Category: cyber security

Andrea Biraghi Cyebr Security Leonardo

Cyber Security 2020: cosa si prevede?

Cyber Security 2020: a pochi giorni del World Economic Forum (WEF) si discute già delle questioni più urgenti che il mondo si trova ad affrontare.

Soprattutto giono dopo giorno la tecnologia non solo diviene sempre più avanzata ma è costantemente in sviluppo. La società, in base ad una connettività continua, sta cambiando e facendo crescere l’utilizzo di sempre più piattaforme: datacenter, cloud e dispositivi Internet degli oggetti (IoT). Nel 2020 questa prima tendenza continuerà ad aumentare. Quale sarà il prezzo da pagare? Naturalmente le nostre accresciute vulnerabilità: più siamo connessi più i dati divengono vulnerabili.

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Cyber Security 2020

Se solo guardiamo i progressi degli ultimi due anni, i risultati di analisi e reports sulla sicurezza informatica riportano il fatto che la Cyber Security non solo è diventata la garanzia di protezione, efficacia e resilenza ma anche il tallone d’Achille per una nuova innovazione. I progressi entusiasmanti dell’Intelligenza Artificiale (AI) e dell’Internet delle cose (IoT) ne sono un esempio.

Le principali previsioni sulla Cyber Security del 2020, o le tendenze in crescita, come si preferisce chiamarle, oltre ad analizzare a fondo cosa sta funzionando o meno e guardano comunque al futuro per esaminare nuove soluzioni informatiche alle nuove minacce che stanno per presentarsi.

Oltre a ransomware più mirati, nuovi attacchi al Cloud e attravreso la tecnologia deepfake, tutti concordano sul fatto che la sicurezza informatica sia oggi e lungo il 2020, soprattutto, più importante che mai. L’FBI ha difatti ultimanente ammorbidito la propria posizione nei confronti dei ransomware sempre più dannosi: in alcuni casi viene ammesso quindi il pagamento del riscatto per porteggere azionisti, clienti e gli stessi dipendenti. Inoltre, si prevede che con le elezioni presidenziali degli Stati Uniti del Novembre 2020 che i deepfakes venranno sfruttati per tentare di screditare i candidati e inviare messaggi politici fasli agli elettori attraverso i social media.

Dorit Dor, della Check Point Technologies, riassume i trend della sicurezza informatica in tre sezioni principali: la guerra cibernetica Est-Ovest, che si intensificherà, nuove vulnerabilità dovute alle tecnologie del 5G e dello Iot e il ripensamento della tecnologia Cloud da parte delle aziende che hanno bisogno di nuove architetture più flessibili su cloud che offrano protezione scalabile a velocità elevata.

Cyber Security 2020 e gli attacchi di quinta generazione


Lo sviluppo della tecnologia 5G e dell’Internet of Things aumenteranno le vulnerabilità degli utenti: si parla di attacchi informatici di quinta generazione su larga scala. Molte aziende però non sono ancora preparate contro attacchi di questo tipo: multi-dimensionali, multi-stadio, multi-vettore, polimorfici, in poche parole estremamente articolati.

Ma cosa è un attacco di Quinta Generazione? Un attacco cibernetico estremanente pericoloso e a grande scala, progettato per infettare più componenti di un’infrastruttura informatica, comprese le reti, le macchine virtuali istanze cloud e i dispositivi endpoint. Un attacco di questo tipo è in grado di superare le barriere di difesa dei FireWall: primi esempi di questo tipo di tacchi sono stati NotPetya e WannaCry.

Le soluizioni attuate sino ad oggi sono state quelle di diminure la superficie di attacco, prevedere le minacce in tempo reale e l’utilizzo di Firewall con funzioni avanzate di nuova generazione (NGFW).

Andrea Birghi Ultime Notizie

Cyber Security Ultime Notizie: cyber attacchi e ransomware

Cyber Security Ultime Notizie: nel 2020 i cyber attacchi e gli incidenti aumenteranno. La notizia di CyberSecItalia si basa sulle previsioni per il prossimo anno della società di analisi. “Gli incidenti causati da attacchi ransomware cresceranno poichè tenere in ostaggio i dati è un percorso rapido verso la monetizzazione. Gli aggressori sempre più esperti, indirizzeranno i loro attacchi a dispositivi di consumo (e ai consumatori) a scapito dei produttori di dispositivi“.

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Attacco ransomware: LifeLabs paga il riscatto

Tra le ultime notizie che hanno accesso varie controversie c’è l’attacco subito dalla canadese LifeLabs. La portata dell’attacco ransomware in Novembre ha portato l’azienda a pagare il riscatto per proteggere i dati sensibili di circa 15 milioni di utenti. LifeLabs esegue infatti ogni anno milioni di test di laboratorio e il bottino dei criminali informatici conteneva, oltre ai soliti nomi, indirizzi fisici, e-mail, password, date di nascita, i numeri di tessera sanitaria e i risultati dei test di laboratorio dei propri pazienti. La decisione di pagare il ricatto è così stata presa per poter rientrare in possesso delle informazioni sottratte evitando così divenissero pubbliche.

La storia di LifeLabs è piuttosto controversa, a partire dal fatto che non è la prima volta che un’azienda capitola di fronte ad un attacco ma soprattutto perhè la conseguenza potrebbe essere quella di incentivare atti emulativi.

In questi ultimi giorni però, gli sviluppatori di Maze, uno degli ultimi ransomware, hanno appunto pubblicato un sito dove per chi non cede alle estorsioni vedrà pubblicato la data dell’attacco, i nomi dei propri file, i volumi dell’archvio, l’indirizzo IP delle macchine attaccate e così via.

Cyber Security ultime notizie: la nuova variante della botnet GoldBrute

CyberSecurity360 ha pubblicato nei giorni scorsi tutti i dettagli tecnici e i consigli per mitigare i rischi di un possibile attacco della nuova variante della botnet GoldBrute che sta prendendo di mira i server RDP (Remote Desktop Protocol) in tutto il mondo: lo scopo è trasformarli in altri bot ai comandi dei criminali informatici. La pericolosa variante è stata scoperta in Italia dagli analisti di CybergON business unit di Elmec Informatica, che affermano che alcune parti di codice malevolo non ancora completamente operative.

Tutti i dettagli su: Cyber Security 360 – GoldBrute, la nuova variante della botnet ha già colpito 4 milioni di server RDP

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CyberSecurity Leonardo: ultime notizie

Cybersecurity Leonardo (ex Finmeccanica) guarda al Centro di Valutazione e Certificazione nazionale.

Alessandro Profumo, CEO di Leonardo, in occasione del discorso di apertura di Cybertech Europe 2019, ha ricordato che il gruppo” è disposto a ricoprire un ruolo chiave nel panorama europeo della sicurezza informatica”

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CyberSecurity

Il 21 novembre è entrata in vigore la legge che definisce il perimetro di sicurezza cibernetica nazionale. L’Italia così accelera la consapevolezza sul tema della sicurezza informatica ma non solo: la strada che si sta percorrendo è quella che procede verso la costituzione di un Comando delle operazioni in rete che riunisca tutte le capacità delle Forze armate nel settore cyber.

Leonardo Spa (ex Finemccanica), attivo nei settori della difesa, dell’aerospazio e della sicurezza, dovrebbe avere un ruolo cruciale. Barara Poggiali, in un’intervista a Wired ha affermato che Leonardo SpA potrebbe avere “un ruolo per fare certificazioni e assicurare la resilienza“. In particolare Leonardo guarda al Centro di Valutazione e Certificazione nazionale (Cnvc) istituito presso il Ministero dello Sviluppo Economico (Mise), con il compito di analizzare le tecnologie critiche delle reti e dei sistemi informativi. Il Cnvc infatti che sarà dotato di un laboratorio interno per analizzare prodotti hardware e software si appogegrà anche a centri esterni accreditati”.

CyberSecurity Leonardo: la sicurezza della distribuzione energetica

Il 6 Dicembre al Forum CyberSecurity svoltosi a Napoli, si è dicusso delle necessarie iniziative di cooperazione pubblico/privato in tema di sicurezza informatica, e quidni del bisogno di facilitare il dialogo tra Governo, Industria e Università per valorizzare e implementare le competenze ingegneristiche in materia di Cyber Security.

La CyberSecurity infatti, al di là di rappresentare una fondamentale importanza in senso militare e quidni una questione nodale per la difesa del Paese, riguarda i servizi come quello della distribuzione energetica, i sistemi bancari e l’assistenza sanitaria tanto per citarne alcuni.

La divisione Cyber di Leonardo, è infatti al lavoro sul progetto europeo Secure Gas, per la protezione delle reti di distribuzione del gas a livello continentale. Ombretta Arvigo, specialista della divisione CyberSecurity di Leonardo ha affermato infatti che: “si va sempre più verso un modello e soluzioni di sicurezza che mettono insieme la sicurezza ‘fisica’ di reti e strutture con la loro sicurezza ‘cyber’. Perché mondo reale e digitale sono sempre più intrecciati e interconnessi”.

Tra le preziose partnership di Leonardo c’è infatti anche il nome di Saipem: l’occasione di riunire questi due grandi nomi è stato il Cyber attacco del 2018: occasione che ha visto la Saipem iniziare ad investire non solo su innovazione e nuove tecnologie ma anche nella formazione del personale (Cyber Security Awareness).

Alla tavola rotonda hanno partecipato: Alberto Manfredi (Head of Cyber Information & Security – Business support, di Leonardo Spa); Marco Tulliani (Chief information Security Officer di Bnl Spa); Nicola Sotira (Direttore della Fondazione GcSec).

Leonardo CyberSecurity e NATO, ultime notizie

AndreaBiraghiCyberSecurity.com| Leonardo CyberSecurity e NATO: le minacce informatiche alla sicurezza stanno diventando non solo sempre più frequenti ma complesse, distruttive e coercitive.

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L’obiettivo della NATO e dei suoi alleati è quello però quello di adattarsi sempre di più al panorama delle minacce informatiche, affidandosi a difese sempre più forti e resistenti per gestire i rischi e soprattutto la sicurezza. Leonardo collabora con l’agenzia NCI dal 2012 per proteggere le infrastrutture dei sistemi di comunicazione e informazione della NATO. Non è poco, perché Leonardo è a tutti gli effetti il “cyber defence mission partner” della NATO, alla quale garantisce servizi di protezione dalle minacce informatiche in tutto il mondo (oltre 70.000 utenti). Nel 2016 Leonardo e NCIA hanno firmato l’IPA (Industrial Partnership Agreement), un accordo di partnership industriale per condividere informazioni sulla sicurezza informatica.

Il nuovo accordo, invece, che porta il nome di “NCIRC — CSSS” (NATO Security Incident Response Capability — Cyber Security Support Services) riguarda le attività di sicurezza cibernetica erogate da Leonardo (ex Finmeccanica) nell’ambito del programma NCIRC — FOC (Full Operational Capability). Ovvero, per altri 18 mesi vengono estesi i servizi di protezione per supportare e aumentare la resilienza dell’Alleanza Atlantica nello svolgimento della propria missione in circa 29 paesi a livello globale. Parallelamente NATO e UE stanno rafforzando la loro cooperazione in materia di difesa informatica, in particolare nei settori dello scambio di informazioni , formazione, ricerca ed esercitazioni.

La difesa informatica, infatti, fa parte del compito principale della NATO di difesa collettiva: nel luglio del 2016, gli Alleati hanno infatti riaffermato il mandato difensivo della NATO, riconoscendo il cyberspazio come un dominio di operazioni in cui bisogna difendersi con la stessa efficacia che ha in aria, a terra e in mare.

Leonardo oltre la CyberSecurity: Ocean 2020

Leonardo oltre la CyberSecurity.

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5G Cyber Security: ultime notizie

5G Cyber Security – Andrea Biraghi Ultime notizie

Andrea Biraghi cyber security

Il Cyber Crime è sempre in agguato e tale riguardo lo sviluppo delle reti 5G vengono sollevati dubbi ed incertezze su quale saranno ad esempio i rischi per la comunicazione. Ma non solo: in termini di sicurezza di infrastrutture e attacchi informatici ci si chiede quali siano i metodi più tempestivi per intervenire sulle minacce provenienti dal cyberspazio.

Intanto i poteri speciali del Governo (Golden Power), con il Decreto sulla Cybersicurezza vengono estesi anche al 5G, per rendere il procedimento sostanzialmente simmetrico rispetto a quello per l’esercizio dei poteri speciali nei settori della difesa e della sicurezza nazionale.

5G i cyber rischi per la comunicazione mobile

5G Cyber Security – Andrea Biraghi Ultime notizie

Il 5G fornisce un’infrastruttura mobile a banda larga necessaria per un mondo fatto di oggetti connessi e città più intelligenti con una velocità 100 volte superiore rispetto al 4G: entro il 2025 si prevede infatti un volume di dati di 175 zettabytes (1 zettabyte equivale a 1 miliardo di terabyte) rispetto ai 1.2 zettabyte trasmessi nel 2010. Parte così la sfida sicurezza per il nuovo standard mobile.

AgendaDigitale afferma che il 5G non rappresenta di per sé una criticità per la cybersecurity, proprio perché pensate per avere maggiore resilienza e per mitigare i tentativi di violazione delle infrastrutture di telecomunicazione mobile.

Leggi l’analisi completa di AgendaDigitale sul 5g

Ciò nonostante gli esperti di Kaspersky e di Securing Smart Cities hanno condiviso alcune riflessioni relative alla comunicazione 5G mobile relative alla sicurezza e alla privacy.  Tra i punti deboli attacchi DDoS, minacce legate al Bring Your Own Device (BYOD), la sicurezza dei dati e della privacy, le infrastrutture critiche e la sicurezza pubblica.

Ultimo ma non meno importante quello che riguarda il terrorismo, lo spionaggio e il sabotaggio finanziato dagli stati. A tale riguardo interviene Corrado Giustozzi, uno dei massimi esperti di cyber security.

In un’intervista a StartMag – Fatti e leggende su 5G, Huawei e spionaggi, Giustozzi concorda con alcune affermazioni nate dal dibattito sulla sicurezza delle comunicazioni in una rete complessa, ma destinata a mutare tutte le coordinate della nostra esistenza, come il 5G.

“Sono sostanzialmente d’accordo con Cardani quando dice che dobbiamo solo decidere da chi farci intercettare. È una battuta che io faccio da anni, con la differenza che, tra i possibili intercettatori, io annovero oltre a Cina e Usa anche potenze come Russia o Israele. Stiamo d’altra parte parlando di un gioco antichissimo. Da sempre infatti i governi hanno spiato tutti gli altri governi, amici e nemici, in tempo di pace come in tempo di guerra”.

Il presidente Agcom, Angelo Cardani, in audizione alla Camera sulla rete Telecom, ha detto che il problema della sicurezza, è “un problema sostanzialmente insolubile: bisogna solo scegliere se essere spiati, tra virgolette, dai cinesi o dagli americani, questo per quanto riguarda i sistemi che sono assai complessi”.

Leggi l’intervento su StartMag.it