Blog sulla sicurezza informatica e l’informazione dei sistemi

Andrea Biraghi, Cyber Security manager e direttore della divisione Security and information Systems, lavora da anni per il mantenimento della sicurezza dei sistemi informativi. In una società sempre più digitalizzata ed interconnessa è divenuto ormai indispensabile prendere atto delle minacce esistenti nella rete Internet: solo un costante impegno ed aggiornamento rendono possibile affrontare e combattere i Cyber criminali e riprendersi in fretta dalla loro violazioni. La posta in gioco è alta e la sicurezza dei servizi web è fortemente legata al nostro sviluppo economico: basti pensare al rapido aumento delle connessioni, degli utenti, l’aumento del valore di numerose transazioni effettuate attraverso le reti, la crescita delle imprese legate al commercio elettronico.

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Come costruire una vera agilità aziendale | Andrea Biraghi: sfide e opportunità post Covid

Costruire una vera agilità aziendale o business agility e imparare a cavalcare l’onda delle opportunità – e delle sfide – post Covid significa puntare al massimo valore di competitività a lungo termine (o più lungamente possibile). Agilità e flessibilità, di cui a lungo parliamo, sono ora i punti di partenza per migliorare le proprie capacità, visioni, la propria innovazione e diventare infine punto di riferimento, di motivazione e ispirazione per i propri impiegati.

Ma che cosa si intende per agilità aziendale? E’ proprio la capacità di un’organizzazione di adattarsi ai cambiamenti dei mercati, internamente ma anche esternamente. Siginifca poter rispondere in modo flessibile alle esigenze dei clienti, adattarsi e adattare il cambiamento in modo produttivo, sena compromettere la sua qualità e soprattutto avere – in modo continuo – un vantaggio competitivo.

Articolo tratto da:

Building Up Business Agility – Andrea Biraghi per Longitude #106

Agilità e flessibilità: imparare a cavalcare l’onda delle opportunità post Covid

L’agilità aziendale riguarda l’evoluzione di valori, comportamenti e capacità: oggi le azeinde che seguono vecchi modelli corrono il rischio di affondare. Se invece le aziende e gli individui che le compongono guardano all’adattamento, alla creatività, all’innovazione e alla resilienza allora, in un momento di incertezza, quale può essere il post dell’epidemia Covid – consente di superare complessità ed incertezze, arrivando a risultati migliori e ad un diverso livello di benessere per tutti.

Agilità e flessibilità aziendale: le sfide tecnologiche

Per essere pronti al cambiamento bisogna avere ben presenti le sfide tecnologiche che la società e il “new normal” stanno imponendo: non solo l’Italia, ma molti paesi in Europa, come Francia, Spagna, ma anche Germania, durante l’epidemia di Coronavirus, si sono rivelati impreparati alla nuova sfida. Soprattutto per quanto riguarda il lavoro da remoto e la protezione dei dati.

Lavoro da remoto: un impatto sicuramente forte lo ha avuto la nuova modalità di lavoro che molte aziene hanno dovuto obbligatoriamente sostenere: chi non ne ha sofferto sono le aziene più sviluppate, soprattutto quelle legate al settore tech e digital. Soprattutto la riduzione del numero di persone che si recano in uffcio ha avuto un impatto molto positivo sull’ambiente, il che ha significato: meno traffico, meno inquinamento, qualità di vita maggiore. Ma il lavoro da remoto ha espanso anche i rischi delle imprese e gli attacchi informatici sono aumentati in modo esponenziale.

Protezione dei dati: i dati rappresentano la vera ricchezza di un’azienda. Proteggerli significa permettere all’azienda di mantenere la sua competitività sul mercato. A causa dei cyber attacchi le aziende perdono milioni di dollari ogni anno e sono colpite maggiormente con attacchi nelle sezioni appetibili della ricerca e dello sviluppo. Più grande è un’azienda più il perimetro della sicurezza deve essere espanso: ciò significa trovare anche il miglior compromesso tra sicurezza e lavoro.

Ma il miglior compromesso significa che solo le aziende che saranno in grado di proteggere l’intero perimetro saranno in grado di portare avanti il lavoro da remoto. Questo non significa solo una sfida tecnologica ma una sfida umana: il 90% degli attacchi è infati derivato dall’inconsapevolezza e scarsa preparazione degli impiegati nella sicurezza informatica. Ciò significa che la consapevolezza deve essere accresciuta, che biosgnerebbe investire di più nella sicurezza informatica che insegna ad utilizzare gli strumenti giusti. Ciò significa agilità: essee in grado di fare fronte alle sfide della nostra trasformazione digitale, in modo efficiente ed efficace

L’articolo è tratto da Longitude n° 106 e – Andrea Biraghi, Building Up Business Agility – qui sotto la versione integrale in lingua inglese.

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Covid19 e spazio cibernetico: il contagio corre anche sul digitale

Covid19 e spazio cibernetico: mentre il coronavirus si diffonde tra le persone, con la stessa velocità circolano fake news in rete, e disinformazione in rete, creando in modo rapido confusione e poca certezza delle fonti di informazione.

In un articolo di IspiOnline, “La pandemia ed il virus 2.0” si parla di propagazione della pandemia di Coronavirus sul quinto dominio, ovvero lo spazio cibernetico. Le ripercussioni sono sintetizzate in tre macro settori:

  1. Attacchi cibernetici
  2. Fake News | Disinformazione
  3. Privacy e Controllo
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Mentre gli attacchi informatici crescono, diventando sempre più veloci e mirati e prendendo di mira i settori ancora troppo vulnerabli come le strutture sanitarie, alcuni si dimostrano impreparati ad affrontare le nuove sfide che il Covid19 ci impone. Tra questi la a stessa Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS). Il settore sanitario è, ogni giorno, sempre più bersagliato a livello globale: un importante contributo per comprendere la situazione sanitaria in materia di sicurezza informatica lo ha dato il rapporto Clusit 2019.

Ma non finisce qui, non si parla solo di vulnerabiltà e protezione di dati: i nuovi cyber attacchi mettono a rischio anche le pubbliche amministrazioni, le infrastrutture. Gli attacchi bypassano i controlli di sicurezza dei firewall, così da avere facile accesso ai dati sensibili archiviati sui server Web. Qui sotto il grafico che ripota i principlai attacchi nelle reti italiane [Fonte: ISPI – Kaspersky LAB]

[Fonte: ISPI – Kaspersky LAB]

Covid19 e spazio cibernetico: deepfake e fakenews l’era pericolosa della disinformazione

Il rischio che sta comportando la pandemia presente però non è solo legato al settore della cyber security ma a quello delle fake news che corrono in rete. Non solo: spesso video manipolati e alterati, creano notizie e false informazioni inganevvoli, volte ad influenzare l’opionone pubblica e mettendo a rischio la vera informazione. Ne abbiamo già parlato in Deepfake: video manipolati nell’era dell’Intelligenza artificiale.

Spesso però non si tratta solo di infodemia ma di veri a propri attacchi di ingegneria sociale. Non per nulla IspiOnline riporta che “sono state rilevate anche operazioni di disinformazione attraverso canali più tradizionali effettuate o promosse da attori legati a potenze straniere. Il fine, in questo caso, sarebbe quello di delegittimare la risposta delle democrazie occidentali rispetto alla pandemia in corso, rafforzando pertanto l’appeal dei regimi più illiberali”.

L’informazione in questo modo sta subendo una vera e propria minaccia.

Approfondisci su: Fake News: l’informazione sotto minaccia | Andrea Biraghi

Covid19: le app per il tracciamento e la privacy

Ultimo ma non meno importante è la questione tra privacy e tracciamento dei positivi al Covid19: si apre così un dibattito importante tra la necessità di tracciare i contagi e l’annosa questione privacy. Di seguito si ripare anche un’altra questione: quanto sono compatibili sicurezza informatica e privacy?

Qui sotto la discussione nel seminario IISFA sulla tracciabilità cellulari e covid19, cyber security e protezione dei dati.

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Cyber tecnologie e digitalizzazione: in Italia serve innovazione

Cyber tecnologie e digitalizzazione: il mondo si trova ad una svolta e proprio durante l’emergeza Covid-19 ci si sta rendendo conto del ruolo che la tecnologia digitale sta avendo in questo momento.

L’emergenza sanitaria, inoltre, ha spinto gran parte dell’Italia ad una digitalizzazone forzata, laddove non vi era nè esperienza nè preparazione: ciò rappresenta una grande opportunità ma anche una grande sfida per il nostro Paese.

L’Italia ha bisogno di aumentare la sua preparazione a livello di sicurezza informatica: molte aziende oggi infatti sono esposte al rischio di vulnerabilità. I criminali informatici sono sempre in agguato, pronti a capitalizzare tutto ciò che può rappresentare un loro beneficio: sono pronti persino ad usare la crisi sanitaria globale come un’opportunità per colpire organizzazioni e individui vulnerabili.

Secondo Agenda Digitale, in questo momento aziende, start up ma anche i singoli cittadini rivestono un ruolo centrale per portare ancora più valore al Paese attraverso le nuove tecnologie da applicare: si parla – e solo per citarne alcune – di intelligenza artificiale, droni, robot, reti di nuova generazione, analisi video real-time o tecnologia IoT.

Il digitale quindi per il nostro Paese rappresenta anche una ripartenza per stare la passo con l’innovazione a livello interazionale e qui vengono elencati smart working, applicazioni di eGovernment, telemedicina ed eLearning, eCommerce, remote banking, digitalizzazione della supply chain e della logistica, ma la lista sarebbe ancora lunga.

Cyber tecnologie e digitalizzazione in Italia: quali sono le sfide

Sicuramente in Italia le sfide alla digitalizzazione non riguardano solo preparazione tecnica e problemi tecnici e di banda: si parla di cambiamento che non riguarda solo l’innovazione tecnologica ma anche e soprattutto l’ambito culturale. La tecnologia da sola potrebbe non bastare: bisogna pensare a riprogettare anche le stesse città.

“La smart city non è dunque restare tutti a casa con la fibra e nemmeno avere la SIM con i Giga” afferma Agenda Digitale. Dalla crisi determinata dalla pandemia di Covid-19 si potrà uscire solo con la ri-progettazione dello spazio/tempo in cui viviamo e non cercando di aggiungere/appiccicare strumenti digitali a modelli territoriali e sociali del passato, rigidi ed inefficaci nel gestire la complessità.

Leggi l’articoolo su AgendaDigitale.eu – Telelavoro e teledidattica? Non basta la tecnologia: riprogettiamo le città

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Smart Working e formazione online: quando l’emergenza è un’opportunità

Smart working ed emergenza Covid-19: l’emergenza richiede continuità operativa ed efficienza, non ci si può fermare del tutto ma lo si deve fare in tutta sicurezza. L’epidemia qundi ha costretto le aziende italiane ad una digitalizzazione forzata: laddove si era comunque rimasti indietro si è dovuto fare uno sforzo per mettersi alla pari.

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Molte aziende ed istituzioni hanno scelto questa strada: InfoCamere, ad esempio, grazie a sistemi cloud based e server virtualizzati è riuscita a mantenere la continuità dei servizi, estenendendo lo smart working alla maggioranza degli addetti per un totale di 2.500 connessioni telematiche private.

“In pochi giorni, seguendo l’evoluzione dei Decreti del Presidente del Consiglio, abbiamo attivato lo smart working per il personale di InfoCamere verificando la copertura dei requisiti tecnologici oltreché presidiando i profili di produttività attesi; al contempo abbiamo abilitato le Camere di Commercio richiedenti alla possibilità di ricorrere allo smart working per il proprio personale, presidiando organizzazione ed infrastrutture nell’intento di garantire a imprese e professionisti i consueti livelli di accessibilità e fruizione dei servizi online camerali”.

Leggi la notizia su AgendaDigitale.eu

Smart Working e Smart Learning: i contributi per la formazione a distanza

Non solo smart working: importanti sono anche i contributi per la formazione a distanza. E’ così che il team di Samsumg Italia ha deciso di dare il proprio contributo, attivando alcuni moduli di formazione a distanza per gli studenti.

Il progetto si chiama  Samsung Smart Learning e si concretizza con la creazione del Samsung Smart Learning Kit, un utile strumento per la gestione ottimale della didattica a distanza, che sarà distribuito ad oltre 60.000 docenti in tutta Italia.

Leggi tutto su DataManager.it

In tema di gestione di risorse umane, invece Zucchetti ha recentemente incluso, tra le sue soluzioni per la gestione delle Risorse Umane, la piattaforma di learning e gamification Skillato: un prodotto mobile-first e user friendly, grazie al quale i dipendenti possono sperimentare il vero significato dell’employee engagement.

Cosa è Skillato? In sintesi un prodotto innovativo che consente alla aziende di utilizzare la tecnica del “gioco” sia per fare formazione- smart learnng – che per stimolare partecipazione e comportamenti attivi tra i dipendenti.

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Solidarietà digitale: digitalizzazione e innovazione

Il Ministero per l’Innovazione tecnologica e la Digitalizzazione e Agid hanno lanciato Solidarietà digitaleuna collaborazione tra sfera pubblica e privata con l’obiettivo di supportare aziende e cittadini. Tra i servizi resi disponibili e-learning e iniztiave per lo smart working.

Su AgendaDigitale la lista delle aziende che hanno aderito all’iniziativa.