Blog sulla sicurezza informatica e l’informazione dei sistemi

Andrea Biraghi, Cyber Security manager e direttore della divisione Security and information Systems, lavora da anni per il mantenimento della sicurezza dei sistemi informativi. In una società sempre più digitalizzata ed interconnessa è divenuto ormai indispensabile prendere atto delle minacce esistenti nella rete Internet: solo un costante impegno ed aggiornamento rendono possibile affrontare e combattere i Cyber criminali e riprendersi in fretta dalla loro violazioni. La posta in gioco è alta e la sicurezza dei servizi web è fortemente legata al nostro sviluppo economico: basti pensare al rapido aumento delle connessioni, degli utenti, l’aumento del valore di numerose transazioni effettuate attraverso le reti, la crescita delle imprese legate al commercio elettronico.

Month: October 2021

zero trust

La strategia dei ransomware evolve: la difesa passerà allo zero-trust

La strategia dei ransomware sta evolvendo e la difesa – afferma Daniel Spicer, CSO, Ivanti – passerà allo zero trust. Questo significa microsegmentare la sicurezza.

Zero Trust è un termine coniato dagli analisti di Forrester Research: il suo significato fa riferimento a un’architettura alternativa per la gestione della sicurezza IT. L’approccio Zero Trust, filosoficamente parlando, è basico. Il principio perseguito, infatti è quello di non fidarsi mai e di verificare sempre.

ZeroUnoWeb

La sicurezza quindi va implementata e sicuramente la sua strategia va rivista, in luce di ransomware sempre più frequenti ma anche gravi per per tutte le organizzazioni. Il panorama della sicurezza informatica ha già avvisato: la situazione non farà che peggiorare. 

Gli attacchi informatici e ransomware che hanno scopi economici sono ora crimini multimiliardari e le loro strategie sono sempre più complesse e le aziende pagano per i dati sensibili che diventano pubblicamente disponibili su Internet. Le organizzazioni pagano in media $ 220.298 e subiscono 23 giorni di inattività a seguito di un attacco segnala ThreatPost, e diventa necessario fare di tutto per prevenirli.

Stare un passo davanti al cyber crime: sicurezza e zero trust

Tuttavia stare un passo avanti ai cyber criminali diventa ogni giorno più impegnativo: i moderni ransomware tra ingegneria sociale, phishing e-mail, collegamenti e-mail dannosi e sfruttamento di vulnerabilità in software senza patch si infiltrano e distribuiscono malware. Non lasciano tempo ad uno stop e inoltre man mano che la strategia di sicurezza cambia i cyber criminali si adeguano a loro volta. Questo richiede il monitoraggio in tempo reale.

La sicurezza zero-trust inoltre richiede ad aziende e organizzazioni continue verifiche prima di consentire gli accessi alla rete, la garanzia di sistemi aggiornati, autotrenticazioni implementate e rafforzate, gestione continua di patch e vulnerablità. A ciò viene incontro la tecnologia del deep learning che garantisce un controllo in tempo reale di endpoint, dispositivi perimetrali etc.

Servono perà ulteriori passi avanti per la preventizone delle minacce e soprattutto piani di ripristino. In poche parole come afferma Daniele Spicer biosgna imparare a “prevdere l’imprevedibile”.

Leggi anche: La Sicurezza aerospaziale richiede un approccio qualificato e maturo

Sicurezza aerospaziale andrea biraghi leonardo

La Sicurezza aerospaziale richiede un approccio qualificato e maturo

La sicurezza informatica aerospaziale richiede un approcio qualificato e maturo: questo è stato il messaggio principale della conferenza intenazionale Cyber Security for Aerospace nella sede di Leonardo a Chieti.

La conferenza con l’obiettivo di affrontare e approfondire i temi legati alla sicurezza informatica per il settore aerospaziale ha coinciso con l’inaugurazione della nuova Customer Experience Area di Leonardo e l’ufficializzazione degli ultimi dati relativi al progetto Cyber trainer sviluppato da Leonardo in collaborazione con l’Ateneo Aquilano e la Regione Abruzzo. Cyber Trainer addestrerà gli operatori della cyber security che testarenno nuove tecnologie contro le minacce informatiche.

Sicurezza aerospaziale: il rapporto Kaspersky e Zayed University

Il settore dell’Aerospazio sta attraversando infatti un periodo di cambiamenti tecnologi e digitali radicali: la space economy attrae cifre sempre più ingenti, ma gli attacchi informatici mettono a repentaglio il settore. Ciò confermato anche da un rapporto di Kaspersky in collaborazione con la Zayed University di Dubai, intitolato Cyberthreat profile of space infrastructure.  

Le minacce alle infrastrutture sono esaminate in dettaglio, in un momento in cui sempre più paesi – tra stati e aziende private – stanno puntando in questa direzione, non ultimi gli Emirati Arabi Uniti con la missione Hope.

Finanziata dall’Agenzia spaziale degli Emirati Arabi Uniti, la Zayed University (ZU) ha progettato una camera di simulazione di Marte per studiare l’ambiente del pianeta rosso prima delle missioni con equipaggio. Inoltre, i ricercatori ZU hanno pubblicato una libreria di firme spettrali per l’ambiente degli Emirati Arabi Uniti utilizzando sensori remoti iperspettrali e altri.

L’infrastruttura spaziale comprende sistemi mission-critical come razzi, stazioni orbitali, satelliti, sistemi aerei senza equipaggio, sonde spaziali, robotica e sistemi di comunicazione spazio-terra. Proprio come qualsiasi altra infrastruttura critica, quella spaziale spesso incorpora una rete aziendale che ospita servizi di posta elettronica, servizi elettronici e file server e i dati raccolti da sonde, sistemi e sensori.

La minaccia alle infrastrutture spaziali sta già accadendo: soprattutto negli utlimi anni gli attacchi informatici sono stati diretti ad interrompere le comunicazioni satellitari, sfruttare l’infrastruttura per intercettare le trasmissioni satellitari o rubare informazioni sensibili. La potenziale superficie di attacco è ampia, le possibilità di interruzione sono considerevoli e i potenziali guadagni per gli attori malevoli potrebbero essere molto allettanti.

“Le infrastrutture critiche tradizionali sono state ripetutamente compromesse negli ultimi anni, con conseguenze spesso gravi. Gli esseri umani devono imparare dagli errori del passato e rendere la sicurezza informatica una priorità fin dall’inizio mentre si espandono nello spazio”, ha affermato Maher Yamout, Senior Security Researcher di Kaspersky.

Le economie dei governi di tutto il mondo fanno sempre più affidamento su infrastrutture dipendenti dallo spazio; si è quindi aperta una nuova frontiera per la sicurezza informatica.

Leggi anche: La Sicurezza dei satelliti e dei network della difesa | Andrea Biraghi

In settori come i trasporti e la logistica, i dati sulla posizione vengono registrati regolarmente in tempo reale dai satelliti GPS e inviati ai back office consentendo ai team di monitorare i conducenti e le risorse. Le organizzazioni che hanno avamposti remoti o navi oceaniche ovviamente non possono connettersi online tramite una rete mobile o via cavo, devono invece utilizzare i satelliti per le comunicazioni. Inoltre, i satelliti memorizzano le informazioni sensibili che raccolgono da soli, che potrebbero includere immagini di installazioni militari riservate o infrastrutture critiche. Tutti questi dati sono obiettivi interessanti per vari tipi di criminali informatici.

Andrea Biraghi

hacker di stato

Google alert: aumento di attività da parte di Hacker di stato

Google avvisa dell’aumento di attività da parte di hacker di stato: nel 2021 in totale 50.000 avvisi, un aumento di quasi il 33% rispetto allo stesso periodo nel 2020. Questo picco è in gran parte dovuto al blocco di una campagna di un gruppo russo noto come APT28 o Fancy Bear.

Hacker di stato: il gruppo APT35

Ma non solo Google si concentra anche su un gruppo legato alle Guardie rivoluzionarie iraniane, noto come APT35, o Charming Kitten, che conduce regolarmente attacchi di phishing, dove, ad esempio, viene utilizzata un’e-mail per indurre qualcuno a consegnare informazioni sensibili o per installare malware.

All’inizio del 2021, APT35 ha compromesso un sito web affiliato a un’università del Regno Unito per ospitare un kit di phishing. Gli aggressori hanno inviato messaggi di posta elettronica con collegamenti a questo sito Web per raccogliere credenziali per piattaforme come Gmail, Hotmail e Yahoo. Agli utenti è stato chiesto di attivare un invito a un webinar (falso) effettuando l’accesso. Il kit di phishing richiederà anche codici di autenticazione inviati ai dispositivi.

APT35 si affida a questa tecnica dal 2017: nel mondo accademico, nel giornalismo, nelle ONG, nella politica estera e nella sicurezza nazionale. Google descrive in dettaglio le forme di attacco del gruppo APT35, che includono: tentativo di caricare spyware nel Google Play Store, attacchi di phishing,  bot sul servizio di messaggistica di Telegram per notificare quando gli utenti sono entrati in un sito di phishing. Google sottolinea e avverte: la Guardia rivoluzionaria iraniana – creato dopo la rivoluzione islamica del 1979 – ha un ruolo chiave nell’ondata di hack sostenuta dallo stato.
Lo stesso gruppo di Teheran – che dispone di un vasto apparato di intelligence – ha preso di mira i membri dello staff della campagna elettorale negli Stati Uniti del 2020.

“Per anni questo gruppo ha dirottato account, distribuito malware e utilizzato nuove tecniche per condurre lo spionaggio in linea con gli interessi del governo iraniano”.

Ajax Bash, membro del team di analisi delle minacce di Google

Leggi anche: Campagne di spionaggio e hacking: Russia e USA

Attacchi ransomware nel settore sanitario: il rapporto Mandiant

Aumentano gli attacchi ransomware al settore sanitario mentresocietà di sicurezza informatica americana Mandiant – in un nuovo rapporto – sottolinea come un gruppo di criminali informatici noto come “FIN12” stia espandendo le seu operazioni di hacking prendendo di mira ripetutamente il settore. Kevin Mandia, l’amministratore delegato di Mandiant, ha affermato:

“Questo è un gruppo a cui abbiamo risposto tante volte e vogliamo che tutti possano iniziare a difendersi in modo più efficace”

CBS News

Gli hacker del gruppo Mandiant attaccano spegnendo i sistemi, ostacolando l’accesso alle cartelle cliniche dei pazienti e alle immagini radiologiche: ciò aumenta il rischio per tutti i pazienti fino a quando non viene pagato un riscatto.

Nel report completo “FIN12: The Prolific Ransomware Intrusion Threat Actor That Has Aggressively Pursued Healthcare Targets”, Mandiant afferma che il gruppo stia colpendo dal 2018, quindi ben prima della pandemia. Ma viene anche svelato un ndoo centrale, quello dell’affiliazione tra vai gruppi che collaborno insieme. Nel report infatti – dove viene svelata l’attività del gruppo FN12 – viene anche evidenziato come FIN12 abbia partner che gli consentono varie operazioni, come l’accesso iniziale, l’evoluzione delle tattiche, delle tecniche e delle procedure del gruppo e le tendenze nel loro ampio uso di Cobalt Strike BEACON.

Nel sommario viene sinteizzata l’attività principale dei cyber criminali:

  • FIN12 è un gruppo di minacce finanziariamente motivato, attivo almeno da ottobre 2018, specializzato nella distribuzione post-compromissione del ransomware principalmente RYUK.
  • Fin dalla sua prima apparizione, FIN12 ha mantenuto una stretta collaborazione con gli attori delle minacce affiliati a TRICKBOT. Tuttavia, FIN12 ha apparentemente diversificato le sue partnership per le operazioni di accesso iniziale, in particolare nel 2021.
  • FIN12 fa molto affidamento su strumenti e malware disponibili pubblicamente per consentire le proprie operazioni. In quasi ogni singola intrusione FIN12 da febbraio 2020, FIN12 ha utilizzato Cobalt Strike BEACON, ma storicamente hanno utilizzato anche EMPIRE e TRICKBOT come strumento post-sfruttamento.
  • La maggior parte delle vittime di FIN12 osservate ha sede in Nord America, ma il loro targeting regionale si è ampliato nel 2021 in altre regioni, tra cui Europa e Asia Pacifico.

Gli attacchi ransomware del gruppo FN12 si concentrano per circa il 20% sul settore sanitario.

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Nuovo gruppo APT prende di mira i settori carburante, energia ed aviazione

Un nuovo gruppo APT prende di mira i settori carburante, energia ed aviazione: il gruppo non ancora documentato – riporta HackerNews – è stato identificato come responsabile di una serie di attacchi in Russia, Stati Uniti, India, Nepal, Taiwan e Giappone con l’obiettivo di rubare dati da reti compromesse.

Il gruppo di minacce persistenti avanzate (APT) è stato soprannominato ChamelGang dalla società di sicurezza informatica Positive Technologies per le sue capacità camaleontiche, incluso il mascheramento “del malware e dell’infrastruttura di rete sotto servizi legittimi di Microsoft, TrendMicro, McAfee, IBM e Google“.

Inoltre la società avvisa:

Poiché il nuovo gruppo APT ha iniziato a sfruttare le vulnerabilità di ProxyShell negli attacchi per infettare Microsoft Exchange, è possibile che anche i server vulnerabili nel Regno Unito possano essere interessati in futuro. Il gruppo, noto come ChamelGang, sembra essere concentrato sul furto di dati da reti compromesse e i suoi primi attacchi alle relazioni di fiducia 1 sono stati registrati nel marzo 2021.

Positive Technologies Uncovers New APT Group Attacking Russia’s Fuel and Energy Complex and Aviation Production Industry

Denis Kuvshinov, Head of Threat Analysis presso Positive Technologies, spiega:

“Prendere di mira il complesso del carburante e dell’energia e l’industria dell’aviazione in Russia non è l’unico obiettivo: questo settore è uno dei tre più frequentemente attaccati. Tuttavia, le conseguenze sono gravi: il più delle volte tali attacchi portano a perdite finanziarie o di dati: nell’84% di tutti i casi l’anno scorso, gli attacchi sono stati creati appositamente per rubare dati e ciò provoca gravi danni finanziari e di reputazione. Inoltre, le aziende industriali spesso non sono in grado di rilevare un attacco informatico mirato ai loro proprio – credono che le loro difese siano b, e che tali interruzioni siano altamente improbabili.

Ma in pratica, gli aggressori possono penetrare nella rete aziendale di un’impresa industriale più del 90% del tempo e quasi ogni tale invasione porta alla completa perdita di controllo sull’infrastruttura. Più della metà di questi attacchi porta al furto di dati su partner e dipendenti dell’azienda, corrispondenza e documentazione interna.”

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