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Blog sulla sicurezza informatica e l’informazione dei sistemi

Andrea Biraghi, Cyber Security manager e direttore della divisione Security and information Systems, lavora da anni per il mantenimento della sicurezza dei sistemi informativi. In una società sempre più digitalizzata ed interconnessa è divenuto ormai indispensabile prendere atto delle minacce esistenti nella rete Internet: solo un costante impegno ed aggiornamento rendono possibile affrontare e combattere i Cyber criminali e riprendersi in fretta dalla loro violazioni. La posta in gioco è alta e la sicurezza dei servizi web è fortemente legata al nostro sviluppo economico: basti pensare al rapido aumento delle connessioni, degli utenti, l’aumento del valore di numerose transazioni effettuate attraverso le reti, la crescita delle imprese legate al commercio elettronico.

Tag: blocco tik tok

Protezione dei dati e social media: i più giovani vanno tutelati

Protezione dei dati, social media e minori: intanto Tik Tok – il social network che permette creare e pubblicare video creativi che diventano virali – si deve di fatto fermare in Italia fino al 15 febbraio. La decisione è del Garante Privacy per la riservatezza dei dati personali.

La ragione del blocco sta nella mancanza di strumenti di accertamento sicuri dell’identità e soprattutto dell’età di chi la utilizza. Il blocco così è stato stabilito – per tutti gli account del social – “per i quali non sia stata accertata con sicurezza l’età anagrafica”, che dovrebbe rispettare il divieto dell’iscrizione agli under 13.

Ma è vero? Il blocco è stato disposto fino al 15 febbraio, tuttavia la piattaforma è ancora in funzione…

Il provvedimento applicato ora vieta a TikTok di trattare i dati personali di utenti dei quali non è in grado di verificare l’età. La tesi è che in assenza di una verifica, la piattaforma non può escludere a priori il fatto che anche utenti minori di 13 anni possano utilizzare il suo servizio.

Wired
Umberto Rapetto: il generale della Guardia di Finanza parla dell’allarme TikTok

Ma non solo, anche la Repubblica di San Marino bussa virtualmente alla porta dei colossi di Internet ergendosi ad avamposto dei diritti. Si prospetta quindi una nuova manovra per salvaguardare la sicurezza dei più giovani e la loro privacy online. Un accertamento che – viene assicurato – sarà rigoroso sotto il profilo giuridico e tecnico: da Facebook a Instagram e WhatsApp, a Google con Youtube, e Amazon con Twich e infine Twitter.

Si può pure “chiudere” TikTok, ma poi nascerà un nuovo social o un’altra app di intrattenimento che veicolerà analoghe sfide e competizioni suicide e ci si ritroverà al punto di partenza. Il commento di Umberto Rapetto, direttore di Infosec.news

E’ possibile proteggere la propria privacy e i dati sul web? Si, è possibile, diventando consapevoli delle informazioni che si condividono in rete. la verità, infatti, è che spesso non ci preoccupiamo più di tanto, quando utilizziamo i nostri dati anche quelli più sensibili, credendo giustamente che non avendo nulla da nascondere di male, non sia poi così necessario tutelarci.

Andrea Biraghi – I dati sul web: proteggere privacy e dati è importante soprattutto per i più giovani

La protezione dei dati sui social media: quale soluzione per i più giovani?

Il problema alla base però non riguarda solo la chiusura di una APP ma l’educazione dei più giovani, a cui si dovrebbe insegnare che la loro presenza sul Web non è affatto anonima e che questo ha a che fare con delle responsabilità a partire dalle propri e scelte. Perchè chiusa una app ce ne sarà un’altra e un’altra ancora, non arrivando ad eliminare mai il vero problema. Umberto Rapetto infatti suggerisce di intervenire anche sulle porposte di “esistenza felice off-line”.

Genitori, insegnanti, educatori di qualsivoglia sorta si chiedano cosa hanno fatto per affrontare il tanto inevitabile, quanto prevedibile cambiamento che lo tsunami hi-tech avrebbe determinato ad ogni latitudine. La risposta può variare dal “pochissimo” al “davvero nulla”.

Umberto Rapetto – Si può davvero chiudere TikTok?

In tutto questo i genitori svolgono una importante funzione, quando la propria casa resta il principale luogo di accesso a internet. L’88% dei ragazzi italiani – secondo il report EU Kids Online Italyusa internet a casa ogni giorno.

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