threats are physical threats too. By thinking of cyber-physical security in a unified way, leaders can invest in advanced digital technology making their network and facilities safer.

Cyber & Physical security Convergence

The physical, real world is becoming more and more saturated with objects that have a computational capacity and that communicate with the network, with each other or with users / citizens. Virtually everything, in the near future, will be interconnected and will have to collect information, make autonomous decisions and respond to predefined stirrings.

In this technology-rich scenario, the components of the real world interact with the cyberspace through sensors, computers, communication systems, quickly leading us towards what has been called the Cyber-Physical World (CPW ) convergence. Flows of information are continuously exchanged between the physical and cyber world, adapting this converged world to human behavior and social dynamics. Eventually, humans remain at the center of this world, since information relating to the context in which they operate is the key element in adapting CPW applications and services. On the other hand, a wave of (human) social networks and structures are now the protagonists of a new way of communicating and computing paradigms.

Concerning this limitless world and linked scenarios, it is important to delve deeper into some of the security issues, challenges and opportunities, because physical security is increasingly looped to cyber security.

Physical and cyber security convergence and the Internet of things

Preparing for physical and cyber security convergence

By 2020 there will be more than 230 billion active intelligent objects (known as IoT – Internet of Things), 24.4 billion of them will be directly connected to the net- work; each of us is already completely immersed in a technological landscape on which we depend for many elementary actions during the day: for example the car navigator system to move around, the mobile phone or applications to order online shopping and so on.

However, people hardly stop to reflect on the fact that there are also many other elements of their life that absolutely depend on the cyber world. Just to give a few examples in the world of transport, almost all the newly built subways, high-speed trains, aircraft landings in conditions of poor visibility, are all governed by computers that manage the systems to which they are dedicated in an absolutely “human less” way. The subways are therefore “driver less”, the train driver is present only to manage emergencies, in the airplanes the landing with fog is managed by a ground-based automatic system that communicates with the control systems of the plane allowing it to land even without seeing the runway.

We can therefore easily understand the tricky correlation between cyber and physical security of passengers. If someone had the ability to violate any of these systems it could cause damage to human life, thus instantly short-circuiting the cyber and physical world. It is only a first example of how the two realities have now collapsed into a new single universe.

Cyber Security and OT and IT Convergence

Now shift your attention to healthcare, which by technological advances, has allowed us to increase average life expectancy all over the world, not only thanks to drugs but also to electronic devices. Pacemakers and implanted defibrillators that inform doctors in real time about the behavior of your heart and that react to every problem by stimulating the muscle to restart or change pace, all these devices communicate continuously from inside your body with a small box on the outside, in turn connected with the doctor who is treating you. These networked medical devices and other mobile health (mHealth) technologies are a double-edged sword: they have the potential to play a transformational role in health care but at the same time they can become a vehicle that exposes patients and health care providers to safety and cybersecurity risks such as being hacked, being infected with malware and being vulnerable to unauthorized access.

Patient safety issues – injury or death – related to networked medical device security vulnerabilities are a critical concern; compromised medical devices also could be used to attack other portions of an organization’s network.

Cyber Attacks on Critical Infrastructure: the virtual warfare

As a further risk scenario for citizens, it is worth analyzing the so-called “essential services” such as water, electricity, gas, which are vital for daily life. All networks that allow your home to receive its own water, electricity and gas, are automatic systems, consisting of sensors, actuators and computers that allow to manage and regulate the flow, pressure, voltage to give everyone an efficient and continuous service. However, the fact that these networks are spread throughout the territory and therefore are so extensive, exposes them to possible attacks that have the purpose of in- terrupting the public service. The temporary lack of light isn’t just a “nuisance” it could involve a real risk to human life. The lack of home heating gas in a northern European nation could easily entail a real risk of hypothermia.

As there is a history of cyber security and virtual warfare becoming real war, with real impact on human life, it may be interesting to report some examples of what really happened (and continues to happen) in the world of critical infrastructures.

In 2005, with the attack, allegedly performed by the United States and Israel, on Iranian nuclear power plants, on centrifuges aimed to enrich uranium in order to develop an atomic bomb, we discovered that even infrastructure considered unassailable from the point of view of cyber security, namely nuclear power plants, were absolutely exposed to attacks. This sabo- tage took place through a malware called Stuxnet and it has been the most advanced used on nuclear infrastructure so far. The malware infected the systems that run the spinning machines and modified the rotation of speed of centrifuges continuously. This compromised the enrichment process and caused severe damage to the plant, with the centrifuges spinning at enormous speed and suddenly slamming on the brakes. The primary intention of the attackers was to slow down Tehran’s nuclear program by destroying the plant, possibly to gain time to complete diplomatic negotiations.

The attackers decided to limit the hit only to the centrifuges, but potentially they could have decided to raise the level of the attack to the total destruction of the nuclear plant.

Don’t make the mistake of thinking that this is something that could have only happened in the past, assuming that today’s cyber security systems allow to fully guarantee the functioning and protection of networks. The reality is that while on one hand the level of cyber protection is now much higher, on the other hand, the refinement of the attacks has also grown ex- ponentially, forcing a security escalation that seems to never end.

Today, for example, Israel turns out to be one of the most attacked nations. By attacking Israeli critical infrastructures, cyber terrorism wants to strike at Jewish citizens and therefore through cyber attacks to threaten real, physical life using this as a lever for geopolitical reasons. Israel is attacked 1,000 times a minute by cyber-terrorists who are largely targeting the country’s infrastructure: water, electricity, communications, and other important services. While the hackers have so far failed to mount a meaningful attack on major systems that might leave Israelis without power, there’s no guarantee it can’t happen in the future.

In fact, the odds are with the cyber-terrorists, at least as far as the Israeli Electric Company (IEC) is concerned, because the company is subject to be- tween 10,000 and 20,000 cyber-attacks each day.

The IEC is treating these attacks as a security emergency, with a 24/7 deployment of top security staff, military-style strategies to outwit, thwart, or fight back against attackers, in order to ensure that attacks do not disable the IEC’s ability to keep the energy flowing.

Cyber security convergence: integrated electronic-cyber warfare is crucial

A cyber-war can inflict the same type of damage as a conventional war. If you want to hit a country severely you hit its power and water supplies. Cyber technology can do this without firing a single bullet. Cybersecurity in this case, is not about saving information or data, it’s about securing the different life systems regulated by computers. It is useful, here, to recall that NATO itself between 2014 and 2016 brought the domains of operations from 4 (land, air, sea, space) to 5, adding the cyber battlefield. It is proof that today cyber-protection cannot be ignored in the safeguard of nations because of the repercussions for the health and safety of citizens.

NATO also reached this decision following the campaign of attacks in Estonia, when in April and May 2007, it became the target of several coordinated cyber attacks. Over a three-week period, government and parliamentary portals, ministries, news outlets, internet service providers, major banks, and small businesses were all targeted, predominantly by a Distributed Denial of Service (DDoS). The offensive coincided with the Estonian government’s decision to relocate the ‘Bronze Soldier Memorial’ in Tallinn, which led to significant civil disturbance in both Estonia and Rus- sia. The vast majority of malicious network traffic was of Russian-language origin and seemed politically motivated. The Russian government denied any involvement, however, the cyber attacks were accompanied by hostile political rhetoric by Russian officials, unfriendly economic measures, and refusal to cooperate with the Estonian investigation in the aftermath of the attacks, all of which likely to have encouraged the perpetrators. The attacks caused some disruption and economic cost to Estonia, but more importantly, they exposed Estonia’s vulnerabilities, and demonstrated the potential of cyber war to cause lasting damage if intended.

Following these attacks, Jaap de Hoop Scheffer, NATO Secretary General (2004-2009), declared:

“These cyber attacks have a security dimension without any doubt and that is the reason that NATO expertise was sent to Estonia to see what can and should be done. […] Does this have a security implication? Yes, it does have a security implication. Is it relevant for NATO? Yes, it is relevant for NATO. It is a subject which I am afraid will stay on the political agenda in the times to come.”

Jaap de Hoop Scheffer, NATO Secretary General

We can only confirm that the Secretary General was absolutely right and today more than ever the issue of cyber security is one of the top priorities for every government, not only for the economic aspects related to financial fraud or the theft of intellectual property that impoverishes a state, but above all because the digitalization of all critical infrastructures and the ubiquitous diffusion of objects connected to the network exponentially increases the potential surface exposed to cyber attacks that can easily have repercussions and impact on the very life of their citizens.

To conclude, we are much more interconnected, we have many more services and “comforts” thanks to the spread of digital technology, but at the same time we are much less safe.

You may be interested to read:

Building up business agility, Longitude, Issue #106, by Andrea Biraghi. Post Covid-19 disruption knocks companies for transformation. That puts CEOs in pressure to take initiatives for leading the age. Envisioning organization requires hard-core decisions as it is all about the business reinvention.

Come costruire una vera agilità aziendale | Andrea Biraghi: sfide e opportunità post Covid

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Internet of things: la tecnologia estende internet ad oggetti e spazio

Internet of Things (IoT): tecnologia e innovazione hanno esteso internet ad oggetti e luoghi reali. Ora le cose che si trovano intorno a noi possono interagire con il mondo circostante, reperendo e trasferendo informazioni tra rete internet e mondo reale.

Per funzionare però è indispensabile che la gran mole di dati, da processare raccogliere e analizzare, sia disponibile in tempo reale: in questo caso la tecnologia 5G – quinta generazione degli standard per le connessioni mobile – è in grado di supportare connessioni ad altissima velocità in tempi piuttosto bassi, permettendo la connessione di un numero molto più elevato di dispositivi.

Ecco perchè la Cina, nel 2021, avrà un’intensa attività di lancio di satelliti per la rete spaziale a supporto dello IoT – 80 satelliti nello spazio per completare la rete, in tre fasi, intorno al 2023. L’IoT spaziale avrà un’ampia copertura e consentirà una facile connessione in tutte le condizioni atmosferiche e in molteplici campi. 

Internet of Things

Non solo, l’Internet delle cose sta cambiando la scienza e la medicina, nella quale la tecnologia si sta dimostrando un driver importante. Una mole enorme di dati – big data – vengono trasformati dall’intelligenza artificiale in informazioni utili – per diagnosticare e prevenire – in molti settori tra cui quello medico.E nel settore medico i dispostivi IoT possono fare meglio degli umani, estendendosi anche alla sala operatoria ed utilizzati per interventi chirurgici.

Per funzionare però è indispensabile che la gran mole di dati, da processare raccogliere e analizzare, sia disponibile in tempo reale: in questo caso la tecnologia 5G – quinta generazione degli standard per le connessioni mobile – è in grado di supportare connessioni ad altissima velocità in tempi piuttosto bassi, permettendo la connessione di un numero molto più elevato di dispositivi.

Così le previsioni anticipano che che gli investimenti in questa tecnologia cresceranno del 13,6% all’anno fino al 2022. E grazie a nuovi sensori, maggiore potenza di calcolo e connettività mobile affidabile, negli anni a venire ci sarà evidente un’ulteriore crescita.

Internet of Things e sicurezza informatica

Che i sistemi IoT siano esposti a rischi collegati alla sicurezza ben lo sappiamo come siamo consapevoli che sia quindi indispensabile proteggerli e quanto siano importanti soluzioni di cybersecurity per risolvere le loro vulnerabilità.

La CyberSecurity e le sfide ad essa correlate si stanno evolvendo rapidamente, motivo per cui la Commissione europea ha adottato una serie di misure tra cui l’istituzione di un quadro legislativo globale: l’Internet Of Things pone nuove questioni in materia di sicurezza e minacce informatiche

Andrea Biraghi – Infrastrutture critiche e cybersecurity: le sfide alla sicurezza

Il Threat Intelligence Report di NetScout afferma che molti dispositivi IoT possiedono vulnerabilità note che li rednono facili da compromettere se connessi ad Internet. A ciò si aggiunge che molti non dispongono di un meccanismo di aggiornamento software e quindi ad un certo pnto della loro vita destinati a essere vulnerabili. In: IOT E SICUREZZA INFORMATICA: PERCHÈ CONTA

Iot: un caso di reverse engineering

Tutto può essere hackerato: e Martin Hron, un ricercatore della società di sicurezza Avast, ne ha data la dimostrazione. Un dispositivo Iot può essere vulnerabile ad un attacco e in questo caso è una macchina intelligente per il caffè.

L’esperimento di Hron ha trasformato la “caffettiera” in una macchina ransomware, dimostrando che alcuni dispositivi possono anche essere riprogrammati per andare in tilt e richiedere un riscatto da utenti ignari. Nel suo blog il ricercatore parla del suo interessante esperimento The Fresh Smell of ransomed coffee: trasformare un oggetto di tutti i giorni – modificando il firmware della macchina- in una macchina pericolosa per chiedere il riscatto.

Potrebbe farlo anche qualcun altro? Come ci si potrebbe aspettare, la risposta è: sì.

Sicurezza informatica-e-covid-andrea-biraghi

Sicurezza informatica e Covid: i cyber criminali approfittano delle nostre vulnerabilità

Sicurezza informatica e Covid: durante la pandemia i Cyber criminali approfittano della nostre vulnerabilità, che non sono solo quelle informatiche ma sono quelle più umane, legate alle emozioni, alle paure vere e proprie.

Ci stiamo però adattando ad una nuova realtà, fatta anche di lavoro da casa dove abbiamo già visto, in altra sede, quali sono le sfide da sostenere per il solo smart working.

Lavoro da remoto: un impatto sicuramente forte lo ha avuto la nuova modalità di lavoro che molte aziene hanno dovuto obbligatoriamente sostenere: chi non ne ha sofferto sono le aziende più sviluppate, soprattutto quelle legate al settore tech e digital. Soprattutto la riduzione del numero di persone che si recano in uffcio ha avuto un impatto molto positivo sull’ambiente, il che ha significato: meno traffico, meno inquinamento, qualità di vita maggiore. Ma il lavoro da remoto ha espanso anche i rischi delle imprese e gli attacchi informatici sono aumentati in modo esponenziale.

Andrea Biraghi – Sicurezza informatica e smart working: le nuove sfide post Covid

La transizione al lavoro da remoto ha infatti spostato gran parte delle attività al di fuori del perimetro di sicurezza aziendale aumentando l’esposizione delle reti a rischio così di cyber attacchi. A riguardo sono stati recentemente pubblicati due report prodotti da Enterprise Strategic Group (ESG) e International Systems Security Association (ISSA): il Life and Times of Cybersecurity Professionals 2020 e The Impact of the COVID-19 Pandemic on Cybersecurity. .

Quello che emerge è la situazione da parte dei professionisti di sicurezza messi particolarmente alla prova da attacchi distruttivi, ransomware, phishing, correlati al COVID-19 e aumentati durante la pandemia. A questo si aggiunge il perimetro di sicurezza, le vulnerabilità e le minacce che prendono di mira gli smartphone.

Covid e sicurezza informatica: le statistiche da brivido raccolte da ZDNet

Su ZDNet si trovano 10 statistiche che hanno per oggetto il Covid19 e la sicurezza: al “quarto posto” e non per ordine di importanza c’è una statistica prodotta nel Verizon Business 2020 Data Breach Investigations Report. La statistica afferma che anche prima della pandemia, il furto di credenziali e il phishing erano al centro di oltre il 67% delle violazioni, ma in un test eseguito alla fine di marzo, i ricercatori hanno scoperto che gli utenti hanno una probabilità tre volte maggiore di fare clic su un collegamento di phishing e quindi inserire le proprie credenziali rispetto a prima del COVID. Ovviamente, le email di phishing contegono spesso parole come “COVID” o “coronavirus”, “maschere”, “test”, “quarantena” e “vaccino”. Vuoi non cliccarci su o scaricare l’allegato? Sbagliato.

I criminali informatici si avantaggiano delle vulnerabilità che sono anche i nostri dubbi e le paure di questa nuova pandemia con lo scopo di estorcere denaro e dati. Non bisogna avere paura, o dubitare: prima di toccare qualsiasi cosa, è fondamentale controllare e accertarsi della fonte o chiedere alla stessa azienda, la conferma della tale.

Ransomware-Italia-2020-andrea-biraghi

Ransomware 2020: Italia, uno dei paesi più colpiti

Ransomware 2020: l’Italia secondo le analisi e il report di TrendMicro è uno dei paesi più colpiti al mondo.

Ransomware 2020

Nell’ultimo mese, Luglio 2020, il numero degli attacchi informatici è aumentato rispetto al mese di giugno. Secondo TG Soft Cyber Security Specialist – TGSoft.it – c’è una crescita del numero dei cluster di malware rispetto al mese precedente. Secondo il Cyber Threat Report di Luglio, nella prima parte del mese è stata registrao un aumento dei malware attraverso campagne malspam, vari password stealer come AgentTesla, MassLogger e FormBook.

Ma la novità, tra le minacce informatiche, c’è il ritorno di Emotet, famoso per essere il più pericoloso framework criminale di cyber spionaggio.

Dal 21 luglio il malware Emotet ha iniziato a “spammare” anche in Italia. Fino al 24 luglio abbiamo una diversificazione di campagne malspam, dove diverse tipologie di malware si sono alternate in quelle settimane. Nell’ultima settimana di luglio vi è una predominanza di Emotet e AgentTesla.

Cyber Threat Report Luglio 2020 – TG Soft

Emotet, che nel tempo ha con un numero indefinito di varianti e con una serie non precisata di nomi differenti, è attualmente il malware più temuto in circolazione.

Secondo l’analisi di Security Affairs a metà agosto, il malware è stato impiegato nella nuova campagna di spam a tema COVID19: ora la botnet Emotet ha iniziato a utilizzare un nuovo modello “Red Dawn” che mostra il messaggio “Questo documento è protetto” e informa gli utenti che l’anteprima non è disponibile nel tentativo di indurlo a fare clic su “Abilita modifica” e “Abilita contenuto” per accedere al contenuto.

Leggi l’analisi su SecurityAffairs.co – Emotet Red Dawn template

Ransomware, Malware e Macro Malware: la situazione in Italia

In classifica nel report annuale di TrendMicro Italia, per quanto riguarda il 2019, l’Italia è seconda in Europa per attacchi ransomware subiti, mentre su scala mondiale è settimo per malware e quarto per macromalware. Le considerazioni poi della società di sicurezza informatica Forrester hanno prevsito una crescita, nel 2020, degli incidenti causati da attacchi ransomware “Gli aggressori sempre più esperti, indirizzeranno i loro attacchi a dispositivi di consumo (e ai consumatori) a scapito dei produttori di dispositivi“. I principali cambiamenti che stanno già avvenendo infatti si basano sull’evoluzione dell’intelligenza artificiale, gli attacchi all’integrità mediante deepfakes, e l’implementazione della tecnologia anti-sorveglianza.

Malware e ransomware continuano a rappresentare una minaccia per le aziende e i recenti attacchi contro imprese di rilevazna nazionale non fanno latro che evidenziare la crescita delle pratiche del cyber crime.

Rapporto Clusit 2020

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Andrea Biraghi: ultime notizie e rassegna stampa, cybersecurity 24 Agosto 2020

Rassegna stampa del 24 Agosto di Andrea Biraghi: le ultime notizie su cybersecurity e attacchi informatici.

Cybersecurity: hackers iraniani prendono di mira Asia e Russia con il ransomware DHARMA

Hackers iraniani – si dice poco qualificati, secondo quanto afferma la società di sicurezza informatica Group-IB – hanno preso di mira aziende in Russia, Giappone, Cina e India. Gli attaccanti hanno cercato di crittografare le loro reti.

Dharma è una nuova variante di Crysis – un ransomware-virus molto pericoloso. A seguito della sua infiltrazione, Dharma cripta i file memorizzati utilizzando la crittografia asimmetrica. Inoltre, questo ransomware aggiunge l’estensione”

Fonte: PCRISK

Gli hacker principianti hanno utilizzato strumenti di hacking disponibili pubblicamente, open source su GitHub o scaricati dai canali di hacking di Telegram.

Approfondimenti su ZDNET

Cybersecurity: rischio malware i file condivisi su Google Drive

A. Nikoci ha spiegato a The Hacker News come una falla di sistema potrebbe indurre gli utenti a scaricare un malware tramite un aggiornamento: i file condivisi su Google Drive potrebbero non essere sicuri a causa di una falla segnalata a Mountain View che non risulta ancora aver rilasciato alcuna patch.

Questa falla sfruttata dagli attaccanti – con lo scopo di distribuire file dannosi camuffati da documenti o immagini legittimi – consentirebbe di eseguire attacchi di spear phishing con un alto tasso di successo.

Leggi tutto su TheHackerNews

Malware Drovorub su Linux: il report di FBI e NSA

L’FBI e la NSA hanno pubblicato un rapporto sul malware basato in Russia che attacca Linux noto come Drovorub.

Fonte:
Russian GRU 85th GTsSS Deploys Previously Undisclosed Drovorub Malware – FBI – NSA

Drovorub utilizza un rootkit del modulo del kernel consentendo di controllare il computer da remoto, evitando ogni suo rilevamento mentre è in azione. Il malware è facile da individuare se si scaricano informazioni non elaborate dalla rete, ma il modulo del kernel quindi lo rende difficile da trovare, agganciando molte delle sue funzioni in modo che i processi possano essere nascosti.

La fonte del malware è stata rintracciata presso il GRU, Direttorato principale per l’informazione e servizio informazioni delle forze armate russe

Il report si può leggere a questo link: Report sul malware Dovurub di matrice russa che attacca Linux

Andrea Biraghi ultime notizie su sicurezza informatica

I ricercatori di sicurezza informatica hanno condiviso uno degli utlimi dettagli della Conferenza Black Hat USA 2020, e spiegano come sia possibile – tramite semplici apparecciature del valore di 300 dollari – intercettare il traffico Internet via satellite per curiosare nei dati.

Leggi la notizia: Intercettazioni satellitari: le minacce ai protocolli di comunicazione.

Nuove vulnerabilità trovate nei gateway industriali dai ricercatori di sicurezza di Trend Micro: non tutti prestano attenzione alla sicurezza informatica ma gli attacchi critici sono dietro l’angolo.

Leggi l’artiolo: Nuove vulnerabilità nei gateway industriali: l’analisi di Trend Micro

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Sicurezza informatica e smart working: le nuove sfide post Covid

Sicurezza informatica e smart working: durante il lockdown si sono moltiplicati i rischi informatici. La transizione al lavoro da remoto ha infatti spostato gran parte delle attività al di fuori del perimetro di sicurezza aziendale aumentando l’esposizione delle reti a rischio così di cyber attacchi. La consapevolezza di rischi informatici sta aumentando nella popolazione ma non è sufficiente. Vanno studiati i budget per la sicurezza informatica e dare priorità agli investimenti per migliorare la resilienza.

… una forzata digitalizzazione, laddove non vi era la necessaria preparazione, l’aumento di forza lavoro da remoto, ha reso il panorama ancora più precario. In questo modo la superficie di attacco è aumentata a dismisura ma la tendenza attuale non può essere fermata: le tendenze in atto oggi sono necessarie ed accelereranno ancora con la necessità sempre più forte di una forza lavoro mobile e distribuita. In questo senso la sicurezza informatica deve porsi oggi l’obiettivo di essere ancora più flessibile e se necessario reinventarsi. Imparare l’agilità aziendale.

Andrea Biraghi, Cybersecurity e Covid: agilità e resilienza contro le minacce informatiche

La forza lavoro da remoto aumenta la superificie di attacco

Così la situazione attuale è che le organizzazioni devono agire rapidamente per mitigare i rischi creati da un improvviso passaggio al lavoro remoto.

Vi sono nuove soluzioni? Per bloccare le minacce e operare una vera e propria protezione nei settori pubblici e privati e per garantire la continuità dei servizi essenziali o strategici Laonardo Spa ha fatto partnership con CrowdStrike. Leonardo renderà disponibile la piattaforma Falcon® di CrowdStrike, soluzione innovativa basata sull’Intelligenza Artificiale nativa sul cloud. La piattaforma contiene: antivirus di nuova generazione, “IT hygiene”, rilevazione e risposta degli endpoint, cyber threat intelligence e ricerca proattiva della minaccia attraverso un unico agent, per bloccare le intrusioni informatiche nel complesso scenario attuale. Non dimentichimo però che i cambiamenti apportati dalla pandemia globale COVID 19 stanno esacerbando le vulnerabilità nell’economia globale, tra cui il rischio di paralizzare gli attacchi informatici contro infrastrutture critiche come la rete elettrica. Vd Infrastrutture critiche: il Covid moltiplica i rischi

Sicurezza informatica e smart working

L’incertezza continua delle nazioni circa la pandemia di Covid ha spinto le aziende e le organizzazioni a continuare con il lavoro da casa: nel prossimo anno molti hanno scelto infatti di mantenere posti di lavoro virtuali o semi-remoti e possibilmente per sempre. Questa decisione riguarda ad esempio le piattaforme e-commerce come Shopify o Facebook, che vorrebbero trafromare il lavoro in lavoro da remoto come impostazione predefinita. Ma per rendere effettiva e sicura questa scelta le aziende dovrebbero cambiare le loro strategie di sicurezza informatica, compreso aggiungere la formazione dei loro dipendenti.

Sappiamo infatti che il maggior numero di attacchi informatici ha successo a causa delle distrazioni ed errori umani compresa la possibilità di auemnto di attacchi di ingegneria sociale contro i lavoratori a domicilio, il cui benessere emotivo diventa il fulcro delle nuove attenzioni verso una maggiore resilienza.

In ogni caso le sfide legate a COVID-19 saranno la base per il prossimo futuro e la forza lavoro virtuale sarà l’oggetto di molti cyber attacchi basati sulle vulnerabilità di sistemi operativi e applicazioni.

Un altro problema, elencato anche nei 6 principali trend di sicurezza informatica da tenere d’occhio per la Black Hat Conference USA 2020, è la sicurezza della comunicazione dei dispostivi mobili. I dispostivi mobili e la loro sicurezza sono quindi sotto la lente di ingrandimento per trovare una serie di vulnerabilità hardware e software da problemi di privacy a problemi di integrità. Per non dimenticare un impegno del tutto nuovo per i dispositivi IoT. [Vd . Cyber Security 2019: i nuovi trend a cui si si prepara la sicurezza]

Marc Rogers, executive director of cybersecurity di Okta ha affermato che:

Con tutti al mondo che lavorano in remoto, i dispositivi e i sistemi che utilizziamo per comunicare sono sotto controllo più che mai sia dai bravi ragazzi che dai cattivi. Di conseguenza, la ricerca in questo settore è davvero decollata.

Marc Rogers

“we’ll see industrial control system (ICS) risk discussions, as well as a completely new take on IoT security risks, at DEF CON’s HacktheSea village and hackasat Space Security Challenge 2020, focused on infiltrating satellites — showing anything can be breached from the sea to the stars.”

Samantha Humphries, security strategist, Exabeam – Top 6 cybersecurity trends to watch for at Black Hat USA 2020

Digital-transformation-Andrea-Biraghi

Digital transformation amazing challenge | Andrea Biraghi

Digital transformation amazing challenge: opportunities and need of change to survive and thrive. Andrea Biraghi

2020 represents a decisive year in the world of service companies, not only for the economic impact that the Covid-19 pandemic has had and will have, but also because it will be the watershed among the companies that will be able to seize this opportunity/need of change to be able to survive and then thrive, and those that will remain anchored to an old way of operating.


If, on the one hand, manufacturing companies are closely linked to the production sites where workers work, the whole world of the economy of digital and financial services has had to suddenly work remotely, through the so-called smart or agile working. There are countries where this habit was much more developed, for example in the Scandinavian peninsula where 21% of people already worked remotely in 2019, but there are countries like Italy where only 6% of workers had the opportunity to work from home. The global average of remote working in developed countries is around 15% for this type of company, with a continuous growth rate in recent years.

Digital tranformation amazing challenge!


The reasons that are given in the United States to justify the choice of remote work are the greater productivity (many managers report that by working remotely the teams have increased their results by 28%), the reduced turnover (25% less than to companies that do not allow it), employees satisfaction (many statistics report that in the USA, employees with the possibility of working remotely are willing to even see their wages cut in order to have a flexible work), the ability to attract talent (for millennials this possibility is a driver in choosing a job).

In 2020, within two weeks, the world of service companies brought 90% of their employees into smart working, in all the countries affected by the pandemic, with no appreciable differences between them.

This impressive acceleration brings with it several consequences, which impact directly on the whole society, we think about the reduction of traffic in the cities, the time saved for commuting, the contact between colleagues that has become exclusively virtual, the need for managers to have to evaluate their resources by achieving the assigned objectives, rather than measuring their presence in the office.
But in order to be efficient and prepared for this change, companies must also face important technological challenges, we think of the need to guarantee broadband for each employee, to provide IT tools for collaboration (sharing, video conferencing, cloud, etc.), to review totally the problem of the protection of its computer networks and of its intellectual capital. At a European level in Italy, Spain, France and Germany, most of the organizations presented themselves unprepared for this appointment, especially as regards the protection of their data; United Kingdom, thanks to its bond with the United States, is certainly ahead on these issues and was therefore more ready.

Digital Transformation: let’s analyse two important aspects that this change has entailed

Starting from the more strictly cultural and organizational context, it should be noted that many organizations have suddenly discovered that they are able to perform equally well in this new modality, and that this change in many cases increases the productivity and satisfaction of the employees, who manage to improve the personal work/life balance sheet. We must therefore expect that we will not go back from this situation, or rather that we will not return to a formula that sees the work done in the office as almost exclusive, but instead we will have a significant part of employees who will remain working from home.

It is worth reporting what Jack Dorsey (Twitter CEO) said, who in recent weeks has offered all employees the possibility of remote working forever. Google, Facebook and Microsoft have already announced that at least throughout 2020, employees will remain working from home. This testifies that even companies that operate in such competitive markets as that of social media and digital, are able to operate in the same way, or better, even with their employees in smart working. It will certainly be complicated for large, more “old-style” organizations to reach such flexibility, but certainly it will never return to the pre-Covid state.

Having a 30% of its employees working remotely, it would also mean that the current offices are oversized by 30% and if we think about the real estate market for business, you can easily understand what huge impact we will have, with a drop in demand a third of the offer; it is a significant saving opportunity for companies and will certainly be seized. But on the other hand, cities such as New York, London and Milan that have built their wealth also on the real estate market for businesses and organizations, will necessarily have to revise the business plans of many new construction projects.

Another not insignificant impact will be on the supply chain linked to the people who work in the offices, we think only of catering with canteens, bars and restaurants, but also of cleaning companies, taxis and so on. The reduction in the number of people in the office, on the other hand, will also lead to a reduction in traffic and the use of public transport, especially in the so-called rush hours, for the benefit of the environment and quality of life. Certainly, the possible psychological consequences caused by this lack of physical sociability are still to be explored, but for the advantages described above, we believe that it will be difficult to go back completely.

The second aspect to be explored here is related to technology. From this point of view the challenge and the opportunities are equally great, we first highlighted the need to equip all its employees with adequate tools to be able to “simulate” the presence in the office ensuring the same level of productivity, but this is a pretty simple topic to deal with, it is a matter of choosing the best technologies, purchasing them and then making them available to employees. Much more complex is the problem related to the protection of one of the most important asset for almost all companies, the data.
The data that are patents, software, financial data or design, represent the true wealth of a company, protecting them therefore becomes crucial to keep their organization competitive. Remember that cyber-attacks cause damage estimated at 2/3 trillion dollars worldwide every year: stealing research and development is much cheaper and faster than doing them; it is a shortcut that is very often undertaken.

A technological challenge

Digital transformation: smart working.

To protect a company or organization, the so-called perimeter exposed to attacks must be considered, the wider it is, the more complex its defence is. Theoretically a company that has all its data stored in a single server not connected to the internet and without any communication port is 100% protected, but would be so inefficient from a working point of view, for the employees who have to operate, that fact is unachievable. Companies therefore try to find the best compromise between safety and work efficiency, increasing the possibility of accessing data through internet connections, the choice to move their data to the cloud is a direct consequence. With smart working this has pushed itself to the maximum consequences, increasing the so-called “surface exposed” to potential attacks, to a level never experienced before.

We are therefore faced with a compelling and crucial challenge, only if the cyber security experts manage to adequately protect the infrastructures, even in this new configuration so extensive, smart working will continue to be used and grow as a stable working mode; if instead it turns out that the level of risk (and therefore the related cost) is too high, we will have that only some sectors will be able to continue working remotely, while the people who work on the most critical assets will return to work in more closed perimeters and therefore more easily defensible.

Digital transformation: a technological and human challenge in Cybersecurity

It is not only a technological challenge, but also and above all, a human one, cyber security has in fact a very important human component, it must be emphasized here that 90% of the attacks that are brought to organizations still go through wrong employee behaviour or through email phishing. So it will be fundamental specific training for their workers and an organization dedicated to them, available 24 hours a day, will therefore be even more important, given that people in “nimble” mode work at times that were not previously planned, while remaining always connected to the corporate network. Remote working considerably increases the exchange of emails when compared to traditional office work (there has been a 47% increase in the two Covid-19 months compared to the same period of 2019), this consequently increases the risk of phishing, because having more emails to read it can inadvertently happen to open the wrong one with disastrous consequences.

Digital transformation: Companies must therefore plan the hiring and training of qualified personnel, equip them with the appropriate digital tools to fight this new and complex battle and must foresee the need to invest in Cyber ​​Security part of the savings/earnings obtained by Digital Transformation if they want avoid it may become a digital disaster.

You can therefore understand how this change, which companies have “suffered” because of Covid-19, can really be a crucial moment in their path of growth, because if they manage to seize this opportunity without losing efficiency, profitability and competitiveness, then they will find themselves having made a significant part of the digital transformation process which for many years has been invoked as the indispensable step to bring businesses into the future. Transformation that can only take place if done “in safety”, in another word by guaranteeing the protection of data and therefore of revenues. Moreover, it will be a change that will have important and significant repercussions also on civil society and on the lives of the people who make up the companies themselves, the workers.

You can download the full article in pdf here: Longitude, Building up business agility, Issue #106, by Andrea Biraghi

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Come costruire una vera agilità aziendale | Andrea Biraghi: sfide e opportunità post Covid

Costruire una vera agilità aziendale o business agility e imparare a cavalcare l’onda delle opportunità – e delle sfide – post Covid significa puntare al massimo valore di competitività a lungo termine (o più lungamente possibile). Agilità e flessibilità, di cui a lungo parliamo, sono ora i punti di partenza per migliorare le proprie capacità, visioni, la propria innovazione e diventare infine punto di riferimento, di motivazione e ispirazione per i propri impiegati.

Ma che cosa si intende per agilità aziendale? E’ proprio la capacità di un’organizzazione di adattarsi ai cambiamenti dei mercati, internamente ma anche esternamente. Siginifca poter rispondere in modo flessibile alle esigenze dei clienti, adattarsi e adattare il cambiamento in modo produttivo, sena compromettere la sua qualità e soprattutto avere – in modo continuo – un vantaggio competitivo.

Articolo tratto da:

Building Up Business Agility – Andrea Biraghi per Longitude #106

Agilità e flessibilità: imparare a cavalcare l’onda delle opportunità post Covid

L’agilità aziendale riguarda l’evoluzione di valori, comportamenti e capacità: oggi le azeinde che seguono vecchi modelli corrono il rischio di affondare. Se invece le aziende e gli individui che le compongono guardano all’adattamento, alla creatività, all’innovazione e alla resilienza allora, in un momento di incertezza, quale può essere il post dell’epidemia Covid – consente di superare complessità ed incertezze, arrivando a risultati migliori e ad un diverso livello di benessere per tutti.

Agilità e flessibilità aziendale: le sfide tecnologiche

Per essere pronti al cambiamento bisogna avere ben presenti le sfide tecnologiche che la società e il “new normal” stanno imponendo: non solo l’Italia, ma molti paesi in Europa, come Francia, Spagna, ma anche Germania, durante l’epidemia di Coronavirus, si sono rivelati impreparati alla nuova sfida. Soprattutto per quanto riguarda il lavoro da remoto e la protezione dei dati.

Lavoro da remoto: un impatto sicuramente forte lo ha avuto la nuova modalità di lavoro che molte aziene hanno dovuto obbligatoriamente sostenere: chi non ne ha sofferto sono le aziene più sviluppate, soprattutto quelle legate al settore tech e digital. Soprattutto la riduzione del numero di persone che si recano in uffcio ha avuto un impatto molto positivo sull’ambiente, il che ha significato: meno traffico, meno inquinamento, qualità di vita maggiore. Ma il lavoro da remoto ha espanso anche i rischi delle imprese e gli attacchi informatici sono aumentati in modo esponenziale.

Protezione dei dati: i dati rappresentano la vera ricchezza di un’azienda. Proteggerli significa permettere all’azienda di mantenere la sua competitività sul mercato. A causa dei cyber attacchi le aziende perdono milioni di dollari ogni anno e sono colpite maggiormente con attacchi nelle sezioni appetibili della ricerca e dello sviluppo. Più grande è un’azienda più il perimetro della sicurezza deve essere espanso: ciò significa trovare anche il miglior compromesso tra sicurezza e lavoro.

Ma il miglior compromesso significa che solo le aziende che saranno in grado di proteggere l’intero perimetro saranno in grado di portare avanti il lavoro da remoto. Questo non significa solo una sfida tecnologica ma una sfida umana: il 90% degli attacchi è infati derivato dall’inconsapevolezza e scarsa preparazione degli impiegati nella sicurezza informatica. Ciò significa che la consapevolezza deve essere accresciuta, che biosgnerebbe investire di più nella sicurezza informatica che insegna ad utilizzare gli strumenti giusti. Ciò significa agilità: essee in grado di fare fronte alle sfide della nostra trasformazione digitale, in modo efficiente ed efficace

L’articolo è tratto da Longitude n° 106 e – Andrea Biraghi, Building Up Business Agility – qui sotto la versione integrale in lingua inglese.

Sicurezza-Informatica-2020-Andrea-Biraghi

Sicurezza informatica 2020: da cosa ci dovremo difendere

Sicurezza informatica 2020: il rapporto Clusit 2020 ci avvisa che i nuovi attaccanti non sono più “hackers” ma:

“decine e decine di gruppi criminali organizzati transnazionali che fatturano miliardi, multinazionali fuori controllo dotate di mezzi illimitati, stati nazionali con i relativi apparati militari e di intelligence, i loro fornitori e contractors, gruppi state-sponsored civili e/o paramilitari ed unità di mercenari impegnati in una lotta senza esclusione di colpi”.

Rapporto Clusit 2020

Questa lotta, senza esclusione di colpi hanno mire e bersagli precisi: “le reti, i server, i client, i device mobili, gli oggetti IoT, le piattaforme social e di instant messaging”. I cyber attacchi alle infrastrutture critiche non accennano a cambiare rotta e la possibile interruzione dei loro servizi è diventato oggetto di priorità.

Il territorio sconosciuto del Cyber spazio

Il cyber spazio ha assunto un ruolo primario nei nuovi scenari geopolitici internazionali: non ultima la dichiarazione del primo ministro australiano sull’attacco informatico alle infrastrutture critiche che sta colpendo l’Australia da mesi e che sta preoccupando gli analisti di sicurezza a livello mondiale.

Al riguardo le ultime notizie e il rapporto dell’ACSC australiano confermano l’uso di malware cinese negli attacchi recenti dichiarati dal primo ministro Scott Morrison e che hanno preso di mira governo, servizi pubblici e imprese. Su SecurityAffairs.co si legge che il malware utilizzato è stato associato a gruppi APT cinesi, come OceanLotus.

A rischio però sono anche le infrastrutture sanitarie: il rapporto Clusit 2020 afferma infatti che bisogna oggi dotarle della tecnlogia necessaria per difenderle dai pericoli.

Sicurezza informatica 2020: il rischio cyber dell’assistenza sanitaria

Il settore sanitario è, ogni giorno, sempre più bersagliato a livello globale: secondo le ricerche Netics almeno il 20% delle struttue sul territorio non ha le capacità di rispondere agli attacchi informatici nel breve tempo: il che significa in almeno 4 ore.Capire quanto possa costare alla sanità una scarsa sicurezza informatica è importante, ma quel che preoccupa è che sembra che il problema sia sottovalutato.

Il rapporto Clusit 2020 fa luce su questa situazione: mantenere un inventario ed eseguire audit regolari è assolutamente obbligatorio nel mondo connesso di oggi. Inoltre andrebbero implementati i controlli di sicurezza per monitorare chi ha accesso ai dati delle informazioni dei pazienti.

È anche importante gestire e monitorare i privilegi degli utenti finali, eseguire controlli in background sulle attività online di un dipendente prima di garantirne gli accessi e usare meccanismi di segregazione della rete per un miglior controllo e sicurezza.

Rapporto Clusit sulla Sicurezza Informatica 2019

Una guerra economica asimmetica: la hybrid warfare

Geopolitica, Cyberspazio, Netwar e Cyberwar sono le stesse parole che raccontano della guerra cibernetica – una hybrid warfare – del nostro secolo. Oggi, tutto ciò che accade nel mondo reale si riflette nel Cyberspazio: per chi pianifica la sicurezza nazionale questo significa spionaggio, ricognizione, propaganda, bersagli e quindi guerra. Conoscere la geopolitica del Cyber Spazio e usare metodologie di intelligence possono contribuire a fronteggiare gli attacchi è oggi quanto mai importante.

Un incremento dell’attività di minaccia cyber è stata attestata dall’aumento del numero di alert diramati alle infrastrutture critiche nazionali che nel 2019, rispetto al 2018, ha visto un aumento di oltre il 30%, sino a raggiungere 82484 alert.

Attacchi informatici contro infrastrutture critiche, APT (qui intesa come minaccia/fenome- no e non come agente), CNO, PSYOP, information warfare, supply chain attacks (sia nella forma seeding, sia in quella interdiction), costituiscono le manifestazioni superficiali di un confronto talvolta sotterraneo. La guerra economica asimmetrica è spesso parte di una più ampia campagna di guerra ibrida, combattuta simultaneamente e con una vasta gamma di strumenti, a volte molto diversi tra loro.

Clusit 2020

Cyber-Attacchi-infrastrutture-critiche-Andrea-Biraghi

Cyber Attacchi alle infrastrutture critiche: gli obiettivi dell’hybrid warfare

Tra gli obiettivi degli attacchi informatici le infrastrutture critiche: il cyber spazio ha assunto un ruolo primario nei nuovi scenari geopolitici internazionali. Ultimo è l’attacco informatico che sta colpendo l’Australia da mesi che sta preoccupando gli analisti di sicurezza a livello mondiale. A confermarlo è il primo ministro Scott Morrison.

Geopolitica, Cyberspazio, Netwar e Cyberwar sono le stesse parole che raccontano della guerra cibernetica – una hybrid warfare – del nostro secolo.

L’Australia infatti, da tempo, è vittima di cyber attacchi che, in più riprese, hanno colpito i sistemi informatici governativi, le infrastrutture critiche e i servizi essenziali come anche il settore sanitario. Il ministro ha annunciato pubblicamente di essere vittima di un cyberattacco correlabile a Pechino.

Infrastrutture critiche e servizi essenziali nel mirino del cyber spionaggio

In base alla nostra esperienza, sappiamo che l’attività di cyber-minaccia sponsorizzata da uno stato straniero replica direttamente le tensioni geo-politiche

Scott Morrison

L’Australian Cybersecurity Centre ha esaminato l’attacco. rinominato poi in Copy-paste compromises: sono state sfruttate almeno quattro vulnerabilità di alcuni software per accedere ai sistemi e sfruttando gli exploit per eseduire codici da remoto.

Gli esperti di cyber intelligence hanno da tempo collegato vari attacchi in Australia alla Cina. Dicono che la Cina sia uno dei pochi stati, insieme a Russia, Iran e Corea del Nord, che hanno la capacità di tali attacchi e non sono alleati con l’Australia – cha fa parte del gruppo Five Eyes. Tuttavia, hanno fatto notare anche che lo spionaggio informatico tra paesi alleati è molto comune.

Come parte di Five Eyes e della sua infrastruttura per la raccolta di informazioni, le agenzie australiane come ASD sfruttano abitualmente le debolezze della sicurezza nei software ampiamente disponibili utilizzati da aziende, governi e altre istituzioni – esattamente come la Cina, la Russia, tutti gli altri servizi di intelligence e gruppi criminali in tutto il mondo.

CriKey.com.au – Time for the government — and media — to tell the truth about cyber hysteria

Cyber spionaggio e attacchi a infrastrutture critiche rivelano tensioni geopolitiche

Negli ultimi anni e con maggior frequenza negli ultimi mesi, si sta assistendo, oltre che allo cyber spionaggio, all’interruzione dei servizi essenziali specialmente in nazioni e aree dove vi sono oggi le maggiori tensioni e frizioni geopolitiche.

Le minacce informatiche, in continua evoluzione, mettono così anche a rischio le infrastrutture critiche che sono in definitiva veri e propri sistemi strategici, essenziali per una nazione. Ma l’Australia non è il primo paese a denunciare attività di cyber spionaggio: Mariana Pereira, Director of Email Security Products di Darktrace ha affermato che “gli attacchi informatici degli Stati Nazionali rappresentano una realtà ormai da tempo. Negli ultimi anni, con l’intensificarsi delle tensioni globali e il diffondersi di tecniche di hacking sempre più avanzate, abbiamo assistito a una rapida escalation di questa minaccia”

Nel Febbraio del 2020 la CISA, agenzia di cyber security, ha avvertito dell’esistenza di una nuova pericolosa minaccia ransomware, così temuta dagli USA, ma non è l’unica: Ekan, riesce a manomettere i sistemi di controllo industriale IC su cui si basano ad esempio le dighe e le centrali elettriche con lo scopo di mantenere le apparecchiature in sicurezza.

In tutto il mondo il gli apparati strategici vengono presi di mira. Gli obiettivi sono centrali elettriche, ferrovie nazionali e sistemi sotterranei locali o altre forme di trasporto pubblico.

Ransomware-maze-2020-andrea-biraghi

Ramsomware Maze: attacchi e strategie di gruppo tra cyber criminali

Il Ramsomware Maze continua ad attaccare e il cyber crime continua ad affinare le sue strategie: gli attacchi recenti – dati e studio su SecurityAffair.co – che sono stati rilevati comprendono una famosa società di servizi IT, la Threadstone Advisors LLP, corporate advisory specializzata in fusioni e acquisizioni, un appaltatore missilistico nucleare Usa.

Il recente Rapporto Sophos parla di 1,4 milioni di dollari per il costo medio per il recupero dei dati criptati. Gli attacchi che hanno maggior successo sono quelli che includono dati nel cloud pubblico, ma i criminali, chiaramente prendono di mira i dati, ovunque siano archiviati. “Fondamentale il backup offline”: il 41% delle aziende italiane ne ha subito almeno uno nell’ultimo anno. L’altro 42% delle imprese in Italia teme un attacco nel vicino futuro.

Maze: il ransomware delle estorsioni online

Ramsomware Maze: i recenti attacchi

Tra i recenti attacchi registrati e denunciati attreverso i media vi è quello di una società di servizi IT multi-miliardaria, con sede nel New Jersey che è l’ultima vittima del famigerato gruppo ransomware Maze che sembrava colpire una vulnerabilità Citrix. Come prova del raid sono stati pubblicati i dati finanziari sottratti alll’azienda.

L’attacco è avvenuto il 29 Maggio, e ha preso di mira le operazioni europee, colpite nelle prime ore del mattino.

“Il nostro sistema ha identificato il ransomware, che è stato poi combattuto dai nostri protocolli di sicurezza informatica”, ha spiegato. “Questa interruzione è iniziata alle 29.45 del 29 maggio”

L’incidente ha provocato tuttavia una parziale interruzzione dei servizi che sono stati ripristinati ma sono in corso tutt’ora delle indagini da parte del team di sicurezza.

Un altro attacco è stato subito da un appaltatore missilistico nucleare Usa Westech International: gli hacker sono così riusciti ad accedere alle informazioni sensibili ed è probabile che l’attacco al ransomware del labirinto abbia implicazioni significative. Si prevede che il gruppo di hacking coinvolto nell’attacco del ransomware Maze tenterà di vendere i dati a una nazione “ostile”.

La società è anche un subappaltatore di Northrop Grumman e fornisce supporto tecnico, riparazione e manutenzione di sottosistemi di terra dei missili balistici intercontinentali Minuteman III.

La società ha affermato che stava lavorando a stretto contatto con una società di comuter forense indipendente per “per determinare se qualsiasi informazione personale fosse a rischio”

Tra le ultime notizia sembra che diversi gruppi di cyber-criminali specializzati in ransomware stiano unendo le loro forze per “spremere” al massimo le vittime. L’articolo per approfodnire è il seguente: Estorsioni online: ora i pirati di Maze e LockBit fanno cartello

Andrea-Biraghi

Andrea Biraghi: intelligence per la sicurezza informatica nazionale

Andrea Biraghi: attraverso l’intelligence si può anticipare un attacco informatico, sapere quando arriverà di che tipologia sarà.

La protezione di un’infrastruttura sino ad oggi è sempre stata un concetto di reazione ma oggi prevedere un attacco diventa basilare: conoscere la geopolitica del Cyber Spazio e usare metodologie di intelligence per la cybersecurity può contribuire a fronteggiare gli attacchi informatici.

Andrea Biraghi
Gli scacchi sono una guerra idealizzata, richiedono tattica, strategia, freddo calcolo e intuizione. (Friedrich Dürrenmatt)

Da quando internet ha superato la sua originale funzione di scambio e condivisione è diminuita la sua capacità di tutelare i suoi utilizzatori contro i crimini informatici.

Il problema però risiede nel costante aumento dei livelli di complessità e connettività in modo parallelo a quelli delle vulnerabilità. Per citare un settore si può pensare alle cyber minacce nel settore automotive in tutta Europa: è il caso delle smart e connected cars, grazie anche all’ascesa, semprepiù veloce dell’Internet of Things (IoT). Non per nulla, Mary Teresa Barra – General Motors – ha affermato che proteggere le automobili da incidenti causati da attacchi informatici “è una questione di sicurezza pubblica”.

Nell’ambito dei nuovi componenti IIoT (Industrial Internet of Things) di carattere industriale e nei sistemi di controllo infatti, le vulnerabilità non sono evitabili, proprio come in ogni sistema informatico: questo prevede che non siano esenti da minacce come malware, che possono portare guasti all’interno dei sistemi o consentire l’accesso ai dati critici.

Nella guerra informatica, secondo il rapporto “Cyberspace and the Changing Nature of Warfare” – Kenneth Geers, PhD, CISSP, Naval Criminal Investigative Service (NCIS) – sono utilizzate almeno 5 tattiche comuni ovvero: spionaggio, propaganda, Denial of Service, modifica dei dati, manipolazione dell’infrastruttura.

Oggi, tutto ciò che accade nel mondo reale si riflette nel Cyberspazio: per chi pianifica la sicurezza nazionale questo significa cyber spionaggio, ricognizione, propaganda, bersagli e quindi guerra. Oggi si parla di geopolitica dell’hacking in un clima in cui le nazioni competono tra loro, con operazioni che vanno dai cavi sottomarini al sabotaggio nucleare sotterraneo, dove uno dei temi di maggior preoccupazione riguarda le nuove tecnologie legate all’intelligenza artificiale. Lo spazio cibernetico ha modificato la geografia del mondo: e la sua evoluzione è in questa direzione in base anche alle interazione degli esseri umani. Proviamo a farne una mappatura.

Possiamo immaginare il cyber space come una reppresentazione a strati: il primo composto dai cavi sottomarini, della rete ethernet, dai router e dispositivi di scambio dati e comunicazione. Nel secondo strato si trovano i codici, che permettono all’hardware di funzionare e comunicare e nel terzo appunto le nostre interazioni e ora anche quelle tra “machine to machine”.

Infine, è chiaro come conoscere la geopolitica dello spazio cibernetico – al rango di “dominio delle operazioni” insieme a terra, maree e aria per le strategie di sicurezza nazionale – e usare metodologie di intelligence, sia oggi quanto mai importante per contribuire a fronteggiare gli attacchi in tema di cybersecurity.

Andrea Biraghi: la nuova frontiera è cercare di prevenire con l’intelligence

Tutti noi sappiamo – e per chi non lo sa è bene tenrelo a mente – che basta il ritardo di poche ore nell’aggiornamento dei nostri sistemi per compormetterli interamente. Oggi, quindi, diventa fondamentale anticipare gli attacchi informatici e le minacce tramite la cyber intelligence.

Immaginiamo le nostre reti come un fortino ai tempi del West con i sodlati che dovevano proteggere il forte contro gli indiani che lo attaccavano. Cosa si faceva? I soldati, per sapere quello che stava per succedere, utilizzavano gli scouts, figure che andavano in avanscoperta e cercavano di sapere da dove sarebbe arrivato l’attacco, di che tipologia sarebbe stato, se erano pochi o erano tanti. Questo è esattamente ciò che cerchiamo di fare.

Andrea Biraghi

La cyber Intelligence ha uno scopo predittivo

La cyber intelligence, come abbiamo sentito nell’intervista video ad Andrea Biraghi, ha uno scopo predittivo: si raccolgono le notizie e le informazioni, in seguito si analizzano, si valutano e si classificano, cercando di estrapolarne le giuste informazioni a supporto di una strategia operativa. Quindi per riassumerne il processo:

  1. Raccolta informazioni e loro classificazione per ordine di importanza
  2. Definizione delle potenziali minacce e degli obittivi strategici
  3. Applicazione di contromisure: conoscenza di punti deboli e applicazione delle tecniche di attacco
  4. Monitoraggio

Quali sono le potenziali minacce? Tra le minacce che vengono esaminate vi sono ransomware, phishing, violazione degli account e sniffing: ognuna viene valutata per il suo grado di gravità.

Andrea-Biraghi-cyber-security-intelligence

Ma in che modo vengono raccolte le informazioni? Vi sono circa sei principali sezioni, secondo ICTSecurityMagazine che rappresentano ognuna diverse modalità di raccolta di dati e informazini utili, ma tutte si basano sulla capacità di raccogliere, correlare e analizzare:

  1. Intelligence umana (HUMINT)
  2. Intelligence delle immagini (IMINT)
  3. Intelligence dei segnali (SIGINT)
  4. Intelligence delle misurazioni (MASINT)
  5. Intelligence tecnica (TECHINT)
  6. Intelligence delle fonti libere (Open Source) (OSINT)

L’OSINT, ovvero Open Source Intelligence, è uan tecnica utilizzata spesso nel settore della Cyber Security per scovare informazioni a diversi livelli su internet e a scopo predittivo: tra le fonti vi sono anche il deep web e il dark web. Più dettagliata è un’informazione e più la sua qualità è alta più gli scenari ideati si avvicinano alla realtà. 

La domanda relativa all’OSINT sta crescendo esponenzialmente e le previsioni sono che lo farà sino al 2024: l’OSINT si divide in

  1. tipo di sicurezza (intelligenza umana, big data, analisi del dark web, link/network analisi, analisi di dati e testi, intelligenza artificiale)
  2. tecnologia (ad esempio cyber security)
  3. applicazione (ad esempio militare e difesa, sicurezza nazionale).
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Covid19 e spazio cibernetico: il contagio corre anche sul digitale

Covid19 e spazio cibernetico: mentre il coronavirus si diffonde tra le persone, con la stessa velocità circolano fake news in rete, e disinformazione in rete, creando in modo rapido confusione e poca certezza delle fonti di informazione.

In un articolo di IspiOnline, “La pandemia ed il virus 2.0” si parla di propagazione della pandemia di Coronavirus sul quinto dominio, ovvero lo spazio cibernetico. Le ripercussioni sono sintetizzate in tre macro settori:

  1. Attacchi cibernetici
  2. Fake News | Disinformazione
  3. Privacy e Controllo
Covid19-e-spazio-cibernetico-andrea-biraghi

Mentre gli attacchi informatici crescono, diventando sempre più veloci e mirati e prendendo di mira i settori ancora troppo vulnerabli come le strutture sanitarie, alcuni si dimostrano impreparati ad affrontare le nuove sfide che il Covid19 ci impone. Tra questi la a stessa Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS). Il settore sanitario è, ogni giorno, sempre più bersagliato a livello globale: un importante contributo per comprendere la situazione sanitaria in materia di sicurezza informatica lo ha dato il rapporto Clusit 2019.

Ma non finisce qui, non si parla solo di vulnerabiltà e protezione di dati: i nuovi cyber attacchi mettono a rischio anche le pubbliche amministrazioni, le infrastrutture. Gli attacchi bypassano i controlli di sicurezza dei firewall, così da avere facile accesso ai dati sensibili archiviati sui server Web. Qui sotto il grafico che ripota i principlai attacchi nelle reti italiane [Fonte: ISPI – Kaspersky LAB]

[Fonte: ISPI – Kaspersky LAB]

Covid19 e spazio cibernetico: deepfake e fakenews l’era pericolosa della disinformazione

Il rischio che sta comportando la pandemia presente però non è solo legato al settore della cyber security ma a quello delle fake news che corrono in rete. Non solo: spesso video manipolati e alterati, creano notizie e false informazioni inganevvoli, volte ad influenzare l’opionone pubblica e mettendo a rischio la vera informazione. Ne abbiamo già parlato in Deepfake: video manipolati nell’era dell’Intelligenza artificiale.

Spesso però non si tratta solo di infodemia ma di veri a propri attacchi di ingegneria sociale. Non per nulla IspiOnline riporta che “sono state rilevate anche operazioni di disinformazione attraverso canali più tradizionali effettuate o promosse da attori legati a potenze straniere. Il fine, in questo caso, sarebbe quello di delegittimare la risposta delle democrazie occidentali rispetto alla pandemia in corso, rafforzando pertanto l’appeal dei regimi più illiberali”.

L’informazione in questo modo sta subendo una vera e propria minaccia.

Approfondisci su: Fake News: l’informazione sotto minaccia | Andrea Biraghi

Covid19: le app per il tracciamento e la privacy

Ultimo ma non meno importante è la questione tra privacy e tracciamento dei positivi al Covid19: si apre così un dibattito importante tra la necessità di tracciare i contagi e l’annosa questione privacy. Di seguito si ripare anche un’altra questione: quanto sono compatibili sicurezza informatica e privacy?

Qui sotto la discussione nel seminario IISFA sulla tracciabilità cellulari e covid19, cyber security e protezione dei dati.

Intelligenza Artificiale quali rischi e quali opportunità?

Intelligenza artificiale: quali sono i rischi e le opportunità della tecnologia AI per l’uomo?

Intelligenza artificiale: quali sono i rischi e le opportunità- Andrea Biraghi
Intelligenza Artificiale pro e contro

Yuval Noah Harari, tra i più grandi pensatori contemporanei, ha affermato che facciamo parte di una delle ere migliori della storia dell’umanità, ma al tempo stesso anche una delle più turbolente. In questa sera ci sono tre sfide importanti che l’umanità deve affrontare:

  1. La possibilità di una guerra nucleare
  2. Il collasso ecologico
  3. La tecnologia destabilizzante, ovvero l’ascesa dell’Intelligenza artificiale

L’intelligenza artificiale e la bio-ingegneria secondo Harari, destabilizzeranno non solo l’economia e la società, ma perfino il corpo umano. Uno dei temi più rilevanti del suo pensiero rigarda il rapporto tra l’uomo e la tecnologia.

La tecnologia è quindi buona o catttiva? Lo stotico contemporaneo, in un’intervista a SkyTg24 risponde: “la tecnologia da sola non è né il problema, né la soluzione. Alla fine dei conti spetta sempre alla società decidere cosa fare con la tecnologia“. Ogni tecnologia si può usare infatti in modi molto diversi: treni, radio, televisione, automobili, elettricità possono essere usati per creare regimi fascisti, dittature comuniste e poi democrazie liberali.

Intelligenza Artificiale rischi e opportunità: il sondaggio pro e contro

Intelligenza artificiale: quali sono i rischi per l’uomo e quale è la famosa parte oscura di questa tecnologia? Cosa ne pensano le persone?

BVA DOXA, in collaborazione con WIN, ha svolto un sondaggio mondiale sulle nuove tecnologie, coinvolgendo 30.890 persone in 40 Paesi. I risultati potrebbero soprendervi!

Alla domanda: «Quanto sarebbe favorevole al fatto che in futuro l’Intelligenza Artificiale sostituisca le attività svolte dal personale medico?» solo il 7% si dichiara favorevole ad una totale sostituzione, con valori più alti in India (24%), Libano (22%) e Cina (17%). Ciò potrebbe denotare una minore fiducia nel sistema sanitario di quei Paesi e rappresentare un appello ad un maggiore uso delle tecnologie per la cura dei pazienti.

La maggior parte degli intervistati (53%) a livello mondiale auspica che l’Intelligenza Artificiale sia di supporto ai medici, ma non li sostituisca completamente.

Leggi il risultato del sondaggio sul sito di BVA doxa

Il lato oscuro dell’AI

Quale è il lato oscuro dell’intelligenza artificiale? Quali sono gli scenari futuri di una possibile applicazione di AI malaevola?

Forbes riassume in 4 punti i potenziali scenari futuri non proprio rosei, ovvero dalla manomissione della privacy alla cattiva gestione economica.

  1. Un piccolo numero di giganti della tecnoloia potrebbe monopolizzare l’economia dell’AI
  2. Gli algoritmi potrebbero manipolare i modelli e le transazioni di acquisto o vendita.
  3. L’intelligenza artificiale potrebbe contribuire ad allargare il divario tra leader e ritardatari, tra ricchi e poveri.
  4. Micro-bit di dati personali potrebbero contribuire a creare deepfakes.

Come riporta Focus.it lo scandalo Cambridge Analytica, scoppiato a marzo 2018, ha invece evidenziato l’effettiva capacità dei social media di pilotare la coscienza politica delle persone dando maggiore risalto a certe notizie e a certe fonti di informazione a discapito di altre.

L’AI è una enorme opportunità per il nostro futuro e quello del pianeta

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Andrea Biraghi rassegna stampa Marzo 2020: cybersecurity Italia

Andrea Biraghi rassegna stampa del 26 marzo 2020 e ultime notizie dal mondo della cybersecurity.

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5G e perimetro cibernetico

Come si sta evolvendo l’attività dei servizi segreti nei confronti del 5G?

Se ne parla nella Relazione Annuale al Parlamento 2019 : la Relazione sulla politica dell’informazione per la sicurezza riconosce infatti le armi cibernetiche come lo strumento privilegiato per la conduzione di manovre ostili in danno di target, sia pubblici che privati, di rilevanza strategica per il nostro Paese.

“Obiettivo primario dell’intelligence – viene scritto nella Relazione – ha continuato ad essere il contrasto delle campagne di spionaggio digitale, gran parte delle quali riconducibili a gruppi strutturati di cui è stata ritenuta probabile – alla luce sia delle ingenti risorse dispiegate, sia della selezione dei target, quasi sempre funzionale al conseguimento di obiettivi strategici e geopolitici – la matrice statuale”.

Il potenziamento della resilienza cibernetica del Paese è quanto mai importante: le reti di nuova generazione 5G sono al centro delle attenzioni e rappresentano una sfida a portata globale.

CyberSecurity360 23-03-2020: “Nella Relazione si parla esplicitamente, sulla scorta delle leggi 133/2019, 56/2019 e 105/2019, di monitorare la tecnologia 5G, come ci dice anche il capo del DIS Gennaro Vecchione nell’ambito del cd. Golden Power”.

Leggi tutto l’articolo: 5G e servizi segreti, strategie per la protezione rafforzata degli asset ICT strategici

Andrea Biraghi rassegna stampa 5g e cybesecurity: gli attacchi basati sul SWARM

Andrea-Biraghi

L’avvento del 5G può fungere infine da “catalizzatore” per gli attacchi basati sul Swarm. Si è già parlato di come il suo avvento ponga nuove sfide alla Cyber Security in termini di attacchi di 5 generazione ma si deve anche prendere in considerazione come potrebbero essere vulnerabili anche agli attacchi informatici sostenuti da Stati stranieri.

Leggi su Andrea Biraghi Blog – Attacchi informatici: cosa ci aspetta nel corso del 2020?

Il 5G cambierà il mondo?


Cyber intelligence: prevenire le minacce

Cyber-intelligence

La Cyber Intelligence, che ha un ruolo  importante nella difesa nazionale, può in realtà essere definita come il monitoraggio, l’analisi e il contrasto delle minacce alla sicurezza digitale.

Continua a leggere su AndreaBiraghiBlog.it

L’intelligence, in una miscela di spionaggio fisico e di moderna tecnologia dell’informazione, diventa sempre più indispensabile per la sicurezza informatica perchè in grado di anticipare situazioni ed attacchi; la Cyber Intelligence, considerata soprattutto in ambito militare, si sviluppa su tre livelli: strategico, operativo e tattico.

Photo by Markus Spiske on Unsplash

Con l’introduzione di sistemi di intelligenza artificiale per implementare le misure in materia di sicurezza informatica, le capacità di poter prevenire gli attacchi sono aumentate sino ad arrivare ad individuare l’85% degli attacchi e a ridurre fino a ad un quinto il numero di falsi positivi.

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L’intelligence sulle minacce è un investimento importante per la posizione di sicurezza di un’organizzazione in quanto offre un vantaggio e un anticipo sugli “avversari”, identificando in anticipo gli attacchi informatici.

Ma cosa pensare quando la Cyber Security per prevenire le minacce viene affiancata ed integrata all’Intelligenza artificiale? Sarebbe interessante ribaltare la domanda, ovvero, l’intelligenza artificiale riuscirà a superare i limiti della sicurezza informatica?

Gli algoritmi possono rappresentare un pericolo?

 

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Direttiva NIS e Infrastrutture critiche: sicurezza 2020

Perchè la Direttiva NIS e infrastrutture critiche è un tema caldo per il 2020?

La tecnologia avanza, soprattutto nel campo delle tecnologie ICT connesse: i dispositivi IoT non entrano solo nelle nostre case ma si occupano di gestire anche i dati per le analisi di quelle che vengono considerate “infrastrutture critiche” con lo scopo di proteggerle. Andrea Biraghi – Ultime notizie

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Infrastrutture critiche 2020

Questo è anche un caso italiano: la società WestPole  monitora il Ponte Morandi con un sensore IoT, in fase di sperimentazione. Il dispostivo in grado di registrare e misurare tutte le vibrazioni cui è sottoposta la struttura nell’arco delle 24 ore. Compito del sensore è raccogliere i dati e inviarli ad un gateway, che a sua volta li trasmette al data center. [Fonte: Internet4Things]

Il compito di Westpole è innanzitutto quello di diffondere la trasformazione digitale e renderela scalabile, nel campo dell’informatica delle cose opera per aumentare la competività delle aziende e delle loro performance abilitando l’introduzione dell’Intelligenza Artificiale e dei modelli predittivi. Nel campo delle infrastrutture critiche, per rimanere in teme, si possono così ottenere monitoraggi in tempo reale, controllando in modo veloce la situazione e il superamento delle soglie di sicurezza.

Questo ci fa comprendere come nel 2020 il tema delle infrastrutture critiche rimarrà cruciale, per capirne soprattutto gli scenari futuri. Gli oggetti connessi in rete infati comprendono per ora rischi che non sono da sottovalutare, ad esempio nel settore sanitario, ancora molto vulnerabile.

La Direttiva NIS, nota anche come Direttiva Comunitaria per la sicurezza delle reti e dell’informazione, stabilisce i requisiti minimi di sicurezza per l’informatica. E’ essenziale che reti, sistemi e servizi siano affidabili e sicuri, poichè eventuali incidenti relativi alla sicurezza rappresentano una vera e propria minaccia per il loro funzionamento, ripercuotendosi sulla società. Perchè la stessa città va vista come una grande infrastruttura critica. Per comprenderne l’importanza qui di seguito il documento di InfrastruttureCritiche.it in tema: Direttiva NIS pdf

Sicuramente i dispositivi IoT rappresentano una notevole innovazione ma contemporaneamente la loro fase di sperimentazione è, in modo evidente, molto importante. Anche l’introduzione della nuova rete 5G ha un potenziale estremamente innovativo al pari di vunerabilità di violazioni che non hanno precedenti. In sintesi velocità più elevate offriranno agli hacker la possibilità di colpire più dispositivi e innescare attacchi informatici sempre più grandi. Da qui la necessità che la Cyber Security elabori nuove strategie di difesa.

A valle del recepimento della Direttiva NIS, la Strategia nazionale di sicurezza cibernetica, è un provvedimento che segna un ulteriore passo in avanti verso l’attuazione della direttiva europea, proprio per definire le procedre tecniche per la prevenzione degli incidenti cibernetici.

Il tema della Cyber Security nelle Infrastrutture critiche è stato affrontanto relativamente al quadro normativo presente. Qui di seguito l’intervento di Angelo Tofalo all’Università degli studi di Roma Tor Vergata.

Direttiva NIS e infrastrutture: l’energia elettrica

La Direttiva NIS si applica ai settori e alle infrastrutture critiche, con lo scopo di migliorare le difese delle infrastrutture critiche degli Stati europei. Se solo pensiamo che il comparto energetico, che cerca soluzioni più sostenibili e sicure, passando per la digitalizzazione, si può comprendere come questa infrastruttura critica sia un asset da proteggere contro gli attacchi informatici.

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A diventare più restrittivo della Direttiva Nis sarà il Perimetro Nazionale: quindi verranno presi in considerazione non solo i danni di un attacco ma anche quelli relativi alla violazione dell’integrità di un asset.

Le modifiche al decreto legge approfondiscono la gestione della sicurezza cibernetica nazionale secondo criteri di gradualità del rischio, individuazione di vulnerabilità sin dalla fase dell’approvigionamento e la definizione delle tempistiche associate agli obblighi di notifica.

Anello debole della catena rimane ancora l’errore umano: informazione e formazione restano la chiave per avere tecnici più preparati, programmatori più attenti e utenti più consapevoli e attenti: qusto sarà per molti il vero cambio del 2020.


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5 Libri sulla Sicurezza informatica da non perdere

Tra i migliori libri sulla sicurezza informatica, consigliati anche dagli esperti del settore, ve ne sono alcuni molto interssanti sia in termini accademici che in termini di intrattenimento. Tra questi ve ne solo altri che sono perfettamente in grado di tenere insieme teoria e pratica, ssolutamente da leggere perchè raccontano la storia del nostro tempo, l’era della rivoluzione digitale.

Utili quindi per comprendere appieno la nostra società e il presente, i migliori libri che trattano di sicurezza informatica, tengono anche in considerazione che la trasformazione digitale non è solo tecnologia, ma è molto di più.

Hacking: risolvere un problema in un modo assolutamente non previsto


Jon Erickson, Hacking: The Art of Exploitation
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Per questo la lista dei migliori libri che trattano dell’argomento e da non perdere non è solo una classica lista di manuali e guide tecniche che riassumono gli strumenti del mestiere e gli avanzamenti nel campo. Questo perchè il panorama della sicuerzza informatica è piuttosto complesso. Piuttosto qui troverete i titoli di alcuni libri che parlano di un mondo, raccontanto in modo semplice. Infatti i temi della così detta Cyber Security oggi riguardano tutti noi e più un libro ci terrà icollati oltre la quinta di copertina più l’argomento ci appassionerà e vorremo approfondirlo.

Ecco la lista dei migliori 5.

Libri che raccontano la sicurezza informatica e l’hacking

  1. ‘L’arte dell’Hacking: le idee, gli strumenti, le tecniche degli hacker’, titolo originale “Hacking: The Art of Exploitation”: al primo posto il libro di Jon Erickson con la prefazione di Raoul Chiesa. E’ un libro che racconta le cose dal punto di vista di un hacker ed è questa la cosa interessante: che non bisogna essere tecnici informatici per leggerlo. In generale il libro di Erickson – uno dei maggiori esperti di sicurezza informatica al mondo – è un manuale, sulle idee, gli strumenti e le tecniche degli hacker, (che include nella versione originale anche un live cd in ambiente Linux). Su ZeusNews, potrete trovare una recensione approfondita.
  2. The Art of Invisibility‘, è un altro libro scritto dal famoso hacker Kevin Mitnick, che nelle sue pagine spiega come restare sicuri nell’epoca dei Big Data. Sempre Di Mitnik è un altro interessante libro: ‘Il fantasma nella rete’- titolo originale Ghost in the Wires: My Adventures As the World’s Most Wanted Hacker – ed è la sua autobiografia, che altro non è la storia di Condor uno degli hacker più ricercati al mondo. Le domande restano aperte: chi c’è dietro le maschere di Anonymous e da quali idee sono mossi?
  3. Per chi ama la crittografia non può non leggere ‘Codici & segreti. La storia affascinante dei messaggi cifrati dall’antico Egitto a Internet’ di Simon Singh. Una storia senz’altro affascinante, indubbiamente avvincente e sicuramente appassionante che vede il mondo della crittografia dalla parte di chi cerca di occultare e da chi cerca il modo per violare i messaggi cifrati.
  4. Indubbiamente contemporaneo è ‘Social Engineering: the Science of Human Hacking’ di Christopher Hadnagy, CEO e Chief Human Hacker di Social-Engineer, LLC. L’ingegneria sociale, altro non è che l’arte di sfruttare, influenzare e manipolare le debolezze umane per sferrare nuovi cyber attacchi. Con questo volume, ricco di informazioni pratiche, Hadnagy insegna e sottolinea che nella sicurezza informatica l’elemento umano è sempre l’anello debole.
  5. ‘The Cyber Effect’ di Mary Aiken è l’ultimo libro, per oggi, anche perchè la lista avrebbe potuto essere molto più sostanziosa. A parte avere il merito di rappresentare un’aesplorazione rivoluzionaria del Cyberspazio è una lettura sicuramente da non perdere. Muovendosi tra le sue pagine si affronta la questione di come la tecnologia oggi abbia invaso le nostre vite, cambiando inevitabilmente il nostro comportamento.

Per riassumere le scelte sono state condizionate da un pensiero condiviso: ovvero che la tecnologia non sia buona nè cattiva e l’unica scelta che noi abbiamo è conviverci in modo intelligente. Anche leggendo qualche buon vecchio libro di carta, qualche volta.

Intanto…buona lettura. Andrea Biraghi.



Cyber Crime e Sicurezza Andrea Biraghi

Cyber Crime: nuovi tipi di ransomaware

Cyber Crime: il nuovo ransomware basato su Node.js si chiama Nodera. Riscontrato da Quick Heal Security Labs, durante le attività di “caccia alle minacce” secondo il CERT-PA non ha ancora colpito l’Italia ma si continua a monitorarne gli ulteriori sviluppi per realizzare le difese di sicurezza necessarie.

Secondo la società di analisi Forrester gli attacchi ransomware sono triplicati e gli incidenti causati “cresceranno poichè tenere in ostaggio i dati è un percorso rapido verso la monetizzazione”. I cyber attacchi e gli incidenti sono quindi destinati ad aumentare.

Ma non solo perhè i criminali informatici stanno diffondendo ransomaware fuori dal comune.

Cyber Crime e Sicurezza Andrea Biraghi
Cyber Crime e Cyber Security 2020

L’uso del framework Node.js infatti non è comune nelle famiglie di malware: questo ransomware è unico nel suo genere e utilizza il framework Node.js, che gli consente di infettare il sistema operativo basato su Windows.

Node.js: cosa è e come funziona

Ma cosa è Node.js? Per addentrarci in un’analisi tecnica Node.js è un ambiente runtime JavaScript open-source, multipiattaforma che esegue codice JavaScript all’esterno di un browser e basato sul motore JavaScript V8. V8, a sua volta, è il motore JavaScript e WebAssembly ad alte prestazioni open source di Google, scritto in C ++.

Implementa ECMAScript e WebAssembly e funziona su Windows 7 e successivi, MacOs 10.12 e successivi e sistemi Linux (processori: x64, IA-32, ARM o MIPS)

Nodera, un nuovo e orribile ransomware progettato dal Cyber Crime

Il nuovo ransomware Nodera, che risulta ancora in fase di sviluppo, può facilmente infettare durante la navigazione online: il tutto può accadere cliccando su un file HTA malevolo.

Qui si seguito potrete trovare tutti i dettagli tecnici necessari: Quick-Heal e Forum Sans ISC InfoSec

Le modalità di Nodera, afferma Difesa e Sicurezza, sarebbero simili agli altri ransomware: “come di consueto, una volta eseguito, il ransomware cifra i file e aggiunge l’estensione “.encrypted”. All’utente appare un file HTML con la nota di riscatto” (0.4 Bitcoin).




Andrea Biraghi Cyber Security reti neurali machine learning

Reti neurali artificiali nella sicurezza della rete

Reti neurali artificiali: l’intelligenza artificiale, sempre più utilizzata per prevedere, identificare ed eliminare minacce informatiche, sta per rivoluzionare la CyberSecurity?

Andrea Biraghi Cyber Security reti neurali machine learning

Dal punto di vista dell’utilizzo sul campo, l’introduzione di strumenti di Machine Learning ha permesso oggi di gestire problematiche che richiedono analisi estremamente lunghe e complesse. L’aspettativa per i vantaggi che l’applicazione dell’Intelligenza Artificiale potrà portare alla CyberSecurity è attualmente molto alta perchè le nuove risorse di aiuto potrebbero derivare direttamente dall’AI. Attualmente l’Ai viene utilizzata per prevedere le minacce, identificare le vulnerabiltà e arrestare i Cyber Attacchi più velocemente.

La velocità nel 2020 è diventata infatti indispensabile e per un essere umano analizzare grandi volumi di dati è pressochè impossibile, questo è il caso di un gran numero di data log relativi agli attacchi informatici.

In che modo quindi l’Intelligenza Artificiale potrebbe rivoluzionare la sicurezza informatica del futuro?

Leggi anche Cyber Security e AI le sfide del 2020

Agenda Digitale spiega quali sono i progressi fatti nel campo analizzando un recente rapporto di Forrester Research: tra questi la biometria e l’elelaborazione del linguaggio neurale. Se la biometria può contribuire a ridurre i tassi di frode e migliorare il livello di sicurezza contro gli attacchi cche utilizzano credenziali rubate, la tecnologia legata all’elaborazione del linguaggio naturale (NLP) è in grado di leggere e comprendere i testi scritti dall’uomo. IBM Watson per la Cybersecurity, ad esempio, comprende il testo scritto e quindi può essere utilizzato ai fini di un’analisi aggiuntiva.

Non solo la Forrester si è cimentata in questa ricerca, se ne è parlato anche alla tavola rotonda durante evento Hot Topics on Networking and Cybersecurity organizzato da NetEvents in Portogallo: ossia quali possano essere gli effettivi utilizzi dell’intelligenza artificiale per potenziare le capacità predittive dei sistemi e quindi difendere dagli attacchi in modo ottimale. Roark Pollock, SVP Marketing di Ziften Technologies (soluzioni cloud di protezione degli endpoint) ha affermato che oggi non si possa ancora concretamente parlare di vera e propria AI applicata alla cybersecurity, ma al contempo NLP e machine learning hanno compiuto importanti progressi.

E’ comunque un dato di fatto che lo sviluppo e l’applicazione dell’Intelligenza Artificiale sta progredendo ovunque e naturalmente il settore della sicurezza delle informazioni e quello della Cyber Security sono inclusi. Le tecnologie di ML e AI sono state studiate per la loro applicazione nell’ambito della Cyber Security in TIM, al tempo della costruzione della piattaforma di Big Data di Security.

Le reti neurali artificiali oggi svologono un ruolo sempre più importante nella gestione della rete: tecnologia che resa più flessibile e sciura potrebbe sempre più migliorare il rilevamento di falsi allarmi. Allo stato di fatto la quantità di ricerca condotta sull’applicazione di reti neurali per rilevare le intrusioni sono limitate, anche se diversi studi hanno rilevato che l’utilizzo di reti neurali artificiali può identificare un attacco in situazioni ove le regole non sono note e con maggior coerenza. Le sfide future sono l’affidabilità e la precisione nell’identificazione delle intrusioni in rete non sicure.

Le reti neurali di Google Brain

Le reti neurali di Google Brain hanno imparato da sole a nascondere i segreti, cifrandoli: il team di ricerca di Google, noto come Google Brain, ha dimostrato che una rete neurale artificiale può apprendere autonomamente a nascondere il contenuto dei propri messaggi durante le sue interazioni comportamentali. Basato sulla comunicazione di tre diverse reti neurali, soprannominate Alice, Bob ed Eve, appositamente istruite a comunicare fra di loro, il progetto ha dato risultati strabilianti.

Leggi l’articolo su CyberSecurity Startup Italia

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Cyber Security 2020: cosa si prevede?

Cyber Security 2020: a pochi giorni del World Economic Forum (WEF) si discute già delle questioni più urgenti che il mondo si trova ad affrontare.

Soprattutto giono dopo giorno la tecnologia non solo diviene sempre più avanzata ma è costantemente in sviluppo. La società, in base ad una connettività continua, sta cambiando e facendo crescere l’utilizzo di sempre più piattaforme: datacenter, cloud e dispositivi Internet degli oggetti (IoT). Nel 2020 questa prima tendenza continuerà ad aumentare. Quale sarà il prezzo da pagare? Naturalmente le nostre accresciute vulnerabilità: più siamo connessi più i dati divengono vulnerabili.

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Cyber Security 2020

Se solo guardiamo i progressi degli ultimi due anni, i risultati di analisi e reports sulla sicurezza informatica riportano il fatto che la Cyber Security non solo è diventata la garanzia di protezione, efficacia e resilenza ma anche il tallone d’Achille per una nuova innovazione. I progressi entusiasmanti dell’Intelligenza Artificiale (AI) e dell’Internet delle cose (IoT) ne sono un esempio.

Le principali previsioni sulla Cyber Security del 2020, o le tendenze in crescita, come si preferisce chiamarle, oltre ad analizzare a fondo cosa sta funzionando o meno e guardano comunque al futuro per esaminare nuove soluzioni informatiche alle nuove minacce che stanno per presentarsi.

Oltre a ransomware più mirati, nuovi attacchi al Cloud e attravreso la tecnologia deepfake, tutti concordano sul fatto che la sicurezza informatica sia oggi e lungo il 2020, soprattutto, più importante che mai. L’FBI ha difatti ultimanente ammorbidito la propria posizione nei confronti dei ransomware sempre più dannosi: in alcuni casi viene ammesso quindi il pagamento del riscatto per porteggere azionisti, clienti e gli stessi dipendenti. Inoltre, si prevede che con le elezioni presidenziali degli Stati Uniti del Novembre 2020 che i deepfakes venranno sfruttati per tentare di screditare i candidati e inviare messaggi politici fasli agli elettori attraverso i social media.

Dorit Dor, della Check Point Technologies, riassume i trend della sicurezza informatica in tre sezioni principali: la guerra cibernetica Est-Ovest, che si intensificherà, nuove vulnerabilità dovute alle tecnologie del 5G e dello Iot e il ripensamento della tecnologia Cloud da parte delle aziende che hanno bisogno di nuove architetture più flessibili su cloud che offrano protezione scalabile a velocità elevata.

Cyber Security 2020 e gli attacchi di quinta generazione


Lo sviluppo della tecnologia 5G e dell’Internet of Things aumenteranno le vulnerabilità degli utenti: si parla di attacchi informatici di quinta generazione su larga scala. Molte aziende però non sono ancora preparate contro attacchi di questo tipo: multi-dimensionali, multi-stadio, multi-vettore, polimorfici, in poche parole estremamente articolati.

Ma cosa è un attacco di Quinta Generazione? Un attacco cibernetico estremanente pericoloso e a grande scala, progettato per infettare più componenti di un’infrastruttura informatica, comprese le reti, le macchine virtuali istanze cloud e i dispositivi endpoint. Un attacco di questo tipo è in grado di superare le barriere di difesa dei FireWall: primi esempi di questo tipo di tacchi sono stati NotPetya e WannaCry.

Le soluizioni attuate sino ad oggi sono state quelle di diminure la superficie di attacco, prevedere le minacce in tempo reale e l’utilizzo di Firewall con funzioni avanzate di nuova generazione (NGFW).

Andrea Biraghi privacy e dati ultime notizie

Privacy e dati personali: nasce la Global Privacy Assembly

Privacy e Dati Personali: tra le linee strategiche definite dalla XXXXI Conferenza internazionale delle Autorità per la protezione dei dati (ICDPPC) la privacy è riconosciuta al primo posto come diritto fondamentale per il buon funzionamento delle democrazie. L’ICDPPC ha fissasto inoltre i punti chiave della sua azione tra cui: lotta ai messaggi inneggianti al terrorismo sui social media, cooperazione tra le Autorità nella tutela dei dati personali e riduzione dell’errore umano nelle violazioni dei dati (data breaches).

Si è deciso inoltre di garntire alla rete di Autorità Privacy un’organizzazione permamente, operativa e più strutturata: la Global Privacy Assembly (GPA)

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Privacy

Il piano strategico della GPA per il 2019-2021 riguarda una serie di priorità strategiche tra cui:

  • la promozione della privacy globale nell’era digitale
  • un ambiente normativo con standard chiari ed elevata protezione dei dati
  • massimizzare la voce della GPA, migliorandone il ruolo, rafforzando le relazioni con gliorganismi internazionali.
  • sviluppare le capacità e le conoscenze dei suoi membri attrverso le miglori pratiche.

Privacy e Dati Personali. Il documento del piano strategico 2019-2021 mette la cooperazione al centro del suo operato: nel supportare le autorità di tutto il mondo e migliorando la prevenzione, l’individuazione, la deterrenza e la soluzione efficaci dei problemi relativi alla protezione dei dati, garantendo coerenza e prevedibilità nella protezione delle informazioni personali in tutto il mondo.

Privacy e Dati Personali: misure e salvaguardie per ridurre i rischi

C’è bisogno di un profondo ripensamento volto all’impegno nell’introdurre misure e salvaguardie per ridurre i rischi per il trattamento dei dati personali: soprattutto per quanto riguarda le piattaforme utilizzate nei processi aziendali. Queste ultime andrebbero riprogettate, ripensate e riottimizzate alla luce dei paradigmi introdotti dal GDPR. Il problema maggiore si presenta nella valutazione dei rischi.

Ecco perchè in una riunione dell’European Data Protection Board sono state approvate le linee guida sulla Data Protection by Design & Default: linee guida sulla protezione dei dati personali fin dalla progettazione e per impostazione predefinita.

Tra i punti più importanti e su cui si è focalizzata l’attenzione ci sono appunto le piattaforme applicative o technology provider, le quali dovrebbero garantire una progettazione ed un funzionamento in linea con le indicazioni del GDPR.

Leggi di più su AgendaDigitale.eu

Privacy by design e by default: le differenze

L’Art. 25 del Regolamento europeo per la protezione dei dati personali introduce il principio di privacy by design e privacy by default. Il primo concetto, che risale al 2010 e coniato da Ann Cavoukian è basato sula privacy come impostazione di default: i problemi quindi vanno valutati nella fase di progettazione, in base al principio del prevenire e non correggere e l’utente viene messo al centro di tutto.

La privacy by default, ovvere la protezione per impostazione predefinita, riguada invece la non eccessività dei dati raccolti: il sistema del trattamento dei dati quindi dovrebbe essere in misura necessaria e sufficiente per le finalità previste e per il periodo strettamente necessario a tali fini.

Andrea Biraghi Leonardo cyber security

CyberSecurity Leonardo: ultime notizie

Cybersecurity Leonardo (ex Finmeccanica) guarda al Centro di Valutazione e Certificazione nazionale.

Alessandro Profumo, CEO di Leonardo, in occasione del discorso di apertura di Cybertech Europe 2019, ha ricordato che il gruppo” è disposto a ricoprire un ruolo chiave nel panorama europeo della sicurezza informatica”

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CyberSecurity

Il 21 novembre è entrata in vigore la legge che definisce il perimetro di sicurezza cibernetica nazionale. L’Italia così accelera la consapevolezza sul tema della sicurezza informatica ma non solo: la strada che si sta percorrendo è quella che procede verso la costituzione di un Comando delle operazioni in rete che riunisca tutte le capacità delle Forze armate nel settore cyber.

Leonardo Spa (ex Finemccanica), attivo nei settori della difesa, dell’aerospazio e della sicurezza, dovrebbe avere un ruolo cruciale. Barara Poggiali, in un’intervista a Wired ha affermato che Leonardo SpA potrebbe avere “un ruolo per fare certificazioni e assicurare la resilienza“. In particolare Leonardo guarda al Centro di Valutazione e Certificazione nazionale (Cnvc) istituito presso il Ministero dello Sviluppo Economico (Mise), con il compito di analizzare le tecnologie critiche delle reti e dei sistemi informativi. Il Cnvc infatti che sarà dotato di un laboratorio interno per analizzare prodotti hardware e software si appogegrà anche a centri esterni accreditati”.

CyberSecurity Leonardo: la sicurezza della distribuzione energetica

Il 6 Dicembre al Forum CyberSecurity svoltosi a Napoli, si è dicusso delle necessarie iniziative di cooperazione pubblico/privato in tema di sicurezza informatica, e quidni del bisogno di facilitare il dialogo tra Governo, Industria e Università per valorizzare e implementare le competenze ingegneristiche in materia di Cyber Security.

La CyberSecurity infatti, al di là di rappresentare una fondamentale importanza in senso militare e quidni una questione nodale per la difesa del Paese, riguarda i servizi come quello della distribuzione energetica, i sistemi bancari e l’assistenza sanitaria tanto per citarne alcuni.

La divisione Cyber di Leonardo, è infatti al lavoro sul progetto europeo Secure Gas, per la protezione delle reti di distribuzione del gas a livello continentale. Ombretta Arvigo, specialista della divisione CyberSecurity di Leonardo ha affermato infatti che: “si va sempre più verso un modello e soluzioni di sicurezza che mettono insieme la sicurezza ‘fisica’ di reti e strutture con la loro sicurezza ‘cyber’. Perché mondo reale e digitale sono sempre più intrecciati e interconnessi”.

Tra le preziose partnership di Leonardo c’è infatti anche il nome di Saipem: l’occasione di riunire questi due grandi nomi è stato il Cyber attacco del 2018: occasione che ha visto la Saipem iniziare ad investire non solo su innovazione e nuove tecnologie ma anche nella formazione del personale (Cyber Security Awareness).

Alla tavola rotonda hanno partecipato: Alberto Manfredi (Head of Cyber Information & Security – Business support, di Leonardo Spa); Marco Tulliani (Chief information Security Officer di Bnl Spa); Nicola Sotira (Direttore della Fondazione GcSec).

Leonardo CyberSecurity e NATO, ultime notizie

AndreaBiraghiCyberSecurity.com| Leonardo CyberSecurity e NATO: le minacce informatiche alla sicurezza stanno diventando non solo sempre più frequenti ma complesse, distruttive e coercitive.

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L’obiettivo della NATO e dei suoi alleati è quello però quello di adattarsi sempre di più al panorama delle minacce informatiche, affidandosi a difese sempre più forti e resistenti per gestire i rischi e soprattutto la sicurezza. Leonardo collabora con l’agenzia NCI dal 2012 per proteggere le infrastrutture dei sistemi di comunicazione e informazione della NATO. Non è poco, perché Leonardo è a tutti gli effetti il “cyber defence mission partner” della NATO, alla quale garantisce servizi di protezione dalle minacce informatiche in tutto il mondo (oltre 70.000 utenti). Nel 2016 Leonardo e NCIA hanno firmato l’IPA (Industrial Partnership Agreement), un accordo di partnership industriale per condividere informazioni sulla sicurezza informatica.

Il nuovo accordo, invece, che porta il nome di “NCIRC — CSSS” (NATO Security Incident Response Capability — Cyber Security Support Services) riguarda le attività di sicurezza cibernetica erogate da Leonardo (ex Finmeccanica) nell’ambito del programma NCIRC — FOC (Full Operational Capability). Ovvero, per altri 18 mesi vengono estesi i servizi di protezione per supportare e aumentare la resilienza dell’Alleanza Atlantica nello svolgimento della propria missione in circa 29 paesi a livello globale. Parallelamente NATO e UE stanno rafforzando la loro cooperazione in materia di difesa informatica, in particolare nei settori dello scambio di informazioni , formazione, ricerca ed esercitazioni.

La difesa informatica, infatti, fa parte del compito principale della NATO di difesa collettiva: nel luglio del 2016, gli Alleati hanno infatti riaffermato il mandato difensivo della NATO, riconoscendo il cyberspazio come un dominio di operazioni in cui bisogna difendersi con la stessa efficacia che ha in aria, a terra e in mare.

Leonardo oltre la CyberSecurity: Ocean 2020

Leonardo oltre la CyberSecurity.

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Andrea Biraghi ultime notizie su Cyber Security

Andrea Biraghi — Cyber Security News

La Cyber guerra dell’informazione

Andrea Biraghi ultime notizie su Cyber Security | Novembre 2019

Sono le parole di Sean McFate, ex paracadutista americano e ora consigliere del Pentagono, che ci fanno pensare di essere in un film di Hollywood, ma la cyber war, afferma McFate non è come i film ci vogliono fare credere.

In un articolo del Telegraph UK McFate afferma che “quando le persone pensano al cyber pensano al sabotaggio, ma il vero potere del cyber è l’informazione; plasmare la percezione della realtà della gente e creare una storia. Questo è il futuro della guerra, non dei carri armati. È un modo per entrare nella società e per eroderla dall’interno”.

La guerra così per Sean McFate non riguarda più solo le armi e la potenza di fuoco: “ci sono molti altri modi per vincere e perdere”.

Come? Disinformazione, offuscamento, software dannoso e sfruttamento dell’uso dei social media da parte dei leader nazionali; tra alcune delle nuove linee sul fronte informatico.

Leggi la notizia su Telegraph.co.uk

Vuoi leggere più notizie sul fronte della Cyber Guerra? Leggi Andrea Biraghi blog e le ultimie notizie in materia di cyber security.

Israele: leader della difesa contro le minacce informatiche

Andrea Biraghi ultime notizie su Cyber Security | Novembre 2019

Assolutamente “pericoloso” contro le minacce fisiche, lo Stato di Israele sta aumentando il suo ruolo di leader nel mondo della difesa contro le minacce virtuali: intervista a Uri Ben Yaacov di DIFESAonline al direttore dello sviluppo e ricercatore senior presso l’International Institute for Counter-Terrorism (ICT) e docente presso la Lauder School of Government, Diplomacy & Strategy nel campo dell’open source intelligence (OSINT), delle simulazioni e delle leggi e del terrorismo.

Le minacce informatiche in Israele sono considerate allo stesso modo di quelle fisiche e Israele è profondamente coinvolto nello sviluppo di nuove tecnologie, sia nel settore governativo che in quello privato, soprattutto per quanto riguarda le tecnologie in generale e in particolare quelle applicabili al dominio cibernetico.

Sin dalle scuole gli studenti vengono incoraggiati a studiare e approfondire materie come scienza, tecnologia, ingegneria e matematica, perchè è una priorità del governo aiutare a preparare le generazioni future alle sfide del futuro.

Leggi di più sul successo dell’industria della Cyber security di Israele su DifesaOnline.it

La Russia testa le difese contro la Cyber War e si disconnette da Internet

Mosca – La Russia ha promulgato una nuova controversa legge chiedendo la creazione di una rete Internet domestica che consentirebbe al Paese di disconnettersi dal World Wide Web. Il Cremlino ha promosso la legislazione come un’importante misura di sicurezza informatica, ma c’è chi sostiene che il suo vero obiettivo sia quello di rafforzare il controllo del governo su Internet e di comprendere come Internet possa continuare a funzionare anche se il paese fosse tagliato fuori dal Web Globale.

“In queste condizioni, sono necessarie misure di protezione per garantire il funzionamento a lungo termine e stabile di Internet in Russia, aumentando l’affidabilità delle risorse Internet russe”, afferma la legislazione.

I test si svolgeranno almeno una volta all’anno a livello federale e regionale: due delle più grandi aziende tecnologiche del paese, come Yandex e Mail.ru, hanno espresso il loro sostegno all’iniziativa.

Leggi di più su CNSnews.com 

Putin disconnette l’Internet della Russia dal resto del mondo

È imminente un test che consentirà di scollegare temporaneamente le comunicazioni online russe dal resto della Rete globale in nome della sicurezza informatica e della sovranità nazionale.

Leggi di più su LaStampa


Cyber Security Leonardo Finmeccanica: ruolo chiave in Europa

L’impegno di Leonardo nella sicurezza informatica “è talmente profondo che abbiamo creato la Divisione Cyber Security, al fine di ampliare il nostro portfolio e le nostre competenze in questo settore e incrementare la nostra portata globale”. [Alessandro Profumo, CEO di Leonardo].

Divisione Cyber Security Leonardo. Mentre gli attacchi informatici crescono in maniera esponenziale, con un incremento di intrusioni pari al 1.000% l’Europa si trova a dover prendere decisioni riguardo un’autonomia strategica.

Questo è emerso durante il Cybertech Europe 2019, durante il quale i manager di Leonardo hanno affermato la loro volontà di ricopire un ruolo chiave nel panorama europeo della sicurezza informatica. Al Cybertech vi erano molti temi chiave di cui parlare: rete 5G, blockchain intelligenza artificiale, tecnologia quantistica, ma la sicurezza informatica, le minacce dei criminali informatici e le loro implicazioni sono rimaste in prima linea.

Leggi l’articolo su ADNKronos.com

Leonardo: il campione italiano della difesa e della Cyber sicurezza

Per Leonardo scatta l’ora della Cyber Security: un giro d’affari che si aggira sui 400 milioni che può ancora crescere in modo significativo. Barbara Poggiali, capo della divisione Cyber Security di Leonardo afferma che il mercato si articola su tre blocchi: “C’è un mondo della difesa governativo, il cui cliente principale è Consip per gli appalti della pubblica amministrazione. Poi uno legato alle forze di polizia. Infine la difesa delle infrastrutture critiche”.

La strategia sarebbe quella di aumentare i partners e consolidare i rapporti con quelli già esistenti, per prepararsi alle nuove sfide, come le reti di quinta generazione e l’Internet delle cose (IoT): prima verranno le grandi aziende ma nel breve termine si guarderà anche a quelle medie e piccole. 

Leggi la notizia su Wired.it

Crossword Cyber Security e Leonardo firmano un Memorandum d’Intesa

Leonardo e Crossword Cyber Security, società di commercializzazione di tecnologia focalizzata sulla sicurezza informatica e sui rischi hanno firmato un’intesa o Memorandum Of Understanding (MoU).

La collaborazione, grazie alla specializzazione sempre più forte di Crossword in risk assurance systems, consentirà a Leonardo di utilizzare Rizikon Assurance per migliorare, a livello globale, la valutazione e le pratiche di gestione dei rischi, migliorando ulteriormente i risultati per tutti i clienti.

Il Mou afferma inoltre l’intenzione di collaborare attraverso più flussi di lavoro, compreso un accordo per fare offerte per determinati contratti significativi in ​​più settori per tutto il 2020, utilizzando la soluzione di gestione dei rischi di punta di Crossword Rizikon Assurance e la vasta esperienza di Leonardo nell’integrazione, cyber e assicurazione di terze parti.

Leggi l’articolo su SecurityInformed.com

Cyber resilenza: le nuove piattaforme su cui scommettere

Leonardo scommette sulle nuove piattaforme per migliorare la resilenza contro gli attacchi informatici: Decision Support System (DSS), il Cyber Range & Training e il Critical Infrastructure Security. Le piattaforme sono aggiornabili, modulabili, scalabili e adattabili e utilizzando nuove tecnologie come l’Intelligenza Artificiale (AI) o la Blockchain.

Leonardo: le nuove piattaforme sono indispensabili per proporre nuovi scenari che diverranno cruciali per una cyber roadmap europea e l’autonomia strategica nazionale.Leggi la notizia su AnalisiDifesa.it

Ingegneria Sociale: l’arte di hackerare gli umani

Cosa è l’Ingegneria Sociale? E’ l’arte di sfruttare le debolezze umane attrvaerso  lo studio del comportamento individuale al fine di carpire informazioni utili e furti di identità, commettendo atti di criminalità informatica. Ecco i nuovi cyber attacchi che sfruttano le debolezze umane!

Articolo estratto da  Andrea Biraghi Medium.

Ingegneria sociale Andrea Biraghi Cyber Security
Photo by Yeshi Kangrang on Unsplash

L’Ingegneria sociale comprende un insieme di tecniche utilizzate per ottenere informazioni utili e dati sensibili da altri mediante la manipolazione psicologica e sfruttare le debolezze per raggiungere obiettivi a proprio beneficio.

E’ molto importante, visto la pericolosità di tali attacchi che le aziende oggi vengano sensibilizzate alla formazione dei propri dipendenti per evitare fenomeni di data breach. Tra gli esperti sta prevalendo l’idea di un necessario approccio multidisciplinare al problema, tecnico e umano (antropologico) assieme, per affrontare il fenomeno che rispetto al 2017 è in forte crescita (56.9% -Rapporto Clusit 2019 — Agenda Digitale).

Cosa è l’ingegneria sociale e perchè sepre più spesso ne sentiamo parlare?

Ingegneria Sociale: perché sempre più spesso ne sentiamo parlare?

Questo argomento preme al settore della Cyber Security nella misura in cui gli attacchi messi in moto dall’ingegneria sociale, sfruttando le debolezze umane, possano mettere in moto degli attacchi basati su computer.

Gli attacchi quindi possono essere di due tipi: attacchi basati sulla persona e attacchi basati sui computer.Per entrambi vi è il solito modus operandi:viene selezionata la vittima (meglio se facilmente manipolabile) e vengono raccolte informazioni, viene staibilito un contatto con la vittima che subisce la manipolazione, terminato l’attacco il criminale sparisce nel nulla.

Oggi, purtroppo, molte piccole e media aziende — le più colpite — sono vulnerabili a questo tipo di attacchi a causa della troppa fiducia, della paura o mancanza di conoscenza. Altre cause si trovano e si identificano nei 6 principi di Roberto Cialdini, psicologo statunitense e noto per la sua fama internazionale nel campo della psicologia della persuasione. I sei principi, meglio conosciuti come “Cialdini’s 6 Principles of Influence”, meglio spiegati da Chiheb Chebbi in un articolo completo su Peerlyst, sono:

  • Reciprocità
  • Impegno e coerenza
  • Riprova sociale
  • Gradimento
  • Autorità
  • Scaristà

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