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La Cyberwar nel 2020: cyber sabotaggi e nemici invisibili

Cyberwar 2020: i cyber sabotaggi sembrano avere nemici invisibili. Nelle ultime settimane infatti l’Iran ha affrontato un’ondata mortale di esplosioni e incendi in siti militari e civili sensibili, tra cui un incidente che ha causato danni enormi a un’importante struttura nucleare. Nessuno così sa ufficialmente perché stia accadendo o chi sia il responsabile.

Nel mese di giugno 2020 intanto – come si legge su SecurityAffairs.it – si sono verificati due attacchi informatici: secondo i funzionari, l’infrastruttura interessata non ha avuto alcun danno.

Cyberwar 2020: cybersabotaggi alle infrastrutture militari e civili

Due esplosioni si sono verificate il 26 Giugno e il 30 Giugno 2020: una abbastanza importante ha colpito il complesso della produzione missilistica di Khojir, considerata vitale per le capacità missilistiche dell’Iran. Una seconda esplosione ha avuto luogo in in una clinica medica a nord della capitale, Teheran – uccidendo 19 persone.

Ma non finisce qui: il 2 luglio 2020, infatti, si è verificata un’altra esplosione seguita da un massiccio incendio nella centrale nucleare sotterranea di Natanz, un componente chiave degli sforzi di arricchimento dell’uranio nel paese, con la conseguenza di un ritardo nella produzione delle centrifughe che potrebbero variare da un periodo di mesi ad anni.

Tutt’ora sembra non sia chiaro cosa sia successo, ma il capo dell’intelligence israeliana, Yossi Cohen – ha dichiarato al New York Times la scorsa settimana che Israele aveva fatto esplodere una bomba. Mentre Dalia Dassa Kaye – direttrice del Center for Middle East Public Policy presso la RAND Corporation- ha affermato che esista concretamente “un modello di escalation e un contesto che suggerirebbe un motivo da parte israeliana per colpire gli iraniani”.

Gli eventi che si sono svolti più di 10 anni fa – Stuxnet – di per sé non possono costituire alcuna prova delle cose che accadono oggi.

Olejnik, cybersecurity researcher and consultant.

Cyberwar 2020: siamo nel pieno di uno cyber guerra tra Israele ed Iran?

Cyberwar 2020: tra gli obiettivi degli attacchi informatici le infrastrutture critiche. Secondo quanto riportato da SecurityAffairs sembra che gli ultimi attacchi gli analisti della sicurezza abbiano affermato che ci troviamo nel mezzo di una guerra cinbernetica in cui Israele e Iran sono tra gli attori.

A Maggio 2020 dopo pochi giorni dall’incursione informatica nel sistema idrico israeliano, un attacco hacker “altamente accurato” ha bloccato il porto di Shahid Rajaee sul Golfo Persico. L’Iran aveva negato di aver compiuto il primo attacco ma la risposta di Israele – se è stata una sua risposta – sembra avere un significato con un messaggio preciso: le infrastrutture civili sono un obiettivo inaccettabile per il cyber.

Tuttavia i funzionari dell’Autorità per l’acqua hanno rivelato altri due attacchi informatici ad altre strutture nel paese: uno degli attacchi ha colpito le pompe idrauliche agricole nella parte superiore della Galilea, mentre l’altro ha colpito le pompe idrauliche nella provincia centrale di Mateh Yehuda. Israele non ha fatto importanti commenti sugli autori dell’attacco ma alcuni funzionari lo hanno attribuito a gruppi APT collegati all’Iran.

Gli attacchi, inoltre, sembrano avre avuto come obiettivo il controllo controllo dei sistemi SCADA negli impianti di trattamento delle acque reflue, nelle stazioni di pompaggio e nelle strutture fognarie.

“La risposta agli attacchi informatici fa parte della difesa del Paese. Se sarà dimostrato che il nostro Paese è stato preso di mira da un attacco informatico, risponderemo “.

Gholamreza Jalali, capo della Difesa Civile

Reuters riporta in ultimo le considerazioni dell’Iran in seguito algli tulimi fatti, affermando che l’Iran ha dichiarato che si vendicherà contro qualsiasi paese che effettui attacchi informatici ai suoi siti nucleari.

Un articolo pubblicato dall’agenzia di stampa statale IRNA ha associato gli incidenti alla possbilità di un sabotaggio di nemici come Israele e gli Stati Uniti. “Finora l’Iran ha cercato di prevenire l’intensificarsi delle crisi e la formazione di condizioni e situazioni imprevedibili”, ha affermato IRNA. “Ma l’attraversamento delle linee rosse della Repubblica islamica dell’Iran da parte di paesi ostili, in particolare il regime sionista e gli Stati Uniti, significa che la strategia … dovrebbe essere rivista.”