Month: April 2020

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Fake news e Covid19: la disinformazione corre online

Fake News e Covid19: i pericoli del virus sono anche online, cosa sta succedendo e quali sono le strategie messe in atto dalla cybersecurity per contrastare la disinformazione? L’informazione online è sotto minaccia?

Qui di seguito una piccola rassegna stampa per comprendere cosa c’è in gioco e la direzione che si sta prendendo per contrastare le attività criminali informatiche legate all’informazione online?

Di seguito l’interssante intervento di PierLuigi Paganini a riguardo: “COVID-19: Disinformazione e impatto sull’educazione.

Fake news e Covid19: il report dell’UE

Fake news e Covid19

Su Wired.it il titolo non lascia spazio ad interpretazioni: l’Ue ha modificato un report sulle fake news a tema coronavirus per accontentare la Cina.

Cosa significa? che a seguito delle molte pressioni diplomatiche di Pechino il dossier sulla disinformazione relativa al Covid19 è stato modificato. E’ stato il New York times a scoprirlo. Il report è stato pubblicato sul sito della European Union External Action (Eeas) il 24 Aprile 2020, ma non si tratterebbe della sua versione ufficiale.

Quindi, se nella prima stesura la Cian veniva incolpata di avere condotto una campagna di disinformazione globale circa la pandemia di Covid19, nella seconda le accuse sono state ridimensionate.

Leggi l’articolo su Wired.it

Su SputnikNews invece, protagonista sempre un dossier Europeo – pubblicato dal Financial Times e che riguarda una presunta campagna di disinformazione russa, si legge che il ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov accusa l’Unione Europea di non aver fornito alcun dato sulla presunta campagna di disinformazione della Russia sull’epidemia di coronavirus.

Leggi la notizia su SputnikNews.it

Cosa è davvero la disinformazione e come si spiega?

Alla domanda riponde LaVoce.info, che cerca di fare chiarezza sul fenomeno disinformazione rispondendo alla domanda su come si configurerebbe – grazie alle fake news – un tentativo di influenza estera e quindi una minaccia alla società occidentale democratica.

La Commissione europea ha definito la disinformazione come “l’aggregato di informazioni false o ingannevoli che sono create, annunciate e divulgate, per trarre vantaggi economici o per plagiare intenzionalmente le persone, e che potrebbero causare un pericolo pubblico”

Per chiarire la questione, illuminanti sono le considerazioni dell’Istituto europeo per gli studi di sicurezza (Euiss): “se uno stato volesse minare alla coesione e alla forza di una società democratica e aperta, allora attaccare la fiducia che i cittadini ripongono nelle loro istituzioni politiche e nei loro processi normativi rappresenterebbe un ovvio punto di partenza. Diffondere falsità […] è la via ideale per preparare i passi ulteriori in un contesto di minacce ibride”. 

Leggi tutto su LaVoce.info – Covid e disinformazione, istruzioni per l’uso*

Come contrastare fake news a cyber crime?

Questa volta è TheInnovationGroup.it a faci chiarezza, stilando un utile elenco utilizzando i consigli di CERT-PA per difendersi dalle minacce online:

  • Non installare software sconosciuti o di dubbia provenienza, soprattutto se a seguito di sollecitazioni via mail. Nel caso sia un tecnico della vostra amministrazione/azienda a richiedere l’installazione, verificate attentamente il contesto: la mail era attesa? le frasi sono scritte con grammatica corretta? il software da installare ha un fine specifico? Eventuali link nella mail puntano a siti conosciuti? il mittente è corretto?
  • I criminali si attengono al tema dei pagamenti, degli ordini o delle tasse per invogliarci a farci aprire un documento Word o Excel; inutile dire che anche il tema coronavirus è stato usato per questi fini. Non scaricare file compressi con estensione ZIP, RAR, TAR, GZ;
  • Non cliccare su link che provengono da fonti sconosciute o sono allegati a messaggi sospetti;
  • Prima di aprire un documento Word verificare che l’estensione sia DOCX e diffida delle estensioni DOCM o DOC;
  • Prima di aprire file Excel verifica che l’estensione sia XLSX e diffida delle estensioni XSLM o XLS;
  • Mantenere aggiornati i software;
  • Non inserire mai username e password di lavoro su siti o programmi che non siano i tuoi o dell’amministrazione e dell’azienda per cui lavori.

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Covid19 e spazio cibernetico: il contagio corre anche sul digitale

Covid19 e spazio cibernetico: mentre il coronavirus si diffonde tra le persone, con la stessa velocità circolano fake news in rete, e disinformazione in rete, creando in modo rapido confusione e poca certezza delle fonti di informazione.

In un articolo di IspiOnline, “La pandemia ed il virus 2.0” si parla di propagazione della pandemia di Coronavirus sul quinto dominio, ovvero lo spazio cibernetico. Le ripercussioni sono sintetizzate in tre macro settori:

  1. Attacchi cibernetici
  2. Fake News | Disinformazione
  3. Privacy e Controllo
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Mentre gli attacchi informatici crescono, diventando sempre più veloci e mirati e prendendo di mira i settori ancora troppo vulnerabli come le strutture sanitarie, alcuni si dimostrano impreparati ad affrontare le nuove sfide che il Covid19 ci impone. Tra questi la a stessa Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS). Il settore sanitario è, ogni giorno, sempre più bersagliato a livello globale: un importante contributo per comprendere la situazione sanitaria in materia di sicurezza informatica lo ha dato il rapporto Clusit 2019.

Ma non finisce qui, non si parla solo di vulnerabiltà e protezione di dati: i nuovi cyber attacchi mettono a rischio anche le pubbliche amministrazioni, le infrastrutture. Gli attacchi bypassano i controlli di sicurezza dei firewall, così da avere facile accesso ai dati sensibili archiviati sui server Web. Qui sotto il grafico che ripota i principlai attacchi nelle reti italiane [Fonte: ISPI – Kaspersky LAB]

[Fonte: ISPI – Kaspersky LAB]

Covid19 e spazio cibernetico: deepfake e fakenews l’era pericolosa della disinformazione

Il rischio che sta comportando la pandemia presente però non è solo legato al settore della cyber security ma a quello delle fake news che corrono in rete. Non solo: spesso video manipolati e alterati, creano notizie e false informazioni inganevvoli, volte ad influenzare l’opionone pubblica e mettendo a rischio la vera informazione. Ne abbiamo già parlato in Deepfake: video manipolati nell’era dell’Intelligenza artificiale.

Spesso però non si tratta solo di infodemia ma di veri a propri attacchi di ingegneria sociale. Non per nulla IspiOnline riporta che “sono state rilevate anche operazioni di disinformazione attraverso canali più tradizionali effettuate o promosse da attori legati a potenze straniere. Il fine, in questo caso, sarebbe quello di delegittimare la risposta delle democrazie occidentali rispetto alla pandemia in corso, rafforzando pertanto l’appeal dei regimi più illiberali”.

L’informazione in questo modo sta subendo una vera e propria minaccia.

Approfondisci su: Fake News: l’informazione sotto minaccia | Andrea Biraghi

Covid19: le app per il tracciamento e la privacy

Ultimo ma non meno importante è la questione tra privacy e tracciamento dei positivi al Covid19: si apre così un dibattito importante tra la necessità di tracciare i contagi e l’annosa questione privacy. Di seguito si ripare anche un’altra questione: quanto sono compatibili sicurezza informatica e privacy?

Qui sotto la discussione nel seminario IISFA sulla tracciabilità cellulari e covid19, cyber security e protezione dei dati.

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Cyber tecnologie e digitalizzazione: in Italia serve innovazione

Cyber tecnologie e digitalizzazione: il mondo si trova ad una svolta e proprio durante l’emergeza Covid-19 ci si sta rendendo conto del ruolo che la tecnologia digitale sta avendo in questo momento.

L’emergenza sanitaria, inoltre, ha spinto gran parte dell’Italia ad una digitalizzazone forzata, laddove non vi era nè esperienza nè preparazione: ciò rappresenta una grande opportunità ma anche una grande sfida per il nostro Paese.

L’Italia ha bisogno di aumentare la sua preparazione a livello di sicurezza informatica: molte aziende oggi infatti sono esposte al rischio di vulnerabilità. I criminali informatici sono sempre in agguato, pronti a capitalizzare tutto ciò che può rappresentare un loro beneficio: sono pronti persino ad usare la crisi sanitaria globale come un’opportunità per colpire organizzazioni e individui vulnerabili.

Secondo Agenda Digitale, in questo momento aziende, start up ma anche i singoli cittadini rivestono un ruolo centrale per portare ancora più valore al Paese attraverso le nuove tecnologie da applicare: si parla – e solo per citarne alcune – di intelligenza artificiale, droni, robot, reti di nuova generazione, analisi video real-time o tecnologia IoT.

Il digitale quindi per il nostro Paese rappresenta anche una ripartenza per stare la passo con l’innovazione a livello interazionale e qui vengono elencati smart working, applicazioni di eGovernment, telemedicina ed eLearning, eCommerce, remote banking, digitalizzazione della supply chain e della logistica, ma la lista sarebbe ancora lunga.

Cyber tecnologie e digitalizzazione in Italia: quali sono le sfide

Sicuramente in Italia le sfide alla digitalizzazione non riguardano solo preparazione tecnica e problemi tecnici e di banda: si parla di cambiamento che non riguarda solo l’innovazione tecnologica ma anche e soprattutto l’ambito culturale. La tecnologia da sola potrebbe non bastare: bisogna pensare a riprogettare anche le stesse città.

“La smart city non è dunque restare tutti a casa con la fibra e nemmeno avere la SIM con i Giga” afferma Agenda Digitale. Dalla crisi determinata dalla pandemia di Covid-19 si potrà uscire solo con la ri-progettazione dello spazio/tempo in cui viviamo e non cercando di aggiungere/appiccicare strumenti digitali a modelli territoriali e sociali del passato, rigidi ed inefficaci nel gestire la complessità.

Leggi l’articoolo su AgendaDigitale.eu – Telelavoro e teledidattica? Non basta la tecnologia: riprogettiamo le città

Intelligenza Artificiale quali rischi e quali opportunità?

Intelligenza artificiale: quali sono i rischi e le opportunità della tecnologia AI per l’uomo?

Intelligenza artificiale: quali sono i rischi e le opportunità- Andrea Biraghi
Intelligenza Artificiale pro e contro

Yuval Noah Harari, tra i più grandi pensatori contemporanei, ha affermato che facciamo parte di una delle ere migliori della storia dell’umanità, ma al tempo stesso anche una delle più turbolente. In questa sera ci sono tre sfide importanti che l’umanità deve affrontare:

  1. La possibilità di una guerra nucleare
  2. Il collasso ecologico
  3. La tecnologia destabilizzante, ovvero l’ascesa dell’Intelligenza artificiale

L’intelligenza artificiale e la bio-ingegneria secondo Harari, destabilizzeranno non solo l’economia e la società, ma perfino il corpo umano. Uno dei temi più rilevanti del suo pensiero rigarda il rapporto tra l’uomo e la tecnologia.

La tecnologia è quindi buona o catttiva? Lo stotico contemporaneo, in un’intervista a SkyTg24 risponde: “la tecnologia da sola non è né il problema, né la soluzione. Alla fine dei conti spetta sempre alla società decidere cosa fare con la tecnologia“. Ogni tecnologia si può usare infatti in modi molto diversi: treni, radio, televisione, automobili, elettricità possono essere usati per creare regimi fascisti, dittature comuniste e poi democrazie liberali.

Intelligenza Artificiale rischi e opportunità: il sondaggio pro e contro

Intelligenza artificiale: quali sono i rischi per l’uomo e quale è la famosa parte oscura di questa tecnologia? Cosa ne pensano le persone?

BVA DOXA, in collaborazione con WIN, ha svolto un sondaggio mondiale sulle nuove tecnologie, coinvolgendo 30.890 persone in 40 Paesi. I risultati potrebbero soprendervi!

Alla domanda: «Quanto sarebbe favorevole al fatto che in futuro l’Intelligenza Artificiale sostituisca le attività svolte dal personale medico?» solo il 7% si dichiara favorevole ad una totale sostituzione, con valori più alti in India (24%), Libano (22%) e Cina (17%). Ciò potrebbe denotare una minore fiducia nel sistema sanitario di quei Paesi e rappresentare un appello ad un maggiore uso delle tecnologie per la cura dei pazienti.

La maggior parte degli intervistati (53%) a livello mondiale auspica che l’Intelligenza Artificiale sia di supporto ai medici, ma non li sostituisca completamente.

Leggi il risultato del sondaggio sul sito di BVA doxa

Il lato oscuro dell’AI

Quale è il lato oscuro dell’intelligenza artificiale? Quali sono gli scenari futuri di una possibile applicazione di AI malaevola?

Forbes riassume in 4 punti i potenziali scenari futuri non proprio rosei, ovvero dalla manomissione della privacy alla cattiva gestione economica.

  1. Un piccolo numero di giganti della tecnoloia potrebbe monopolizzare l’economia dell’AI
  2. Gli algoritmi potrebbero manipolare i modelli e le transazioni di acquisto o vendita.
  3. L’intelligenza artificiale potrebbe contribuire ad allargare il divario tra leader e ritardatari, tra ricchi e poveri.
  4. Micro-bit di dati personali potrebbero contribuire a creare deepfakes.

Come riporta Focus.it lo scandalo Cambridge Analytica, scoppiato a marzo 2018, ha invece evidenziato l’effettiva capacità dei social media di pilotare la coscienza politica delle persone dando maggiore risalto a certe notizie e a certe fonti di informazione a discapito di altre.

L’AI è un’enorme opportunità per il nostro futuro e quello del pianeta

Smart-working

Smart Working e formazione online: quando l’emergenza è un’opportunità

Smart working ed emergenza Covid-19: l’emergenza richiede continuità operativa ed efficienza, non ci si può fermare del tutto ma lo si deve fare in tutta sicurezza. L’epidemia qundi ha costretto le aziende italiane ad una digitalizzazione forzata: laddove si era comunque rimasti indietro si è dovuto fare uno sforzo per mettersi alla pari.

Smart-working

Molte aziende ed istituzioni hanno scelto questa strada: InfoCamere, ad esempio, grazie a sistemi cloud based e server virtualizzati è riuscita a mantenere la continuità dei servizi, estenendendo lo smart working alla maggioranza degli addetti per un totale di 2.500 connessioni telematiche private.

“In pochi giorni, seguendo l’evoluzione dei Decreti del Presidente del Consiglio, abbiamo attivato lo smart working per il personale di InfoCamere verificando la copertura dei requisiti tecnologici oltreché presidiando i profili di produttività attesi; al contempo abbiamo abilitato le Camere di Commercio richiedenti alla possibilità di ricorrere allo smart working per il proprio personale, presidiando organizzazione ed infrastrutture nell’intento di garantire a imprese e professionisti i consueti livelli di accessibilità e fruizione dei servizi online camerali”.

Leggi la notizia su AgendaDigitale.eu

Smart Working e Smart Learning: i contributi per la formazione a distanza

Non solo smart working: importanti sono anche i contributi per la formazione a distanza. E’ così che il team di Samsumg Italia ha deciso di dare il proprio contributo, attivando alcuni moduli di formazione a distanza per gli studenti.

Il progetto si chiama  Samsung Smart Learning e si concretizza con la creazione del Samsung Smart Learning Kit, un utile strumento per la gestione ottimale della didattica a distanza, che sarà distribuito ad oltre 60.000 docenti in tutta Italia.

Leggi tutto su DataManager.it

In tema di gestione di risorse umane, invece Zucchetti ha recentemente incluso, tra le sue soluzioni per la gestione delle Risorse Umane, la piattaforma di learning e gamification Skillato: un prodotto mobile-first e user friendly, grazie al quale i dipendenti possono sperimentare il vero significato dell’employee engagement.

Cosa è Skillato? In sintesi un prodotto innovativo che consente alla aziende di utilizzare la tecnica del “gioco” sia per fare formazione- smart learnng – che per stimolare partecipazione e comportamenti attivi tra i dipendenti.

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Solidarietà digitale: digitalizzazione e innovazione

Il Ministero per l’Innovazione tecnologica e la Digitalizzazione e Agid hanno lanciato Solidarietà digitaleuna collaborazione tra sfera pubblica e privata con l’obiettivo di supportare aziende e cittadini. Tra i servizi resi disponibili e-learning e iniztiave per lo smart working.

Su AgendaDigitale la lista delle aziende che hanno aderito all’iniziativa.