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Fake News: l’informazione sotto minaccia

Fake News: perchè vengono create?

Notizie false, informazioni inganevvoli, prontamente confezionate per influenzare l’opionone pubblica. Un fenomeno che in questi anni ha subito una crescita esponenziale e che mette a rischio la stessa informazione. Non manca chi da queste “bufale” trae profitto, per fare soldi in minor tempo possibile e sfruttandone tutti i meccanismi che stanno dietro.

La maggior parte delle fake news corre su internet, la maggior parte sui social media, come i popolari facebook o twitter, che hanno anche lo scopo di inquinare il dibattito politico, ma non sono questi il solo canale.

Nel 2019 Facebook si è dovuto tutelare per contrastare le interferenze da parte di Paesi stranieri nelle elezioni presidenziali USA 2020: eliminando account registrati in Russia e Iran. Gli account in questione erano accusati di creare meme e video deepfake anti-Trump. Il numero della loro diffusione è notevole: hanno raggiunto circa 265.000 accounts sui social network. Il numero dei profili chiusi: 78 account Facebook, 11 pagine, 29 gruppi e quattro account Instagram.

Pochi giorni fa la stessa cosa è avvenuta contro le notizia false che stanno correndo velocissime sul web rivelando false informazioni sul virus Covid-19. Migliaia di account di social media collegati alla Russia, affermano i funzionari USA, hanno lanciato – da metà Gennaio- un’azione coordinata per diffondere allarme sul virus, interrompendo gli sforzi globali per combattere l’epidemia. L’intento è seminare disordia, minacciando la sicurezza pubblica. La campagna di disinformazione, come racconta un articolo di LeFormiche.net , “è iniziata un mese fa, in un momento in cui il bilancio in Cina era appena di tre vittime e di sole 200 persone contagiate a Wuhan, scrive Askanews”.

Fake News: la soluzione di contrasto alla disinformazione

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Le fake news discreditano la vera informazione, minacciando anche la libertà di stampa e la verità: il report 2017 di Reporters Sans Frontier spiega il perchè. Continuare ad agire su questo versante è quindi molto imporante.

Una soluzione potrebbe arrivare, come scrive AgendaDigitale “da un’alleanza strategica fra PA, attori privati, esperti del settore provenienti da ricerca e società civile”. L’OCSE, dal canto suo “ha identificato una serie di elementi che limitano la capacità dei governi di utilizzare la comunicazione in modo da sostenere gli sforzi di riforma più ampi”.

Continua a leggere su AgendaDigitale.eu – Comunicazione pubblica antidoto alle fake news: la ricetta Ocse

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Sicurezza informatica: il crimine approfitta di proteste ed epidemie

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Sicurezza informatica: massima attenzione non solo sui malware che girano in questi giorni con campagne malspam ma anche sulle fake news, che in questi giorni rischiano di avere un forte impatto con l’aumentare delle preoccupazioni legate al coronavirus.

Così, mentre Oms e Iss scendono in campo contro le notizie false che crescono in modo esponenziale sui social media, pregando di non dare credito alle fonti non ufficiali, i criminali informatici approfittano della situazione di paura globale ed entrano in azione. Il Coronavirus diventa così un’esca o meglio un’arma di facile portata.

Sicurezza informatica: un malware sfrutta la paura del contagio

E’ di pochi giorni fa il comunicato del Singapore Computer Emergency Response Team che avvisa che i criminali informatici stanno sfruttando la situazione del Wuhan Coronavirus per condurre attività informatiche dannose attraverso mezzi come e-mail o messaggi che inducono gli utenti ad aprire allegati dannosi offrendo ulteriori informazioni relative alla situazione sull’epidemia.

Si cerca così, a livello di sicurezza, di monitorare in modo costante le ultime minacce rilevate attraverso i messaggi di posta elettronica che usano il coronavirus come oggetto, cercando di convincere le vittime ad aprire il contenuto, mascherandosi dietro notifiche ufficiali dei centri di salute pubblica. La prima grande ondata di malware è stata rilevata da IBM X-Force Threat.

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Hong Kong: gli hacker colpiscono due università

Mentre Hong Kong è in subbuglio a causa delle proteste che si sono trasformate in un’opposizione all’ingerenza di Pechino nell’autonomia di Hong Kong, un cyber attacco, basato su malware, cerca di raccogliere e sottrarre dati.

Gli attacchi sarebbero incominciati durante le proteste di Hong Kong di marzo 2019, avrebero nel mirino altre tre università cinesi e sarebbero associati al gruppo Winnti, attivo dal 2011 e farebbe parte dei gruppi di hacker sostenuti dal governo cinese. I ricercatori di Kaspesky hanno scoperto dei collegamenti con la violazione del LiveUpdate di ASUS durante l’Operazione ShadowHammer.

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Un wallpaper malevolo con Kobe Brynat: cryptojacking

Mentre il mondo piange la perdita di Kobe Bryant, leggenda della NBA, i criminali informatici stanno anche qui e come previsto, approfittando della tragedia. Microsoft lo annuncia in un Tweet di oggi. Si tratta di un file HTML con lo sfondo che ritrae Kobe Bryant ma con uno script malevolo.