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Blog sulla sicurezza informatica e l’informazione dei sistemi

Andrea Biraghi, Cyber Security manager e direttore della divisione Security and information Systems, lavora da anni per il mantenimento della sicurezza dei sistemi informativi. In una società sempre più digitalizzata ed interconnessa è divenuto ormai indispensabile prendere atto delle minacce esistenti nella rete Internet: solo un costante impegno ed aggiornamento rendono possibile affrontare e combattere i Cyber criminali e riprendersi in fretta dalla loro violazioni. La posta in gioco è alta e la sicurezza dei servizi web è fortemente legata al nostro sviluppo economico: basti pensare al rapido aumento delle connessioni, degli utenti, l’aumento del valore di numerose transazioni effettuate attraverso le reti, la crescita delle imprese legate al commercio elettronico.

Tag: elezioni cybersecurity

Perchè le elezioni USA 2020 sono al centro delle priorità per la sicurezza

Perchè le elezioni USA 2020 sono al centro delle priorità volte alla sicurezza? Le elezioni possono essere violate a livello informatico? Il solo fatto che la sicurezza elettorale sia nel centro del mirino della sicurezza dovrebbe far pensare.

Elezioni USA 2020: la sicurezza come priorità contro gli attacchi informatici

Uno dei rischi principali è la disinformazione che corre sui social insieme alle molte fake news che abbiamo potuto sperimentare tutti durante la prima ondata di pandemia Covid.

Già a Gennaio abbiamo visto che con le elezioni presidenziali degli Stati Uniti 2020 i deepfakes sarebbero stati sfruttati per tentare di screditare i candidati e inviare messaggi politici falsi agli elettori attraverso i social media. Un altro problema che si potrebbe presentare è quello relativo ai ransomware ed ecco perchè c’è in gioco un piano per mettere in sicurezza i database degli elettori registrati. Un ransomware infatti, potrebbe “catturare” i dati degli elettori e mettere in ginocchio i seggi elettorali. e veniamo al punto più interessante, ovvero la ricompensa che il Dipartimento di Stato americano darà a chi darà informazioni utili ad identificare gli hacker che intendono influenzare le elezioni.

Più che una ricompensa Key4Bitz.it parla di una vera e propria taglia di 10 milioni di dollari volta a ottenere “informazioni per l’identificazione o l’ubicazione di qualsiasi persona che, mentre agisce sotto la direzione o sotto il controllo di un governo straniero, interferisce con elezioni federali, statali o locali degli Stati Uniti aiutando o favorendo una violazione della sezione 1030 del titolo 18

Elezioni USA 2020: dubbi sulla sicurezza del voto online

Ma non solo ransomware e deepfake: un nuovo rapporto dei ricercatori del Massachusetts Institute of Technology (MIT) e dell’Università del Michigan discute le vulnerabilità della sicurezza informatica associate a OmniBallot, un sistema basato sul web per la consegna delle schede bianche, la votazione delle schede elettorali e (facoltativamente) il voto online, consentito nello Delaware, in West Virginia e New Jersey. Il sistema di voto online OmniBallot infatti è vulnerabile alla manipolazione da parte di malware sui dispositivi dell’elettore, mettendo anche a repentaglio la segretezza del voto oltre consentire ai criminali di modificare gli esiti senza essere scoperti.

Sicurezza elettorale 2020: difendere l’integrità del voto

Il tema della sicurezza elettorale del 2020 è diventato il punto principale dell’agenda sulla sicurezza informatica per i governi federali, statali e locali. Garantire il processo di voto è fondamentale e come se non bastasse la pandemia di COVID 19 sta contribuendo con effetti diretti ed indiretti oltre alle raffiche incessanti di nuove minacce informatiche. A questo si deve sommare l’impegno attuale della sicurezza perchè le elezioni del 2020 non siano una ripetizione di quelle del 2016 per quanto riguarda l’interferenza straniera (o, peggio ancora, l’hacking) nei processi di voto democratico.

Ma cosa succedeva nel lontano 2016? Nel 2016, gli aggressori russi hanno tentato di hackerare i sistemi di voto controllati dallo stato, incluso il tentativo di violazione di una società di software che fornisce software agli uffici di voto locali per verificare l’identità degli elettori. Il bottino più cispicuo è stato rubare i dati personali di 500.000 elettori in un unico stato. A tutto ciò va sommata la minaccia delle vulnerabilità e delle applicazioni e piattaforme di voto.

Ora più che mai – scrive Repubblica.it – per l’Intelligence Usa non ci sono dubbi, la Russia di Vladimir Putin ha dato il via a una nuova offensiva – proprio come nel 2016, ma con azioni ancora più sofisticate – per danneggiare Joe Biden e far rieleggere Donald Trump alla Casa Bianca. 

Le rinnovate preoccupazioni sull’integrità dei sistemi di voto vedono la sicurezza informatica una delle maggiori minacce del sistema, ampiamente sottofinanziata ed in certa misura trascurata anche negli USA.